Tags Posts tagged with "tecnologia"

tecnologia

    by -

    I contenuti per adulti hanno contribuito in misura rilevante allo sviluppo di internet e secondo alcuni stanno facendo lo stesso per quanto riguarda la realtà virtuale.

    Questo almeno quanto sostiene Brian Shuster, Ceo di HoloGirls VR, produttore canadese di contenuti VR per adulti dopo essere già stato tra i pionieri di internet (fondò la sua prima società nel 1995, World Wide Internet Network, con la quale sviluppò il primo network pubblicitario di internet diventando uno dei pionieri dei banner) ma anche dei mondi virtuali per adulti con Utherverse.

    Shuster punta sui contenuti per adulti da anni

    adult VR and more shuster Shuster in verità non è nuovo a queste dichiarazioni, come Mondivirtuali.it vi ha già riferito fin dal 2014. Il propritario, tra le altre cose, di Utherverse ripete da anni che la predominanza di contenuti “piccanti” rispetto all’offerta complessiva di contenuti VR è “naturale”, dato che i produttori di virtualporno possono “innovare e sviluppare le tecniche di ripresa e computer grafica per una base di utenti reali, col risultato di essere anni avanti rispetto ai produttori di contenuti non per adulti nella comprensione di cosa vogliono i loro clienti in VR e come creare” e offrire ciò che cercano.

    Anche Piper Jaffray pare concordare

    Non è però solo Shuster a scommettere sul boom del virtualporno: anche il broker Piper Jaffray in una ricerca del 2015 aveva ribadito che la realtà virtuale era il nuovo “mega tech theme” e che i contenuti per adulti avrebbero costituito entro il 2025 il terzo più importante componente dell’intero settore, superati solo dai videogiochi (in cui sembra credere molto Linden Lab) e dai contenuti sportivi (della Nfl in particolare).

    Kermes: ciò che è piccante piace sempre

    adult VR and more Per la verità gli ultimi sviluppi in tema di produzione e fruizione di contenuti per adulti in realtà virtuale non sembrano aver completamente confermato le previsioni finora fatte, come già abbiamo ricordato, ma questo non sembra scoraggiare gli esperti del settore.

    In un’intervista sul New York Times, ad esempio, Mark Kernes, senior editor di AVN Media Network che segue il settore delle realtà virtuale, ha spiegato che “il sesso vende e dove ci sono soldi da fare ci saranno sempre imprenditori che vogliono adottarlo e fare soldi grazie ad esso”.

    Il caso del Tripadvisor per adulti

    Non stento a crederlo, visto che una delle idee che di recente ho visto circolare tra gli investitori di startup londinesi è relativo a un sito di recensioni di servizi di escort, una sorta di “Tripadvisor per adulti” insomma, a conferma che sì, tutto quanto ruota attorno al sesso, da secoli, muove parecchi soldi e parecchio interesse.

    Se poi tutto questo possa essere una leva per rendere la realtà virtuale una tecnologia di massa resta da vedere. Voi però continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

      by -
      VR piccante cover

      Che i contenuti per adulti più o meno piccanti e i giochi sarebbero state le prime due leve della realtà virtuale, come lo sono state del web e prima ancora dei personal computer, era facile da prevedere. Ma mentre i videogiochi in realtà virtuale stanno iniziando gradualmente a fare presa, l’industria della realtà virtuale per adulti è andata incontro a problemi imprevisti.

      La realtà virtuale piccante imbarazza

      Finora il consumo di contenuti per adulti è stato tipicamente passivo e non si sono avute grandi innovazioni dall’introduzione dei primi spettacoli di spogliarello, nel 15esimo secolo, ad oggi. Alla fine vedere immagini di donne (e uomini) nudi, impegnati in qualche attività amatoria, attraverso un sito come LiveJasmin, anziché dal vivo dietro a una finestra non fa molta differenza.
      LiveJasmin

      Così l’utenza di questo tipo di contenuti è abituata a guardare, passivamente, non ad essere in qualche modo ripresa, a fare parte della scena. Perché questa situazione, che è invece alla base dell’idea di realtà virtuale “piccante”, finisce per imbarazzare lo spettatore (o spettatrice). Semmai il modello adottato sembra più simile a quello dei locali per scambisti, o ai servizi di escort, che però sono molto diversi dall’industria classica dei contenuti per adulti e dal suo confortevole modello di fruizione anonima.

      Quando l’immersione non funziona

      C’è poi un altro problema: nelle riprese in realtà virtuale per “immergervi” nella scena si filma in prima persona, ma mentre quando guardate un film per adulti pur osservando la scena riuscite a vedere il resto del vostro corpo, coi visori per realtà virtuale esso è invisibile. Perché mentre i vostri sensi principali, vista e udito, sono trasportati in una situazione virtuale, il vostro corpo è ancora nella realtà, in piedi o seduto su una sedia.
      realtà virtuale piccante

      Insomma, questa volta la tecnologia ha superato la capacità degli utenti a cui era destinata di godere i contenuti che essa può produrre. O forse il problema è che non si è investito abbastanza per sviluppare nuove tecniche di ripresa e narrazione, cercando di adattare uno stile che presupponeva una visione passiva ad una situazione che propone una fruizione attiva. Qualcosa comunque non quadra.

      Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

        by -
        social network emergenti cover

        La vicenda, controversa, dei dati di 50 milioni di profili Facebookrubati” da Cambridge Analytics, società inglese che da tempo opera sul mercato dei “big data” ed è finita al centro di polemiche per il ruolo avuto a sostegno della campagna elettorale di Donald Trump e degli isolazionisti della Brexit, ha riportato d’attualità oltre al problema della effettiva tutela della privacy nei social network, anche la domanda su quali siano le possibili alternative a Facebook stesso.

        C’è vita fuori da Facebook?

        Detta così la risposta sembra scontata: se non siete più contenti del servizio che vi offre Facebook potete sempre rivolgervi a qualche altra piattaforma di social media, come Twitter, Instagram, Youtube, Snapchat, ma anche Flipboard, Pinterest, Tumblr, VK.

        Oltre a questi social network esistono da tempo community online come Flickr (ora parte del gruppo Verizon) o Deviantart che restano molto animate e ricche di interazioni tra utenti.

        Tutti nomi noti, ma accanto ad essi quali sono gli “emergenti”, quelli che magari piacciono molto ai ragazzi, che invece stanno iniziando ad abbandonare Facebook e i suoi fratelli più affermati?

        Noi di Mondivirtuali.it ve ne suggeriamo tre, anche se ne esistono molti altri (ad esempio dedicati agli sportivi praticanti), cui potete accedere comodamente anche da smartphone tramite le rispettive app.

        WattPad

        Wattpad se amate leggere o scrivere

        Se amate scrivere e non volete perdere tempo a curare un vostro blog potete sfruttare Wattpad, piattaforma canadese lanciata già nel 2006 in cui è possibile leggere e pubblicare, anche un capitolo alla volta, racconti originali (fanfiction) suddivisi per categorie e generi.

        Per riflettere temi e sottogeneri della storia, nei “dettagli della storia” vengono inseriti dei tag, così da farsi trovare più facilmente dagli utenti della piattaforma. I creatori di contenuti possono inoltre attribuire varie tipologie di copywright tra gli estremi “di dominio pubblico” o “tutti i diritti riservati”; vari editori hanno già pubblicato e distribuito titoli selezionati su Wattpad.

        musically

        Musical.ly per gli amanti della musica

        Molto più recente è il lancio di Musical.ly, piattaforma cinese (ma con uffici anche a San Francisco) lanciata nel 2014 e che consente tramite app di creare video in play back, della durata tra 15 secondi e 1 minuto, aggiungendo poi canzoni, suoni, filtri ed effetti vari, se si vuole anche modificando la velocità di riproduzione (scegliendo tra 5 opzioni) o invertendo la riproduzione del video.

        E’ inoltre possibile creare dei micro-filmati, sostanzialmente delle Gif animate con musica in sottofondo. Anche in questo caso alcuni editori musicali (come Warner Music) hanno iniziato a seguire la piattaforma sia per trovare nuovi talenti, sia per promuovere la musica di artisti affermati come Kate Perry.

        snupps

        Il catalogo del nuovo millennio

        Se poi, come è capitato anni fa a Sari e Mar Anabtawi, aveste l’esigenza di disporre di un catalogo digitale online dei vostri beni, potete utilizzare Snupps (inizialmente acronimo di Serial Number Universal Protection Protocol System), una app lanciata nel 2012 il cui social network connette le persone attorno agli oggetti che essi amano.

        Creativi e collezionisti ne vanno pazzi, potendo mostrare o osservare dalle figurine in pasta Fimo ai panini di tutto il mondo, dai gadget elettronici ai fumetti, dai videogiochi a capi d’abbigliamento, per ogni categoria dei quali potete non solo effettuare una ricerca tramite tag, chattare con altri utenti o seguire centinaia di gruppi tematici, ma anche creare vostri “shelf” (scaffali) in cui inserire le immagini degli oggetti personali che desiderate condividere.

        Se vi abbiamo invogliato, provate a iscrivervi ad alcuni di questi ulteriori social media, magari cercandoci. In ogni caso, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

          by -
          robotica cover

          Si parla molto del rischio che la tecnologia, in particolare la robotica, possa un giorno sostituire il lavoro degli uomini. Al di là del fatto che speriate o temiate che ciò si avveri, la robotica ha fatto enormi progressi negli ultimi anni, ma restano molte sfide da superare. La rivista Science Robotics ha indicato i 10 problemi principali.

          1. nuovi materiali e metodi di assemblaggio

          La robotica sta sperimentando nuovi elementi come muscoli artificiali, robotica morbida e nuovi metodi di assemblaggio per combinare più funzioni in un unico materiale. Ma la maggior parte dei materiali multifunzionali non ha ancora superato la fase di test.

          2. Robot bio-ispirati e “robocop”

          I muscoli artificiali hanno già registrato progressi significativi, ma la loro forza, efficienza, densità di energia e potenza vanno migliorate. L’utilizzo di cellule vive nei robot potrebbe far superare le difficoltà legate all’uso di piccoli robot, come pure l’uso di funzioni biologiche come l’auto-guarigione e la percezione incorporata, ma l’introduzione di tali componenti è difficile.

          3. Potenza ed energia

          Lo stoccaggio di energia è un serio ostacolo per la robotica mobile. I progressi nel campo delle batterie stanno accelerando, ma i problemi fondamentali restano in gran parte gli stessi da anni. Occorrerà ridurre al minimo il consumo di energia da parte dei robot e dotarli della possibilità di sfruttare nuove fonti di energia, trasferendola in modalità wireless.

          4. Sciame robot

          Uno sciame di robot semplici, che si assemblano in diverse configurazioni per diversi compiti può essere un’alternativa economica e flessibile ai grandi robot specializzati, ma servono forme di gestione efficaci su diverse scale. Dovranno inoltre essere più durevoli e adattabili alle mutevoli condizioni del mondo reale e resistenti a danni intenzionali o accidentali.
          robotica

          5. Navigazione e intelligenza

          Un utilizzo chiave dei robot sarà lo studio di luoghi che le persone non possono raggiungere, come le acque profonde, lo spazio o zone disastrate. Ciò implica capacità di ricognizione e navigazione senza mappe, anche in ambienti caotici e ostili, che richiederà sistemi in grado di adattarsi, apprendere e riprendersi da errori di navigazione ed in grado di fare e riconoscere nuove scoperte.

          6. Intelligenza artificiale per robotica

          L’addestramento approfondito ha portato la capacità di riconoscimento delle macchine ad un nuovo livello, ma si dovrà sviluppare il ragionamento simulato per creare robot adattabili, dotati di un’intelligenza artificiale consapevole dei propri limiti e in grado di apprendere, rapidamente, nuove cose.

          7. Interfacce per neurocomputer

          Le interfacce per neurocomputer permetteranno di gestire protesi robotiche avanzate e gestiranno in modo più rapido e naturale il trasferimento delle istruzioni ai robot. Occorre però sviluppare dispositivi compatti, ergonomici e wireless. Sempre che tali interfacce riescano a funzionare meglio di semplici tecniche come il monitoraggio dei movimenti oculari o la lettura dei segnali muscolari.

          8. Interazione sociale

          Se i robot vogliono entrare a far parte dell’ambiente umano, dovranno imparare come comunicare con le persone. Questo è difficile perché non abbiamo molti modelli chiaramente definiti di comportamento umano e tendiamo a sottovalutare la complessità di ciò che a noi sembra naturale.

          9. Robot medici

          La medicina è una delle aree in cui i robot potranno avere un impatto significativo. Robot medici autonomi dovranno saper riconoscere l’anatomia umana in diversi contesti, utilizzando una consapevolezza situazionale e comandi vocali per capire cosa sarà loro richiesto. Anche i microbioti che lavorano nel corpo umano sono molto promettenti, ma sono in una fase di sviluppo rudimentale.

          10. Etica e sicurezza dei robot

          Mentre superiamo limiti e integriamo i robot nelle nostre vite sorgono nuove questioni etiche, come il rischio di diventare eccessivamente dipendenti dai robot. Rinunciando a certe abilità le persone non saranno in grado di prendere in mano la situazione in caso di fallimento del sistema robotico.
          Vi è interessato questo articolo e volete sapere come andrà a finire? Continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

            by -
            Tesla droni cover

            Vi ha impressionato di più assistere al lancio del razzo Falcon Heavy di SpaceX che ha portato nello spazio una Tesla Roadster elettrica rosso fiammante, o la danza di 1.218 droni di Intel che nella notte di Pyeongchang hanno realizzato uno spettacolo di luci incredibile?

            Spettacolari imprese di Musk e Intel

            La sfida tra l’impresa di Elon Musk e lo spettacolo olimpico realizzato da Intel è una conferma mostruosa della capacità di innovazione e marketing delle aziende americane e dovrebbe far riflettere i politici italiani (ed europei), impegnati in una delle campagne elettorali più grette degli ultimi decenni.

            Forse gli italiani potrebbero votare per Starman, il manichino vestito da astronauta al posto di guida della Tesla che sta orbitando tra la Terra e il Sole con “Life on Mars” di David Bowie sottofondo, prima di dirigersi verso la fascia di asteroidi (Marte, obiettivo dichiarato del lancio, sarà osservato da lontano).

            L’innovazione fa girare il mondo

            Chissà che così facendo non riescano a vedere un maggior impegno a favore dell’innovazione, di cui in questo paese si sente un bisogno disperato quanto negato da chi ha interesse solo a sfruttare fino all’ultimo residue rendite di posizione.

            Unica consolazione, anche le potenti società americane sbagliano qualcosa, a dimostrazione che spazio per migliorare esiste sempre. Intel ha dovuto pre-registrare la performance dei suoi droni luminosi, cancellando l’ipotizzato spettacolo dal vivo a causa di problemi logistici (e non delle severe condizioni meteo come si era detto inizialmente).

            SpaceX stecca il rientro, Intel non vola dal vivo

            Da parte sua Musk ha visto sì i due razzi ausiliari del Falcon Heavy atterrare in verticale e in sincrono come previsto. Ma ha anche mancato il bersaglio col razzo principale, caduto nell’Oceano Atlantico anziché atterrare sula propria piattaforma (una chiatta drone).

            Quindi coraggio startupper e imprenditori italiani, provate anche voi a stupire il mondo perché spazio per sognare e per migliorare esiste e continuerà ad esistere.

            Come dite? Non avete visto né i droni luminosi di Intel né il lancio della Tesla nello spazio perché distratti da Sanremo e dalle partite di calcio? Avete la possibilità di rimediare: gustatevi i video presenti in questo articolo.
            Intel olimpic drones

            Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

              by -
              Intel Vaunt cover

              Anche Intel fa la sua mossa nel settore della realtà aumentata (AR), con la realizzazione di Intel Vaunt, un modello di smart glass “minimalista”, che si propone di fare una cosa molto semplice: fornirvi le informazioni del vostro smartphone direttamente in un angolo del vostro spazio visuale.

              Ridotto al minimo Intel Vaunt è tutto qui: certo, non si tratta di poco, perché gli occhiali AR di Intel sono un passo in avanti rispetto ai vecchi Google Glass, mai realmente divenuti un gadget di successo.
              Intel Vaunt

              Nessuna parentela con Hololens o Spectacles

              Ma certo restano lontani da prodotti come le Hololens di Microsoft o gli Spectacles di Snap, che a differenza degli Intel Vaunt hanno riproposto il concetto di ripresa dell’ambiente circostante tramite l’utilizzo di una telecamera integrata.

              Un modo di dire molto diffuso in ambito business ricorda di “keep it simple, stupid”, ossia che se si vuole realizzare un prodotto o servizio di successo, occorre mantenerlo il più semplice possibile, quindi non è detto che gli smart glass di Intel non riescano ad avere una buona diffusione, anche perché si collegheranno, tramite bluetooth, ad uno smartphone.

              C’è davvero bisogno di Intel Vaunt?

              Ma, volendo essere critici, chi realmente ha bisogno di indossare un paio di occhiali per leggere le informazioni che arrivano sul suo smartphone, perché magari lo ha in tasca? Non basta usare le mani, prendere il cellulare e leggere il messaggio? O in alternativa usare un vivavoce, o un comando vocale e avere ugualmente acceso alle informazioni?

              E ancora: Intel Vaunt proietta le immagini direttamente sulla retina di chi li indossa grazie a un proiettore laser da 400 x 150 pixel a bassissima potenza, integrato nella montatura e pertanto invisibile dall’esterno. Quanto scommettiamo che persone che credono che i vaccini facciano male inizieranno a gridare alla pericolosità di un gadget che “potrebbe causare danni alla vista”?
              Intel Vaunt

              Sviluppo di applicazioni e servizi resta cruciale

              Insomma, auguri a Intel e speriamo che anche questi gadget trovino presto sviluppatori in grado di realizzare app davvero utili e interessanti, perché la chiave del successo nell’adozione di una tecnologia spesso non sta nel prodotto in sé, ma nelle funzionalità e nei servizi a cui consente di accedere.

              Se volete scoprire come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

              by -
              Space 360 cover

              Che la realtà virtuale possa portare una rivoluzione anche nel settore cinematografico è noto da tempo, che questa rivoluzione abbia bisogno anche di spazi adeguati, pensati per far fruire agli spettatori una esperienza immersiva a 360 gradi è una scommessa che ha già preso forma in Corea del Sud, presso il Lucerium National Science Museum di Gwangju.

              In Corea del Sud il cinema diventa sferico

              Qui è stato costruito Space 360, una sala di proiezione sferica del diametro di 12 metri in grado di ospitare fino a 45 spettatori per volta, liberi di camminare su un ponte di osservazione in vetro posto al centro della sala. L’esperienza è rivoluzionaria, non richiedendo gli scomodi visori 3D attualmente necessari per visualizzare un filmato VR a 360 gradi. Space 360

              12 proiettori per un’esperienza VR 360

              Al momento le proiezioni di Space 360, create da 12 proiettori che creano l’immagine completa, durano 15 minuti l’una e coprono argomenti di importanza storica come il Big Bang, l’origine della vita, la nascita delle diverse civiltà umane o i cambiamenti indotti dal surriscaldamento del pianeta. Ma questo potrebbe essere solo l’inizio di una rivoluzione destinata a cambiare il modo di fruire dei contenuti cinematografici in tutto il mondo.

              Ammirate Space 360 in questo video

              Space 360 è un’esposizione permanente, aperta tutto l’anno, inaugurata nel settembre 2017 grazie al supporto del gruppo Korea Hydro & Nuclear Power che ha donato a Space 360 la sala di proiezione sferica (se vi incuriosiscono i dettagli tecnici, potete trovarli qui).

              Visitarla costa 3 mila won coreani (circa 2,82 dollari Usa o 2,27 euro) e se vi trovate a Gwangju vale sicuramente la pena di andare a provarla: guardate il filmato di FrontPictures se non ci credete.

              Chissà se in futuro tutti i cinema assomiglieranno a Space 360? Se volete scoprirlo, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

                by -
                ces 2018 cover

                Cosa bolle in pentola per la realtà virtuale e aumentata (VR e AR) dopo la conclusione dell’edizione 2018 del Ces di Las Vegas? Niente di rivoluzionario, ma molte novità in termini di miglioramenti dei prodotti esistenti.

                Htc aggiorna il Vive

                Htc, anzitutto, ha annunciato la versione aggiornata del suo visore Htc Vive, ossia Htc Pro, che avrà una risoluzione 3K (superata da quella dei visori Pimax 4K, Pimax 5K e dal prossimo Pimax 8K VR), un audio integrato, un sistema di tracciamento SteamVR v2, due fotocamere frontali per possibili usi AR e un confort migliorato. ces 2018 htc

                Anche i controller dovrebbero essere migliorati anche se non si sa ancora se saranno una evoluzione dei Vive Knukls o dei Vive Wands. Vive Pro, sarà in vendita già nel corso di questo trimestre, il bundle con anche i controller e il sistema di tracciamento Lighthouse a partire dal secondo trimestre. Dal terzo trimestre dovrebbe essere disponibile anche un adattatore wireless per Vive Pro.

                Oculus Rift sbarca in Cina

                Oculus Rift ha annunciato una partnership industriale con la cinese XiaoMi per la produzione di Oculus Go. XiaoMi lancerà in parallelo un “clone” di Oculus Go destinato al mercato cinese basato sulla piattaforma Mi VR che si chiamerà Mi Standalone.ces 2018 oculus rift

                In questo modo Oculus Rift (controllata da Facebook, che il governo di Pechino non ama) potrà fare il suo ingresso in Cina, mercato da cui era finora rimasta esclusa.

                Google e Lenovo lavorano insieme

                Google da parte sua ha ormai avviato una partnership con Lenovo che consentirà al produttore cinese di entrare nel mercato dei visori VR “standalone” col modello Lenovo Mirage Solo. Il visore userà infatti la tecnologia Google Worldsense per offrire un tracking 6 DOF (degree of freedom, o gradi di di libertà), ma i controller saranno solo 3 DOF.

                Lenovo Mirage Solo si basa inoltre sullo smartphone Daydream di Google e sebbene pesi di più e abbia prestazioni al momento inferiori a quelle di un Htc Vive, sarà lanciato a un prezzo inferiore ai 400 dollari nel corso del secondo trimestre dell’anno.ces 2018 google lenovo

                Da notare che la collaborazione tra Google e Lenovo ha dato vita anche a una telecamera per realizzare video 3D a 360 gradi in 4K, la Lenovo Mirage Camera, con cui realizzare filmati VR condivisibili su Youtube.

                Intel NUC compatibile con la VR

                Tra gli altri “grandi nomi” presenti al Ces 2018, Intel ha presentato il NUC8i7HVK, ossia un micro-pc compatto, realizzato in collaborazione con Amd, che consente di fare esperienze di VR a 90 Fps. Oltre all’utilizzo di Cpu della serie i7 core, NUC8i7HVK utilizzerà la scheda grafica Radeon Vega M.

                I pc della serie NUC sono utilizzati da anni a livelli enterprise ad esempio per realizzare chioschi interattivi: potremmo dunque vedere esperienze VR sempre più diffuse a livello di fiere ed eventi?

                A Hollywood piace Sansar

                Ultimo ma non meno importante: Linden Lab era presente al Ces 2018 per presentare le ultime novità riguardo Sansar, ossia in particolare Ready Player One, una località virtuale realizzata in collaborazione con Intel, Warner Bros e Htc che ricrea il garage di Aech visibile nell’ultimo film di Steven Spielberg (appunto “Ready Player One”, tratto dall’omonimo romanzo di Ernest Cline).ces 2018 sansar

                La location aprirà ufficialmente il 30 marzo 2018 in occasione dell’uscita del film nei cinema di tutto il mondo; si tratta della seconda collaborazione tra Hollywood e Linden Lab, dopo il precedente della mostra di memorabilia di Star Wars aperta in occasione dell’uscita di “Star Wars the Last Jedi” e dimostra come mondi virtuali in VR come Sansar potrebbero avere un’utilità sempre maggiore in ambito pubblicitario: se siete dei bravi grafici, iniziate a studiare.

                Naturalmente non erano solo queste le novità di quest’anno al Ces, ma in rete potrete trovare facilmente altre decine di articoli che vi parlano di tutto il resto.

                Per quanto ci riguarda, vi suggeriamo di continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

                  by -
                  Pimax 8K VR cover

                  Il primo visore per realtà virtuale ad alta definizione, il Pimax8K VR, dotato di uno schermo 4K per ogni oculare, non sarà disponibile a fine mese ma, come molti già sospettavano, non prima dell’estate.

                  Pimax annuncia slittamento consegne

                  Ad annunciarlo è stata la stessa startup cinese, Little Pine Technology (ossia Pimax), che grazie ad una campagna di crowdfunding su Kickstarter è riuscita a raccogliere quasi 4,25 milioni di dollari per lo sviluppo del visore stesso, il miglior risultato mai raggiunto da un progetto di visore VR su Kickstarter (Oculus Rift aveva raccolto 2 milioni di dollari, una precedente campagna della stessa Pimax 2,45 milioni).

                  6 mila backer per lo sviluppo del visore

                  Per la precisione Pimax ha fatto sapere che il suo visore VR ad alta definizione sarà inviato ai 5.946 “backer” non prima del secondo trimestre 2018. “Preferiamo farlo come si deve, quindi senza fretta“, si è giustificata la startup. Nesssuna reazione per ora da parte dei supporter dell’azienda, segno che ben pochi si attendevano realmente una consegna entro gennaio.

                  Calano i prezzi del visore Pimax 4K

                  Non è la prima volta del resto che la data di consegna viene fatta slittare: su Kickstarter inizialmente Pimax aveva indicato novembre 2017 come data per il lancio di “novità”, poi gennaio 2018, almeno per quanto riguarda il modello Pimax 5K VR, evoluzione del Pimax 4K VR lanciato nel 2016, il cui prezzo è calato a Natale a soli 299 dollari. Pimax 4K

                  La startup cinese raccoglie finanziamenti

                  Intanto la startup cinese a inizio dicembre ha raccolto 100 milioni di yuan (circa 15 milioni di dollari) di finanziamento tramite un round “Series A” a cui hanno preso parte due gruppi cinesi, O-Film e Tianma Bearing Group. In questo caso il risultato è in linea con quello ottenuto, nel 2013, da Oculus Rift (il cui round “Series A” raccolse 16 milioni di dollari).

                  Finirà come per Oculus Rift?

                  Poco dopo Oculus Rift raccolse altri 75 milioni di dollari con un round “Series B”, per poi essere acquisita da Facebook per 2 miliardi l’anno successivo: chissà se anche Pimax si rivelerà essere un “unicorno”, finendo con l’essere acquistata da qualche grande gruppo sulla base di una valutazione miliardaria?

                  Restate aggiornati con Mondivirtuali

                  Per scoprirlo continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

                  Rolls Royce Ghost Gold

                  Quotazioni sganciate dalla realtà

                  Tutto il mondo pare impazzito, letteralmente, per le criptovalute e in particolare per i Bitcoin, il cui controvalore continua da mesi a salire senza sosta essendo arrivato al momento in cui scrivo questo articolo a 13.808 dollari per Bitcoin (aggiornamento: 14.305 dollari poche ore dopo che l’articolo è stato pubblicato, ndr).

                  Vi prego di notare che pur affrontando continuamente argomenti legati alle più interessanti tecnologie geek, e il blockchain (alla base delle criptovalute) lo è certamente, non immaginavo di scrivere un pezzo sulle follie da Bitcoin, ma tant’è.

                  Sette anni fa valevano 10 centesimi di dollaro

                  Se pensate che solo 4 anni fa aveva toccato un primo record storico a poco meno di 980 dollari per Bitcoin e che sette anni fa avreste potuto comprare un Bitcoin pagandolo 10 centesimi di dollaro avete un’idea della bolla speculativa che ormai contraddistingue le valutazioni di questa criptovaluta, che è poi una valuta assolutamente virtuale.

                  Molti attori economici accettano tuttavia i Bitcoin come una vera valuta a corso legale, incuranti del rischio che un giorno i governi possano vietarne l’utilizzo, essendo fin troppo evidente il rischio che le criptovalute in generale favoriscano l’elusione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco su scala mondiale.

                  Rolls Royce for bitcoins

                  Rolls Royce in vendita solo se pagate in Bitcoin

                  Uno degli ultimi esempi di questa “esuberanza irrazionale” che rischia di ridimensionare persino la truffa organizzata a suo tempo da Bernie Madoff, è la richiesta formulata dal fortunato proprietario di una Rolls Royce di essere pagato solo in Bitcon dall’eventuale acquirente.

                  La singolare richiesta è stata avanzata da un cittadino di Manchester proprietario di una Rolls Royce modello Ghost del 2010, con meno di 50 mila chilometri di percorrenza, dalla carrozzeria color oro e prezzo richiesto (sul sito Autotrader) pari a 117.995 mila sterline (circa 156 mila dollari) e più i giorni passano meno Bitcoin saranno necessari per portasi a casa la vettura.

                  La giusta domanda da farsi

                  Molti siti stanno già chiedendo: se aveste abbastanza Bitcoin, li scambiereste con quest’auto? Ma forse la domanda è mal posta, perché se voi aveste cambiato un dollaro in Bitcoin sette anni fa ora potreste quasi portarvi a casa la vettura con quella somma e fare comunque l’affare della vostra vita, perché anche a rivenderla il giorno dopo come rottame incassereste il vostro dollaro moltiplicato qualche migliaia di volte.

                  La vera domanda dunque è: se voi aveste una Rolls Royce dorata praticamente nuova, sareste disposti a cederla per meno di 12 Bitcoin? Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

                  I più letti ultima settimana / Most read last 7 days