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    VR Touch cover

    Se al Ces 2017 si è notata una certa stanchezza per quanto riguarda il settore delle realtà virtuale e della realtà aumentata (VR/AR), una delle poche novità interessanti è stata lanciata da una startup italiana, Go Touch VR, fondata da quattro esperti di haptic: Eric Vezzoli, Thomas Sednaoui, Vincenzo Giamundo e Zlatko Vidrih.

    VR  Touch migliora l’immersione dell’utente

    Go Touch VR TeamGo Touch VR ha lanciato ufficialmente il 5 gennaio scorso in occasione del Ces 2017 il suo futuristico dispositivo wearable VR Touch.

    Alimentato da una tecnologia in via di brevetto, il dispositivo permetterà agli utenti di giocare, progettare, manipolare, imparare e interagire in realtà virtuale come nella vita reale e viceversa.

    Ci siamo impegnati per aggiungere all’esperienza VR il senso del tatto per migliorare l’immersione dell’utente“, ha spiegato Eric Vezzoli che insieme i suoi tre soci, in passato, aveva già lavorato a lungo su un progetto che ha portato il feedback tattile sui touch screen.

    Proprio l’assenza del tatto nell’attuale scena VR ha spinto i quattro startupper a progettare un dispositivo in grado di fornire “una soluzione a 360 gradi per l’integrazione dell’haptic feedback ad alte prestazioni nei sistemi AR/VR”.

    L’illusione di toccare oggetti virtuali

    In sostanza VR Touch è un anello da indossare che crea, nell’utente, l’illusione di toccare oggetti virtuali. “Il nostro dispositivo fornisce un vero e proprio contatto sulle dita -ha sottolineato Vezzoli – in corrispondenza dell’oggetto virtuale, facendo si che l’utente avverta il contatto virtuale proprio come lo avvertirebbe nella realtà”.

    In sostanza, quando si prova a toccare un oggetto, il cervello si aspetta la rispettiva sensazione tattile: “Questo semplice concetto è alla base dell’intera progettazione del nostro dispositivo VR Touch con il quale forniamo all’utente proprio quell’esatta sensazione attesa dal cervello e che completa l’esperienza VR. Il nostro wearable, inoltre, adotta un concetto scalabile che consente di usare tutte e 10 le dita contemporaneamente”.

    Sensazioni mai così realistiche in VR

    VR Touch devicesData la naturalezza dell’interazione con VR Touch gli utenti potranno beneficiare di un minor tempo di apprendimento, ma anche di un maggiore controllo e di una migliore destrezza durante la manipolazione degli oggetti in ambiente virtuale.

    Ciò che differenzia il wearable di Go Touch VR dalla concorrenza è che esistono già guanti per interagire con la realtà virtuale, ma nessuno di questi appare in grado di offrire una sensazione così realistica nel toccare un oggetto vero, in quanto questi dispositivi utilizzano solo la vibrazione come feedback.

    Compatibilità con visori VR e motori grafici

    VR Touch è completamente wireless ed è pienamente compatibile con Intel Real Sense, Leap Motion e tutti i visori per realtà virtuale, supportando inoltre tutti i principali motori grafici come Unreal Engine, Unity e CryEngine. VR Touch include inoltre un sistema di tracking interno ed il riconoscimento di gesture in modo da fornire un’esperienza tattile superiore a quella finora possibile.

    Nell’augurare a Go Touch VR di riuscire ad affermarsi nel sempre più affollato e competitivo settore dei dispositivi per realtà virtuale e realtà aumentata, a noi non resta che consigliarvi di continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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      Remoria VR crowdfunding cover

      Remoria VR, la startup romana di cui vi abbiamo già parlato, ha avviato il 10 Novembre 2016 una campagna di crowdfunding su Kickstarter per raccogliere fondi per il controller Lignum, compatibile con smarpthone iOS e Android.

      Campagna di crowdfunding fino al 10 dicembre

      Remoria VR logoObiettivo della campagna di crowdfunding di Remoria VR sono 20 mila euro da raggiungere in un mese, dunque entro il prossimo 10 dicembre, ma anche sviluppare una comunità di sviluppatori attorno al controller e quindi incoraggiarli a sviluppare contenuti immersivi e interattivi di realtà virtuale.

      La cosa interessante è che la campagna per Lignum è strutturata, come solitamente avviene, su più livelli di contributi, da un minimo di 5 euro (che vi inserirà in una mailing list per essere sempre aggiornati sugli sviluppi) a 300 euro o più (in questo caso i donatori riceveranno un Lignum Controller set e un Lignum DKI peronalizzato (otre a un cavetto micro Usb).

      Dei sette livelli di contributi possibili, tre sono sostanzialmente identici e offrono ai donatori un Lignum Controller e un cavetto micro Usb a 29, 49 o 59  euro: ci pare un modo interessante per testare l’interesse dei potenziali utenti per diverse fasce di prezzo, in base alla velocità con cui i tre livelli andranno esauriti.

      De Falco: Lignum utile a sviluppatori di contenuti VR

      Remoria VR Kickstarter crowdfundingA proposito di Lignum Controller, si tratta di un dispositivo wireless Bluetooth 4.1 specificamente sviluppato per la realtà virtuale con una serie di sensori che consentono movimento e orientamento a bassa latenza (inferiore ai 10 ms). Il punto di forza di Lignum Controller è la sua flessibilità, dato che può operare sia in combinazione con smartphone iOS o Android, sia (grazie a Lignum SDK) a Samsung Gear VR attraverso Windows, Mac o Linux.

      Ci si potrebbe chiedere in cosa Lignum differisca dagli altri controller disponibili sul mercato. Ebbene, Google ha lanciato la sua piattaforma VR, Daydream, sviluppata direttamente in Android 7.0 Nougat, il che significa che supporterà solo dispositivi ad alta prestazione” spiega il co-founder e Ceo di Remoria VR, Marco de Falco.

      Ciò nonostante sono pochi gli smartphone al momento compatibili con Daydream. Questo è un grosso ostacolo per gli sviluppatori che vogliono costruire le loro esperienze VR ma non posseggono dispositivi certificati Google. Per loro Lignum è la soluzione” conclude de Falco, tanto più che Lignum è compatibile anche con versioni precedenti di Android fino alla 4.4, il che espande le sue possibili utilizzazioni e rende la VR realmente disponibile.

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      Baobab Studios cover

      Nonostante tutte le meraviglie che gli studios in realtà virtuale potranno usare per stupire gli utenti, alla fine l’unico modo per stabilire un contatto emozionale, come già spiegò Ed Catmull, resta sempre lo stesso: produrre grandi contenuti, in grado di creare la sospensione dell’incredulità esattamente come sanno fare i migliori film o romanzi.

      Altri 25 milioni di dollari per Baobab Studios

      Baobab Studios InvasionPer questo è interessante che Baobab Studios, produttore di video a 360 gradi che dopo 6 milioni di dollari iniziali ricevuti da investitori tra cui Samsung e Htc abbia appena raccolto altri 25 milioni di dollari in un round di investimento guidato da Horizons Ventures e Twentieth Century Fox a cui hanno partecipato anche Evolution Media Partners, Shanghai Media Group, Youku Global Media Fund e LDV Partners.

      Baobab Studios si propone di sviluppare personaggi che chiunque possa imparare ad amare (o odiare) grazie alla ricchezza di esperienze ed interazioni che la tecnologia VR può offrire. Baobab Studios il mese scorso aveva annunciato che il loro cortometraggio animato in VR, “Invasion”, diretto dal regista di Madagascar, Eric Darnell, e narrato da Ethan Hawke, della durata di 6 minuti, stava per essere trasformato in un prodotto della durata di un film d’animazione dallo studios hollywoodiano Roth Kirschenbaum (i cui fondatori hanno prodotto film celebri come Alice in Wonderland e Biancaneve e il cacciatore).

      Un’allegra invasione a 360 gradi

      Invasion mostra l’arrivo di un’astronave da cui sbarcano due alieni azzurri che vorrebbero conquistare la Terra e di come un paio di simpatici coniglietti, uno dei quali è lo spettatore stesso, riescono a evitare ciò e a metterli in fuga. Finora il video a 360 gradi caricato su Youtube (che potete vedere qui sotto) ha totalizzato circa 1,5 milioni di visualizzazioni ed è stato utilizzato come demo durante il lancio mondiale della PlaystationVR di Sony a inizio ottobre (oltre ad essere una delle app di punta dei visori Samsung Gear VR e Oculus Rift).

      In attesa di veder trasformato Invasion in un lungometraggio, Baobab Studios, per cui lavorano una ventina di dipendenti e che sta reclutando un team di manager per crescere ulteriormente, tra cui il nuovo Cto Larry Cutler, ex Pixar/Dreamworks, e il regista e fondatore di Within (Virtual Reality), Chris Milk, entrato nel Cda di Baobab Studios, ha già fatto sapere che il prossimo corto si chiamerà “Asteroids!”.

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      Investire nello sviluppo di contenuti che sfruttano le tecnologie di realtà virtuale e realtà aumentata applicante al patrimonio artistico-culturale italiano conviene? Molte startup e piccole e medie imprese italiane scommettono di sì ed hanno da tempo iniziato a produrre contenuti e piattaforme per consentire a turisti e appassionati di fruire una mostra o un sito archeologico in modo arricchito, come nei seguenti esempi.

      Ikon e l’Antica Aquileia

      Ikon assieme a Nudesign ha realizzato già nel 2013 per la Fondazione Aquileia (ente che gestisce il patrimonio dell’antica città romana) Antica Aquileia 3D, applicazione mobile iOS e Android che consente di guardare i monumenti attraverso smartphone o tablet visualizzando ricostruzioni tridimensionali in modalità interattiva. Se volete avere un assaggio di ciò che significa, gustatevi il video qui sotto.

      SpinVector e il teatro romano di Benevento

      SpinVector, di cui Mondivirtuali ha già parlato, oltre ad aver realizzato nel 2011 la ricostruzione virtuale di Pompei per il Mav (Museo archeologico virtuale) di Ercolano, ha sviluppato più di recente col centro dipartimentale Urban Eco dell’Università Federico II di Napoli un progetto di digitalizzazione e visualizzazione del teatro romano di Benevento.

      ARtGlass, dalla Villa Reale di Monza a Caravaggio

      riscopri caravaggioARtGlass – Capitale Cultura Group ha invece puntato sulla realtà aumentata per valorizzare in modo innovativo e accattivante il San Francesco in Meditazione di Caravaggio, recentemente restaurato e riesposto presso il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, attraverso l’iniziativa “Riscopri Caravaggiopresentata lo scorso 30 settembre. Ma già da inizio febbraio i visitatori della Villa Reale a Monza possono seguire un percorso immersivo negli ambienti della villa stessa, realizzato sempre da ARtGlass.

      Regium@Lepidi, da Reggio Emilia agli States

      I Musei Civici di Reggio Emilia il 30 maggio 2015 hanno invece inaugurato il museo virtuale Regium@Lepidi 2200 frutto di un progetto internazionale, durato due anni, sulla ricostruzione virtuale della città romana di Regium Lepidi (Reggio Emilia), che ha visto la collaborazione della Duke University (ed in particolare dei laboratori Dig@Lab, fondati dal professor Maurizio Forte), dei Musei Civici di Reggio Emilia e del Lions Club Host Città del Tricolore, Reggio Emilia. Dopo oltre due anni di lavoro, in parte a Reggio ma in gran parte presso i laboratori Dig@Lab a Durham, negli Stati Uniti, il Museo Virtuale sulla città Romana ha visto la luce.

      LD porta la Città proibita a Torino

      LD multimedia citta proibitaA Torino, dal 24 febbraio al 28 marzo 2016, grazie alla collaborazione tra Fondazione Torino Musei e LD Multimedia, startup fondata da Luca Licata e Fulvio Castellaro dedicata alla produzione di scenari di realtà virtuale, è stato possibile visitare “virtualmente” la Città proibita utilizzando un visore Oculus Rift. Era inoltre possibile acquistare (per 9 euro) un visore in cartone prodotto dalla stessa LD Multimedia che a parità di file a 360 gradi offre una qualità visiva superiore del 20% rispetto al più noto Samrung Gear VR, così da utilizzare il proprio smartphone per scaricare gratuitamente le applicazioni dedicate e rivivere il “viaggio” anche fuori dal museo.

      Realtà virtuale e aumentata per l’arte, c’è spazio per tanti

      L’abbinamento realtà virtuale / realtà aumentata e patrimonio artistico è dunque quanto mai ricco e vitale, anche se il settore appare ancora molto frammentato. Cosa che se da un lato potrebbe limitare inizialmente la portata economica dei singoli progetti, dall’altro lascia tuttora spazi aperti a PMI e startup che vogliano avanzare proposte innovative, quindi che aspettate?

      Ovviamente se volete rimanere sempre aggiornati, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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        startup vr seedup cover

        In queste settimane mi è capitato spesso per lavoro (come forse saprete sono un analista finanziario e collaboro da oltre un anno con l’acceleratore SeedUp) di assistere a presentazioni di startup, molte delle quali stanno sviluppando contenuti o dispositivi per la realtà virtuale (VR). Ma cosa serve per avere successo e veder finanziata la propria idea di business, sia che sia legata alla realtà virtuale sia che sia in generale un’idea innovativa?

        Fate squadra per aver successo

        startup vrL’idea innovativa conta, ma conta anche la capacità di costituire rapidamente un team dotato di competenze tra loro complementari: se siete un ingegnere del software e volete creare dei contenuti per VR avrete bisogno di un grafico 2D/3D, ma anche di una persona che curi la parte amministrativa, un responsabile vendite, qualcuno che conosca leggi e regolamenti del settore, ad esempio per cercare di ottenere finanziamenti pubblici e privati e così via. Senza un buon team alle spalle la vostra idea è destinata a sfiorire.

        L’importanza delle relazioni

        Se siete alle prime esperienze lavorative o appena diplomati/laureati, forse fareste meglio a tentare di mettervi in mostra partecipando a contest e call for ideas (con SeedUp ne abbiamo tenuta una pochi mesi fa, “Dall’idea all’azienda”, vinta dal team di CCO), magari dopo aver seguito qualche incontro per startupper, ad esempio come quelli organizzati a Napoli da NastartUp che proprio in questi giorni ha ripreso le sue attività dopo la pausa estiva. Non abbiate troppa paura che possano rubarvi la vostra idea, questi eventi vi danno l’occasione di costruire relazioni che potrebbero rivelarsi importanti sia per conoscere potenziali investitori sia per reclutare nuovi membri del vostro team.

        Accelerate la vostra startup

        Se poi credete di avere una buona squadra e una buona idea, provate a contattare direttamente acceleratori (per SeedUp seguite questo link) e incubatori: è il loro lavoro e il loro interesse far crescere rapidamente la vostra idea di business, in alcuni casi divenendo vostri soci per poi presentarvi ad altri investitori in grado di assistere ulteriormente la crescita della vostra startup e potranno aiutarvi in tutte quelle attività che voi potreste non sapere svolgere al meglio o che vi distrarrebbero dallo sviluppo della vostra idea innovativa.

        Il giusto mix di fattori

        startup vr-mixLa ricetta perfetta per avere successo non esiste, ma personalmente mi sono reso conto, lavorando in questo campo ormai da anni, che il successo dipende per circa un 10% dall’idea originale, che nel tempo può subire variazioni, per un 20% dalla fortuna (il tempo giusto, le giuste relazioni, etc) e per un 70% dalla capacità di esecuzione, ossia saper realizzare il prodotto o servizio che in quel momento il mercato richiede o è pronto a richiedere, sostenendo i giusti costi per avere il giusto profitto.

        L’ecosistema italiano

        Sì, perché se la vostra idea è bella ma non vi è chiaro come potrete guadagnare, evitate di perdere tempo: non è il caso di fare una startup, soprattutto non è il caso di farla in Italia dove i numeri sono già molto inferiori non solo a quelli degli Usa, ma anche di Gran Bretagna, Germania o Francia. Diceva la canzone: uno su mille ce la fa. In Italia al momento ci sono poco più di 6.300 startup innovative (guardate i dati aggiornati), fate voi i conti.

        Per cercare di avere successo, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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          Remoria VR Lignum Controller cover

          C’è tempo sino al 30 settembre per provare a diventare un beta tester e ricevere gratuitamente un Lignum Controller, dispositivo Bluetooth Low Energy disegnato dalla startup innovativa Remoria VR specificatamente per chi vuole provare la realtà virtuale su smartphone iOS o Android, oltre che con Cordova (ma il dispositivo è compatibile anche con sistemi operativi desktop Windows, Mac OS e Linux).

          Remoria VR, startup per la realtà virtuale mobile

          Remoria VR Lignum Controller alphaRemoria VR è una startup in fase di accelerazione da parte di Luiss Enlabs fondata quest’anno da Marco De Falco e Matteo Pisani per creare innovativi dispositivi per la realtà virtuale in ambito mobile. Il primo di questi dispositivi è proprio Lignum, un controller wireless che grazie ai sensori (giroscopio, magnetometro e accelerometro) inseriti al suo interno consente di integrare controlli finora non disponibili per la realtà virtuale tramite smartphone.

          In particolare il dispositivo integra il tracciamento dell’orientamento e le motion gesture, creando un sistema di input immersivo a bassa latenza (al momento la latenza è di 10 millisecondi ma la versione finale dovrebbe dimezzare tali tempi).

          Nelle intenzioni di Remoria VR vi è anche lo sviluppo di una compatibilità per le piattaforme Apache Cordova/Phonegap, ma anche per Unreal e ulteriori piattaforme di realtà virtuale. Insomma, Lignum potrebbe rivelarsi un dispositivo prezioso per tutti quegli sviluppatori interessati a creare esperienze di realtà virtuale vicine a quelle possibili tramite dispositivi come Oculus Rift e Htc Vive ma ad un costo decisamente più accessibile.

          Come diventare alpha tester di Lignum Controller

          Remoria VR Lignum alfa prototype with headsetPer richiedere il Lignum Controller da testare occorre compilare questo form  e attendere di essere ricontattati da Remoria VR, oppure richiedere direttamente tramite il sito di Remoria VR di fare parte del gruppo di alpha tester.

          Quanto alle specifiche tecniche, Lignum Controller, al momento compatibile col motore grafico Unity3D ma presto anche con UnrealEngine 4, è dotato del classico joystick analogico e tre bottoni (oltre al pulsante di accensione/spegnimento), dispone di un sistema di tracciamento su tre assi basato su un accelerometro, sfrutta un processore 8 MHz Atmel SoC, ha un’accuratezza nell’ordine del millimetro ed è dotato di una batteria 3.7V Li-Po 240Mah con un’autonomia di circa 15 ore di funzionamento.

          Nell’augurarci che Lignum Controller sia solo il primo di una lunga serie di dispositivi mobili per realtà virtuale sviluppati con successo da Remoria VR, a noi non resta che ricordarvi che se volete restare sempre aggiornati, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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            Htc ViveX cover

            Htc ViveXHtc produttore di elettronica di consumo di Taiwan crede fermamente nel successo della realtà virtuale. Infatti Htc, già nota per il visore Htc Vive VR, ha annunciato alla China International Digital Entertainment Expo & Conference 2016 di aver selezionato le prime 23 startup che parteciperanno al programma di accelerazione da 100 milioni di dollari ViveX annunciato lo scorso aprile.

            ViveX: scelte 23 startup su 1.200

            Questo primo gruppo di startup è stato selezionato da 1.200 domande che avevano risposto all’invito di Htc di inviare la propria candidatura per il primo corso di accelerazione di ViveX, la metà delle quali provenienti da startup cinesi. Si va dai creatori di contenuti agli sviluppatori di tecnologie complementari, dai dispositivi hardware al software.

            I team selezionati svilupperanno le loro business idea in quattro sedi di ViveX (a San Francisco, Pechino, Shenzen e Taiwan) e dovranno in quattro mesi sviluppare “prodotti/contenuti che possano avere un mercato che saranno presentati a potenziali investitori” al termine del periodo di accelerazione.

            Il prossimo ciclo partirà a novembre

            Htc non ha precisato se e quanti dei 100 milioni di dollari investiti nel programma di accelerazione verrà versato alle startup accelerate, ma se qualcuno ha voglia di provarci, Htc ha già aperto la raccolta di nuove domande per il secondo ciclo di ViveX che partirà a novembre e che dovrebbe vedere ulteriori località coinvolte in Europa e in Asia.

            Htc ViveX locationsQuesto l’elenco delle 23  startup (cui vanno aggiunte altre 10 in modalità “stealth” di cui non sono stati forniti i nomi) accelerate nei vari campi d’attività:

            Intrattenimento

            Action Bunker VR; 7D Vision; LumiereVR;

            Giochi

            Directive Games; Shortfuse; EdSenses; Omnigames; Metal Cat; Glowsticks Games

            App

            CleVR; appMagics; Teemew; SurrealVR

            UI/UX

            BreqLabs

            Dispositivi/tecnologie

            RockVR; Apmetrix; Fishbowl VR; Kaleidoscope VR; Immersv; Wondergate; ObEN

            Educazione/Salute

            Augmented Intelligence; TheMetaverseChannel

            Sembra dunque che la Cina faccia sul serio per quanto riguarda lo sviluppo dell’ecosistema legato alla realtà virtuale, come già abbiamo più volte fatto notare http://www.mondivirtuali.it/2016/05/31/la-realta-virtuale-parla-sempre-piu-cinese. Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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            Samsung Gear VR

            Samsung PaySamsung ha avuto un’idea ottima nel lanciare l’applicazione Samsung Pay dato che semplifica il processo di pagamento e lo rende più sicuro, evitandovi di dover esporre ogni volta dati sensibili. Nel mio lavoro di analista finanziario mi trovo, tra le altre cose, a dover esaminare business plan proposti da aspiranti imprenditori che hanno costituito una startup.

            Uno dei requisiti che controllo, ancor prima di vedere costi e ricavi prevedibili, è se l’idea proposta risponde a delle necessità dei suoi potenziali utenti in modo più efficiente delle soluzioni attuali o no e Samsung Pay sembra riuscirvi, tanto che in poco più di un anno dal lancio (in Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone) sono già oltre 5 milioni gli utenti attivi.

            Samsung Pay in VR cambia lo shopping online

            Ancora più interessante, Samsung provi a estendere l’utilizzo di Samsung Pay anche tramite il suo visore per realtà aumentata Samsung Gear VR. Mi immagino la scena: un potenziale acquirente ha visto della merce in un sito di e-commerce ma non è convinto. Non sa se la t-shirt è della taglia giusta, se il mobile andrà bene in salotto, se la località scelta per le sue vacanze è ciò che realmente vorrebbe.

            Second Life 2016Così indossa Samsung Gear VR e si “immerge” nel negozio online in realtà virtuale, può vedere la t-shirt indossata dal suo avatar, può farsi un’idea di come il mobile stia nel suo salotto, può visitare l’albergo e vedere quali escursioni si possono organizzare da lì.

            Decide di acquistare, utilizzando l’applicazione Samsung Pay: la sua esperienza di shopping online è cambiata, si è arricchita e migliorata, in modo semplice e poco costoso. Ecco: questo è un esempio di come la realtà virtuale applicata ad ambienti che a me ricordano molto Second Life e i mondi virtuali di prima generazione potrebbero cambiare le nostre abitudini d’acquisto nel giro di pochi anni.

            Startup, accelerate le vostre idee

            SeedUp locandina dall'idea all'impresa Se mi fosse stata proposta da una startup io avrei provato subito ad accelerarla, coinvolgendo investitori ed esperti per superare le inevitabili difficoltà iniziali.

            A proposito: se anche voi avete delle idee di business che volete sviluppare, SeedUp Spa, l’acceleratore di idee, ha lanciato il contest “Dall’idea all’impresa” che mette in palio 30 mila euro per il vincitore. C’è tempo per partecipare fino al 30 aprile, andate a vedere come fare sul sito di SeedUp.

            Se qualcuno volesse provarci mi faccia sapere, il consiglio per tutti è comunque di continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). E di accelerare le vostre idee, naturalmente!

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            Improbable SpatialOS cover

            Improbable SpatialOS developer programImprobable, startup britannica che nel marzo 2015 ha raccolto 20 milioni di dollari dal venture capitalist Andreessen Horowitz per sviluppare una piattaforma (SpatialOS) che rende possibile creare mondi virtuali su larga scala, torna a far parlare di sé col lancio del nuovo Development Partner Program.

            Dare la possibilità agli sviluppatori di utilizzare SpatialOS è interessante, perché solo entrando nella piattaforma e iniziando ad utilizzarla ciascun creatore di contenuti può capire se l’ambiente sia una buona risorsa per il proprio gioco. SpatialOS infatti non è un mondo virtuale, ma un sistema operativo che consente di creare giochi online di massa persistenti ed in questo senso sembra molto più simile a Project Sansar che non alla “vecchiaSecond Life, nella quale i contenuti potevano essere creati, modificati e distribuiti solo all’interno della piattaforma stessa.

            SpatialOS ha invece dato vita a una moltitudine di mondi virtuali e videogiochi di cui il più famoso è forse Worlds Adrift (vedete sotto una anteprima video), sviluppato da Bossa Studios (già nota per aver creato Surgeon Simulator), il cui numero uno, Henrique Oilifiers, ha dichiarato al portale Gamasutra che lo sviluppo di questo prodotto non sarebbe stato possibile senza l’utilizzo di SpatialOS.

            Ora Improbable facendo leva su questo successo invita gli sviluppatori che utilizzano la piattaforma Unity e con un “progetto ambizioso” di videogioco in mente a richiedere l’accesso al Development Partner Program per poter provare SpatialOS e capirne i vantaggi. Una strategia che forse Linden Lab dovrebbe imparare a seguire lei stessa se vorrà evitare che anche Project Sansar resti un prodotto di nicchia, per quanto redditizia, come capitato a Second Life.

            Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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            magic leap cover

            L’annuncio è stato dato il 2 febbraio: Magic Leap ha raccolto altri 793,5 milioni di dollari in un terzo round di finanziamenti guidato da Alibaba Group e a cui hanno partecipato anche Google e Qualcomm, già soci della startup, oltre che Warner Bros, Fidelity Management and Research, Jp Morgan Investment Management, Morgan Stanley Investment Management, T. Rowe Price Associates e Wellington Management Company. Il totale raccolto nei tre round è ora pari a 1,385 miliardi di dollari.

            magic leap logoIl gruppo di investitori è interessante perché si tratta della società che gestisce uno dei più grandi marketplace al mondo, di alcuni gruppi high-tech, di un produttore di contenuti, di banche d’affari e di fondi d’investimento. Tutto lascia supporre che ciascuno intenda dare un contributo al successo della startup (che tra i suoi soci già annoverava gruppi come KKR, Vulcan Capital, Kleiner Perkins Caufield & Byers, Andreessen Horowitz, Obvious Ventures e altri), per poi arrivare alla quotazione a Wall Street.

            Tralasciando l’aspetto puramente finanziario della notizia, è evidente che anche Magic Leap concorrerà a spartire il nascente mercato della realtà virtuale assieme a gruppi come Oculus Rift, Sony o Valve, solo per nominarne alcuni. Per essere esatti Magic Leap parla di “mixed reality lightfield”, perché il suo visore sovraimprime immagini 3D generate da un computer alla realtà. Guardate questo video per capire meglio di cosa si tratta.

            Mentre gli altri produttori di visori 3D utilizzano immagini stereoscopiche per creare l’illusione di profondità, il dispositivo di Magic Leap, che peraltro nessuno ha ancora visto, dovrebbe proiettare un fascio di luce sugli occhi dell’utilizzatore stimolandoli nello stesso modo che si avrebbe se le immagini sovraimpresse appartenessero al mondo reale. Per riuscire a fare questo Magic Leap sta provando a realizzare un chip in grado di creare un campo di luce utilizzando la fotonica in silicio, qualcosa che non è mai stato fatto.

            Prima di poter annunciare una versione consumer del suo visore 3D, tuttora in fase di prototipo, Magic Leap dovrà dunque realizzare i componenti e le attrezzature necessarie alla sua produzione. Ci vorrà ancora qualche anno, ma a quel punto la realtà virtuale e la realtà aumentata potrebbero fondersi in un unico ambito tecnologico e Magic Leap potrebbe dominare il mercato che nascerà. Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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