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    Time Portal Melu Deco Cover

    Tardis near Melu Deco shop at Time PortalQualche giorno fa ho saputo che un’amica, Melusina Parkin, aveva riaperto un negozio Melu Deco in Second Life e sono andata a fare una visita. La sim dove ha aperto il suo delizioso negozio di arredamento vintage è Time Portal, di Jo Yardley, ben nota agli appassionati del mondo virtuale della Linden Lab per aver realizzato Berlin 1920.

    Time Portal, per viaggiatori del tempo

    Time PortalTime Portal è una location pensata per gli amanti della storia e per coloro a cui piace viaggiare nel tempo (non a caso a fianco del negozio di Melu Deco c’è persino una cabina blue che gli appassionati del Doctor Who, numerosi anche in Second Life, riconosceranno subito essere un Tardis) e secondo me vale una visita anche solo per realizzare qualche foto virtuale o, meglio, per fare shopping di articoli vintage e retrò con cui poter poi allestire un vostro set fotografico “d’epoca”.

    Informazioni su Time Portal e Melusina Parkin

    Se volete farvi un’idea di cosa potrete trovare a Time Portal vi suggerisco di visitare il gruppo su Flickr ad esso dedicato, se poi volete conoscere meglio Melusina Parkin, che oltre a ricreare arredamento vintage è una apprezzata fotografa virtuale, potete ammirare le sue immagini su Flickr o direttamente sul suo profilo Facebook.

    Ed ora non perdete altro tempo, andate a far visita a Time Portal e se passate da Melu Deco dite pure che vi manda Mondivirtuali.it e salutata Melusina Parkin da parte mia! Alla prossima!

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      new jessie cover

      Vi abbiamo svelato alcuni trucchi su come trovare le località più interessanti in Second Life anche grazie ai social media e alle comunità online. Il modo migliore resta comunque quello di avere una buona rete di relazioni con appassionati di realtà virtuale che possano offrirvi tanti spunti.

      I preziosi spunti di Torley

      E’ quello che è capitato a me grazie a Torley Wong (aka Torley Linden), ex musicista tecno e da anni designer per Linden Lab, autore di 400 tutorial e video vari su Youtube che su Flickr di recente ha postato alcune immagini di una nuova sim a tema fantascientifico, New Jessie.

      New Jessie, atmosfera fantascientifica

      Incuriosita sono andata a visitarla e suggerisco anche a voi di fare lo stesso: colori, atmosfera e dettagli sono fantastici e non mancheranno di impressionare tutti gli appassionati di grafica digitale, potendo costituire un ottimo sfondo per fashioniste e fotografi virtuali.

      Per arrivare a New Jessie non avete che da premere il bottone qui sotto, buon divertimento!

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      E’ stata la meteora dell’estate 2016: Pokemon Go è diventato in poco tempo virale, per essere altrettanto rapidamente lasciato da parte. Quale lezione abbiamo tratto dal gioco di Nintendo?

      Pokemon Go AR lezioneAnzitutto che le tecnologie di realtà aumentata/realtà virtuale (AR/VR) sono ormai prossime a diventare “mass market” e che probabilmente non saranno relegate solo ad applicazioni come i videogiochi o l’intrattenimento. Ma anche che da sole la tecnologie AR/VR non cambiano le regole.

      Pokemon Go è stato abbandonato rapidamente perché nonostante alcune buone intuizioni (rendere il mondo intero un terreno di gioco, portando così i giocatori a poter “scoprire” maggiormente il territorio attorno a loro) ha sofferto di limiti tecnici e di un meccanismo di gioco troppo povero per poter appassionare a lungo.

      Pokemon Go ci ha fatto riflettere su dove stia andando la AR/VR e dove potrà esserci più utile. Secondo un recente report di Datamation, almeno 5 trend sono ormai sufficientemente chiari. Anzitutto il mercato della AR crescerà rapidamente, come e più di quello della VR: su 150 miliardi di dollari che potrebbe valere complessivamente il mercato AR/VR (hardware e software) nel 2020, 120 miliardi dovrebbero riguardare la AR, 30 miliardi la VR.

      Se pensate anche alle polemiche che la VR ha da portato con sé sin dai tempi di Second Life (“estranea dalla realtà”, “fa vivere una esperienza fittizia”, “impedisce di avere autentici rapporti sociali” etc) a me pare prevedibile che la AR, non essendo una tecnologia immersiva e quindi “alienante”, incontrerà meno resistenze della VR.

      Google TangoInoltre mentre la VR pare destinata a essere legata a visori (sia che siano connessi a personal computer, come Oculus Rift o Htc Vive, a console come PlaystationVR, o a smartphone, come Samsung Gear o Google Daydream), la AR nonostante possa vedere sviluppati visori come le Microsoft Hololens, sarà essenzialmente una tecnologia mobile.

      Questo perché di fatto è già compatibile col mondo smartphone e perché già si notano alcuni servizi AR-mobile come Google Tango (che sarà integrato nello smartphone Lenovo Phab2) o prodotti come l’iPhone 7 che con la sua doppia telecamera sembra essere il primo vero smarpthone AR-integrato.

      Una parte del successo della AR sarà legato al suo utilizzo pratico, a partire dal marketing di cui si stanno già vedendo le prime applicazioni anche a livello retail. Ma pensate al giorno, non lontano, in cui potrete scansionare col vostro smartphone il logo di un qualsiasi prodotto per scoprire tutto sull’azienda che lo produce, sulle sue caratteristiche o sul suo prezzo.

      Oltre al marketing la AR (e in minor misura la VR) impatterà sul modo di fare business, ad esempio semplificando e rendendo più economica l’attività di progettazione, di manutenzione, il flusso di informazioni tra varie funzioni e sedi aziendali. Molti sospettano anzi che per quanto popolare possa diventare la AR presso i consumatori, il suo successo dipenderà dalla sua adozione da parte delle aziende di tutto il mondo.

      piattaforme ARInfine, probabilmente il successo della AR dipenderà dal fatto che non farà riferimento a solo una o poche piattaforme, come accaduto finora per pc e smartphone, ma verrà fruita attraverso una moltitudine di piattaforme sia proprietarie sia opensource.

      Lo stesso potrebbe non essere vero per la VR, che dipendendo maggiormente dalla componente hardware potrebbe dare vita a un oligopolio simile a quello esistente attualmente per gli smartphone (dove Apple, Google e Samsung dominano il mercato).

      Insomma: l’effimero successo di Pokemon Go ci ha dato molte indicazioni più precise di dove la AR/VR sta andando. Se volete rimanere aggiornati sulle ultime novità delle tecnologie AR e VR, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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      mondi virtuali high fidelity vs sansar cover

      Passano gli anni ma la domanda resta la stessa: a cosa servono, concretamente, mondi virtuali come Second Life, che nonostante non sia più al top della fama ancora attrae 900 mila giocatori al mese, Sansar, il nuovo progetto di Linden Lab che dovrebbe avviare la sua open beta tra dicembre e gennaio prossimi, o High Fidelity, la nuova avventura del “papà” di Second Life, Philip Rosedale, che il 27 aprile scorso ha già avviato la sua open beta con 69 mondi virtuali online al momento?

      High Fidelity vuole essere il nuovo web

      mondi virtuali: high fidelityUna risposta univoca al momento non esiste ancora, come ha confermato un recente articolo di Wired in cui Rosedale ha ribadito di credere che High Fidelity possa diventare, come avrebbe dovuto essere Second Life, “il nuovo web”: “”High Fidelity è l’internet. High Fidelity non è una società o una cosa. High Fidelity è la rete”.

      Per questo High Fidelity è stata pensata come un sistema di server interconnessi per realizzare un mondo virtuale anche più vasto di quello reale, che risolverà i due principali problemi di Second Life, la scala e la latenza (essendo costruita sui server di Linden Lab, Second Life soffre di persistenti problemi di lag e non può ospitare più di 40 avatar contemporaneamente in una singola sim), facendo soldi tramite una commissione per la registrazione di domini, ossia operando come una “GoDaddy per VR”.

      Piattaforme aperte o chiuse

      Per riuscirci e dare modo alle persone “di costruire qualsiasi cosa vogliano” stavolta Philip Rosedale ha scelto di realizzare una piattaforma open, l’opposto di Second Lilfe e di quanto ha deciso di fare Ebbe Altberg con Sansar, sviluppata come piattaforma chiusa per esperienze singole, per rendere possibile realizzare una moltitudine di ambientazioni virtuali su piccola scala.

      Alberg ha investito molto su Sansar, indirizzandola verso la VR non appena Oculus Rift è stato acquistato da Facebook nel marzo 2014 per 2,4 miliardi di dollari: “sapevamo che le persone avrebbero voluto creare contenuti” per VR su larga scala, cosa che al momento “è dannatamente difficile” ha sottolineato il Ceo di Linden Lab a Wired.

      Sansar, ambientazioni non interconnesse

      mondi virtuali: SansarMeno curata in termini di dettagli grafici, Sansar rispetto a High Fidelity sembra basarsi su un approccio basato sulle richieste dei consumatori più che su uno stile geek e se come nel caso della piattaforma di Philip Rosedale anche Sansar vuole dare la possibilità ai giocatori di creare i propri contenuti VR, le sue ambientazioni possono essere replicate, ma non interconnesse.

      In sostanza se due scolaresche stanno visitando la riproduzione VR di una tomba egizia, entrambe possono aggirarsi al suo interno contemporaneamente, ma non si vedranno e non interagiranno tra loro perché saranno in due spazi identici ma separati. Spazi che come gli attuali siti internet potranno essere di proprietà di grandi aziende o di singoli individui.

      Una differente gestione dei contenuti

      Anche la gestione dei contenuti VR sarà differente tra High Fidelity e Sansar: mentre in High Fidelity gli utenti potranno creare e modificare i contenuti all’interno della piattaforma, proprio come fanno oggi gli utenti di Second Life, in Sansar occorrerà creare o modificare i contenuti all’esterno, per poi importarli nella piattaforma.

      In compenso questo ridurrà la necessità di memorizzare contenuti e renderà inutile l’idea stessa di dover installare e interconnettere server tra loro come per Second Life (e High Fidelity). Più simile a un gioco e meno ai mondi virtuali propriamente detti, forse, ma Sansar sarà godibile da quella vasta massa di utenti a cui non interessa necessariamente creare contenuti, quanto piuttosto fruirne.

      A cosa servono i mondi virtuali?

      mondi virtuali: Second LifeAltberg e Rosedale si incontrano regolarmente, per discutere dei loro progetti e delle rispettive visioni del futuro della realtà virtuale, sono “nemici-amici” secondo una definizione dello stesso Altberg. Chissà se confrontandosi riusciranno a trovare una risposta univoca alla domanda: a cosa servono i mondi virtuali e la realtà virtuale, a parte realizzare bei contenuti grafici? Finora con un milione di visori per VR venduti ancora nessuno è in grado di dirlo con certezza, né di assicurare che, passato l’entusiasmo iniziale, della VR non ci si dimentichi come già avvenne alla fine degli anni Ottanta.

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        burning man victor habchy cover

        Dicono che un’immagina valga più di mille parole: è certamente vero nel caso del Burning Man, festival ideato nel 1986 da Larry Harvey ed Jerry James, organizzato dal 1997 dalla Black Rock City Llc, che ogni anno nella settimana che precede il Labor Day (il primo lunedì di settembre) riunisce a Black Rock City, comunità temporanea creata sulla distesa salata del Deserto di Black Rock, in Nevada, migliaia di manager geek e creativi di tutto il mondo, ansiosi di dimostrare che fanno parte della comunità “che conta” (secondo una leggenda metropolitana Google non assume dirigenti che non abbiano partecipato almeno una volta al Burning Man).

        Il Burning Man visto da Victor Habchy

        Ma ci sono immagini e immagini: si può cercare di raccontare il Burning Man con istantanee e foto da reportage adatte ai grandi tabloid o ai siti di informazione mainstream di tutto il mondo, o si può cercare di scattare immagini che colgano l’atmosfera dell’evento, come nel caso del fotografo Vicktor Habchy che sul suo sito ha pubblicato una selezione delle immagini più surreali e allo stesso tempo magnifiche che si siano mai viste del festival più amato dalla upper class americana a cui lo stesso Philip Rosedale ha più volte dichiarato di essersi ispirato per creare Second Life.

        Immagini surreali nel deserto del Nevada

        Giudicate voi stessi dalla nostra selezione, o andate sul sito di Vicktor Habchy per vedere l’intera gallery e naturalmente se volete rimanere sempre aggiornati, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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          Cica Ghost Them cover

          Cica Ghost Them

          Tutti parlano di realtà virtuale ma che genere di contenuti si possono realizzare oltre ai videogiochi, per rendere questa tecnologia sempre più interessante? Ad esempio installazioni di arte grafica tridimensionale, come da anni già si vedono in Second Life. Tra le artiste più valide di questi ultimi anni si segnala Cica Ghost, di cui vi ho già parlato presentandovi la sua Little Town.

          Ora Cica Ghost torna a sorprendere gli utenti di Second Life e gli appassionati di arte grafica con un nuovo progetto, “Them”, di chiara ispirazione ufologica. Di fatto si tratta di un’adunanza di alieni grigi giganti, in attesa di essere trasportati a bordo del proprio disco volante.

          Cica Ghost e gli alieni grigi

          Fa un certo effetto aggirarsi per la sperduta isola, nell’oceano di pixel di Second Life, su cui decine di alieni grigi giganti si sono radunati in attesa forse di tornare a casa, ma attenti a scrutare gli eventuali visitatori che si aggirassero tra loro. Vi consiglio vivamente di visitare questa bella installazione, semplicemente cliccando sul bottone di teleport che trovatte qui sotto.

          Teleport button

          Se poi siete curiosi e volete capire subito di che si tratta, potete sempre guardare questo video di Guadalupe Vasquez e farvi un’idea. Buona visione e come sempre condividete questo articolo sui vostri social, se vi è piaciuto!

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            Con costanza, senza troppo clamore, Edmose Group taglia un ulteriore importante traguardo: il numero di fine giugno di Virtual Second Night, in distribuzione sia all’interno della piattaforma di realtà virtuale ad oggi più frequentata al mondo, Second Life, sia sul web attraverso Issu, a questo link, porta il numero 50, un numero decisamente estivo e “marino”, come scoprirete sfogliandolo.

            50 di queste Virtual Second Night

            virtual second night magazine coverCurano questo numero il guest editor Carmy Sonata, con Nimoe Constantine art director e responsabile della cover, una nutrita redazione virtuale tra cui si notano Mafalda Diesel, Zly Resident, Violetta Inglewood, Mystery Hifeng e lo stesso Edwardi Mosely, “patron” di Edmose Group. Decisamente ricco il corredo fotografico della rivista, che non propone un numero monografico ma spazia anche questa volta, come sua consuetudine, dalla moda all’arte, dalle più interessanti località di Second Life alla segnalazione degli eventi più interessanti in programma sulla piattaforma di Linden Lab nelle prossime settimane.

            Un magazine femminile virtuale

            Senza perdere altro tempo, vi consiglio di sfogliare un numero di Virtual Second Night come sfogliereste un magazine femminile: per rilassarvi, per curiosità, per scoprire tanti particolari che ancora non conoscete di un mondo virtuale che pure in queste settimane ha celebrato i suoi 13 anni di attività online come anche Mondivirtuali ha ricordato dedicando una ricca gallery alla fiera di SL13B.

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            TerryGold Windows cover

            TerryGold Windows SolodonnaWindows è il titolo di una mostra in corso al Solodonna Club in Second Life, dedicata agli “scatti fotografici” dell’artista italiana TerryGold, per visitarla dovrete prendere il teleport visto che il set in cui sono esposti gli scatti si trova ad oltre 2.800 metri sopra il Solodonna Club. Appena arrivate settate il viewer nella modalità “Ambient Dark” e attivate le luci: gusterete al meglio questa esposizione in cui, letteralmente, gli avatar sembreranno sporgere da finestre che emergono, misteriose, dal buio circostante.

            Le sensuali finestre di TerryGold

            Windows è una esposizione molto sensuale e molto affascinante, che sono sicura non mancherà di appassionare sia gli amanti dell’arte grafica sia coloro che apprezzano gli ambienti immersivi tipici delle piattaforme di realtà virtuale come Second Life. Attivo da anni il Solodonna Club continua dunque a offrirci piacevoli sorprese dopo la mostra dedicata alla reinterpretazione da parte di utenti di Second Life dei lavori di Giovanna Casotto di cui Mondivirtuali.it ha già parlato.

            Visitate la mostra in Second Life

            TerryGold Windows SolodonnaPersonalmente vi consiglio di entrare “in world” (questo il link)  e godervi l’esposizione di TerryGold dal vivo, come ho mi sono goduta io, ma per i più curiosi ho preparato una anteprima che spero vi piaccia (ma che non comprende tutti i lavori esposti).

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            Second Life 13B cover

            Second Life 13B Ebbe LindenIl 27 giugno 2016 Second Life compie ufficialmente 13 anni di apertura al pubblico e festeggia la ricorrenza, nota come SL13B: non male per una piattaforma di realtà virtuale online che dopo aver fatto parlare di sé tutto il mondo nel 2007, è stata data per morta più volte negli anni seguenti, ma che di fatto resta frequentata da oltre mezzo milione di utenti, di cui circa 40 mila “premium”, ed è in grado di generare tuttora un fatturato di circa 4 milioni di dollari per Linden Lab (il cui Ceo, Ebbe Altberg, ha partecipato col suo avatar, Ebbe Linden, a un incontro “in world” con la comunità di utenti di Second Life proprio nel corso delle celebrazioni di SL13B) , secondo i dati disponibili su Grid Survey.

            Second Life, 13 anni di attività

            Second Life 13B ItaliansMentre di anno in anno si riduce il numero di Sim necessarie ad ospitare in Second Life le celebrazioni del “compleanno” della piattaforma (quest’anno sono 17 in tutto, gli eventi dal vivo vanno avanti fino al 26 giugno ma le sim resteranno allestite e visitabili sino al 7 luglio), gli utenti continuano a cercare di migliorare la qualità dei contenuti prodotti e distribuiti all’interno della piattaforma.

            In 13 anni l’evoluzione tecnica e grafica è stata apprezzabile, pur trattandosi di un sistema chiuso e poco scalabile, per cui vi suggeriamo vivamente di passare a dare un’occhiata, seguendo uno dei link suggeriti dal blog dedicato alle celebrazioni che da alcuni anni sono ormai curate non più da Linden Lab ma direttamente dalla comunità di utenti di Second Life, qui.

            La nostra gallery su SL13B

            Noi come sempre vi vogliamo offrire una anteprima di quanto potrete trovare “in world”, ricordandovi che per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità su mondi virtuali, realtà virtuale e aumentata e videogiochi non avete che da continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano. Per intanto, buona visione!

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            Susan's Diary gallery cover

            Susan’s Diary, il labirinto horror creato da Sergio Delacruz nel Delacruz Park, in Second Life, di cui Mondivirtuali.it ha già parlato di recente, continua ad attirare centinaia di utenti ogni giorno, desiderosi di scoprire dove si trovi il diario della piccola Susan, morta misteriosamente proprio in quell’istituto dove avrebbe dovuto essere cresciuta, educata e protetta.

            Una anteprima di Susan’s Diary per voi

            Abbiamo pensato di montare una gallery delle foto prese dalla nostra Luciana Pinazzo in occasione della sua visita a Susan’s Diary e di proporvela, per darvi un’anteprima di quello che potrete trovare se vi recherete anche voi a visitare l’istallazione di Sergio Delacruz. Non abbiamo potuto inserire la musica e i rumori di sottofondo, che invece sono parte integrante dell’esperienza immersiva nel mondo virtuale di Linden Lab.

            Speriamo tuttavia che osservando le nostre immagini vi venga voglia di andare a vedere di persona Susan’s Diary e magari che qualcuna di queste vi possa dare un’indicazione di dove potrebbe trovarsi il diario di Susan, un documento in grado forse di svelare il terribile segreto che si cela dietro l’atroce delitto.

            Attenti ai dettagli e buona caccia!

            Buona visione, dunque, e buona caccia: i segreti del tenebroso labirinto horror nascosto sotto la superficie del Delacruz Park vi attendono, non fateli aspettare troppo! Se poi volete restare sempre aggiornati sulle ultime novità dei mondi virtuali e delle tecnologie legate alla realtà virtuale e aumentata e ai videogiochi, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, se volete!

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