Tags Posts tagged with "OpenSim @it"

OpenSim @it

    by -
    1276
    Mt Saint Michel SL cover

    Mt Saint Michel SLMont St. Michel sta per lasciare Second Life: se sino a qualche anno fa era possibile scegliere tra due diverse riproduzioni virtuali della celebre località, una creata dal builder francese YadNi Monde, l’altra dalla giapponese Moeka Kohime, come Mondivirtuali vi ha già raccontato, tra poche ore gli utenti della piattaforma di Linden Lab dovranno dire addio a Mont St. Michel definitivamente.

    Pochi anni fa senza troppo clamore era già andata offline la Mont St. Michel 3D di YadNi Monde (che a fine giugno 2015 ha chiuso, dopo 11 anni, anche YadNi’s Junkyard, uno dei più famosi “freebies shop”, ossia negozi dove venivano messi a disposizione degli utenti di Second Life contenuti gratuiti), ora è la volta della land di Moeka Kohime.

    Mont St. Michel SL internoDa fine settembre 2015 la land dovrebbe andare offline, anche se è possibile che per qualche giorno o settimana ancora resti visitabile, come già accaduto ad altre land tra cui l’italiana MIC-Im@ginarium. Anche in questo caso, come praticamente per tutti i casi di sim che hanno abbandonato Second Life nonostante fossero note ed apprezzate al punto da essere inserite dalla stessa Linden Lab nella “destination guide” del sito ufficiale di Second Life, il motivo è essenzialmente economico.

    Mantenere attiva sul mondo virtuale una land richiede ogni mese diverse centinaia di euro di commissioni, vale a dire un multiplo del costo annuo di un normale sito web 2D, e non ha senso se la land non rientra in un più ampio progetto sostenuto da un’azienda privata o un’istituzione pubblica.

    Mont St. Michel SL beautyQualcosa dovrà cambiare nel prossimo mondo virtuale che l’azienda californiana sta sviluppando, per ora noto come Project Sansar, ed è stato lo stesso Ceo di Linden Lab, Ebbe Altberg, a ribadirlo più volte quest’anno anticipandola possibilità che si passi ad un differente business model, in cui i ricavi di Linden Lab siano maggiormente legati a commissioni sulle transazioni (nei momenti di massimo splendore l’economia interna di Second Life aveva superato i 500 milioni di dollari Usa di fatturato annuo) e meno all’affitto di spazi e “terra virtuale”.

    Mont St. Michel SL interiorsPer ora però è difficile pensare che Mt. Saint Michel possa salvarsi, a meno di un intervento diretto di Linden Lab come accaduto in qualche rara occasione in passato (ad esempio nel caso di Svarga). Chissà però che non ricompaia su qualche altra griglia, come già capitato per la Mont St. Michel di YadNi Monde, presente su InWorldz fin dal 2011. Se poi volete sapere come finirà e rimanere aggiornati sui mondi virtuali e fantastici e sulla realtà virtuale, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

      by -
      1362
      Copybot cover

      Nadine RaverieLinden Lab in dodici anni non ha saputo ovviare a un problema come la copia fraudolenta dei contenuti creati dagli utenti e l’elenco dei creativi che abbandonano Second Life o quanto meno interrompono attività di creazione e distribuzione di contenuti originali continua senza sosta. L’ultima a gettare la spugna è stata in questi giorni Nadine Raverie, owner di 3D Trees uno dei più bei negozi di piante digitali di tutta Second Life.

      In una nota al suo gruppo Nadine ha spiegato: “Mi spiace, il gruppo 3D Trees verrà cancellato. Non creerò altri gruppi. Sono stanca degli attacchi tramite copybot alla mia persona. Non so in che altro modo difendermi. Dei ladri utilizzano fraudolentemente il mio gruppo per spedire i miei alberi rubati a tutti i membri del mio gruppo. Non voglio rendere il loro lavoro ancora più facile”.

      Ma è davvero impossibile difendere i creativi dagli abusi dei plagiaori che utilizzano copybot per creare delle copie illegali di contenuti originali di altri utenti, i quali magari si trovano poi a dover anche difendersi da denuncie fatte “ad arte” sulla base del Dmca per creare ulteriori problemi? Secondo Sniper Siemens, utente italiana di Second Life ben nota ai lettori di Mondivirtuali non fosse altro che per le sue riproduzioni delle macchine di Leonardo da Vinci e per il percorso artistico dedicato alla storia di Second Life esposto qualche mese fa a Lea, sarebbe bastato “cambiare 3 righe di codice per eliminare definitivamente il problema del copybot”.

      3D TreesSi potrebbe in sostanza, sostiene Sniper, “inibire le funzioni a cui qualsiasi copybot attinge. Non tutto il codice di SL è opensource, basterebbe cambiare quelle righe e metterle li in modo che nessun creatore di viewer, tantomeno illegali, possa cambiarle. Fine dei giochi, 10 minuti di tempo per farlo”. Intervenendo nella discussione, svoltasi su Facebook, Raffaele Macis (aka Licu Rau), owner della grid opensim Craft, ha però fatto notare che un programma di copybot si basa sul fatto che ogni informazione riguardante oggetti e textures viene inviati al viewer in forma integrale sotto forma di xml e bitmap; il viewer poi ricostruisce l’ambiente 3D sul client dell’utente di Second Life (o di qualsiasi altro ambiente digitale visualizzato su un pc collegato in remoto), ma ogni oggetto e informazione (tranne gli script) rimane di fatto nella cache del viewer.

      In realtà, dunque, non ci sarebbe neppure bisogno di un copybot per copiare i contenuti di Secod Life visualizzati su un pc, è possibile farlo col viewer ufficiale di SL senza editare o scaricare nulla. Una volta chiuso il viewer basta infatti andare nella cache e (se si conosce come è organizzata) è possibile ricostruire ogni oggetto visto o ogni luogo visitato. Con un simile sistema difendersi efficacemente dai copybot è se non impossibile molto difficile. Certo, basterebbe evitare che le informazioni arrivino integrali al viewer, magari criptandole in tutto o in parte, ad esempio utilizzando un filtro come Canopy, che elabora l’ambiente 3D e lo rimanda ai pc-client in formato di streaming, si potrebbe impedire questi abusi.

      CraftMa per una grid OpenSim come la nostra (Craft) sarebbe un investimento impensabile e per Second Life sarebbe un bell’incremento dei costi, senza parlare della difficoltà di mantenere prestazioni accettabili” dato che con questo filtro il lag in termini di responsività tende ad aumentare, a detrimento dell’esperienza dell’utente già ora particolarmente “sensibile” al problema. Il problema è in sostanza intrinseco all’architetture server-client che Linden Lab ha adottato sino all’inizio per sviluppare Second Life.

      Se continui a far elaborare tutto al tuo viewer/pc – ha concluso Macis – puoi solo rendere il copybot più difficile, ma non impossibile. Anche la criptazione in questo caso non servirebbe: la criptazione serve per evitare che una trasmissione venga intercettata da terzi, ma sia il server sia il viewer hanno chiave e accesso ai dati”. Servirebbe forse un maggior rispetto del diritto d’autore legato all’opera d’ingegno dei creativi di Second Life e non solo. Ma questa è davvero un’altra storia: se voi volete continuare a essere informati di cosa accade in Second Life e nei mondi virtuali, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

        by -
        1416
        Digiworldz cover

        Digiworldz logoDigiWorldz,  è una piattaforma 3D per comunità online di New York fondata da Terry Ford, Michael Sietz e Mark Wiseman e specializzata in mondi virtuali operanti su Opensim ed abilitati all’HyperGrid, che pure avendo aperto i battenti da poco ha già pronte ad essere affittate, a 8 dollari al mese ciascuna, 500 regioni con una capienza massima di 15 mila prims e 50 visitatori in contemporanea. Un prezzo particolarmente competitivo visto che solitamente con 8 dollari al mese si ottengono regioni da 5 mila prims. Anche per questo, probabilmente, DigiWorldz è riuscita già a mettere online oltre 300 regioni, per il 95% a pagamento come ha confermato in un’intervista uno dei tre co-fondatori e attuale Cfo, Michael Sietz.

        DigiWorldz, di cui vi proponiamo sotto una recensione filmata di Adam Time, al momento è utilizzata principalmente da utenti individuali (anche se non manca qualche società che però non utilizza la piattaforma Opensim per i suoi aspetti sociali, quanto per testare qualche prototipo di applicativo o creare prodotti derivati, magari in vista del lancio di propri mondi virtuali) ed ospita una selezione di portali HyperGrid testati tutti i giorni e che indirizzano gli utenti verso contenuti di qualità in tutto il metaverso, oltre a presentare una selezione di grandi mete HyperGrid pubblicate ogni mese nella griglia e sul proprio sito web nella sezione Discover The Metaverse.

        DigiWorldz, come alcuni altri mondi virtuali ospitati su Opensim (o “griglie”), fornisce in particolare mete “filtrate”, ossia che consentono solo ad alcuni contenuti di lasciare la griglia (ad esempio contenuti “full perm”), o solo ad una certa classe di utenti di uscire dalla griglia per collegarsi ad altre griglie su Opensim, o anche solo ad alcuni di accedere alla griglia “filtrata”. Di questo tipo di set-up si avvalgono, tra le altre, come già fatto notare da Maria Korolov su Hypergrid Business, grid come Kitely, Great Canadian Grid e 3rd Rock Grid, quest’ultima fondata a inizio 2008 proprio da Terry Ford, che ne trasferì poi la società in seguito al lutto per la tragica perdita di sua moglie per malattia (Terry è poi tornato ad aiutare lo sviluppo di 3rd Rock Grid nel 2012).

        Digiworldz platformSembrerebbe insomma che all’interno di Opensim si stia ricreando, su iniziativa di singole società, quella serie di strumenti, come la “guida alle destinazioni” che da tempo caratterizzano Second Life, a conferma che se da un lato la possibilità di creare (e scambiare) liberamente contenuti gratuiti o a pagamento che siano è una delle spinte che fanno utilizzare i mondi virtuali da parte dei creatori di contenuti, la necessità degli utenti di poter accedere solo ad una selezione degli stessi resta elevata, il che non ci sorprende se pensate che è esattamente allo stesso modo che funziona il web “dominato” da Google e dalle sue ricerche online o social network come Facebook (che coi propri algoritmi seleziona in modo quasi “naturale” chi e cosa ciascun utente potrà vedere nel proprio flusso di contenuti).

        Se i mondi virtuali e i social media vi interessano, e volete sapere come evolveranno piattaforme come DigiWorldz, continuate a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

        by -
        1164
        Inworldz 6 anni cover

        Inworldz celebra 6 anniSono iniziate il 27 marzo e si concluderanno il 2 aprile le celebrazioni per il sesto anniversari dalla nascita di InWorldz, il mondo virtuale sviluppato da InWorldz Llc, società di New York fondata da Beth Reischl (aka Elenia Llewellyn in InWorldz), John Arnolde (aka Legion Hienrichs) e David Daeschler (aka Tranquillity Dexler) sulla piattaforma applicativa open source Opensim che a metà marzo contava in tutto 323 mondi virtuali (“griglie”) attivi per complessive 57.941 sim, con oltre 30.800 utenti attivi al mese su oltre 433 mila registrati.

        Inworldz celebra 6 anniInWorldz con 6.445 utenti attivi è risultato ancora una volta, secondo i dati riferiti da Maria Korolov su Hypergridbusiness, il mondo virtuale più “popolato” ed è probabile che le celebrazioni per il sesto anniversario (il cui tema è “la community allora e adesso”) possa contribuire a far ulteriormente salire questi numeri. Se siete curiosi di conoscere il calendario di eventi che sono stati programmati, è possibile trovarlo nei forum di InWorldz, qui.

        Per tutti coloro che volessero prendere parte agli eventi in InWorldz, eccovi di sotto il “taxi” che vi porterà direttamente all’InWorlz Event Scenic, dove troverete l’accoglienza e le informazioni relative a tutte le oltre 40 sim da visitare, da quelle che espongono mostre d’arte digitale a quelle dedicate ai giochi di ruolo: non avrete che l’imbarazzo della scelta.

        Teleport button

         

         

        by -
        1671

        Rosanna Galvani Roxelo BabencoA volte ritornano, per fortuna: con l’opening ufficiale, sabato 7 marzo dalle 21.30 ora di Roma, in Craft (mondo virtuale italiano presente in Opensim, creato e mantenuto online da Raffaele Macis, aka Licu Rau), è tornato pienamente in attività dopo una pausa di un paio d’anni MdM – Museo del Metaverso, progetto di divulgazione e promozione dell’arte digitale nativa dei mondi virtuali ideato da Rosanna Galvani (aka Roxelo Babenco) che in questa sua rinascita ha già raccolto attorno a sé 36 artisti, da William Nessuno a Marco Manray, da Wizardoz Chrome a Pallina60 Loon, da Giovanna Cerise a Paola Mills, da Mistero Hifeng a Miguel Rotunno (aka RocapC), piuttosto che Frieda Korda, Simotron Aquila o Bruno Cerboni (l’ex proprietario della storica sim italiana di Parioli, un tempo in Second Life) solo per citare alcuni nomi.

        La nuova sede di MdM è stata progettata e realizzata da un nome altrettanto noto nell’ambiente artistico “virtuale”, quello dell’artista turca Elif Ayiter (aka Alpha Auer), le cui realizzazioni sono non da ora tra le più ammirate in Second Life e sfruttano appieno le possibilità offerte dagli editor delle piattaforme digitali 3D online di creare una “nuova” architettura i cui canoni non siano vincolati alla mera riproduzione di quelli reali. L’inaugurazione in sé è andata molto bene: sono stati 69 gli avatar che si sono collegati in Craft, mentre molti altri hanno seguito la serata in streaming (il video relativo è tuttora visibile) e ancora di più hanno la possibilità di rivedere i video realizzati in occasione dell’evento da Patrick Moya (il primo dei due video che vedete in questo articolo) e da Adam Time (il cui video vedete in fondo all’articolo).

        In un post della stessa Rosanna/Roxelo sul sito di MdM si torna ancora una volta a ribadire l’importanza di fare comunità, cercare unità e cooperazione nel perseguire un fine comune. Siamo d’accordo, ma siamo anche consci che da anni questi stessi concetti sono stati ripetuti da Mondivirtuali.it e non solo, senza che mai si sia riusciti a realizzarli. Rosanna/Roxelo, instancabile, sostiene che la serata è stata “anche un incontro fra vecchi amici che condividevano un interesse comune, quello della media art” ma non è stato “soltanto” questo. Glielo auguriamo sinceramente e seguiremo gli sviluppi, se voi volete conoscerli non vi resta che seguire, unitariamente, Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali.it è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Se son rose fioriranno, come si dice.

        by -
        1648
        opensim 2015 cover

        Inworldz 2015Buone notizie per Opensim, che secondo l’ultima classifica mensile curata da Maria Korolov per Hypergridbusiness ha visto i mondi virtuali attivi sulla propria piattaforma applicativa open source arrivare a quota 303 per complessive 56.667 regioni. Un successo che si deve certamente all’economicità della piattaforma, i cui costi di hosting partono da un minimo di 5 dollari al mese contro i 300 dollari al mese di una sim di Second Life.

        La gran parte di tali regioni consentono l’utilizzo del “teletrasporto” per passare da una all’altra, esattamente come in Second Life (con qualche eccezione: 4.093 regioni sono su “griglia chiusa” ossia consentono l’accesso solo ai proprietari, mentre 52.555 sono su “griglia aperta” ossia liberamente accessibili da chiunque).

        Sempre secondo Maria Korolov al successo in termini di nuovi terreni virtuali resi disponibili corrisponde anche un buon andamento delle registrazioni di nuovi utenti: il totale sarebbe salito in gennaio a 423.893, di cui 25.620 attivi nell’ultimo mese (in dicembre si stava ancora sotto i 25 mila), dato che resta una frazione rispetto alla popolazione di “residenti” della piattaforma proprietaria di Linden Lab (in base ai dati di Gridsurvey il numero totale di utenti registrati è ormai superiore a 41,17 milioni, di cui dai 30 ai 50 mila collegati contemporaneamente nell’arco della giornata) e che resta alla base della diffidenza da parte di molti creatori di contenuti a pagamento ad avviare una propria attività anche su Opensim.

        Metropolis 2015Certamente, visto che i bassi costi consentono a molti progetti educativi e culturali di realizzare proprie istallazioni o interi mondi virtuali su Opensim per una frazione dei costi fissi che pagherebbero su Second Life, il numero di utenti attivi su base mensile può essere falsato dalla presenza di molti di tali istituzioni e progetti.

        Resta tuttavia la sensazione che se l’interesse per i mondi virtuali in generale, magari grazie alla graduale adozione di visori 3D come Oculus Rift (alla cui tecnologia anche Opensim è pienamente compatibile), non tornerà a salire, lo spazio d’azione di Opensim resterà molto più limitato di quello già non enorme di Second Life, anche perché è la gestione di un mondo virtuale e l’impegno di tempo che questo richiede la vera barriera che tiene lontana la gran massa di utenti (che non siano necessariamente creativi e artisti) ed aziende (“virtuali” o “reali” che si voglia) da tale tecnologia.

        Ad ogni modo eccovi la classifica dei 5 mondi virtuali più attivi su Opensim nel mese di gennaio 2015: come si dice chi ben comincia è già a metà dell’opera.

        Avination 2015 InWorldz: 7.645 utenti attivi

        Metropolis: 3.502 utenti attivi

        Avination: 1.625 utenti attivi

        Craft World: 1.009 utenti attivi

        Kitely: 1.003 utenti attivi

        Sperando abbiate trovato interessante questo articolo, vi invitiamo a continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

          by -
          1202

          InworldZ

          Conoscete Inworldz? E’ una piattaforma online in 3D gratuita che sfrutta i codici del progetto Opensim (ulteriormente sviluppati per avvicinarsi agli standard di Second Life, al cui viewer si devono i codici sorgenti del viewer Inworlz, ad esempio), creata nel febbraio del 2009 da InWorldz Llc, società di New York fondata da Beth Reischl (aka Elenia Llewellyn), John Arnolde (aka Legion Hienrichs) e David Daeschler (aka Tranquillity Dexler) che si è rapidamente affermata come una delle principali società al mondo fornitrice di servizi per mondi virtuali.

          Rispetto a Linden Lab, la politica di InWorldz è stata (e dovrebbe restare in futuro, secondo quanto affermano i suoi fondatori) orientata a consentire un utilizzo pienamente gratuito della piattaforma, così, ad esempio, potete effettuare upload di contenuti (o crearli direttamente all’interno della piattaforma) senza pagare alcuna commissione (a differenza che in Second Life). Detto questo anche in Inworldz è possibile comprare o affittare “terreni” virtuali, esattamente come in Second Lilfe, peraltro ad un costo che è una frazione di quelli della piattaforma di Linden Lab (al momento si tratta di 60 o 75 dollari al mese a seconda della tipologia di Sim che si intende “acquistare”, più altrettanti 60 o 75 dollari di costi di set  up da pagare al momento dell’acquisto).

          InworldZImpegnata già dal 2011 in una joint venture con CariNet Inc. nello sviluppo della tecnologia, della qualità dei servizi e della scalabilità di una “griglia di mondo virtuale 3D ridondante in grado di ottenere performance elevate e una crescita rapida”, InWorlz Llc ha da poco annunciato un ulteriore sviluppo nella direzione di rendere sempre meno distanti i mondi virtuali dal mondo reale. In pratica una nuova app, chiamata InShape, consentirà di “mantenere in forma” sia il vostro corpo reale sia il vostro avatar digitale.

          Come? Semplicemente consentendo la lettura dell’accelerometro presente negli smart phone di ultima generazione (sia Android sia Apple iOS) per fornire al mondo virtuale Inworldz i dati di movimento. In sostanza il vostro avatar in Inworlz si accorgerà di quando state camminando o correndo o andando in bicicletta, se avrete scaricato questa app sul vostro telefonino, adeguandosi a sua volta. L’idea sembra interessante, ora si tratta di vedere se vi saranno abbastanza utenti che sfrutteranno questa nuova opportunità per realizzare qualcosa di interessante o se rimarrà confinata ad una nicchia di poche migliaia di “geek” in tutto il mondo.

            by -
            678
            Jibe Shuttle cover

            Shuttle Jibe Reaction GridL’era dello Space Shuttle, apertosi col primo lancio del Columbia (poi distrutto durante il rientro dalla missione STS-107 il 1 febbraio 2003) il 12 aprile 1981, sta per concludersi gloriosamente: le navette rimaste, Discovery, Endeavour ed Atlantis (anche il Challenger andò distrutto in un incidente poco dopo il decollo della missione STS-51-L il 28 gennaio 1986) saranno esposte rispettivamente allo Smithsonian’s National Air and Space Museum Steven F. Udvar-Hazy Center in Virginia (dove era finora esposto l’Enterprise, il primo prototipo della navetta che servì al collaudo degli atterraggi planati ma non decollò mai verso lo spazio, che ora verrà esposto all’Intrepid Sea, Air & Space Museum di New York), al California Science Center di Los Angeles e presso il Kennedy Space Center.

            La navetta spaziale ha fatto sognare molti ragazzi e giovani ingegneri, tra cui John “Pathfinder” Lester, ex “evangelizzatore” per Linden Lab uscito dall’azienda californiana nel marzo del 2010 (ne abbiamo parlato qui), che ora prosegue il suo lavoro di esperto di comunità educative online, simulazioni 3D e mondi virtuali per Reaction Grid John Lester Reaction Gridsocietà che offre due distinte piattaforme, una basata su OpenSim e una seconda sviluppata “in casa”, Jibe (vedasi qui).

            Proprio su Jibe John/Pathfinder ha deciso di far “volare” uno Shuttle fedele riproduzione in 3D dell’originale, sfruttando i modelli resi disponibili liberamente dalla Nasa (in particolare questo) e spiegando in un post del suo blog (da cui sono tratte le immagini che vedete) come fare per realizzarne uno analogo se volete provarci voi stessi. Il risultato ci pare eccellente e non mancherà di far sognare qualche ragazzo cresciuto che ha seguito i primi voli (e forse anche gli ultimi) con gli occhi incollati al monitor immaginandosi seduto al posto dei veri astronauti.

              by -
              727
              Moses compound

              MosesA seguito dell’interesse suscitato dal precedente articolo di Mondivirtuali.it / SLnn.it sul progetto Moses, un mondo virtuale creato dal US Army Simulation & Training Technology Center (STTC) utilizzando la tecnologia OpenSim per ricreare su una piattaforma online in 3D le basi dove si sono svolte recenti battaglie come ad Abbottabad, in Afghanistan, ho deciso di fare un giro di persona (la piattaforma si trova nella fase di beta testing aperta, previa registrazione che viene validata manualmente da Douglas Maxwell, aka Maccus McCullough in Second Life, science and technology manager responsabile delle applicazioni strategiche dei mondi virtuali di STTC).

              Per prima cosa ho scaricato il client (da qui) e subito ho avuto una prima sorpresa: come si legge sul sito del STTC, il personale del centro “vuole esprimere i suoi ringraziamenti agli sviluppatori di Imprudence/Kokua” (http://www.kokuaviewer.org), che come noto è uno dei client di terze parti autorizzati da Linden Lab e tra i più utilizzati dai “residenti” di Second Life (assieme a Phoenix e al Kirsten). Di fatto il viewer utilizzato dal Pentagono è proprio Imprudence, cui i tecnici americani si sono limitati a sostituire il marchio commerciale (“rebadging”), sostituire il softare Vivox con Whisper per la voce, restringere l’accesso alla sola griglia presente sui server del Pentagono.

              Seconda sorpresa: sebbene sia disponibile una scarna area di benvenuto con alcuni “freebie” per personalizzare il/la vostra Ruth, non sono riuscito a indossare skin e abiti in quanto gli stessi risultavano inseriti in un prim sotto forma di immagini. Un difetto di importazione? Del resto in una mailing list lo stesso Maxwell ricorda è previsto l’upgrade del sofware dalla versione 0.7.0.2 alla versione 0.7.1 (aggiungendo che al momento le prove sui test server hanno evidenziato alcuni problemi, rinviando l’upgrade).

              Lukemary Slade su MosesIl “pezzo forte” di Moses riguarda del resto non tanto gli avatar quanto la riproduzione fedele del territorio e delle istallazioni militari: una piacevole scoperta è la possibilità di variare l’editor dell’ambiente trovandovi già caricate le decine di impostazioni comuni a Imprudence, cosa che consente di sperimentare differenti situazione di luci e colori ambientali. Peccato i comandi del movimento e della cam rispondessero, quando ho provato a girare per la piattaforma, con un notevole lag creando qualche problema.

              Ancora più interessante è leggere gli obiettivi del progetto come spiegati sul sito ufficiale del STTC: il progetto Moses “è una prova destinata a valutare l’abilità dell’Open Simulator di fornire un accesso indipendente e sicuro ad un ambiente virtuale”, allo scopo di “raggiungere o superare il servizio e le capacità fornite da SL Enterprise” ed in particolare creare “mondi virtuali persistenti”, “un ambiente virtuale stabile con ridondanza”, l’utilizzo del VoIP, una library di contenuti di base (al momento ancora minima), importare mesh, poter utilizzare media nei prim, sviluppare meccanismi di monitoraggio del sistema grafico in remoto, sviluppare sistemi di settaggio e gestione della grafica per gli utenti.

              Infine Maxwell ha ricordato in una mail che chi volesse disporre di una sim sul Moses per attività di ricerca e sviluppo può liberamente contattarlo per prendere accordi. Un garbato invito ai creatori di contenuti che hanno fatto la fortuna di Second Life prima e delle varie Opensim poi perché prendano in considerazione anche Moses? Sembrerebbe di sì come pure sembrerebbe che per il Pentagono i mondi virtuali non siano considerati solo un gioco. Meditate gente, meditate…

              by -
              811
              Moses cover

              Mentre il mondo si interroga sulla morte di Osama Bin Laden e sul perché gli Stati Uniti non abbiano mostrato delle immagini della salma o della cerimonia funebre (il cadavere sarebbe stato sepolto in mare per evitare che la sepoltura divenisse un luogo di venerazione) del leader di Al Qaeda considerato il mandante di alcuni tra i più sanguinosi attentati terroristici della storia come quello alle Torri Gemelle del World Trade Center di New York dell’11 settembre 2001, Amlet Au ha scoperto che il Pentagono utilizza da tempo la tecnologia dei mondi virtuali, in particolare Opensim, per ricreare modelli di alcuni teatri di battaglia come la provincia di Nuristan, nell’Afghanistan orientale, dove nel 2009 ebbe luogo una battaglia tra 300 talebani e i militari Usa dell’American Combat Outpost (COP) Keating terminata con otto soldati morti e 22 feriti e la quasi completa distruzione della base.

              La riproduzione è stata creata, come ha riferito Amlet, da Douglas Maxwell (aka Maccus McCullough in Second Life), science and technology manager specializzato in modellazione e la tecnologia di simulazione presso lo US Army Simulation & Training Technology Center di Orlando, in Florida. Moses compoundIl che non significa ovviamente che il Pentagono abbia utilizzato Opensim o Second Life per addestrare in anticipo le truppe a operazioni militari come quella che ha portato all’assalto del bunker di Osama ad Abbottabad, ma che che l’uso di OpenSimulator  viene sponsorizzato dall’esercito americano per ricreare scontri a fuoco recenti per il Moses (Military Open Simulator Enterprise Strategy), un mondo virtuale ospitato su server privati del Pentagono ma aperto al pubblico (sono al momento visitabili le prime 64 regioni), utilizzato per scopi addestrativi.

              Guarda caso il Moses era stato sviluppato inizialmente in Second Life Enterprise ma quando Linden Lab ha gettato la spugna, chiudendo SL Enterprise nell’agosto del 2010, chi vi aveva investito, come il Pentagono, ha dovuto trovare un’alternativa per non rischiare di perdere gli investimenti effettuati sino a quel momento. Il che testimonia, come commenta un utente sul blog di Amlet, che per riuscire a fare quadrare i conti a breve termine Linden Lab, con un pessimo “timing” ha preferito buttare al vento gli investimenti di clienti importanti come il Dipartimento della Difesa Usa (e, aggiungiamo noi, di decine di altri gruppi impegnati in attività “educational” anche nella grid “standard” di Second Life). Clienti che di sicuro non torneranno indietro.

              I più letti ultima settimana / Most read last 7 days

              Rolls Royce Ghost Gold

              0
              Il proprietario di una Rolls Royce Ghost del 2010, ha messo in vendita l’auto per 117 mila sterline, ma accetterà solo offerte in Bitcoin. Voi lo fareste?