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    apex legends cover

    Sale di tono la battaglia tra piattaforme di gameplay streaming ed in particolare Youtube (gruppo Google), Twitch (controllata da Amazon) e Mixer (che fa capo a Microsoft) delle quali Mondivirtuali.it vi ha già parlato. Piattaforme pronte a spartirsi il ricco mercato degli appassionati di videogiochi, sempre più attratti dal vedere le giocate di altri appassionati.

    1 milione di dollari per gli streaming di Ninja

    Una conferma viene da una notizia diffusa dall’agenzia Reuters: lo streamer Tyler Blevins, in arte Ninja, forte di oltre 13 milioni di follower su Twitch, avrebbe ricevuto un milione di dollari da Respawn (gruppo Electronic Arts) per promuovere il nuovissimo videogioco battle royal free to play Apex Legends.

    Blevins non ha voluto commentare la notizia, che comunque testimonia come per alcuni fare streaming possa rivelarsi un business redditizio. Electronic Arts ha invece confermato di averlo ingaggiato senza fornire la cifra pagata: “Volevamo un giorno di lancio in cui non potevi sfuggire ad Apex se ti interessavano i videogiochi”.

    stremer ninja

    Streamer di tutto il mondo per Apex Legend

    Blevins non è stato l’unico streamer ad essere stato ingaggiato: “Avevamo streamer da tutto il mondo, Europa, Nord America, Corea, Giappone, per fare in modo che chiunque si accorgesse del gioco” hanno spiegato gli uomini di Respawn e la strategia sembra aver funzionato. Apex Legends in un mese dal lancio ha infatti superato i 50 milioni di giocatori.

    Il successo di Twitch e dei suoi più famosi streamer è evidente, tanto che sempre più youtuber stanno affrontando il grande passo. Tra questi anche alcuni nomi storici italiani come Capo Bastone, divenuto famoso per i suoi video di griefing in Minecraft su Yuotube.

    Anche Capo Bastone prova Apex Legends

    Capo Bastone già da oltre un anno hanno aperto un proprio canale su Twitch (mantenendo peraltro attivo il canale Youtube) e guarda caso a sua volta ha proposto streaming di Apex Legends in queste settimane.

    Ci convertiremo tutti a Twitch, come suggerisce Capo Bastone, o ciascuna piattaforma saprà trovare un modello di business che consentirà alla piattaforma stessa e ai suoi content creator di prosperare, come in parte accaduto per Second Life in questi anni?

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    Mixer Twitch Youtube cover

    Se siete un appassionato di videogiochi e avete meno di 25 anni, è probabile che passiate più tempo a vedere giocare altri giocatori che non a giocare voi stessi. Ne sono convinti sempre più gruppi che stanno andando all’assalto di Youtube, un tempo regno indiscusso dei video di gameplay ma da qualche tempo insidiato da Twitch e non solo.

    Dopo Youtube e Twitch arriva Mixer

    Dietro a Youtube e Twitch ci sono due dei maggiori gruppi statunitensi, ossia Alphabet (holding cui fa capo anche Google) e Amazon. Ora però la lotta per diventare la piattaforma di riferimento per gli appassionati di videogiochi e streamer di video gameplay potrebbe farsi davvero calda, dato che sta scendendo in campo un terzo temibile concorrente come Microsoft (produttrice della console Xbox) con la nuova piattaforma Mixer (per non parlare dell’interesse già mostrato da Facebook con Facebook Live).

    Mixer può essere fruita sia attraverso una Xbox sia un dispositivo che utilizzi Windows come sistema operativo e in questi giorni sta lanciando una serie di nuove opzioni tra cui un maggior numero di valute internazionali utilizzabili come mezzo di pagamento e modalità diverse con cui gli utenti possono remunerare i loro “streamer” preferiti.

    Mixer Microsoft

    Microsoft punta sui video gameplay

    In una intervista a Bloomberg Chad Gibson, general manager di Mixer, ha spiegato che “i video giochi sono un medium cospicuo, prevediamo un incremento dell’ammontare del tempo dei giocatori trascorso lontano dai giochi veri e propri, ad esempio per parlare online con amici e guardare sempre più video”.

    Secondo Gibson, “per giocatori tra i 18 e i 24 anni la quantità di tempo spesa a guardare anziché a giocare è molto più elevata”, il che spiega l’interesse di Microsoft a investire in Mixer, che già oggi offre la possibilità a più giocatori di creare stream in contemporanea. In più su Mixer c’è un canale, HypeZone, che utilizza tecniche di intelligenza artificiale per monitorare le partite ai giochi più in voga del momento, come il fortunato Fortnite, rendendo visibili le fasi conclusive a migliaia di utenti in diretta.

    Twitch

    Si passa più tempo a guardare che a giocare

    Dopo soli 18 mesi dal lancio Mixer sta già crescendo di 20 milioni di nuovi utenti al mese. Al momento queste piattaforme di condivisione di partite di video giochi raccolgono circa 500 milioni di ricavi all’anno (con Twitch che con 300 milioni raccoglie la fetta più consistente) secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg sottolineando come Mixer al momento sia più indietro, ma con un mercato ancora relativamente piccolo e in rapida crescita una rimonta non è impossibile, anzi.

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      social network emergenti cover

      La vicenda, controversa, dei dati di 50 milioni di profili Facebookrubati” da Cambridge Analytics, società inglese che da tempo opera sul mercato dei “big data” ed è finita al centro di polemiche per il ruolo avuto a sostegno della campagna elettorale di Donald Trump e degli isolazionisti della Brexit, ha riportato d’attualità oltre al problema della effettiva tutela della privacy nei social network, anche la domanda su quali siano le possibili alternative a Facebook stesso.

      C’è vita fuori da Facebook?

      Detta così la risposta sembra scontata: se non siete più contenti del servizio che vi offre Facebook potete sempre rivolgervi a qualche altra piattaforma di social media, come Twitter, Instagram, Youtube, Snapchat, ma anche Flipboard, Pinterest, Tumblr, VK.

      Oltre a questi social network esistono da tempo community online come Flickr (ora parte del gruppo Verizon) o Deviantart che restano molto animate e ricche di interazioni tra utenti.

      Tutti nomi noti, ma accanto ad essi quali sono gli “emergenti”, quelli che magari piacciono molto ai ragazzi, che invece stanno iniziando ad abbandonare Facebook e i suoi fratelli più affermati?

      Noi di Mondivirtuali.it ve ne suggeriamo tre, anche se ne esistono molti altri (ad esempio dedicati agli sportivi praticanti), cui potete accedere comodamente anche da smartphone tramite le rispettive app.

      WattPad

      Wattpad se amate leggere o scrivere

      Se amate scrivere e non volete perdere tempo a curare un vostro blog potete sfruttare Wattpad, piattaforma canadese lanciata già nel 2006 in cui è possibile leggere e pubblicare, anche un capitolo alla volta, racconti originali (fanfiction) suddivisi per categorie e generi.

      Per riflettere temi e sottogeneri della storia, nei “dettagli della storia” vengono inseriti dei tag, così da farsi trovare più facilmente dagli utenti della piattaforma. I creatori di contenuti possono inoltre attribuire varie tipologie di copywright tra gli estremi “di dominio pubblico” o “tutti i diritti riservati”; vari editori hanno già pubblicato e distribuito titoli selezionati su Wattpad.

      musically

      Musical.ly per gli amanti della musica

      Molto più recente è il lancio di Musical.ly, piattaforma cinese (ma con uffici anche a San Francisco) lanciata nel 2014 e che consente tramite app di creare video in play back, della durata tra 15 secondi e 1 minuto, aggiungendo poi canzoni, suoni, filtri ed effetti vari, se si vuole anche modificando la velocità di riproduzione (scegliendo tra 5 opzioni) o invertendo la riproduzione del video.

      E’ inoltre possibile creare dei micro-filmati, sostanzialmente delle Gif animate con musica in sottofondo. Anche in questo caso alcuni editori musicali (come Warner Music) hanno iniziato a seguire la piattaforma sia per trovare nuovi talenti, sia per promuovere la musica di artisti affermati come Kate Perry.

      snupps

      Il catalogo del nuovo millennio

      Se poi, come è capitato anni fa a Sari e Mar Anabtawi, aveste l’esigenza di disporre di un catalogo digitale online dei vostri beni, potete utilizzare Snupps (inizialmente acronimo di Serial Number Universal Protection Protocol System), una app lanciata nel 2012 il cui social network connette le persone attorno agli oggetti che essi amano.

      Creativi e collezionisti ne vanno pazzi, potendo mostrare o osservare dalle figurine in pasta Fimo ai panini di tutto il mondo, dai gadget elettronici ai fumetti, dai videogiochi a capi d’abbigliamento, per ogni categoria dei quali potete non solo effettuare una ricerca tramite tag, chattare con altri utenti o seguire centinaia di gruppi tematici, ma anche creare vostri “shelf” (scaffali) in cui inserire le immagini degli oggetti personali che desiderate condividere.

      Se vi abbiamo invogliato, provate a iscrivervi ad alcuni di questi ulteriori social media, magari cercandoci. In ogni caso, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

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        IMVU WithMoji emoticons cover

        Uno dei problemi dell’utilizzo del web per comunicare a distanza è come far capire le proprie emozioni all’interlocutore: per risolvere questo problema da anni sono state create le emoticons (o emoji), che col crescente successo di programmi come Facebook Messanger o Snapchat stanno diventando sempre più numerose e graficamente accattivanti.

        2016, l’anno delle emoticons

        Bitmoji emoticonsChe il 2016 potesse essere l’anno delle emoji / emoticons lo si è capito a marzo, quando proprio Snapchat ha comprato per oltre 100 milioni Bitmoji, app lanciata nell’ottobre 2014 che consente agli utenti di dispositivi mobili di creare avatar e inserirli nella tastiera del proprio smartphone, per poi usarli nelle conversazioni con altri utenti al posto delle comuni emoticons.

        Una mossa che era seguita all’introduzione, su Facebook (che nel 2013 aveva tentato inutilmente di acquistare Snapchat per 3 miliardi di dollari), delle Reactions, ossia le emoticons con cui da alcuni mesi gli utenti del social network possono esprimere sentimenti diversi rispetto al semplice “like”.

        Imvu lancia WithMoji

        IMVU WithMoji emoticonsAnche il settore dei mondi virtuali e delle chat 3D non è rimasto indifferente al crescente successo delle emoji personalizzate tanto che Imvu lo scorso 15 agosto ha lanciato WithMoji, una app disponibile su un nuovo sticker store per smartphone iOS e Android che consente agli utenti di utilizzare emoticons animate, anche di gruppo, basate su avatar Imvu, personalizzandole in base al proprio avatar.

        Per ora Imvu ha rilasciato 100 WithMoji, alcune gratuite altre a pagamento, ma pare intenzionata a dare l’opportunità agli utenti di inserire nuove WithMoji sul proprio sticker store emoticons personalizzate.

        Kimoji emoticonsNon sarebbe del resto una novità, visto che alcuni mesi fa proprio Imvu aveva sviluppato assieme alla popolare modella e attrice americana Kim Kardashian West la versione aggiornata delle Kimoji, sfruttando la tecnologia proprietaria di Server Side Rendering che è alla base degli avatar di Imvu.

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        Secondo Ela Darling il potenziale dei creatori di contenuti “per adulti” sotto il profilo della crescita emotiva e della consulenza personale è stato finora oscurato dalla percepita povertà e immediatezza dei contenuti stessi, ma con la diffusione della realtà virtuale le cose sono destinate a cambiare radicalmente e in meglio.

        La carriera di Ela Darling

        Ela Darling, presente anche su Twitter, nella realtà è una slanciata e attraente bionda texana che compirà 30 anni il 23 luglio del prossimo anno, ma già a 19 anni ha iniziato a lavorare prima come modella quando era al secondo anno di college (nel frattempo ha ottenuto un laurea di primo livello, o Bachelor, in Psicologia e Criminologia all’Università del Texas di Dallas e un Master in Scienze Bibbliotecarie e dell’Informazione), prima di diventare una performer di film per adulti.

        Quest’anno assieme allo sviluppatore James Ashfield ha deciso di fondare il sito di contenuti espliciti VRTube, che dallo scorso 28 luglio consente agli utenti di assistere a spettacoli per adulti utilizzando visori 3D per realtà virtuale.

        Ela Darling VRTube

        Nuovo modo di fruire di contenuti per adulti

        Un nuovo modo di fruire di simili contenuti che secondo l’attrice texana proprio grazie alla tecnologia VR potrà diventare un genere sempre più intimo e tale da mettere a nudo non solo la performer di turno ma anche le fantasie degli spettatori.

        Del resto più che l’aspetto “piccante” è spesso il desiderio di compagnia a motivare il consumo di contenuti per adulti, anche se finora questo aspetto è stato sottovalutato.

        VRTube offre esperienze su misura

        Ela Darling VRTube

        Mentre i classici siti “hot” offrono contenuti pensati per il mercato di massa, VRTube mira a offrire esperienze ritagliate sui desideri, sulle necessità, dei singoli utenti, finendo con l’offrire loro anche l’occasione per vere e proprie sedute di consulenza personale.

        Darling che ha iniziato anni fa a sperimentare l’interattività del web attraverso spettacoli per adulti su Skype, ha dichiarato che la maggior parte dei suoi fan in realtà vogliono solo parlare e non stento a crederlo: la stessa cosa accadeva a me quando interpretavo il ruolo di una “virtualescort” in Second Life.

        VRTube, secondo la sua co-fondatrice, consente agli utenti di ottenere ciò in un modo che sentono essere reale e che dunque tutt’altro che estraniante come molti temono possa essere in futuro la realtà virtuale e i servizi sviluppati attorno ad essa.

        Sono ancora un po’ in soggezione quando le persone mi portano in una stanza privata per due ore, pagando dai 6 ai 10 dollari al minuto, per poi parlare di fumetti, dei loro cani, di quanto pessimi siano i loro capi” ha dichiarato l’attrice in una recente intervista a Inverse.

        Pinazzo VR SecondLife

        Contenuti per adulti sono forma di libertà

        Posso capirla (e aggiungere all’elenco le esternazioni della frustrazioni che alcuni provano nel confronto del/della loro partner, la cui carriera sta magari proseguendo meglio della propria) ma certo è sorprendente pensare che forse la tecnologia consentirà di trasformare la più antica professione del mondo in qualcosa di molto di verso e molto più simile a sedute terapeutiche.

        Chissà che in un mondo che sembra aver paura della tecnologia e dove gruppi di estremisti vorrebbero imporre alle donne il ritorno a una condizione di totale sottomissione e vietare agli uomini , anche tramite sanguinosi attentati, ogni libertà che non sia quella di conformarsi ai dettami di codici religiosi, la diffusione di contenuti e servizi come quelli che promette VRTube non possa costituire un modo per rimanere liberi.

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          Parigi cover

          Parigi brucia, vittima di una notte di terrore in cui otto terroristi aprono il fuoco e gettano bombe in ristoranti, teatri e vicino allo Stadio di Francia dove lo stesso Francoise Hollande assisteva alla partita amichevole Francia-Germania. Il conto la mattina seguente è di 128 morti (tra cui gli 8 terroristi) e 192 feriti (2 gli italiani, per fortuna lievemente) tra cui un’ottantina in gravi condizioni.

          Il fatto di sangue più grave è avvenuto al Bataclan, un teatro nell’undicesimo arrondissement  (lo stesso dove ha sede Charlie Ebdo, già oggetto di un attentato nel gennaio scorso) dove stava suonando la band californiana degli Eagles Of Death Metal, salva per miracolo al contrario di una settantina dei circa 100 ostaggi inizialmente catturati dai terroristi.

          Parigi bruciaAltri attacchi hanno colpito un ristorante cambogiano del decimo arrondissement, Les Halles e appunto lo Stadio di Francia. Immediata la risposta del governo francese che ha chiuso le frontiere e dichiarato lo stato di emergenza a tempo indeterminato, fatto che consente di sospendere alcuni diritti civili e dare il via ad una caccia all’uomo nelle banlieue dove si sospetta che gli otto attentatori possano aver trovato complici e basisti.

          Non crediamo servano condanne, inni all’odio o recriminazioni per commentare questo gravissimo fatto che ha già centrato un primo obiettivo: quello di far salire nuovamente la tensione in Europa e rinviare l’atteso viaggio del presidente iraniano Hassan Rohani in Europa, le cui prime tappe sarebbero state oggi a Roma e il 16 e 17 Parigi.

          Notiamo piuttosto una cosa: nei mondi virtuali milioni di persone hanno imparato a convivere, creare assieme, godere assieme delle opere artistiche e d’ingegno degli uni come degli altri (come quella di Helhis Sorensen, autore di To all our friends around the world, merci che abbiamo voluto usare come immagine di questo articolo). Lo sforzo di tutti dovrà essere quello di riuscire a “contagiare” anche il mondo reale con questa stessa capacità di condivisione e fruizione di un unico bene comune. In fondo viviamo su uno stesso pianetino azzurro, non ci servono divisioni di razza, sesso, censo, religione, lingua, ideologia o nazionalità, ci serve la capacità di fruire tutti di risorse materiali e immateriali che dovrebbero servire per garantire una vita serena a chiunque sulla Terra. E’ così difficile da comprendere? Pare di sì.

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          Fashion SL cover

          Sol Attls on FlickrSempre meno chiacchiere, sempre più fatti, o se preferite sempre meno testi scritti e sempre più immagini e filmati.

          Per chiunque si occupi di social media il trend è chiaro da anni e il fiorire di contenuti visivi su Flickr e Pinterest (ma anche di utenti e di traffico verso questi media) lo testimonia.

          Le fashion blogger di Second Life

          Se ne sono accorte anche molte “fashion blogger” di Second Life, tanto che Monica Querrien in un post subito ripreso dal tam tam della rete, ha osservato che “una volta essere attive voleva semplicemente dire avere un account su Flickr. Di recente significa avere almeno 500 visualizzazioni” per ogni immagine che inserita e “un numero di favoriti che cresce in parallelo”.

          Insomma, come notato anche da Sophee Mojo, una domanda sorge spontanea: “Pensate che i blog su SL siano sul viale del tramonto? Li avete mai letti? O avete navigato su Flickr rinunciando alla blogosfera?” Le blogger, in gran parte, sembrano credere che per i blog in genere e per quelli di moda (virtuale) in particolare vi sia ancora un motivo d’essere e probabilmente è così.

          Alexlaa AllenMa se volete attirare l’attenzione (e la pubblicità) di aziende di moda anche solo virtuali, bisogna avere la consapevolezza che un blog scritto solo per proprio diletto non ha alcuna possibilità di emerge nel vasto mare di internet.

          Così come che un album su Flickr che venga animato solo saltuariamente da qualche immagine creata e messa in rete solo per divertimento personale si perderà tra i milioni di alternative possibili.

          Allo stesso modo un profilo personale su Facebook non ha particolare attrattiva per gli oltre 2,2 miliardi di utenti presenti su tale piattaforma a fine 2018 se non lo si cura in modo professionale arricchendolo di contenuti sempre più interessanti.

          Social media stanno entrando nella loro maturità

          La verità di fondo, credo, è che i social media stanno entrando in una fase di maturità e tendono a divenire al tempo stesso piattaforme dalle quali non si può restare esclusi, ma nelle quali non basta essere presenti, se volete emergere.

          Nayra CollasOccorre produrre contenuti, il più possibile visuali, ma occorre anche aumentare il grado di engagement dei vostri fan o follower.

          Dovete essere in grado di ringraziare per i loro favoriti, proporre oltre alle vostre immagini (o anche filmati) una buona selezione di contenuti di altri utenti (foto, filmati o discussioni che siano).

          Dovete tentare di sfruttare rapidamente l’interesse che queste piattaforme sanno creare e convogliarlo altrettanto rapidamente sui vostri eventi (sfilate, concerti) o su vostre promozioni.

          Ciò detto, servono ancora i blog? Io credo servano solo se e nella misura in cui siate disposti a gestirli professionalmente. Altrimenti ci sono sicuramente tanti altri hobby, giochi e passatempi a cui dedicarsi.

          Io tra lavoro, scrittura per alcuni siti web (Mondivirtuali.it e Fanwave.it in particolare), famiglia e qualche altro piccolo svago non riesco più a gestire attivamente il mio blog personale, riservando a tale spazio qualche riflessione personale che ritengo non possa avere spazio altrove.

          Voi che ne pensate? Per intanto godetevi le foto tratte dal gruppo di Mondivirtuali su Flickr e se volete essere sempre aggiornati sulle novità che vanno emergendo sui mondi virtuali e sugli altri social media, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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          Howold Lukemary cover

          Strawberry Singh 2015Meme che passione, ma cercate almeno di stare attenti. Che i meme funzionino lo sanno da tempo i tanti fan di Strawberry Singh che ne ha ripetutamente proposti di molto simpatici dal suo blog su Second Life e se qualcuno avesse dubbi basterebbe ricordarsi del meme “the dress” che tra il 26 e il 27 febbraio scorso superò i 25 milioni di rilanci sui principali social media. Ma prima di gettarvi a capofitto nel prossimo meme, leggete le avvertenze scritte in piccolo.

          Così se vi state divertendo con “how-old.net” (anche noto come Howold) il servizio dell’omonimo sito che permette di attribuire un’età alla foto di un volto (non importa se reale o virtuale, come già spiegammo), è bene che sappiate che il sito appartiene a Microsoft e che postando o uplodando una immagine i proprietari Howold Nunzia Mayogarantiscono a Microsoft, le sue affiliate e le necessarie sottolicenziatarie i permessi di utilizzare tali materiali in connessione alle operazioni delle loro attività online” (“you are granting Microsoft, its affiliated companies, and necessary sublicensees permission to use your submission in connection with the operation of their Internet businesses”).

          Nella vostra autorizzazione sono inclusi i diritti di “copiare, distribuire, trasmettere, esporre al pubblico, riprodurre, modificare” (“copy, distribute, transmit, publicly display, publicly perform, reproduce, edit”) e di girare ad altri tali diritti.

          Niente di grave, secondo alcuni, dato che praticamente per ogni servizio online, che si tratti di Second Life piuttosto che di Facebook, siamo già avvertiti dai Tos, che ormai nessuno legge più, che inserendo nostri contenuti perdiamo il diritto esclusivo sugli stessi (pur rimanendone responsabili nel caso tali contenuti risultassero offensivi o comportassero dei reati perseguibili).

          howold Lukemary SladeMa è sempre bene sapere che se un domani doveste vedere la vostra foto in qualche banner pubblicitario per un prodotto o servizio che magari voi neppure conoscete non si sarà trattato di un furto ma della vostra autorizzazione a utilizzare una vostra foto inserita magari proprio su How-old.net (che ha dietro di sè una storia molto interessante). Tutto sommato se la cosa vi disturba, fate come noi e inserite solo la “faccia” del vostro avatar, per avere un’idea di quanto vecchia o giovane possa apparire.

          Quanto vecchi o giovani potete apparire voi dovrebbero potervelo dire, in modo molto più attendibile, i vostri amici e familiari, non trovate? Se questo e altri articoli sui meme vi sono piaciuti, continuate a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).