Tags Posts tagged with "realtà virtuale"

realtà virtuale

    by -
    0
    architettura in VR cover

    La realtà virtuale non starà rispettando le attese nel settore dei videogiochi, sarà necessario attendere che qualche grande marchio come Apple scenda direttamente in campo per vedere un’adozione di massa di dispositivi di realtà aumentata e realtà virtuale, ma di certo in ambito business le possibilità offerte dalle tecnologie di virtualizzazione si stanno affermando sempre più concretamente.

    Realtà virtuale per case da sogno

    La possibilità di visitare virtualmente una proprietà ancora prima che vengano avviati i lavori per la sua realizzazione, o trasformazione, ad esempio, sta letteralmente trasformando negli Stati Uniti (e non solo) il modo in cui lavorano gli architetti.

    Uno dei problemi comuni quando si realizza o trasforma un immobile è una visione del committente che non riesce ad essere trasferita ai progettisti e alla squadra che realizzerà concretamente l’opera, con relativi stress per entrambe le parti.architettura in VR

    Dato che realizzare una casa “da sogno” non è un gioco da ragazzi, nonostante quello che sembrano suggerirci numerosi reality show, cercare di minimizzare le incomprensioni e allentare gli stress è sicuramente un aspetto importante nell’economia di un progetto.

    Così sempre più studi professionali stanno facendo ricorso ai dispositivi di realtà virtuale per consentire ai propri clienti di “passeggiare” virtualmente nella proprietà ancora prima che sia realizzata.

    Esperienza visuale unica

    Certo, come nota Ignacio Rodriguez, Ceo di IR Architects, su Venture Beat, i tradizionali modelli 2D e 3D già oggi offrono un’ampia scelta di visualizzazioni, ma indosssare un visore per realtà virtuale consente di fruire di un’esperienza visuale unica che permette al committente di aggirarsi per la proprietà così come sarà una volta finita, ancora prima che apra il cantiere. architettura in VR

    Alcuni dei programmi migliori di realtà virtuale consentono di aprire le porte, attivare gli interruttori, cambiare l’illuminazione, per non dire del livello di dettaglio delle texture che permettono al committente di immaginarsi fin nei dettagli come sarà la proprietà una volta completati i lavori. Intervenendo ancora prima che partano per modificare ciò che non lo convince.

    Meno stress e costi

    Questo è particolarmente importante per chi si occupa di interior design, perché il committente riesce a rendersi conto dei tessuti, dei colori, degli ingombri e di ogni dettaglio grazie al quale la proprietà prenderà vita.

    In questo modo è possibile eliminare praticamente ogni fraintendimento e scegliere in modo consapevole la soluzione più rispondente ai desideri del committente, evitando perdite di tempo, incrementi di costi e frustrazioni.

    Così se la strada per trovare una “killer application” di realtà virtuale o aumentata in ambito consumer sembra ancora lunga, in ambito professionale la VR si sta rivelando una tecnologia efficace ed efficiente, il cui utilizzo è sempre più diffuso in particolare nel caso di realizzazioni o trasformazioni di case di lusso.

    Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

      by -
      0

      Sui social network dove è presente Mondivirtuali.it e più in generale in rete prosegue il dibattito se la realtà virtuale e la realtà aumentata stiano o meno deludendo le attese suscitate ancora lo scorso anno e se certi atteggiamenti fideistici sembrano nascondere qualche insicurezza di fondo, le argomentazioni portate dai sostenitori della “rivoluzione VR/AR” appaiono comunque interessanti e condivisibili.

      Con la VR non si guadagna

      Come ricorda su Facebook Massimo Morselli, di VR-Italia, “un mercato si valuta da un trend, non da quanto incassa” e dato che “i visori si vendono, la gente li desidera e si venderebbero di più se costassero meno, cosa che si otterrà nel tempo”, è tutto a posto nonostante i problemi di qualche produttore indipendente come CCP Games.

      Anche perchè il fatto che produrre titoli di videogiochi VR non renda “lo sapevamo e lo sapeva, o doveva saperlo, anche chi li ha sviluppati”, per cui “chi produce VR oggi può solo investire, in esperienza e notorietà, i soldi non si fanno a meno di non sviluppare titoli a bassissimo costo ed essere quegli uno su cento che hanno successo commerciale”.

      videogiochi VR

      Tanti segnali positivi

      Piuttosto, prosegue Morselli, non mancano segnali positivi per la VR come la decisione di Facebook di investire 2 miliardi di dollari per acquistare Oculus Rift, l’impegno di Valve nel creare un intero ecosistema VR e l’analoga mossa di Microsoft, che ha anche indotto decine di produttori hardware a sviluppare visori sulle proprie specifiche.

      Oppure il record registrato da Pimax che su Kickstarter ha proposto un visore di fascia alta, molto costoso, incassando 4 milioni di dollari in 45 giorni (il doppio di quanto fatto a suo tempo dalla stessa Oculus Rift).

      OpenXR diventa lo standard

      Tutti i soggetti di cui sopra, di cui in questi mesi Mondivirtuali.it vi ha puntualmente riferito, hanno inoltre aderito ad OpenXR per creare un’unica grande piattaforma comune per la VR e si tratta di soggetti, nota Morselli, che possono fare investimenti a 5 o 10 anni senza problemi, se ci credono.

      Quanto a questo ultimo punto, tuttora l’interesse non pare venuto meno né in ambito VR né in ambito AR nonostante quest’ultima sia ancora un qualcosa “che non esiste” in termini di prodotti commerciali, perché ancora troppo indietro nello sviluppo.

      Apple lancerà prodotto AR nel 2020

      Apple, in particolare, a lungo apparsa titubante riguardo la VR e la AR, pare puntare proprio su un dispositivo per realtà aumentata come possibile prodotto “di grido” in grado di succedere agli iPhone e spera di mettere a punto la tecnologia per il 2019, così da poter lanciare il primo esemplare sul mercato entro il 2020.

      Il calendario dei lavori di sviluppo “è molto aggressivo e potrebbe ancora cambiare” ha confermato una fonte all’agenzia Bloomberg, precisando che il dispositivo AR di Apple avrà un proprio display e girerà su un chip e un sistema operativo (“rOS”) nuovi.Tim Cook Apple VR AR

      Cook: AR meno isolante della VR

      Peraltro, a conferma che i dubbi di cui vi abbiamo riferito più volte non sono così rari nella business community mondiale, il Ceo di Apple, Tim Cook, considera la AR meno “isolante” rispetto alla VR e per questo potenzialmente rivoluzionaria quanto sono stati pochi anni fa gli smartphone.

      In una recente conference call con gli analisti finanziari Cook ribadito: “per farla semplice, crediamo che la AR stia per cambiare il modo in cui usiamo la tecnologia per sempre”. Una fiducia che Cook non ha mai mostrato nella VR.

      In arrivo nuova versione di ARKit

      In attesa di vedere cosa tirerà fuori dal cilindro tra un paio d’anni, già nel 2018 Apple dovrebbe rilasciare una nuova versione del software ARKit, utilizzato da sviluppatori esterni al gruppo per creare applicazioni AR per gli ultimi iPhone e iPad.

      Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

      by -
      0
      realtà virtuale cover

      La realtà virtuale ha già i giorni contati? A giudicare dai segnali provenienti dal settore del gaming, ma non solo, sembrerebbe di sì. Così crescono i dubbi su quale possa essere realmente il futuro per mondi virtuali come Sansar o High Fidelity. Il problema potrebbe essere legato al valore negativo attribuito dalla maggioranza delle persone al concetto stesso di virtualità.

      Eve Online

      CCP Games (Eve Online) taglia costi e sviluppi

      L’ultimo annuncio che ha scosso, negativamente, il settore della realtà virtuale è arrivato da CCP Games, sviluppatore del famoso MMO Eve Online, ad esempio, che ha annunciato la chiusura di due dei suoi studi, quello di Newcastle da cui è nato Eve: Valkyrie, e quello di Atlanta che si occupava dello sviluppo di titoli per la realtà virtuale, e lo stop allo sviluppo di ulteriori progetti VR.

      Secondo l’azienda, in sostanza, la realtà virtuale non ha attratto abbastanza giocatori da ripagare gli elevati costi di sviluppo e lo stesso Eve: Valkyrie è di fatto un mondo virtuale deserto, nonostante l’uscita a settembre dell’espansione Eve: Valkyrie – Warzone dotato di nuove mappe e nuovi equipaggiamenti e giocabile, nella versione multiplayer, in modalità cross-platform e cross-dimension (ossia anche da giocatori senza visore VR).

      Sansar VR Cult

      Sansar e High Fidelity sono a rischio?

      Lo stesso destino potrebbe riguardare Sansar? In molti si chiedono se Linden Lab avrà le risorse finanziarie e in termini di competenze per sviluppare pienamente Sansar (avendo anche deciso di sviluppare un proprio motore grafico anziché affidarsi a Unreal o Unity) e riuscire a promuoverlo al punto da non farlo assomigliare a un deserto. Un discorso che vale a maggior ragione per High Fidelity, al momento ancora più indietro nello sviluppo.

      Ma non è solo il settore del gaming a lanciare segnali quanto meno poco rassicuranti: come ha sottolineato il blogger e noto “residente” di Second Life Wagner James Au, anche il settore del “pornoVR” non sembra registrare alcuna crescita significativa nel numero di utilizzatori, che restano una frazione infinitesima del traffico mondiale del settore.

      Nel caso del celebre sito Pornhub, ad esempio, si può stimare che non vi siano più di 50 mila utenti al giorno, a fronte di una media di 26 milioni di utilizzatori giornalieri, interessati ai contenuti VR.

      Spectacles Snapchat

      Google e Snapchat delusi dalla AR

      Così due dei supposti “driver” per la crescita dell’adozione della tecnologia VR sembrano avere più problemi del previsto. Il prezzo dei visori ha certamente avuto finora un impatto, ma oltre a questo la sensazione (confermata anche dal sostanziale fallimento di progetti legati a dispositivi di realtà aumentata come i Google Glass o gli Spectacles Snapchat) è che gli utenti non gradiscano dover indossare sul proprio volto dei dispositivi che alterano la realtà.

      Alla fine il problema di tutto quanto è “virtuale” non sarà proprio nel fatto che la maggior parte delle persone continua, a ragione o torto, a ritenere la virtualità un valore negativo, come emerso già alcuni anni fa da un sondaggio di Mondivirtuali?

      Se volete scoprirlo e scoprire come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

        by -
        0
        Sansar Halloween 2017 cover

        Paranormal Investigation è una delle esperienze di Sansar più interessanti per gli amanti dei racconti “noir” e del clima di Halloween. L’esperienza, ossia la scena, è stata creata da Abramelin Wolfe, già noto da oltre 12 anni in Second Life col marchio Abranimations (animazioni per avatar), e si compone di alcune stanze all’interno di una casa infestata dove appaiono fantasmi, alcuni misteriosi ma cortesi come quello di una ragazza di spalle, altri meno amichevoli.

        Sansar Halloween 2017

        Tra tavole oujia e crash del pc

        Tra tavole ouija, mappe e indizi vari, dovrete cercare di venire a capo dell’enigma che circonda la casa, sempre che il vostro pc non decida, come il mio, di crashare ripetutamente. Il problema di Sansar, specialmente se non lo utilizzate con un visore per VR come Oculus Rift o Htc Vive, è che possiede delle specifiche abbastanza elevate per un computer di fascia media, magari con qualche anno sulle spalle come nella maggioranza dei casi degli utenti medi.

        Sansar Halloween 2017 bis

        I requisiti di Sansar

        La Cpu, ad esempio, deve essere almeno una Intel i5-4590 o Amd FX 8350 o equivalenti, mentre la scheda grafica minima consigliata è una Nvidia GTX 970 o Amd Radeon R9 290 e la Ram di almeno 8 GB. Soprattutto la velocità di connessione minima deve essere di 5 Mbps, ma si consiglia una connessione di 10 Mbps o superiore, il che rende Sansar una piattaforma di più difficile accesso, per un utente medio, rispetto alla “vecchia” Second Life.

        Sansar Halloween ter

        Una esperienza firmata Abramelin Wolfe

        A rendere più intrigante l’esplorazione ci ha pensato lo stesso Abramelin Wolfe, dato che la casa è immersa nel buio, con la poca luce di alcune lanterne a farvi da guida, mentre i lampadari a volte vorticano causando un senso di stordimento e negli angoli più oscuri si annidano presenze paranormali che riuscirete a percepire anche senza l’attrezzatura da acchiappa fantasmi che pure abbonda nella prima stanza.

        Sansar Halloween quater

        Esplorate Paranormal Investigation

        Aggiungete un sonoro ricco di fruscii, rumori di passi, di risate lontane miste a respiri affannati e l’atmosfera da casa infestata è perfetta ed ideale per celebrare Halloween. A noi non resta che suggerirvi di provare voi stessi (meglio con un visore VR che da pc) a visitare questa location in Sansar e darvi appuntamento alla prossima esplorazione.

        Sansar Halloween quinques

        Se poi volete sapere come andrà a finire per Sansar e la realtà virtuale in genere, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su , su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

          by -
          0
          VR 1 billion people cover

          Un miliardo di persone collegate tramite realtà virtuale: è l’obiettivo dichiarato la scorsa settimana a Oculus Connect 4 da Mark Zuckerberg, ma dopo qualche ora un veterano della realtà virtuale come Philip Rosedale, già fondatore di Second Life e attualmente impegnato a sviluppare High Fidelity, replicava su Twitter: (portare) “un miliardo di persone insieme in VR richiederà 50 milioni di server. E neppure Facebook è in grado di gestire 50 milioni di server”.

          Qual’è il vero limite tecnologico?

          Eppure Facebook gestisce senza grossi problemi 2 miliardi di utenti al mese sulla propria piattaforma di social networking, che per molti utenti più giovani rischia di diventare il web “tout court”. Come è possibile?

          Il problema è legato alla differente tecnologia utilizzata dal web “classico” e dalla realtà virtuale anche attraverso il web (a esempio tramite il protocollo WebVR) e dalla differente capacità di gestione delle connessioni che le stesse richiedono.

          Mark Zuckerberg 1 billion people VR

           

          Un server può ospitare oltre 350 mila siti

          Per essere chiari: il sito di Mondivirtuali.it è ospitato su un server assieme ad oltre 358 mila altri domini e sebbene qualsiasi host prevede delle limitazioni agli accessi contemporanei a un singolo sito ospitato sui suoi server per non saturare l’intera banda, è chiaro che col web “classico” non ci sono particolari problemi a collegare fino a qualche milione di utenti in contemporanea.

          High Fidelity guarda a reti di server condivise

          L’architettura di High Fidelity, per contro, come ha spiegato Wagner James Au su New World Notes prevede che un singolo dominio (ossia una singola sim o “esperienza” che dir si voglia) venga distribuito attraverso un rete di server, ciascuno dei quali gestisce differenti aspetti dell’ambiente del dominio e le funzioni necessarie a creare un senso di presenza per gli utenti.

          I costi e i limiti sono differenti

          Ma la cosa ha ancora dei limiti sia in termini di utenti collegati in contemporanea (un centinaio, come in Second Life), sia di costi (un evento da 100 persone costa 10,7 dollari l’ora più 6,4 dollari al mese di commissioni di immagazzinamento, contro le poche decine/qualche centinaia di dollari l’anno di commissioni di host per un sito web classico).

          Philip Rosedale High Fidelity

          Il cloud potrà dare una mano

          Impossibile, dunque, pensare che Facebook possa con la tecnologia e i costi attuali riuscire a raggiungere l’obiettivo da poco annunciato, senza sposare un approccio simile a quello di High Fidelity, basato su reti condivise di software di aziende e utenti privati.

          Tuttavia la tecnologia corre e l’idea stessa della condivisione di risorse portata dal cloud computing sta prendendo piede al punto che la stessa Linden Lab ha annunciato lo scorso agosto di voler far migrare la struttura di Second Life sul cloud.

          Ma esisterà un miliardo di potenziali utenti VR?

          Insomma: se allo stato probabilmente Philip Rosedale ha ragione, non è detto che Mark Zuckerberg non riesca comunque nel suo intento in un futuro neppure troppo lontano. Sempre che esista un miliardo di utenti interessati a collegarsi in realtà virtuale da ogni angolo del globo, naturalmente.

          Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su , su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube.

            by -
            0
            Oculus Go cover

            Ottobre porta molte novità in casa Oculus Rift, controllata di Facebook impegnata nello sviluppo di dispositivi per la realtà virtuale.

            All’Oculus Connect 4, questa settimana, nel suo discorso inaugurale Mark Zuckerberg ha rivelato il primo visore VR “standalone”, Oculus Go, con la chiara ambizione di fare in modo che gli sviluppatori di app al lavoro sul visore Samsung Gear VR possano adattare la propria offerta anche al nuovo visore di Oculus Rift.

            Oculus Go 199

            Oculus Go costerà 199 dollari

            Oculus Go, peraltro, sarà di fatto un computer mobile “tutto in uno”, il che significa che non solo non avrà bisogno di cavi, ma neppure di smartphone per poter funzionare come una periferica di gioco.

            Disponibile a partire dal prossimo anno (la data di lancio ufficiale non è ancora nota, ma già da novembre inizieranno le spedizioni dei primi kit per sviluppatori), Oculus Go costerà solo 199 dollari. Se volete iniziare a fare conoscenza col nuovo visore, guardate il filmato di presentazione.

            Con Oculus Go e altri dispositivi che verranno sviluppati da Oculus Rift, Zuckerberg si è posto l’obiettivo di riuscire a far connettere in realtà virtuale almeno 1 miliardo di utenti in tutto il mondo nei prossimi anni, vale a dire circa la metà di coloro che attualmente si collegano al web passando per Facebook.

            Ma le sorprese non sono finite qui: i controller Santa Cruz, il cui prototipo era stato presentato lo scorso anno, verranno aggiornati in modo da consentire movimenti più naturali e meno limitati.

            Oculus Rift Touch 399

            Cala il prezzo di Oculus Rift e Touch

            Ultima ma non meno interessante novità, il costo per il “bundle” costituito dal visore Oculus Rift e da due controller Touch (oltre a due sensori e sei app gratuite) è stato ridotto in modo permanente a 399 dollari, ossia 200 dollari meno del costo del rivale Htc Vive VR.

            Non si tratta di una novità assoluta, perché già in estate per sei settimane il prezzo del “bundle” era stato portato a 399 dollari, dopo di che però era tornato a costare 499 dollari.

            Ora lo sconto promozionale estivo diventa permanente, in tempo per provare a sostenere le vendite natalizie, che vedranno anche una versione aggiornata e con un design leggermente rivisto del sistema Sony PlayStation VR. Basteranno queste novità d’autunno ad accrescere il mercato degli utenti della realtà virtuale?

            Se volete saperlo, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

              by -
              0
              realtà virtuale investimenti cover

              E’ il momento di investire nella realtà virtuale o la “moda” sta già passando? A giudicare dall’andamento, ancora contenuto, delle vendite di dispositivi il dubbio che anche questa volta una tecnologia che in realtà sta tentando di emergere da almeno una quarantina d’anni sia destinata a rimanere un fenomeno di nicchia viene. Eppure molti investitori professionisti la pensano diversamente, in particolare negli Stati Uniti.

              Boost VC: è il momento di investire in VR

              Così Murray Newlands, già fondatore dello sviluppatore di chatbot Chattypeople.com e di Sighted.com, società che si occupa di fatturazione online), sostiene su Forbes che in realtà adesso è il momento perfetto per investire in realtà virtuale, almeno a dare retta ad Adam Draper, fondatore e managing director dell’acceleratore Boost VC (che ha tra i suoi mentor anche Philip Rosedale), che di realtà virtuale un poco deve capirne visto che ha investito in 52 società (su 180 investimenti complessivi) impegnate nello sviluppo della realtà virtuale e della realtà aumentata.

              Occorre puntare sulle persone dietro le idee

              Draper è certo che la realtà virtuale e la realtà aumentata siano solo ai primi passi del loro sviluppo (tanto che quasi il 70% del portafoglio di società accelerate da Boost VC ha a che fare con tali tecnologie) e nella sua intervista a Newlands spiega che per investire con successo bisogna puntare soprattutto sulle persone, sul team che sta dietro allo sviluppo di un’idea di business, che deve essere un’idea in grado potenzialmente di cambiare il mondo, curata da un team in grado di assumere più decisioni giuste che decisioni sbagliate.

              realtà virtuale investimenti Boost VC

              La VR finora ha deluso ma è una buona notizia

              Perché vedete, questo ve lo posso confermare anche per la mia esperienza con SeedUp, l’acceleratore di idee: quando avete a che fare con una startup (tanto più in un settore come la realtà virtuale o la realtà aumentata), andrete incontro a una lunga sequenza di errori e decisioni sbagliate, finché non riuscirete ad avere successo. Ora il sentiment nei confronti della realtà virtuale, passato l’hype mediatico dello scorso anno, si avvicina al nadir conseguente la fase di disillusione e per Draper è ora di scommettere con decisione.

              Le startup puntano sul mercato enterprise

              Ovviamente non si può investire a casaccio: prima che un miliardo di persone utilizzi quotidianamente la realtà virtuale passerà ancora tempo. Fino ad allora le startup vincenti si concentreranno nell’offerta di soluzioni “enterprise”, iniziando a creare un’abitudine, a migliorare la vita di qualcuno, non importa se si tratta di programmatori che ora possono visualizzare e modificare i codici in VR o di atlete che possono allenarsi in palestre virtuali, per poi diventare una motivazione d’uso potente, come fu l’utilizzo di fogli di calcolo come Excel che da semplice programma di utilità personale usato dalle aziende divenne uno dei motivi per cui le persone compravano un computer.

              realtà virtuale investimenti Google

              Google fa shopping per sviluppare nuovi prodotti

              L’idea che possa essere il momento buono per investire deve essere venuta anche a Google, visto che il colosso americano ha appena acquisito da Htc per 1,1 miliardi di dollari l’intero team di sviluppatori già impiegati per lo smartphone Htc Google Pixel. Un gruppo “di talenti” come ha segnalato Rick Osterloh, Senior Vice President Hardware (ossia responsabile dello sviluppo di prodotti come Google Home, Google Wifi, Daydream View, Chromecast Ultra oltre che dello stesso Pixel) del gruppo americano che si prepara, il 4 ottobre prossimo, ad annunciare una nuova generazione di prodotti.

              Chissà se tra essi vi saranno anche nuovi visori per realtà virtuale o realtà aumentata: se non quest’anno la cosa sembra probabile nel prossimo futuro. Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

              by -
              0
              Webvr cover

              Mentre l’hype sulla realtà virtuale e aumentata sembra procedere in modo altalenante, col dibattito sui tempi e contenuti necessari a fare diventare la VR “mainstream” che prosegue da mesi, gli osservatori più attenti (tra cui il sito VRScout) hanno notato come in realtà a guadagnare sempre più spazio sia il WebVR.

              Il WebVR renderà la VR accessibile a tutti

              Il WebVR è uno standard aperto basato su una Javascript Api che rende possibile l’esperienza della realtà virtuale attraverso l’utilizzo di un browser, allo scopo di rendere più facilmente accessibile la VR indipendentemente dal dispositivo utilizzato. Naturalmente per poter godere dei contenuti del WebVR servono due elementi: un visore (a scelta tra Google Cardboard o Google Daydream, Samsung Gear VR, Oculus Rift, Htc Vive, ma anche Playstation VR o Windows Mixed Reality) e un browser compatibile.

              Standard nato da una intuizione di 23 anni fa

              In alcuni siti non è neppure necessario avere un visore VR per poter comunque visualizzare contenuti a 360 gradi, sperimentando così una sia pure parziale forma di “realtà virtuale“. Il WebVR è nato 23 anni fa con lo sviluppo del Virtual Markup Reality Language (VRML), che non decollò mai ma spianò la strada per lo sviluppo della VR per come la conosciamo oggi.

              Abbassando fortemente le barriere per lo sviluppo di contenuti VR fruibili anche alla massa di utenti del web, il WebVR potrebbe essere il cavallo di Troia che porterà gradualmente all’adozione di massa della tecnologia VR, che in fondo (nota VRScout) non sempre richiede un’esperienza “alta” come quella offerta dai visori VR e dalle piattaforme immersive stile Sansar.

              Nessuno stress mediatico

              In più, non avendo sperimentato alcun tipo di hype mediatico, gli sviluppatori del WebVR e dei suoi contenuti hanno potuto concentrarsi sulla loro attività senza eccessivi stress dall’esterno sfruttando uno strumento molto efficiente dal punto di vista dei costi. In più il WebVR è un sistema “tecnologicamente agnostico“, ossia un sistema aperto e in grado di lavorare coi diversi formati standard del settore, così che se qualche startup dovesse scomparire nel bel mezzo dello sviluppo di un progetto, i suoi collaboratori e clienti non resterebbero a mani vuote.

              Webvr bis

              I colossi dell’high-tech vigilano

              Grandi nomi del settore high-tech come Mozilla, Google, Samsung, Facebook, Intel, Microsoft e, di recente, Apple fanno parte del WebVR Community Group che decide gli standard adottati dal WebVR. Mozilla, con A-Frame, ha iniziato già dal 2015 a inserire uno strumento di sviluppo di contenuti VR, insieme ad una serie di risorse pubblicate sul sito MozVR, altri come React VR, Argon.js, PlayCanvas, JanusVR e Primrose hanno creato ulteriori strumenti per facilitare lo sviluppo di contenuti VR.

              Uno strumento per sperimentare

              Inoltre Google, Oculus e Samsung hanno pubblicato i propri contenuti WebVR e reso disponibili risorse open source per gli sviluppatori, mentre sul lato browser sono già compatibili con WebVR Chrome per Android, Firefox Nightly, Samsung Internet, Microsoft Edge, Chromium, Servo e Oculus Carmel.

              I settori più interessanti per lo sviluppo di contenuti WebVR sembrano al momento quello educativo e quello turistico, ma i campi di sperimentazione sono molti di più e non è escluso che presto sentiremo parlare di nuovi svilluppi.

              Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

              by -
              134
              Fnaf 6 cover

              Se pensate che le critiche che vi piovono sui social quando provate a pubblicizzare un articolo del vostro blog, o una app che avete sviluppato o finanche un videogioco che vi piace siano eccessive, sappiate che Scott Cawthon, celebre programmatore indipendente americano autore della serie Five Night At Freddy’s (Fnaf) è stato più volte vittime di tale negatività, al punto che stava per rinunciare a sviluppare ulteriori giochi proprio poco prima di lanciare il primo capitolo di Fnaf e che forse per questo potrebbe non completare mai lo sviluppo dell’atteso sesto capitolo.

              Scott Cawthon

              Troppa negatività, stop a sviluppo Fnaf 6

              Cawthon, che mesi fa rivelò come anche il progetto di un film basato sui personaggi della saga di Fnaf fosse sostanzialmente tornato al punto di partenza, aveva già dovuto subire critiche molto pesanti dopo il lancio di Fnaf World, lo scorso anno, ritenuto un gioco incompleto, non horror e “colpevole” di essere uno spin-off della serie principale.

              Nelle ultime settimane Scott aveva lasciato trasparire l’intenzione di lanciare un nuovo capitolo della saga, Fnaf 6, ma alla fine ha ammesso di avervi rinunciato, senza precisare il perché ma lasciando intendere che era a causa della crescente pressione che ha dovuto affrontare durante lo sviluppo di ogni nuovo capitolo.

              Fnaf 6

              Meglio godersi la vita e sviluppare altri progetti

              Troppe critiche, troppe aspettative, troppa tensione: alla fine Cawthon, che da Fnaf ricava circa 2.500 dollari al giorno e dovrebbe avere accumulato un patrimonio tra i 60 e i 100 milioni di dollari in tutta la sua carriera, ha preferito rinunciare a un nuovo capitolo del gioco per non mettere a rischio “altri aspetti della mia vita nel tentativo di tenere testa a queste aspettative crescenti”.

              Cawthon ha anche precisato che ciò “non significa che intende abbandonare lo sviluppo dei giochi” né tanto meno il franchisee Fnaf, ma ha chiesto a tutti quelli coinvolti nello sviluppo della serie di non divulgare alcun tipo di dettaglio.

              Fnaf movie Blumhouse

              Film, libri e una versione per VR

              Così alla fine Fnaf 6 potrebbe solo essere rinviato, o forse essere preceduto dallo sviluppo di Foxy Fighters (attualmente un mini gioco che costituisce uno spin-off della serie principale), così da diventare un gioco ben sviluppato.

              In ogni caso il programmatore non si annoierà e i suoi fan neppure: il film a cui sta ora lavorando la casa produttrice di film horror Blumhouse Productions dovrebbe presto o tardi arrivare sugli schermi, inoltre Cawthon prevede di pubblicare nei prossimi mesi un nuovo libro e forse un episodio della sua saga in modalità VR.

              Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

              by -
              383
              VR cult events hub cover

              Gli utenti di Second Life si ammassano letteralmente uno sull’altro, sostiene New World Notes, per entrare a visitare le prime location disponibili su Sansar, la piattaforma gratuita di realtà virtuale accessibile dal sito www.sansar.com che Linden Lab ha ufficialmente aperto a fine luglio.

              VR cult events hub 01

              Ancora piccoli numeri per la VR

              E però gli utenti attivi che usano la modalità VR nei principali mondi accessibili tramite Steam (dopo la chiusura di Altspace VR) non ne vogliono sapere di aumentare e restano poche centinaia/migliaia al giorno in tutto il mondo nella migliore delle ipotesi, scrive sempre il sito di Wagner James (aka Hamlet Au in Second Life).

              VR cult events hub 02

              Linden Lab spinge la condivisione di contenuti

              Così non ci sarebbe nulla di strano se Linden Lab, che dopo l’apertura ha fatto cadere la clausola di riservatezza ed ora invita esplicitamente i suoi utenti a condividere i propri scatti, video e contenuti in genere riferiti a Sansar, “spingesse” più per accessi tramite PC che non utilizzando visori e controller VR.

              Quasto anche a costo di rinunciare a lottare per la leadership delle piattaforme per VR e, forse, col rischio di cannibalizzare in parte la base utenti di Second Life, che dopo 14 anni e nonostante infinite lamentele resta il mondo virtuale più utilizzato al mondo con concurrency di 30-40 mila utenti nell’arco della giornata.

              VR cult events hub 03

              Per il boom ci sarà tempo

              La nostra previsione che nonostante il forte interesse che la realtà virtuale in genere e Sansar in particolare avrebbero continuato a generare non ci sarebbe stato un boom a breve neanche lontanamente paragonabile a quello del 2007 di Second Life si è così facilmente verificata.

              Per il futuro vedremo, anche in base all’uscita sul mercato di dispositivi più performanti e di prezzo inferiore agli attuali (e di contenuti più accattivanti, a partire dai videogiochi ma anche in ambito professionale).

              VR cult events hub 04

              Prima esposizione per il VR Cult Events Hub

              Per intanto siamo lieti di segnalarvi che VR Cult, di Colpo Wrexler (aka Dario Buratti), ha reso pubblica una “esperienza” (ossia una sim), The Events Hub (la trovate qui), uno spazio sperimentale interamente dedicato ad eventi virtuali di arte, design, musica e moda, dove i visitatori possono già apprezzare l’esposizione in corso di due artisti italiani, il fotografo Matteo Guariso e il pittore e illustratore Francesco Musante, esposizione a cui ha contribuito nelle vesti di curatore anche Marina Bellini, aka Mexi Lane. Ad essa si riferiscono le immagini di questo articolo.

              VR cult events hub 05

              Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

              I più letti ultima settimana / Most read last 7 days

              0
              Dopo una lunga gestazione, MDHR Studio con Cuphead ha fatto centro, con oltre un milione di copie vendute in pochi giorni. Tanti i motivi d’interesse, oltre alla grafica.