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    Fabfree prudence rexroth cover

    Cherlindea LamontFabolously Free in SL, o Fabfree in SL, il blog ma anche gruppo in world e su Flickr creato da Cherlindrea Lamont nel settembre 2007 e poi passato a Renee Lowenhart nel settembre 2008, dal dicembre 2012 gestito da Love Trill e infine dall’agosto di quest’anno da Prudence Rexroth, NON chiude i battenti con la fine di ottobre 2015, dopo aver vissuto una lunga e proficua stagione in Second Life e sul web segnalando i migliori “freebies” (o comunque vestiti e oggetti per avatar il cui prezzo era inferiore ai 75 linden dollar) che si potevano trovare nel mondo virtuale della Linden Lab.

    Renee LowenhartDopo che la stessa Prudence Rexroth ne aveva annunciato la chiusura, a causa di sopraggiunti impegni in RL, Love Trill e il “Fabfree team” (Prudence, Love e Julianna Seriman) hanno cambiato idea e annunciato che no, Fabfree non chiude il blog, che in questi otto anni ha registrato oltre 12 milioni di pageviews, ma rinunceranno alla sede inworld e alla gestione della lista di stiliste che a rotazione inviano regali e omaggi al gruppo di Fabfree. Il gruppo Fabfree su Flickr, infine, resterà aperto e sarà gestito da Julianna.

    Ma perché FabFree aveva rischiato di chiudere i battenti? Era stata la stessa Pru a spiegarlo nei commenti al post (sottolineando “FabFree will be no more”: che Pru sia una appassionata del Dottor Who?) col quale ne aveva inizialmente annunciato l’addio: “FabFree chiude perché richiede una gran mole di lavoro che non sono più in grado di assicurare, anche con un team di persone meravigliose che mi aiutano” e siccome “non si può prendere alla leggera tale compito, né sarebbe facile trovare qualcuno disposto a dedicarsi e impegnarsi a gestire FabFree su base volontaria” Pru riteneva che fosse meglio “essere ricordati con affetto e con una nota positiva alla fine che non avere un lento declino e diventare qualcosa di completamente differente”.

    Love TrillDecisione poi rivista ma che ha fatto tornare in mente quella di Bettina Tizzy, che alcuni anni fa preferì cessare la pubblicazione di nuovi post su Npirl – Not possibile in RL, probabilmente il miglior blog dedicato alla produzione di contenuti artistici nel metaverso a causa degli impegni RL di Bettina che però lascio online tutto quanto era stato pubblicato.

    Vedremo dunque come proseguirà, sempre su base volontaria, la gestione di Fabfree: chi fosse interessato alle novità dei mondi virtuali e della moda virtuale, o dell’arte digitale, non dovrà fare altro che continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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      Miss Azul 2015 cover

      Azul, marchio di moda virtuale giapponese creato da Mami Jewell, è un marchio tra i più noti e blasonati di Second Life, noto per uno stile elegante, adatto a serate di gala, per gli abiti da sposa e i costumi Goreani oltre che per roleplaying a tema fantasy in genere. Nella realtà Mami è una ragazza giapponese che vive a Shinjuku e ha studiato grafica presso la Musashino Art University di Kodaira (a ovest di Tokyo).

      Ellendir Khandr per Miss Azul 2015Azul è stata creata nel 2007 e ha poi sponsorizzato alcuni concorsi di moda virtuale per selezionare una “Miss Azul” che facesse da modella ufficiale e testimonial del marchio. Nel 2010 la vincitrice fu Tania Tebaldi, nel 2011 fu Ponchituti Boucher: ora il concorso per eleggere Mizz Azul 2015 è nelle sue fasi finali e tra le finaliste che hanno superato le selezioni di aprile e giugno e potranno essere votate sino al 22 settembre vi sono 13 tra le “modelle virtuali” (e fashion blogger) più famose del mondo virtuale della Linden Lab che si contendono un montepremi del valore di oltre 280 mila linden dollar (circa mille euro) tra contanti, capi d’abbigliamento virtuale e accessori per avatar oltre a una buona visibilità.

      Ellendir Khandr per Miss Azul 2015Tra queste Mondivirtuali.it ammette di avere un debole per Ellendir Khandr, avatar di una ragazza italiana “nata” in Second Life nel giugno 2008 dove ha già dimostrato la sua abilità divenendo, tra l’altro, finalista di Miss Mundo Virtual e di Miss Bliss Couture nel 2012, anno in cui ha vinto il titolo di Miss Costa Rica e il contest Femme Fatale The Fashion Teller. Ellendir è stata anche proprietaria dell’agenzia di moda Solo2 dal 2008 al 2010 e di Solo Evane dal 2010 al 2014; da quest’anno è Coo di Versus Models oltre ad essere stata nominata Ceo di Miss Spain 2016.

      Un in bocca al lupo a Ellendir (ma anche a tutte le altre finalista di Miss Azul 2015) è d’obbligo: se poi volete restare informati sulle novità della moda virtuale in Second Life, non vi resta che seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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        Fashion SL cover

        Sol Attls on FlickrSempre meno chiacchiere, sempre più fatti, o se preferite sempre meno testi scritti e sempre più immagini e filmati. Per chiunque si occupi di social media il trend è chiaro da anni e il fiorire di contenuti visivi su Flickr e Pinterest (ma anche di utenti e di traffico verso questi media) lo testimonia.

        Se ne sono accorte anche molte “fashion blogger” di Second Life, tanto che Monica Querrien in un post subito ripreso dal tam tam della rete, ha osservato che “una volta essere attive voleva semplicemente dire avere un account su Flickr. Di recente significa avere almeno 500 visualizzazioni” per ogni immagine che inserita e “un numero di favoriti che cresce in parallelo”. Insomma, come notato anche da Sophee Mojo, una domanda sorge spontanea: “Pensate che i blog su SL siano sul viale del tramonto? Le avete mai letti? O avete navigato su Flickr rinunciando alla blogosfera?” Le blogger, in gran parte, sembrano credere che per i blog in genere e per quelli di moda (virtuale) in particolare vi sia ancora un motivo d’essere e probabilmente è così.

        Alexlaa AllenMa se volete attirare l’attenzione (e la pubblicità) di aziende di moda anche solo virtuali, bisogna avere la consapevolezza che un blog scritto solo per proprio diletto non ha alcuna possibilità di emerge nel vasto mare di internet, così come un album su Flickr che venga animato solo saltuariamente da qualche immagine creata e messa in rete solo per divertimento personale si perderà tra i milioni di alternative possibili, nello stesso modo in cui un profilo personale su Facebook non ha particolare attrattiva per gli oltre 1,2 miliardi di utenti presenti su tale piattaforma se non lo si cura in modo professionale arricchendolo di contenuti sempre più interessanti.

        La verità di fondo, credo, è che i social media stanno entrando in una fase di maturità e tendono a divenire al tempo stesso piattaforme dalle quali non si può restare esclusi, ma nelle quali non basta essere presenti, se volete emergere.

        Nayra CollasOccorre produrre contenuti, il più possibile visuali, ma occorre anche aumentare il grado di engagement dei vostri fan o follower. Dovete essere in grado di ringraziare per i loro favoriti, proporre oltre alle vostre immagini (o anche filmati) una buona selezione di contenuti di altri utenti (foto, filmati o discussioni che siano), dovete tentare di sfruttare rapidamente l’interesse che queste piattaforme sanno creare e convogliarlo altrettanto rapidamente sui vostri eventi (sfilate, concerti) o su vostre promozioni (se siete creativi che vendono, ad esempio, abbigliamento per avatar, piuttosto che costruzioni in 3D per Second Life o Minecraft e così via).

        Ciò detto, servono ancora i blog? Io credo servano solo se e nella misura in cui siate disposti a gestirli professionalmente. Altrimenti ci sono sicuramente tanti altri hobby, giochi e passatempi a cui dedicarsi: io tra lavoro, scrittura per alcuni siti web (Mondivirtuali e Fanwave in particolare), famiglia e qualche altro piccolo svago non riesco più a gestire attivamente il mio blog personale, riservando a tale spazio qualche riflessione personale che ritengo non possa avere spazio altrove.

        Voi che ne pensate? Per intanto godetevi le foto tratte dal gruppo di Mondivirtuali su Flickr e se volete essere sempre aggiornati sulle novità che vanno emergendo sui mondi virtuali e sugli altri social media, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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        SoliDea Folies Palloncino per Love is in the airSi parla tanto di sharing economy, di condivisione in rete e offline di idee in grado di generare altre idee, di contaminazione culturale. Bene, tutto questo in Second Life è un fenomeno che si verifica frequentemente, con esiti più o meno felici, in campi che vanno dagli eventi al building, dalla fotografia virtuale alla moda.

        Proprio in questi giorni, ad esempio, sul suo blog Mila Tatham, owner e designer italiana del fashion brand SoliDea Folies, ha presentato una nuova versione del suo già celebre Palloncino ispiratale dalle scarpe (il modello L’Amour Heels) create dalla designer turca Giz Seorn (owner del fashion brand GizzA Creations) per l’evento Love is in the air pensato da Giz per celebrare San Valentino.

        Lo stesso Palloncino è stato del resto creato da Mila in esclusiva proprio per Love is in the air, evento in svolgimento dal 7 al 14 febbraio all’interno di Second Life (ma voi potete anche seguirne il gruppo su Flickr) che vede la partecipazione di alcuni dei più affermati fashion brand del mondo virtuale della Linden Lab, ciascuno dei quali ha creato per l’occasione un outfit, un accessorio o una skin esclusiva per il giorno di San Valentino.

        love is in the airIl mio consiglio è dunque di godervi l’evento, seguendo il teleport che trovate alla fine di questo articolo, ma anche di studiare le modalità con cui nell’economia di un mondo virtuale come Second Life i migliori creativi sono stati in grado di crescere condividendo esperienze, progetti e contenuti.

        Se poi volete restare aggiornati sulle novità della moda virtuale non vi resta che continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

        Teleport button

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          Belleza Dmca Cover

          Belleza MainstoreNuovi ma per ora nebulosi sviluppi nella vicenda della denuncia ai sensi del Dmca (Digital Millennium Copyright Act) ai danni di Belleza, noto marchio di Tricky Boucher che commercializza in Second Life avatar in mesh di cui vi abbiamo parlato di recente. In una nota d’aggiornamento pubblicata sul sito del gruppo l’11 dicembre 2014, lo stesso Tricky Boucher, la sua partner virtuale Shyla Diggs e la brand manager Felicity Blumenthal annunciano nuovi sviluppi dopo aver ricevuto il primo dicembre una notifica da Linden Lab di una denuncia per infrazione di copywright in particolare per quanto riguarda le mani dell’avatar, denuncia che il team di Belleza respinge nuovamente al mittente ribadendo che le mani in questione sono state disegnate in modo originale da Tricky Boucher.

          Belleza ha quindi assoldato un legale che il 9 dicembre ha inviato a Linden Lab una controdenuncia ai sensi del Dmca precisando che “il materiale sopra identificato (le mani, LmS) è stato rimosso o disattivato in seguito a errore o errata identificazione del materiale da rimuovere o da disabilitare”. Ricevuta la controdenuncia Linden Lab ha inviato a Belleza una copia della denuncia originale perché la stessa potesse essere esaminata. Dopo aver contattato il denunciante (“una persona che non è in Second Life”) si è scoperto che lo stesso era all’oscuro della denuncia e si presume dunque che si possa trattare di un caso di falsificazione d’identità personale.

          Belleza Mainstore Second LifePer queste ragioni, riteniamo che non solo la notifica Dmca non sia stata fatta in modo corretto, ma che la denuncia fosse fraudolenta e il ricorrente aveva finto di essere la persona indicata nella denuncia” medesima. Al momento “il nostro legale sta parlando con Linden Lab per sapere come possiamo procedere rapidamente per tornare a vedere Venus (l’avatar in mesh la cui vendita era stata bloccata da Linden Lab, LmS) in vendita in world”.

          Contattato da Mondivirtuali.it per un commento alla vicenda, Massimo Melica, avvocato cassazionista del Foro di Milano, Managing partner dello Studio legale Melica, Scandelin & Partners specializzato in diritto applicato alle nuove tecnologie, che per lavoro ha conosciuto “il peggio del web”, dopo aver letto il comunicato ha commentato come sembri che al momento “nessuno abbia ancora le idee chiare”. Ciò detto, Melica ha sottolineato come in questi casi occorra sempre “verificare l’attendibilità dell’esposto” e “convincersi che tutela del diritto si svolge in settori analogici e digitali”.

          Difficile dargli torto e se vi interessa il tema della difesa del diritto d’autore nei mondi virtuali o volete seguire gli sviluppi di questa storia, vi consigliamo di continuare a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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            Belleza skins cover

            WowmehAvatar designer e creatori di contenuti fashion ancora sotto i riflettori in Second Life, dove negli ultimi mesi alcuni skin e mesh body creator come WoWMeh Body prima ed ora anche Belleza si sono visti denunciati per aver infranto, secondo i loro accusatori, il Digital Millennium Copyright Act (Dmca), ossia la legge promulgata nel 1998 (dunque molto prima della nascita di Second Life) per dare attuazione a due trattati del 1996 relativi alla difesa della proprietà intellettuale, legge che ha preceduto di tre anni un’analoga iniziativa legislativa europea (la Direttiva europea sul copywright del 2001).

            Simili provvedimenti dovrebbero servire ai creatori di contenuti per tutelare il proprio lavoro da furti e plagi da parte di altri utenti del web (e nel caso specifico di Second Life da parte di “copybottatori”), ma il rischio che possano essere anche utilizzate per scopi opposti a quelli per i quali sono state promulgate, ossia per creare un danno a un creatore di contenuti, a prescindere dall’originalità del suo lavoro, non si può escludere a priori e sembrerebbe anzi poter essere quanto è accaduto nei due casi in esame.

            wowmeh not availableBaby Ghosn, owner di WoWMeh aveva spiegato già lo scorso giugno che non avendo ricevuta alcuna formale notifica della denuncia presentata nei suoi confronti e non avendo ottenuta alcuna maggiore informazione da Linden Lab aveva preferito non presentare una contro-denuncia (per la quale occorre fornire ovviamente dati personali reali e prepararsi a sostenere dei costi) pur avendo “buoni motivi” per credere che “la denuncia Dmca contro WoWMeh sia stata fatta con intenzioni maligne” e di non aver “assolutamente alcuna idea di che genere di diritto d’autore detenuto da alcuno io abbia infranto”.

            Baby Ghosn ha quindi deciso di revisionare completamente i propri prodotti e rifare ogni parte di essi che non fosse stata originariamente creata da lei, per non correre alcun rischio, invitando chi avesse avanzato la denuncia se “in buona fede” a contattarla per appianare ogni divergenza in modo amichevole, ma ad agosto la designer si è vista bloccare anche la versione revisionata del suo avatar in mesh, decidendo così di abbandonare ogni altro tentativo di rifacimento del proprio lavoro.

            I Support BellezaPiù decisa le reazione del team di Belleza, che in una nota inviata ieri, 2 dicembre 2014, agli iscritti al proprio gruppo e postata sul proprio sito, poi rilanciata da numerosi utenti sui forum e su Flickr (dove sta circolando l’immagine che vedete qui a fianco) conferma di aver ricevuto segnalazione “di essere stati denunciati in base al Dmca” poco tempo fa ma dichiara di voler “intraprendere ogni azione contro questa falsa denuncia” che si ha motivo “di sospettare che i colpevoli dietro di essa siano le stesse persone che ci hanno inviato costantemente messaggi molesti e contenenti minacce alle nostre vite ormai da mesi”.

            Persone che avrebbero anche “terrorizzato i clienti nel (nostro) negozio e messo in atto azioni di griefing nella (nostra) sim facendone crashare la scheda grafica”. Tutti eventi recenti che “hanno avuto luogo mentre Tricky (Tricky Boucher, owner e designer di Belleza, ndr) è fuori del paese in vacanza”.

            Tricky Boucher BellezaIl designer (che vedete a lato) ha già rassicurato la sua partner virtuale, Shyla Diggs, e Felicity Blumenthal (Belleza brand manager oltre che blogger proprietaria del sito Mysecondcloset.com ed editing manager di Second Style Magazine) “che intende assolutamente abbreviare il suo viaggio e tornare a casa per contrastare tutte le richieste” avanzate contro Belleza, il cui team sospetta dunque si tratti di un caso di “bullismo”.

            Il caso, che ancora una volta testimonia come sia difficile tutelare in modo efficace il diritto d’autore quando si ha a che fare con mondi virtuali e identità digitali online, merita dunque di essere seguito e chiunque avesse notizie ulteriori è fin d’ora invitato a contattarmi per ulteriori approfondimenti.

            Se poi il tema della difesa del diritto d’autore (dentro e fuori i mondi virtuali) vi appassiona, continuate a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube), perché ne riparleremo certamente, visto sia il successo degli avatar in mesh sia la frequenza dei “drammi” nel settore dei contenuti fashion creati dagli utenti di mondi virtuali come (ma non solo) Second Life.

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            Ydea

            Ydea storeC’è un nome che ogni fashionista in Second Life pronuncia sempre più spesso con ammirazione: Ydea. Ed è colpa mia se i lettori di Mondivirtuali.it non ne hanno sentito parlare come avrebbero dovuto, perché io Ydea, o meglio Emy Burt, la sua owner e designer, ho avuto modo di conoscerla sin dalla nascita, sin da quando era solo un’idea, con la “i” non la “y”, nella mente di un’amica particolarmente estrosa e creativa. Un’amica che mise il suo primo negozietto al Best of Italian di cui ero all’epoca la Ceo e Pr Manager, con la responsabilità di tenere le relazioni con le diverse stiliste e proprietarie di negozi che popolavano la land di Annemarie Perenti il cui nome nacque da una serata di discussioni tra la sottoscritta e la mia “boss” (che era anche la proprietaria dell’adiacente land di Piazza Italia e che cercava di attirare un traffico internazionale verso il fashion virtuale tricolore, ma questa è un’altra storia).

            E’ cresciuta molto Emy ed è cresciuta molto la sua Ydea da quei tempi “eroici”, confrontandosi con le più affermate designer italiane e straniere, come Ziamela Loon (Jador), Sissy Pessoa (Baiastice), Mariaelena Barbosa (Meb) e tante altre che, non sarà un caso, trovate coi loro negozi accanto al mainstore di Ydea in Second Life, presso la land di Serendipity Lake (ma naturalmente Ydea è anche su SL Marketplace e in tanti altri negozi in tutta Second Life). Al momento in catalogo Emy ha quasi 800 articoli tra omaggi (38), abiti e accessori scontatissimi (28) e outfit tra i 100 e i 500 linden per articolo (715), ossia tra i 30 centesimi e l’euro per completo e non ditemi che è caro. Se poi volete spendere qualcosa di più sappiate che quattro abiti di Ydea costano tra i 540 e i 660 linden (vale a dire circa 1,3-1,6 euro ciascuno).

            Ydea store bisSiccome non sono una “classica” fashion blogger virtuale come invece molte giocatrici di Second Life (da Ylenia Resident ad Alii Vella solo per fare due nomi), che puntualmente parlano delle nuove creazioni Ydea e le fotografano per i loro blog e gallerie su Flickr, non mi permetto di esprimere un giudizio su cosa Emy sappia disegnare meglio, nè consigliarvi un outfit specifico. Mi pare comunque che la sua produzione sia molto completa spaziando dai completi in jeans agli abiti da gran sera, dallo stile gipsy ai riferimenti anni 70. Semmai dovendole fare un appunto (che però rivolgo spesso alle designer virtuali italiane e non), mi pare fatichi ad emergere un “tema” forte che contraddistingua le collezioni da una stagione con l’altra come invece accade in RL e come alcune (poche) designer di Second Life e di altri mondi virtuali hanno iniziato a fare negli ultimi tempi.

            Secondo me riuscirebbe a emergere ancora meglio la personalità forte ma fascinosa di Emy e chissà che non sarà così già dalle prossime collezioni. Fino ad allora vi consiglio di tenerla d’occhio in Second Life e sul web, magari continuando a leggere Mondivirtuali.it e seguendone l’account su Twitter (dove se volete trovate anche la sottoscritta) e la loro fanpage su Facebook. Se invece volete leggere qualche mio ulteriore pensiero vi ricordo che anche il mio blog è vivo e vegeto!

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              Donna Flora Memorial

              Donna Flora ContestSi erano mobilitati in tanti per Giulia Pelos, una ragazza italiana che tutti in Second Life conoscevano col nickname di Squinternet Larnia, designer e proprietaria del marchio di moda virtuale Donna Flora. A Giulia pochi anni fa era stato diagnosticato un cancro, aveva dovuto ridurre la sua presenza nel mondo virtuale della Linden Lab per curarsi, ma era stata fortunata, la bestia sembrava aver perso la battaglia. Questo tipo di malattia purtroppo è molte volte traditrice, ti pasce di illusioni e poi di colpo ti sveglia e ti ricorda che tutti un giorno dobbiamo morire e il tuo giorno è prossimo. Lo so meglio di altri, mio padre è morto di cancro pochi anni fa, un paio di mesi dopo aver detto a mio figlio che ci saremmo rivisti tutti per Natale perché finalmente dopo mesi di terapia si sentiva nuovamente in forze, aveva ripreso a camminare e stava facendo ginnastica rieducativa per recuperare tono muscolare. Un cancro alle ossa si è portato via lui come Giulia, lei solo pochi giorni fa, il 4 settembre 2013.

              Ho conosciuto Giulia/Squinternet tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, quando come manager di Best of Itailan e Piazza Italia (land di shopping di cui era all’epoca proprietaria la mia amica Annemarie Perenti) tenevo i contatti con lei e gli altri merchant che esponevano i propri prodotti nei negozi delle due sim. Giulia era una cliente esigente, a volte fin troppo, sapeva di valere e forse sentiva di non avere tutto il tempo del mondo a disposizione per raggiungere i traguardi che si era prefissata, o forse solo era un carattere determinato. Dopo qualche tempo avviò una partnership commerciale (e in qualche misura “artistica”) con un’altra mia amica, Patrizia Blessed (aka Patrizia Nofi, ciao Pat), che già da tempo era tra le stiliste italiane più apprezzate di Second Life col proprio marchio ma che negli ultimi anni ha preferito ridurre al minimo il proprio impegno nella piattaforma online californiana, perché “RL comes first”, la realtà viene prima, come logico che sia.

              Non avevo più sentito parlare di Giulia (che continuava a svolgere regolarmente la sua attività), sino a che lo scorso anno la fashionista e blogger Caja Lilliehook non lanciò un contest, “A to Z project” a suo favore, riuscendo ad attrarre l’interesse di tanti appassionati di grafica (modelle, stiliste, fotografi virtuali) e dando ulteriore impulso alle vendite del suo marchio. Il contest fu interessante, il motivo purtroppo era legato ad una nuova recrudescenza del male. La bestia sembrava comunque sotto controllo, ma così non era e pochi mesi fa Caja ha allertato tutti gli appassionati di moda virtuale di Second Life con un’accorata nota in cui rivelava che Giuila/Squinternet si era nuovamente aggravata, che erano apparse metastasi alle ossa, che le cure costavano ogni giorno di più e Giulia/Squinternet stava perdendo le proprie forze.

              Quelle che le rimanevano sono state sufficienti a far sì che quasi ogni giorno leggesse i post e i commenti nel blog dedicato al nuovo progetto, Love Donna Flora, vedesse le decine di foto che gli utenti di Second Life indossando suoi prodotti  postavano su Flickr o Koinup, partecipasse persino, una sera, ad un evento “in world” a lei dedicato. Fino all’ultimo Giulia/Squinternet ha tratto un qualche sollievo, sia materiale sia spirituale, dall’iniziativa promossa da Caja e dalle tante altre che sulla scia di questa sono state organizzate, ad esempio la mostra “Jewel’s Joy” a Imagin@rium, la sim di Mexi Lane (aka Marina Bellini). Io ho evitato di parlare, ho preferito stare in silenzio quasi del tutto, limitarmi a osservare quanto altre più capaci di me riuscivano ad esprimere, perché in cuor mio già sapevo come sarebbe finita e lo temevo. Temevo questo ennesimo lutto che sia pure indirettamente mi colpisce, dopo la perdita di tanti, troppi amici e parenti “reali” e “virtuali” (nel mio cuore e nella mia mente resta ad esempio il ricordo di un’altra ragazza di Second Life, Morgan Green McDowell, aka Cocomo Munro, morta il 4 giugno 2009, o di Cecilia Delacroix, spentasi lo scorso giugno).

              Mi sembra stupido e tardivo mostrarvi ora alcune foto che ho fatto con gli abiti e i gioielli disegnati da Giulia/Squinternet, parlarvi ora di quello che lei ha fatto e ha rappresentato per tante persone. Ma “questa è la vita” e bisogna andare avanti, non è così? Lasciatemi concludere con una doppia citazione tratta dalla serie televisiva britannica “Doctor Who”, una delle mie preferite, nell’episodio dedicato alla morte di River Song. (River): “When you run with the Doctor, it feels like it will never end. But however hard you try, you can’t run for ever. Everybody knows that everybody dies, and nobody knows it like the Doctor”… “Everybody knows that everybody dies. But not every day. Not today. Some days are special. Some days are so, so blessed. Some days, nobody dies at all”. Non so se c’è vita oltre la morte, certo sarebbe bello che in qualche modo, come per il personaggio di River Song (che “il Dottore” salva registrandone la memoria in una biblioteca digitale), almeno una memoria di quanto siamo stati possa continuare a vivere anche dopo la nostra, inevitabile, morte fisica. Riposa in pace Giulia, non ti dimenticheremo, come spero non sarà dimenticato mio padre.

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                Chrysalis Cover

                Lo ammetto: vivendo in Italia in questi mesi ho avuto troppi impegni in RL tra lavoro, famiglia e tasse per collegarmi in Secondlife o visitare altri mondi virtuali come avrei voluto, continuando a seguire le ultime novità più attraverso la fanpage di Mondivirtuali su Facebook o su social network grafici come Pinterest, Flickr o Koinup che non partecipando a eventi “in world”. ChrysalisMa quando ieri sera ho trovato tempo per collegarmi e controllare i tanti messaggi personali e di gruppo giunti alla mia avatarina, ho avuto una piacevole sorpresa.

                Non solo Secondlife è più viva che mai, non solo sembra soffrire decisamente di meno lag e crash di un tempo ma alcuni “nomi storici” della community italiana si sono lanciati in nuove attività nel settore della moda, che da sempre mi appassiona (ho lavorato come modella virtuale per varie agenzie a partire da quella di Jennyfer Miles e per molte stiliste italiane e non, prima di diventare Pr Manager o Ceo per stiliste come Patrizia Blessed, in RL titolare di Ardigraph, Silviax Johin o Anubis Harthunian). Un esempio? Ieri mi è stato inviato un messaggio che mi informava che Chrysalis fino al 18 dicembre offre non uno ma ben tre oufit omaggio a chi visiterà il suo mainstore (se volete seguite questo link).

                Chrysalis (che trovate anche sul web nel Marketplace di Secondlife) è un marchio di Kristine Lowey, una ragazza italiana, in SL fin dal marzo 2007, che sapevo essere un’artista virtuale (ad esempio era suo il manifesto per 2Lei in Second Life del 2010) ma sinceramente (mea culpa) non avevo mai seguito per quanto riguardava la sua attività nel settore del fashion virtuale. ChrysalisPer fortuna l’ho fatto ora: non solo ho nel mio inventario tre nuovi outfit assolutamente fantastici di cui uno color rosso rubino molto adatto sia al clima festivo di fine anno sia per eventuali foto glamour (già mi stanno venendo alcune idee, se seguirete le mie gallerie su Koiunup o Flickr vedrete presto qualche novità), ma ho anche notato tante proposte, dai 50 ai 1.000 linden (ossia dai 25 centesimi ai 2,5 euro circa) con cui “vestire” il vostro alterego digitale.

                Secondlife sarà come vogliono alcuni anche solo un gioco, sarà una forma di estensione digitale della nostra identità, di certo non c’è motivo di andare mal vestite se con così poco sforzo si possono ottenere abiti e accessori davvero ben fatti e remunerare, come giusto che sia, la creatività italiana: si parla tanto di “made in Italy” per prodotti magari fatti interamente in Cina o altri paesi e solo con un’etichetta cucita sopra, questi se non altro sono stati realmente disegnati e “prodotti” in Italia e di questi tempi scusate se è poco!

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                notte fashion sl rl

                SL fashion week 2012

                Scrive la stampa italiana “seria”, parlando della notte fashion di Vogue (la Vogue Fashion’s Night Out) di Roma, preceduta da analogo evento a Milano e che sarà seguita da altri due appuntamenti a Firenze e Venezia, che si percepiva “molta curiosità, sbirciatine nei templi delle grandi griffe” come Ferragamo, Prada o Armani, un gran via vai a “osservare le ultime collezioni anche dei marchi più commerciali”, ma “poca voglia di spendere”. La crisi, insomma, si fa sentire, ma non è questo che mi ha colpito, quanto come è stato organizzato l’evento.

                In un modo che chi frequenta mondi virtuali come Second Life e ha già visto assistendo a manifestazioni come la Modavia Fashion Week (che nonostante il successo dell’edizione 2011 quest’anno non si è tenuta, per la gioia della concorrente Bosl Fashion Week di Frolic Mills, in calendario dal 15 al 23 settembre cui prenderanno parte le altre le griffes italiane Orage Creations, di Elettra Gausman, e SoliDea FoliEs, di Mila Tatham), ossia con “decine di negozi sintonizzati, ciascuno con il suo Dj, su musica techno” e “sorpresa, un cadeaux in ognuno dei 400 punti vendita aperti” (fino a mezzanotte) per la seconda edizione della “notte bianca della moda” organizzata da Vogue Italia in collaborazione con AltaRoma.

                Yves Saint Laurent Claudia222 JewellPersino negli allestimenti delle sue più prestigiose vetrine ormai l’alta moda “RL” adotta idee e modalità sempre più simili a quanto si vede da tempo in SL (dove gli omaggi e i freebies sono una costante nei negozi di moda virtuale, al punto da esservi blog specializzati Fabfree o SLfreebies nel segnalare i migliori): da quest’estate in tutto il mondo le vetrine di Louis Vitton sfoggiano allestimenti “surreali” ricchi di giganteschi tentacoli di piovra rosso brillante punteggiati di pois bianchi, farfalle sorridenti,fiori antropomorfi e manichini che riproducono l’artista giapponese Yayoi Kusama (che ha collaborato all’ultima collezione dell’atelier parigino). Opere che mi fanno venire in mente l’esposizione Spirit di Claudia222 Jewell, da poco terminata in Second Life dopo oltre sette mesi di continuo successo.

                notte fashion slCome già notato mesi fa, la moda virtuale influenza sempre più quella reale, ma se finora le maggiori similitudini si erano viste a livello di outfit (e valevano, naturalmente, anche in senso opposto, con la maggioranza dei vestiti disegnati per gli avatar dei principali mondi virtuali copia di modelli simili visti sulle maggiori riviste di moda), ora anche l’organizzazione degli eventi sembra subire influenze nei due sensi: non solo sfilate virtuali che imitano quelle reali, ma anche l’appuntamento della notte fashion che utilizza espedienti o allestimenti già sperimentati nei mondi virtuali.

                E pensare che qualcuno si ostina ancora a considerarli dei  semplici “giochi” o “universi paralleli” (sigh…) che non sarebbero stati in grado di produrre alcun impatto concreto o che sarebbero persino ormai del tutto deserti (errore in cui è incorsa la stessa Vogue Italia). Se come noi non ne siete convinti non vi resta che godervi i vostri mondi virtuali preferiti in prima persona e continuare a seguirci qui, su Facebook o su Twitter: vi terremo informati, tra l’altro, delle ulteriori contaminazioni tra eventi virtuali ed eventi “reali”, nella moda, nell’arte o in qualsivoglia altra attività sociale.

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