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    IMVU WithMoji emoticons cover

    Uno dei problemi dell’utilizzo del web per comunicare a distanza è come far capire le proprie emozioni all’interlocutore: per risolvere questo problema da anni sono state create le emoticons (o emoji), che col crescente successo di programmi come Facebook Messanger o Snapchat stanno diventando sempre più numerose e graficamente accattivanti.

    2016, l’anno delle emoticons

    Bitmoji emoticonsChe il 2016 potesse essere l’anno delle emoji / emoticons lo si è capito a marzo, quando proprio Snapchat ha comprato per oltre 100 milioni Bitmoji, app lanciata nell’ottobre 2014 che consente agli utenti di dispositivi mobili di creare avatar e inserirli nella tastiera del proprio smartphone, per poi usarli nelle conversazioni con altri utenti al posto delle comuni emoticons.

    Una mossa che era seguita all’introduzione, su Facebook (che nel 2013 aveva tentato inutilmente di acquistare Snapchat per 3 miliardi di dollari), delle Reactions, ossia le emoticons con cui da alcuni mesi gli utenti del social network possono esprimere sentimenti diversi rispetto al semplice “like”.

    Imvu lancia WithMoji

    IMVU WithMoji emoticonsAnche il settore dei mondi virtuali e delle chat 3D non è rimasto indifferente al crescente successo delle emoji personalizzate tanto che Imvu lo scorso 15 agosto ha lanciato WithMoji, una app disponibile su un nuovo sticker store per smartphone iOS e Android che consente agli utenti di utilizzare emoticons animate, anche di gruppo, basate su avatar Imvu, personalizzandole in base al proprio avatar.

    Per ora Imvu ha rilasciato 100 WithMoji, alcune gratuite altre a pagamento, ma pare intenzionata a dare l’opportunità agli utenti di inserire nuove WithMoji sul proprio sticker store emoticons personalizzate.

    Kimoji emoticonsNon sarebbe del resto una novità, visto che alcuni mesi fa proprio Imvu aveva sviluppato assieme alla popolare modella e attrice americana Kim Kardashian West la versione aggiornata delle Kimoji, sfruttando la tecnologia proprietaria di Server Side Rendering che è alla base degli avatar di Imvu.

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      Parigi cover

      Parigi brucia, vittima di una notte di terrore in cui otto terroristi aprono il fuoco e gettano bombe in ristoranti, teatri e vicino allo Stadio di Francia dove lo stesso Francoise Hollande assisteva alla partita amichevole Francia-Germania. Il conto la mattina seguente è di 128 morti (tra cui gli 8 terroristi) e 192 feriti (2 gli italiani, per fortuna lievemente) tra cui un’ottantina in gravi condizioni.

      Il fatto di sangue più grave è avvenuto al Bataclan, un teatro nell’undicesimo arrondissement  (lo stesso dove ha sede Charlie Ebdo, già oggetto di un attentato nel gennaio scorso) dove stava suonando la band californiana degli Eagles Of Death Metal, salva per miracolo al contrario di una settantina dei circa 100 ostaggi inizialmente catturati dai terroristi.

      Parigi bruciaAltri attacchi hanno colpito un ristorante cambogiano del decimo arrondissement, Les Halles e appunto lo Stadio di Francia. Immediata la risposta del governo francese che ha chiuso le frontiere e dichiarato lo stato di emergenza a tempo indeterminato, fatto che consente di sospendere alcuni diritti civili e dare il via ad una caccia all’uomo nelle banlieue dove si sospetta che gli otto attentatori possano aver trovato complici e basisti.

      Non crediamo servano condanne, inni all’odio o recriminazioni per commentare questo gravissimo fatto che ha già centrato un primo obiettivo: quello di far salire nuovamente la tensione in Europa e rinviare l’atteso viaggio del presidente iraniano Hassan Rohani in Europa, le cui prime tappe sarebbero state oggi a Roma e il 16 e 17 Parigi.

      Notiamo piuttosto una cosa: nei mondi virtuali milioni di persone hanno imparato a convivere, creare assieme, godere assieme delle opere artistiche e d’ingegno degli uni come degli altri (come quella di Helhis Sorensen, autore di To all our friends around the world, merci che abbiamo voluto usare come immagine di questo articolo). Lo sforzo di tutti dovrà essere quello di riuscire a “contagiare” anche il mondo reale con questa stessa capacità di condivisione e fruizione di un unico bene comune. In fondo viviamo su uno stesso pianetino azzurro, non ci servono divisioni di razza, sesso, censo, religione, lingua, ideologia o nazionalità, ci serve la capacità di fruire tutti di risorse materiali e immateriali che dovrebbero servire per garantire una vita serena a chiunque sulla Terra. E’ così difficile da comprendere? Pare di sì.

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      Fashion SL cover

      Sol Attls on FlickrSempre meno chiacchiere, sempre più fatti, o se preferite sempre meno testi scritti e sempre più immagini e filmati. Per chiunque si occupi di social media il trend è chiaro da anni e il fiorire di contenuti visivi su Flickr e Pinterest (ma anche di utenti e di traffico verso questi media) lo testimonia.

      Se ne sono accorte anche molte “fashion blogger” di Second Life, tanto che Monica Querrien in un post subito ripreso dal tam tam della rete, ha osservato che “una volta essere attive voleva semplicemente dire avere un account su Flickr. Di recente significa avere almeno 500 visualizzazioni” per ogni immagine che inserita e “un numero di favoriti che cresce in parallelo”. Insomma, come notato anche da Sophee Mojo, una domanda sorge spontanea: “Pensate che i blog su SL siano sul viale del tramonto? Le avete mai letti? O avete navigato su Flickr rinunciando alla blogosfera?” Le blogger, in gran parte, sembrano credere che per i blog in genere e per quelli di moda (virtuale) in particolare vi sia ancora un motivo d’essere e probabilmente è così.

      Alexlaa AllenMa se volete attirare l’attenzione (e la pubblicità) di aziende di moda anche solo virtuali, bisogna avere la consapevolezza che un blog scritto solo per proprio diletto non ha alcuna possibilità di emerge nel vasto mare di internet, così come un album su Flickr che venga animato solo saltuariamente da qualche immagine creata e messa in rete solo per divertimento personale si perderà tra i milioni di alternative possibili, nello stesso modo in cui un profilo personale su Facebook non ha particolare attrattiva per gli oltre 1,2 miliardi di utenti presenti su tale piattaforma se non lo si cura in modo professionale arricchendolo di contenuti sempre più interessanti.

      La verità di fondo, credo, è che i social media stanno entrando in una fase di maturità e tendono a divenire al tempo stesso piattaforme dalle quali non si può restare esclusi, ma nelle quali non basta essere presenti, se volete emergere.

      Nayra CollasOccorre produrre contenuti, il più possibile visuali, ma occorre anche aumentare il grado di engagement dei vostri fan o follower. Dovete essere in grado di ringraziare per i loro favoriti, proporre oltre alle vostre immagini (o anche filmati) una buona selezione di contenuti di altri utenti (foto, filmati o discussioni che siano), dovete tentare di sfruttare rapidamente l’interesse che queste piattaforme sanno creare e convogliarlo altrettanto rapidamente sui vostri eventi (sfilate, concerti) o su vostre promozioni (se siete creativi che vendono, ad esempio, abbigliamento per avatar, piuttosto che costruzioni in 3D per Second Life o Minecraft e così via).

      Ciò detto, servono ancora i blog? Io credo servano solo se e nella misura in cui siate disposti a gestirli professionalmente. Altrimenti ci sono sicuramente tanti altri hobby, giochi e passatempi a cui dedicarsi: io tra lavoro, scrittura per alcuni siti web (Mondivirtuali e Fanwave in particolare), famiglia e qualche altro piccolo svago non riesco più a gestire attivamente il mio blog personale, riservando a tale spazio qualche riflessione personale che ritengo non possa avere spazio altrove.

      Voi che ne pensate? Per intanto godetevi le foto tratte dal gruppo di Mondivirtuali su Flickr e se volete essere sempre aggiornati sulle novità che vanno emergendo sui mondi virtuali e sugli altri social media, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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        Howold Lukemary cover

        Strawberry Singh 2015Meme che passione, ma cercate almeno di stare attenti. Che i meme funzionino lo sanno da tempo i tanti fan di Strawberry Singh che ne ha ripetutamente proposti di molto simpatici dal suo blog su Second Life e se qualcuno avesse dubbi basterebbe ricordarsi del meme “the dress” che tra il 26 e il 27 febbraio scorso superò i 25 milioni di rilanci sui principali social media. Ma prima di gettarvi a capofitto nel prossimo meme, leggete le avvertenze scritte in piccolo.

        Così se vi state divertendo con “how-old.net” (anche noto come Howold) il servizio dell’omonimo sito che permette di attribuire un’età alla foto di un volto (non importa se reale o virtuale, come già spiegammo), è bene che sappiate che il sito appartiene a Microsoft e che postando o uplodando una immagine i proprietari Howold Nunzia Mayogarantiscono a Microsoft, le sue affiliate e le necessarie sottolicenziatarie i permessi di utilizzare tali materiali in connessione alle operazioni delle loro attività online” (“you are granting Microsoft, its affiliated companies, and necessary sublicensees permission to use your submission in connection with the operation of their Internet businesses”).

        Nella vostra autorizzazione sono inclusi i diritti di “copiare, distribuire, trasmettere, esporre al pubblico, riprodurre, modificare” (“copy, distribute, transmit, publicly display, publicly perform, reproduce, edit”) e di girare ad altri tali diritti.

        Niente di grave, secondo alcuni, dato che praticamente per ogni servizio online, che si tratti di Second Life piuttosto che di Facebook, siamo già avvertiti dai Tos, che ormai nessuno legge più, che inserendo nostri contenuti perdiamo il diritto esclusivo sugli stessi (pur rimanendone responsabili nel caso tali contenuti risultassero offensivi o comportassero dei reati perseguibili).

        howold Lukemary SladeMa è sempre bene sapere che se un domani doveste vedere la vostra foto in qualche banner pubblicitario per un prodotto o servizio che magari voi neppure conoscete non si sarà trattato di un furto ma della vostra autorizzazione a utilizzare una vostra foto inserita magari proprio su How-old.net (che ha dietro di sè una storia molto interessante). Tutto sommato se la cosa vi disturba, fate come noi e inserite solo la “faccia” del vostro avatar, per avere un’idea di quanto vecchia o giovane possa apparire.

        Quanto vecchi o giovani potete apparire voi dovrebbero potervelo dire, in modo molto più attendibile, i vostri amici e familiari, non trovate? Se questo e altri articoli sui meme vi sono piaciuti, continuate a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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        Zuckerberg F8 2015

        ZuckerbergIl web sta diventando sempre più “visivo”: quelle che finora erano previsioni per addetti ai lavori stanno diventando rapidamente un’esperienza diretta di milioni di utenti in tutto il mondo ed ora anche Mark Zuckerberg, inventore di Facebook, ci spiega dal suo profilo che “c’è un chiaro trend tecnologico per consentire alle persone di condividere contenuti sempre più ricchi”. Cinque anni fa, ha spiegato parlando all’edizione 2015 di F8, la conferenza mondiale degli sviluppatori di app, organizzata e gestita da Facebook a San Francisco (sempre più capitale delle startup high-tech) il 25 e 26 marzo, la maggior parte dei contenuti su Facebook era testuale, “ora sono le foto” e “andando avanti di cinque anni, saranno i video”.

        Un trend analogo può essere riscontrato da chiunque su Twitter e Google Plus (per non parlare del crescente successo di Pinterest, social media interamente dedicato ai contenuti visuali), ma non è finita qui: per Zuckerberg dopo i video “verranno contenuti immersivi, come la realtà virtuale” e per quello Facebook (che giusto un anno fa ha acquisito Oculus Rift per 2 miliardi di dollari) si sta attrezzando: “oggi a F8 abbiamo mostrato come il News Feed supporterà “video sferici”, ossia video nei quali voi potrete cambiare il vostro angolo visuale e sentirvi come se foste davvero lì”.

        F8 developer supportPer i mondi virtuali, intesi come piattaforme proprietarie, stile Second Life, Imvu piuttosto che Utherverse o Opensim, la sfida potrebbe a breve essere quella di sopravvivere a un Facebook sempre più onnivoro e “immersivo”. Ma per tutti gli appassionati di realtà virtuale o realtà aumentata, il futuro si presenta sempre più interessante, sia che progettiate di costruirlo sviluppando app e dispositivi, sia che preferiate fruirlo, utilizzando prodotti e servizi che Zuckerberg e i suoi concorrenti (da Google a LindenLab, da Samsung a High Fidelity) proveranno a lanciare nei prossimi anni.

        Se la realtà virtuale vi incuriosisce, non vi resta che continuare a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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          abito memeSe anche voi in questi giorni siete rimasti coinvolti dalla fatidica domanda “di che colore è questo vestito” (che per inciso è blu royal e nero, come confermato da Michelle Bastock, la stilista che l’ha disegnato per il marchio Roman che l’ha subito rimesso in vendita a 50 sterline) già sapete cosa è un meme, ma per coloro che non lo sapessero con questo termine, inventato dall’etologo Richard Dawkins fin dal 1976, si indica una unità base dell’evoluzione culturale umana, un’idea che in modo simile a un gene può replicarsi, mutare o morire, subendo una selezione in ambito culturale simile a quella che i geni subiscono in ambito biologico.

          Per i blogger di tutto il mondo, tuttavia, i meme sono diventati sinonimo di quiz, sfide, sondaggi e novità che le persone diffondono sul web facendoli circolare da un blog all’altro. Social network, comunità online e mondi virtuali vedono periodicamente l’apparire, il diffondersi e lo svanire di meme.

          Strawberry memeTra gli appassionati di Second Life, ad esempio, una blogger come Strawberry Singh lancia con cadenza regolare, ogni settimana, un nuovo meme dal forte impatto grafico, dato che prevede, per coloro che vogliono diffondere il meme stesso, la realizzazione di immagini “a tema” che possono andare dalla riproduzione attraverso gli avatar e le ambientazioni di Second Life di personaggi del cinema (creando una sorta di “cosplayer” virtuali) alla rappresentazione dei principali problemi che gli utenti incontrano nella loro “seconda vita”, dall’affrontare temi come l’amore, la morte o la resurrezione ad aspetti più tecnici come i “numeri” del proprio avatar o le specifiche del proprio computer.

          Deviantart memeStrawberry, come molti altri “residenti” di Second Life e in generale utenti di mondi virtuali, è anche presente su numerosi social network e comunità virtuali, per cui spesso i suoi meme si incrociano con quelli lanciati di volta in volta dalle singole piattaforme come Flickr, Deviantart o Second Life stessa, contribuendo forse anche inconsapevolmente alla evoluzione dei meme stessi per “contaminazioni” successive. Naturalmente non a tutti i meme piacciono (quanti di voi anziché rispondere alla domanda riguardo i colori del celebre vestito hanno detto “basta, non ne posso più” rifiutando così il meme?), ma internet è grande, così come i mondi virtuali e le comunità online che esso ospita e così gli amanti dei meme convivono pacificamente accanto a coloro che non li sopportano.

          Noi di Mondivirtuali.it consideriamo i meme (siano essi canzoni, fotografie, immagini digitali, filmati, catene di Sant’Antonio, barzellette e tormentoni vari) il “pepe” del web e nella maggior parte dei casi amiamo prendervi parte e diffonderli. E voi che ne pensate? Se volete saperne di più o volete offrirci un vostro parere, seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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            Censored cover

            avatar censuratoCreate o apprezzate i contenuti “hot”, reali o virtuali che siano? Presto potreste dover rinunciare al vostro svago preferito: Google ha infatti annunciato che dal prossimo 23 marzo verranno censurati i contenuti “per adulti” creati attraverso Blogger (piattaforma controllata dal celebre motore di ricerca che gestisce i contenuti della rete di blog Blogspot). La cosa potrebbe avere una qualche ricaduta su un’industria tuttora fiorente tanto sul web quanto in Second Life, quella appunto dei contenuti “particolari” che, come avrete capito, non sono di quelli che fareste vedere a vostra nonna ma che continuano ad essere riccamente presenti su tutti i principali social media, siano essi Flickr piuttosto che Tumblr, oppure Twitter.

            Nello specifico Google nasconderà all’esterno (ossia renderà raggiungibile solo dall’autore del blog e dagli amministratori) tutti i blog che continueranno da tale data a proporre contenuti “per adulti” anziché limitarsi, come fatto finora, a nasconderli dietro una pagina che avvisa l’utente che sta per vedere “quel” tipo di contenuti e che chiede conferma dell’intenzione di proseguire oltre. Nessun contenuto di quelli già online verrà di fatto cancellato, ma il tutto sarà reso privato, dunque accessibile solo dalle persone che il suo autore avrà deciso di nominare amministratori (con tutti i rischi del caso). Per i contenuti “proibiti” che venissero pubblicati dopo il 23 marzo non è invece escluso si possa arrivare anche alla cancellazione.

            luciana censurataUniche eccezioni potranno essere fatte (ma siamo nel capo della discrezionalità, come già succede oggi, ad esempio, per la pubblicazione o meno di banner pubblicitari di Adsense) nel caso di contenuti giudicati di “pubblica utilità” ovvero quelli di tipo artistico o scientifici. Mentre probabilmente Utherverse si sfrega le mani, a noi di Mondivirtuali.it, che per essere “compliant” alle norme di Adsense è già toccato rivedere da cima a fondo i contenuti sia testuali sia grafici del portale (essendo stato giudicato inizialmente “non adatto” persino un mio articolo), viene da chiederci se questa censura abbia senso e in che misura.

            Ma poi la censura sarà applicata (solo nel caso di Blogger/Blogspot o anche di ulteriori servizi controllati da Google come GooglePlus o Youtube?) rigidamente anche nel caso di foto virtuali e altri contenuti creati da tanti artisti di Second Life, italiani e non, proprio ora che il genere “piccante” è stato in gran parte sdoganato dai media mainstream a partire dalla televisione e dal cinema? Non sarà che alla fine sia un modo da parte di Google di “venire incontro” alle crescenti richieste di censura preventiva di contenuti “scomodi” da parte di regimi poco democratici, ma economicamente sempre più importanti, come la Cina o l’Arabia Saudita (un elenco dei paesi che maggiormente censurano il web potete trovarlo qui)?

            Se volete sapere come andrà a finire, o se volete esprimere il vostro parere, commentate e continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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              CaptainSparklez channel

              In un paese vecchio come l’Italia a parlare di “Youtuber” si rischia di essere presi per visionari, ma che il futuro della cinematografia (sia “dal vivo” sia d’animazione) passi sempre di più per il video social network che dal 2006 fa parte del gruppo Google è ormai palese. A interessarsi al lavoro dei migliori e più famosi youtuber sono aziende di ogni settore attratte da un pubblico di milioni di utenti che visualizzano i video caricati su Youtube principalmente attraverso dispositivi mobili.

              CaptainSparklezGli Youtuber si occupano di tutto, dalle webzine all’animazione digitale e naturalmente anche di machinima. Il lavoro che sta dietro alle migliori produzioni non ha niente da invidiare alle produzioni cinematografiche indipendenti “classiche”. Guardate per esempio cosa è riuscito a fare Jordan Maron (aka CaptainSparklez), un ragazzo di neppure 23 anni (è nato  a Los Angeles il 10 febbraio 1992) che pur occupandosi di solito delle recensioni di videogiochi come Happy Wheels, Left 4 Dead 2, Portal, TF2 o Call of Duty è diventato famoso grazie ad alcune parodie musicali girate in stile Minecraft.

              Si tratta a tutti gli effetti di filmati d’animazione digitale realizzati utilizzando i principali software di animazione ed editing grafico, da Maya a Vegas, da Blender a Photoshop, da After Effects a Pro Tools piuttosto che Ableton. Con questi programmi Maron e un team di colleghi youtuber realizzano dei modelli tridimensionali dei set e dei personaggi di Minecraft che intendono utilizzare per l’animazione, per poi farli interagire in sintonia con la parodia della canzone prescelta (TryHardNinja si occupa della parte vocale, Doc Exx dell’audio, Yves Lenaerts della parte strumentale, mentre oltre a Maron, responsabile anche dei testi delle parodie, a occuparsi dell’animazione è Bootstrap Buckaroo che collabora anche con altri noti Youtuber come SlamacowCreations).

              Ma che dimensioni ha assunto il successo di queste parodie? Giudicate voi: la più famosa, Revenge (parodia di DJ Got Us Fallin’ in Love di Usher  featuring Pitbull) è finora stata visualizzata quasi 147 milioni di volte, ossia più dell’originale che supera di poco i 125,6 milioni di visualizzazioni al momento,  Tnt (che fa il verso a Dynamite di Taio Cruz) è prossima agli 89,5 milioni di visualizzazioni (contro i 135,4 milioni di visualizzazioni del brano di Taio Cruz), mentre Fallen Kingdom (che reinterpreta Viva la Vida dei Cold Play) è già oltre gli 83,3 milioni di visualizzazioni, pari a circa la metà dei 168,7 milioni di visualizzazioni della canzone a cui si ispira.

              Fallen KingdomInfine Minecraft Style (che riprende Gangan Style di Psy) il cui re-upload ha da poco superato i 10,5 milioni dopo che l’originale upload (che secondo la stampa aveva già superato i 37,7 milioni di visualizzazioni a fine 2012 risultando la più vista parodia della canzone di Psy) era stato bloccato e rimosso da Youtube dopo una citazione per infrazione di copywright. Cosa che ha impedito al lavoro di Maron di diventare famoso quanto l’originale a cui si ispira, che con oltre 2,14 miliardi di visualizzazioni è il video più visto di sempre su Youtube.

              Insomma, fare lo youtuber può essere un lavoro adatto ai ragazzi, ma non si tratta certo di un gioco da ragazzi, almeno a questi livelli: il canale di CaptainSparklez è stato il quinto in assoluto tra i canali “solo gaming” ad aver superato il miliardo di visualizzazioni e al momento con oltre 8,17 milioni di iscritti ha superato quota 1,72 miliardi di visualizzazioni e lo stesso Maron insieme ad altri tre colleghi Youtuber è stato messo sotto contratto da Polaris, divisione gaming del gruppo Maker Studios.

              Se il nostro articolo sul mondo degli Youtuber e in particolare di quelli che amano riprodurre filmati ispirati a videogiochi e mondi virtuali vi è piaciuto continuate a seguire Mondivirtuali.it sul sito oltre che attraverso il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li oltre naturalmente che su Youtube).

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              Linden Lab - dio

              Linden Lab - dio

              Linden Lab prosegue nella strada di ampliare la gamma dei prodotti offerti, affiancando a Second Life, Patterns e Creatorverse (e al gioco 3D da iPad Blocksword, acquisito a fine gennaio) un nuovo “spazio creativo condiviso sul web” che nelle intenzioni di Rod Humble sembra aver definitivamente preso il posto un tempo occupato dal concetto di “metaverso”, rivelatosi troppo ambizioso per incontrare l’interesse del grande pubblico, tanto che attualmente su SL (che pure resta quanto mai “viva” in termini di proposte di contenuti generati dagli utenti) si stimano realmente “attivi” (nel senso di acquirenti e venditori di linden dollar) circa 478 mila utenti mensili (a fronte di circa 1 milione di login al mese, mentre il totale di utenti che si sono registrati da quando SL è attiva ha ormai superato i 32,58 milioni, secondo i dati di Gridsurvey), una nicchia molto interessante economicamente (e artisticamente) ma pur sempre una nicchia rispetto al “web2.0” che in questi anni si è decisamente orientato verso modelli come Facebook, LinkedIn o Twitter dove gli utenti attivi si contano a centinaia di milioni in tutto il mondo.

              Il nuovo nato in casa Linden Lab porta un nome ambizioso, dio, ma a prima vista potrebbe deludere chi pensasse ancora al “vecchio” approccio di una piattaforma sociale online 3D come Second Life. Di fatto dio, pur articolandosi in “location” costruite da singoli utenti attraverso una serie di “stanze” ciascuna contraddistinta da un contenuto grafico (fisso o in movimento) e/o testuale, con cui interagire, assomiglia per ora (siamo ancora in fase di beta testing aperta) molto più a una community come Pinterest, Flickr piuttosto che Facebook stesso, a una bacheca costruita dal singolo utente e arricchita da suoi contenuti che può poi essere più o meno resa visibile/condivisibile ad altri utenti. Il collegamento col web dei “social network” è evidente e immediato, tanto che si possono esprimere “like” e condivisioni su Facebook dei contenuti proposti dagli utenti di dio (come è possibile “pinnare” immagini e video su Pinterest e dunque facilmente rilanciarli su Twitter o LinkedIn o altri social network semplicemente sincronizzando i propri account).

              Meno evidente il legame con i suoi fratelli più “anziani” ed in particolare con SL, anche se per ammissione dello stesso Humble ciò che ha reso SL un successo è stato anche la possibilità per gli utenti di vendere (e dunque guadagnare denaro reale) i propri contenuti ad altri utenti. E in tempi di crisi economica questa caratteristica è stata mantenuta anche in dio, almeno in termini di condivisione di ricavi pubblicitari (in pratica potete inserire un codice Adsense all’interno delle vostre “stanze”, ossia delle pagine web in cui inserite i vostri contenuti multimediali).Secondo alcuni blogger dio potrebbe inoltre consentire ai migliori creativi di creare una sorta di “percorso” in grado di intercettare nuovi acquirenti per i loro negozi, anche se non è detto che chi è abituato al web 2D sia poi realmente interessato ad acquistare contenuti da utilizzare in una piattaforma 3D come Secondlife.

              Quello che forse finora è stato trascurato è tuttavia un altro fattore: per avere successo sui social network, ambienti in cui l’attenzione è ormai dispersa quanto sul web “indistinto”, è necessario riuscire a creare e far crescere delle comunità d’interessi. La cosa varrà per dio ma è vera anche in Secondlife ed è spesso ciò che distingue i creativi in grado di veder prosperare il proprio business dai semplici appassionati e “giocatori” che non sono interessati o non hanno le competenze per sviluppare floride comunità attorno alle proprie attività creative. Riuscirà dio a generare una moltitudine di comunità come è riuscito a fare Facebook con strumenti quali gruppi e fanpage e magari convertire una parte di questa in nuovi utenti anche per Secondlife? La sfida è aperta.

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              SL Zombies cover

              mondivirtuali.it alexa

              Dover scrivere del perché in Italia sia scemato l’interesse per i mondi virtuali e per Second Life in particolare a causa di un articolo, l’ennesimo, approssimativo, articolo (non me ne voglia la collega giornalista) apparso sul sito di Vogue (qui) dopo oltre quattro anni di utilizzo di Second Life ed esplorazione dei mondi virtuali per interesse personale, professionale e per il lavoro di editor di SLnn.it prima e Mondivirtuali.it poi, sito nel frattempo nuovamente salito al primo posto tra quelli italiani che si occupano di questo argomento, con il maggior numero di pagine viste per lettore, il maggior numero di visite assolute e il più elevato tempo di permanenza (vedi grafico) rispetto a tutti i diretti competitor (con l’eccezione di Koinup.com che però pur essendo un progetto italianissimo è una comunità online che raccoglie immagini realizzate utilizzando i mondi virtuali da parte di utenti di tutto il mondo) è francamente deprimente.

              Eppure le reazioni indignate, che ho già visto tante altre volte in circostanze del tutto analoghe in anni precedenti, questa volta hanno prodotto oltre a un fiume di commenti sul sito di Vogue anche a una “riunione di zombie” come scherzosamente ma non troppo qualcuno ha voluto definire l’assemblea convocata da Marina Bellini (aka Mexi Lane) presso la land di MiC nella tarda serata di ieri. Una riunione in cui hanno parlato molti dei circa 80 avatar presenti (che con gli attuali limiti della tecnologia made in Linden Lab vuol dire sfiorare il tutto esaurito in una land), esprimendo valutazioni condivisibili, difese appassionate del mezzo e delle esperienze realizzate, critiche sensate e qualche suggerimento valido. Di tutto questo trovate una testimonianza filmata da Margye Ryba (aka Carmen Auletta, vi abbiamo parlato di lei qui), a questo indirizzo.

              Mexi LanePer riassumere il tutto: per far capire che SL non è morta e si continua a usarla per esperienze interessanti occorrerebbe da un lato una maggiore competenza di chi la vuole utilizzare in modo professionale (e invece ancora troppo spesso lo fa a livello hobbistico), una cultura più attenta alle nuove tecnologie (che in Italia spesso manca) oltre che all’arte e alla cultura stessa in senso lato, infine la possibilità (o meglio volontà) di condividere annunci, eventi, esperienze, in modo diffuso su tutti i mezzi a disposizione (siti web, canali video, blog, profili e fanpage su social network come Facebook e così via). Il che farebbe probabilmente ritrovare anche quel senso di comunità che tanto viene apprezzato da chi vuole poter utilizzare Second Life per svago senza dover diventare per forza esperto di qualcosa.

              Tutto bello e tutto giusto, ma  sono purtroppo sicuro che nulla cambierà (ovviamente spero sempre di essere smentito dai fatti): la stampa italiana ha difetti che vanno ben oltre l’incapacità di parlare correttamente di Second Life; Linden Lab ha preso una serie di decisioni (dall’aumento dei costi alla chiusura di Second Life Enterprise sino al mancato sviluppo di obiettivi e regole di gioco per chi apprezza il lato ludico della piattaforma) che vanno ben oltre la possibilità degli utenti italiani di protestare o reagire ad esse; gli utenti italiani medesimi continuano ad essere fortemente autoreferenziali e non riescono a far percepire una vera motivazione all’utilizzo di questo mezzo a chi non lo utilizza già.

              mondivirtuali.it on facebookMondivirtuali.it è da sempre a disposizione per dare visibilità a tutti voi (con articoli o spazi pubblicitari), compatibilmente col tempo a mia disposizione, con la sovrapposizione di eventi di diversa natura e importanza a livello nazionale e internazionale (in SL, nei mondi virtuali e in RL), nonché col budget mio e vostro (mantenere questo sito, come qualsiasi progetto professionale, costa tempo e risorse economiche e dunque occorre trovare una remunerazione). Alla fine è tutto qui: siete (siamo) disposti a investire tempo e denaro per questo strumento e queste attività? Avete (abbiamo) le competenze per utilizzarlo al meglio e per farlo conoscere a chi non lo utilizza? Siete (siamo) disposti a “fare comunità” come già accade all’estero? Se sì parleremo ancora a lungo di Second Life e di tutte le piattaforme alternative presenti e future, se no… pace e bene. Buona giornata, corro a scrivere a pagamento, dovendo ancora lavorare per vivere, se volete aggiungere o precisare meglio, inserite i vostri commenti (e date il “like” ossia registratevi sulla nostra pagina su Facebook, grazie).

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