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SoliDea Folies Palloncino per Love is in the airSi parla tanto di sharing economy, di condivisione in rete e offline di idee in grado di generare altre idee, di contaminazione culturale. Bene, tutto questo in Second Life è un fenomeno che si verifica frequentemente, con esiti più o meno felici, in campi che vanno dagli eventi al building, dalla fotografia virtuale alla moda.

Proprio in questi giorni, ad esempio, sul suo blog Mila Tatham, owner e designer italiana del fashion brand SoliDea Folies, ha presentato una nuova versione del suo già celebre Palloncino ispiratale dalle scarpe (il modello L’Amour Heels) create dalla designer turca Giz Seorn (owner del fashion brand GizzA Creations) per l’evento Love is in the air pensato da Giz per celebrare San Valentino.

Lo stesso Palloncino è stato del resto creato da Mila in esclusiva proprio per Love is in the air, evento in svolgimento dal 7 al 14 febbraio all’interno di Second Life (ma voi potete anche seguirne il gruppo su Flickr) che vede la partecipazione di alcuni dei più affermati fashion brand del mondo virtuale della Linden Lab, ciascuno dei quali ha creato per l’occasione un outfit, un accessorio o una skin esclusiva per il giorno di San Valentino.

love is in the airIl mio consiglio è dunque di godervi l’evento, seguendo il teleport che trovate alla fine di questo articolo, ma anche di studiare le modalità con cui nell’economia di un mondo virtuale come Second Life i migliori creativi sono stati in grado di crescere condividendo esperienze, progetti e contenuti.

Se poi volete restare aggiornati sulle novità della moda virtuale non vi resta che continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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    Ydea

    YdeaSe vi ricordate qualche tempo fa vi ho parlato di Ydea, esprimendo la mia opinione sul lavoro di Emy Burt, la sua owner e designer, che trovo molto completo in termini di offerta, ma forse privo al momento di un tema “forte” che possa caratterizzarlo rispetto ad altre produzioni di accessori e abbigliamento con cui gli utenti di Second Life sono soliti personalizzare i propri avatar. Bene: Emy ha letto il mio articolo e ha preso carta e penna per scrivermi precisando “alcune cose riguardo allo stile Ydea e al lavoro fin qui fatto” che io sono ben felice di condividere con voi amici di Mondivirtuali.it.

    Ydea – mi scrive Emy Burt – è nata per dare modo, spendendo poco, di avere outfit completi di tutto. Dopo un po’ di tempo ho deciso di creare degli omaggi per i membri del mio gruppo (e non) e questa è stata una mossa che ha contribuito a far diventare Ydea un marchio abbastanza conosciuto in Second Life”.  Emy, aggiungo io per chi non avesse memoria storica al riguardo, sta parlando di circa il 2010, ossia già dopo che l’hype mediatico del mondo virtuale della Linden Lab aveva ampiamente superato il suo picco.

    Ora purtroppo – continua Emy – da un po’ di tempo il commercio in SL è cambiato parecchio: un po’ per l’arrivo delle mesh, un po’ per la crisi di SL, girano pochi utenti e pochi soldi” e “per restare a galla, e per galla intendo almeno pagarsi le spese, è obbligo creare tanto e di tutto e vendere a prezzi ragionevoli”. Per questo, spiega l’owner di Ydea, “ho dovuto mettere da parte idee mie e progetti personali per dedicarmi a un lavoro che ha ben poco a che fare col titolo di “stilista”. Sto creando di tutto e ho basato il mio business sul traffico della mia sim, proponendo promozioni oltre che i regolari omaggi settimanali”.

    Ydea mainstoreOltre alle vendite del mainstore, “mi aiutano molto i miei oltre 150 affiliati sparsi in tutta SL e le vendite che arrivano tramite il marketplace” aggiunge Emy, che sottolinea però come “il business in SL è in crisi da un bel po’ e stare a galla come dicevo è un’impresa”. Questo posso crederlo benissimo perché da (ex) general manager di Anubis Style, della mia amica Aubis Hartunian (al momento uscita da SL per mancanza di tempo dovuta ad impegni in RL ma anche per i risultati sempre più modesti ottenuti nonostante il grande sforzo profuso e i complimenti ricevuti per le sue creazioni) so fin troppo bene come non sia tutto oro ciò che luccica nel mondo della “moda virtuale” (come del resto in quello della moda reale: chiedetevi come mai un marchio italiano famoso come Krizia sia stato venduto ai cinesi di Shenzen Marisfrolg Fashion. Vi dò un indizio: le vendite sono ormai una frazione di quelle degli anni Ottanta-Novanta).

    Emy conclude la sua replica ribadendo come “la voglia di lasciare una impronta di stile tutto mio c’era e c’è ancora, ma visti i momenti non mi posso permettere di creare una decina di vestiti ogni 3 mesi e venderli a prezzi “esosi” (almeno in termini di linden dollar, visto che stiamo parlando di qualche euro al massimo, ndr) come si faceva anni fa”. I tempi “sono cambiati, nel bene e nel male a seconda dai punti di vista: dal mio punto sono cambiati non del tutto in bene, ma ci sta che dopo anni di SL e di Ydea le cose cambino anche cosi”. Ydea che fine farà? “Fino a quando ci sarà la mia voglia, il mio tempo e la mia capacità economica Ydea rimarrà in piedi, con i suoi pregi e i suoi difetti”.

    Personalmente mi auguro che questo possa significare ancora molti anni e molte idee per Emy e la sua Ydea e chissà che la “riscoperta” dei mondi virtuali che sembra aver contagiato anche il “grande business” americano, da Google Facebook, non possa aiutare. In attesa di vedere come finirà vi suggerisco di continuare a seguire Mondivirtuali.it, oltre che il nostro account su Twitter (dove potete trovare anche la sottoscritta) e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li).

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    Ydea

    Ydea storeC’è un nome che ogni fashionista in Second Life pronuncia sempre più spesso con ammirazione: Ydea. Ed è colpa mia se i lettori di Mondivirtuali.it non ne hanno sentito parlare come avrebbero dovuto, perché io Ydea, o meglio Emy Burt, la sua owner e designer, ho avuto modo di conoscerla sin dalla nascita, sin da quando era solo un’idea, con la “i” non la “y”, nella mente di un’amica particolarmente estrosa e creativa. Un’amica che mise il suo primo negozietto al Best of Italian di cui ero all’epoca la Ceo e Pr Manager, con la responsabilità di tenere le relazioni con le diverse stiliste e proprietarie di negozi che popolavano la land di Annemarie Perenti il cui nome nacque da una serata di discussioni tra la sottoscritta e la mia “boss” (che era anche la proprietaria dell’adiacente land di Piazza Italia e che cercava di attirare un traffico internazionale verso il fashion virtuale tricolore, ma questa è un’altra storia).

    E’ cresciuta molto Emy ed è cresciuta molto la sua Ydea da quei tempi “eroici”, confrontandosi con le più affermate designer italiane e straniere, come Ziamela Loon (Jador), Sissy Pessoa (Baiastice), Mariaelena Barbosa (Meb) e tante altre che, non sarà un caso, trovate coi loro negozi accanto al mainstore di Ydea in Second Life, presso la land di Serendipity Lake (ma naturalmente Ydea è anche su SL Marketplace e in tanti altri negozi in tutta Second Life). Al momento in catalogo Emy ha quasi 800 articoli tra omaggi (38), abiti e accessori scontatissimi (28) e outfit tra i 100 e i 500 linden per articolo (715), ossia tra i 30 centesimi e l’euro per completo e non ditemi che è caro. Se poi volete spendere qualcosa di più sappiate che quattro abiti di Ydea costano tra i 540 e i 660 linden (vale a dire circa 1,3-1,6 euro ciascuno).

    Ydea store bisSiccome non sono una “classica” fashion blogger virtuale come invece molte giocatrici di Second Life (da Ylenia Resident ad Alii Vella solo per fare due nomi), che puntualmente parlano delle nuove creazioni Ydea e le fotografano per i loro blog e gallerie su Flickr, non mi permetto di esprimere un giudizio su cosa Emy sappia disegnare meglio, nè consigliarvi un outfit specifico. Mi pare comunque che la sua produzione sia molto completa spaziando dai completi in jeans agli abiti da gran sera, dallo stile gipsy ai riferimenti anni 70. Semmai dovendole fare un appunto (che però rivolgo spesso alle designer virtuali italiane e non), mi pare fatichi ad emergere un “tema” forte che contraddistingua le collezioni da una stagione con l’altra come invece accade in RL e come alcune (poche) designer di Second Life e di altri mondi virtuali hanno iniziato a fare negli ultimi tempi.

    Secondo me riuscirebbe a emergere ancora meglio la personalità forte ma fascinosa di Emy e chissà che non sarà così già dalle prossime collezioni. Fino ad allora vi consiglio di tenerla d’occhio in Second Life e sul web, magari continuando a leggere Mondivirtuali.it e seguendone l’account su Twitter (dove se volete trovate anche la sottoscritta) e la loro fanpage su Facebook. Se invece volete leggere qualche mio ulteriore pensiero vi ricordo che anche il mio blog è vivo e vegeto!

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      Shanty BookmiteIl fashion virtuale non conosce crisi, nonostante voci contrarie che periodicamente circolano su una sempre più distratta stampa “RL”. Tra le modelle e blogger di Second Life più attive anche nei social network come Facebook vi è Shanty Bookmite, che nonostante un nickname esotico è una ragazza italiana. Le abbiamo voluto fare qualche domanda e lei non si è tirata indietro.

      Lukemary Slade: Shanty, quando hai scoperto Second Life e come è nata la tua passione per la moda virtuale?

      Shanty Bookmite: Ho scoperto SL nel 2008 e sono entrata principalmente per curiosità, come ognuno di noi credo. La mia passione per la moda in SL è nata praticamente in contemporanea con la mia entrata nel metaverso. Ero già appassionata di moda in RL e appena entrai scoprii che c’era un concorso in atto per Miss Italia SL (come dimenticarlo, fu un evento di cui parlò anche la “grande stampa” italiana, LmS) io partecipai immediatamente, dopo solo 3 giorni da quando ero entrata in SL. Posso dire oggi che ero un’illusa, ovviamente, ma tentai. Anche se non superai nemmeno la prima selezione, decisi che la moda sarebbe stata la mia attività!

      Shanty BookmiteL.S.: Ci parli un poco del tuo progetto, a chi è rivolto e che risultati stai ottenendo finora?

      S.B.: Il mio progetto si è rivelato più ampio di quanto pensassi inizialmente, dato che si è ampliato nel tempo, LOL! Ero partita con l’idea di creare uno studio fotografico (SB Studio) e di grafica, offrendo anche servizi pubblicitari e simili. Col tempo ho aperto anche un blog parallelo a SB Studio, che si chiama SB Fashion Distrinct e si occupa principalmente di moda, dove pubblico i miei post di moda con foto ad alta risoluzione così da poter mostrare comunque il mio lavoro e le mie abilità per SB Studio. Ovviamente la parte pubblicitaria rimane e con i due blog collegati (cui si somma anche un gruppo su Facebook) ottengo il doppio dei risultati.

      L.S.: Che impegno richiede promuovere un’attività come quella che hai avviato in Secondlife?

      S.B.: Moltissimo impegno, ben più di quanto chiunque possa immaginare! Anche perché oltre ai blog ho il mio lavoro di modella prima di tutto, mentre moltissimo altro tempo è necessario per pubblicizzare a dovere i miei post e i miei sponsor, altrimenti rischio di deluderli e non è proprio mia intenzione! Diciamo che ai blog dedico almeno 2 ore e mezzo ogni giorno.

      L.S.: Pensi mai di esportare il tuo business in altri mondi virtuali?

      S.B.: Certamente! Appena creeranno un altro mondo virtuale che mi ispiri, mi ci butterò a pesce potete starne certi!

      Shanty BookmiteL.S.: Quali sono le mosse giuste per avviare un’attività come la tua se si è appassionati di moda anche in RL?

      S.B.: Innanzi tutto credo che una vera passione per la fotografia per quanto riguarda SB Studio, unita ad una enorme passione per la moda, sia un elemento fondamentale per gettare delle buone basi per il lato “fashion”. Poi bisogna studiare moltissimo, in modo da conoscere al meglio il mondo della moda in SL (io personalmente ho due diplomi da modella, più uno in corso ed ho intenzione di prenderne un quarto in una famosissima scuola di moda inworld) ed avere indubbiamente un buon Pc che permetta una ottima risoluzione per le foto. Ma la volontà è quella che manda avanti il motore, se c’è quella credo ci sia tutto!

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        Aliza Karu cover

        Aliza Karu Al rientro da qualche giorno di ferie in agosto abbiamo fatto due chiacchiere con Annalisa Cameli, alias Aliza Karu, designer e owner di AngelsDemons AD Creations (qui il suo gruppo su Flickr), che ci ha spiegato come si può aver successo proponendo creazioni fashion gotiche nei mondi virtuali. Ma non perdiamo altro tempo e sentiamo cosa ci ha raccontato Aliza.

        Lukemary Slade: Quando hai pensati di iniziare a disegnare abiti su Secondlife e perchè?

        Aliza Karu: Ho iniziato quasi da subito, mi sono iscritta a SL a fine maggio 2008 e già ad ottobre ero in produzione. All’inizio facevo tantissimi reggiseni e mutande! Venivo già dall’esperienza di The Sims, dove anche lì realizzavo vestiti per il mio personaggio. Il sistema è simile, anche se c’è un template unico. Così, entrata in SL, non riuscendo a trovare ciò che realmente mi piaceva fra i freebie (o comunque fra i vestiti che non costassero tantissimo, non ero molto brava come ballerina e non guadagnavo molto) ho iniziato a realizzare qualcosa per me, qualcosa di gotico, che si adattasse al mio stile da demone. Poi le persone che incontravo hanno iniziato a chiedermi dove avessi preso quei vestiti, che avrebbero voluto comprarli anche loro, e così abbiamo aggiunto un piccolo negozietto alla nostra land.

        L.S.: Hai mai pensato di produrre contenuti (abiti o altro) per altri mondi virtuali?

        A.K.: A parte The Sims, a cui non gioco più da una vita, no. Anche perchè attualmente è quasi diventato un part time e non avrei tempo da dedicare ad altri mondi. Anche se ho frequentato per un po’ anche  Opensim e anche se ad esempio su altre grid c’è la possibilità di importare il proprio inventario. Ma diventerebbe ingestibile per me, non riuscirei a seguire bene due mondi, quindi, almeno per ora, ho deciso di rimanere solo su SL, il primo amore.

        L.S.: L’attività su SL è in qualche modo collegata alle tue skill reali o ad interessi e attività che coltivi nella tua vita quotidiana?

        Aliza KaruA.K.: Sì e no… nel senso che in RL sono giornalista e mi occupo di ufficio stampa, ma ho la passione per l’arte – tanto che gestisco Whipart, giornale di arte e cultura – e fin da piccola realizzavo vestiti per le Barbie o il Cicciobello. Il mio sogno era quello di diventare stilista, gotico/punk ovviamente, ma per una serie di cause alla fine sono diventata insegnante ed ho scelto invece la “carriera” (se si può considerare un lavoro in Italia) di giornalista. Ho coltivato comunque la mia passione RL, anche ora quando ho tempo realizzo vestiti, borse o collane e bracciali, esclusivamente per me. Ma non è detto che prima o poi non riesca a portare la mia linea SL in RL. Dalla mia avevo anche di base la passione per il disegno, mia madre è pittrice e ho fatto qualche mostra anche io, e per la costruzione “di fino“, mio padre è muratore e spesso d’estate lavoravo con lui (impara l’arte e mettila da parte si dice no?).

        Quanto alla grafica, mio marito è web designer e grafico, io rimanevo incantata a guardare le magie che riusciva a fare con il computer ed ho imparato così ad usare Photoshop e Blender (per gli sculpt e le mesh, che ormai realizzo tutte da sola). E poi il marketing: la promozione degli eventi in RL mi ha permesso di avere già una base conoscitiva da cui partire per promuovere la mia linea SL. Diciamo quindi che di certo la RL influenza SL, magari visito una mostra RL e mi salta in testa l’idea per un vestito, o leggo un libro o vado a uno spettacolo teatrale e viene fuori un cappello. Come per tutto, occorre mantenere viva la creatività, che tutti abbiamo più o meno sopita, ed ascoltare le proprie emozioni.

        L.S.: I tuoi sono outfit molto particolari, perchè questa scelta e commercialmente ha pagato?

        Aliza KaruA.K.: La scelta è stata personale al 100%, adoro il gotico, la particolarità, rendere unico un accessorio o una gonna. Magari compro una maglia – in RL – e appena torno a casa la modifico, lol! Nella “Real Life” spesso ci troviamo a dover vestire non come realmente ci piace ma per i luoghi che dobbiamo frequentare, quindi spesso non posso indossare una mega gonna di pizzo nero, vaporosa, ma sono costretta in un tailleur a tubino. Mentre in SL il bello è che puoi indossare capelli con panna e fragole, o una teiera con biscotti, o ancora quelli che sarebbero 50 chilogrammi di roba, senza nessuno sforzo, contro la gravità e sopratutto senza che nessuno – o quasi – possa giudicarti. Poi fortunatamente queste pazzie commercialmente hanno pagato, perchè tutti, che sia RL o SL, cercano qualcosa che le renda uniche, che le faccia spiccare nella massa, che sia lo spunto per un complimento. Di base – e questa è una cosa che personalmente capisco ma non condivido – su SL la maggior parte delle persone veste come in RL, fa fatica a staccarsi dal concetto di sè, indossa skin scure d’estate perchè si abbronzano, o cappotti d’inverno perchè fa freddo. Sono un po’ legate, dentro i “naturali” schemi sociali. Poi c’è il completo opposto, le persone che indossano esclusivamente panni animali. Quindi proporre un vestito che come struttura ha ossa umane… è magari azzardato, anche commercialmente, ma lavorandoci è possibile farsi strada fra quella percentuale di persone che rimane, aperta a nuove esperienze. Poi, come è ovvio, occorre essere sempre presenti, farsi pubblicità, aprire un blog, far circolare il nome. Perchè è inutile fare un vestito meraviglioso, tecnicamente perfetto, e tenerselo in una land con traffico zero senza che nessuno lo sappia.

        L.S.: Che consiglieresti a chi volesse seguire il tuo esempio e provare a creare abiti per “le bambole di SL“?

        A.K.: Assolutamente di provare! Le cose fondamentali sono due: la tecnica, quindi di non fermarsi davanti agli ostacoli che tecnicamente presenta SL ed utilizzare inizialmente programmi free per non provare la frustrazione di aver investito soldi per qualcosa che non sembra funzionare (pacchetto base per chi vuole iniziare con vestiti e skin: template gratuiti, Gimp per la grafica e un programmino che si chiama slcp.exe che permette di vedere in locale e in 3D ciò che abbiamo prodotto senza doverlo per forza caricare. E Blender per gli sculpt e mesh). E secondo, di capire cosa realmente ci piace a livello personale prima di fare qualsiasi cosa, di metterci la passione. Perchè le persone la sentono, anche attraverso i vestiti. Il mio motto è “Express yourself wearing emotions“, perchè quando creo sono naturalmente “condizionata” dal mio stato d’animo e spesso le persone mi scrivono per dirmi che sì è vero, lo sentono. Fare un vestito solo con lo scopo di venderlo e fare soldi può portare un guadagno – se fatto bene – all’inizio, ma poi le persone si annoiano, vogliono sentire, provare qualcosa.

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          Agnes FinneyVi piacciono gli abiti classici? Volete vestire la vostra bambolina in Second Life come una principessa?

          Molte ragazze che nella vita di ogni giorno sono abituate a jeans e t-shirt trovano affascinanti gli abiti dea “gran sera” con cui personalizzare il proprio avatar nel mondo virtuale di Linden Lab e tra i marchi di moda più apprezzati vi è da tre anni My Precious di Agnes Finney, che sabato 5 novembre ha organizzato in collaborazione col marchio di gioielleria Chop Zuey, di Belle Roussel, il suo November Fashion Show facendo sfilare le “modelle virtualiElle Ahren (attuale “My Precious Queen”), Laetitia Vella, Natasja Schumann, Giada Oh (una ragazza italiana che alcuni dei lettori di Mondivirtuali.it si ricorderanno forse sin dai tempi dell’agenzia di Darna Drake e delle prime sfilate nella land di Queen of the World, ormai scomparsa), Rusalka Callisto, Sabine Mortenwold, Catlyn Sahara, Vivienne Coppola, Wynter Frostwych e Mimosa Nowles, che hanno presentato abiti sofisticati e molto chic.

          Nell’occasione Will Finney (Chief Operating Officer di My Precious), che ha presentato gli abiti durante lo show tenutosi nella land di Agnes Finney, ha anche annunciato l’avvio della selezione per la collezione autunno/inverno del My Precious Queen Contest 2011, che premierà la vincitrice col titolo di “My Precious Queen” (con tanto di corona e scettro come in ogni concorso di bellezza che si rispetti), oltre a premi in denaro per 20 mila linden dollar (poco più di 55 euro al cambio attuale) e un abito della serie “Queen” che verrà intitolato a suo nome.

          Giada OhChe dire: begli abiti, dai colori pastello in forme molto classiche, belli i gioielli di Chop Zuey, abbinati perfettamente, gran lavoro per le modelle per riuscire a battere un persistente lag (dovuto ai noti limiti tecnici della piattaforma di Linden Lab), presenza costante di almeno una cinquantina di avatar durante tutto lo show, ambientato in un teatro dell’opera riccamente decorato.

          Se è cattivo tempo, non avete ospiti a cena, o siete comunque costrette a rimanere in casa e volete passare una serata divertente senza annoiarvi davanti alla televisione, considerate l’idea di assistere alla prossima sfilata di My Precious, non ve ne pentirete.

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            moda Formichetti

            modavia fashion week 2011I mondi virtuali sembrano sempre più essere fonte d’ispirazione per la moda: molti utenti di Second Life, Opensim, Imvu o altre piattaforme di realtà virtuali lo sospettavano ma ora la conferma arriva da una “fonte autorevole”, ossia il Los Angeles Times, che parlando della settimana della moda di New York, tenutasi dal 9 al 16 settembre quasi in contemporanea con l’altrettanto celebre (almeno tra gli appassionati di mondi virtuali) Modavia Fashion Week, che quest’anno  ha visto sfilare, dall’8 al 15 settembre, oltre 60 marchi fashion virtuali, tra cui Gizza, marchio turco che al momento è forse il più noto in tutta Second Life (ma anche nomi noti al pubblico italiano come Sartoria, Casa del Shai, Anubis Style, Meb, Jador, Orage Creations, Donna Flora e Baiastice) ha sottolineato come lo stilista preferito di Lady Gaga, Nicola Formichetti, abbia mostrato uno show virtuale nel suo “pop-up store” (negozi temporanei molto in voga di recente tra i marchi di moda), mentre ModaOperandi.com abbia deciso di mettere in vendita la nuova collezione senza farla sfilare dal vivo ed infine Norma Kamali abbia realizzato un film in 3D che può essere visto sul suo sito web.

            Più in generale secondo il Los Angeles Times dalle passerelle newyorkesi sembra emergere una crescente contaminazione tra virtuale e reale, mentre anche la stampa pare essersi accorta che vi è un “immenso mercato per il fashion virtuale” come spiega nell’articolo Yohei Ishii, senior director di CCP Games che ha sviluppato per alcuni fashion designer (reali ma ancora poco noti al grande pubblico) avatar “alla moda” in serie limitata venduti a 70 dollari l’uno agli appassionati di moda di tutto il mondo. Secondo lo stesso Ishii, che nota come già si spendano ogni anno sui mondi virtuali e social network alcuni miliardi di dollari Usa per acquistare “beni digitali” tra cui anche avatar e accessori virtuali, “tutti questi mondi virtuali sono fonti d’ispirazione” dato che un designer può in essi creare abiti che nella realtà non potrebbe creare a causa di leggi fisiche o economiche. Per poi, forse, decidere se e come provare a ricreare uno o più outfit anche nella realtà. Fisica permettendo.

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              Anubis at Dubai cover

              Dubai Jazz Second LifeAnubis Style sbarca a Dubai, in una delle nuove torri che svettano nel panorama della rinnovata land di Milla Rasmuson e Giuseppe Curti e per celebrare l’evento invita tutti gli amanti del fashion virtuale ad assistere a una sfilata di moda (la prima nella “nuova” Dubai Jazz My Way), il 21 giugno alle 12.30 SLT (21.30 ora di Roma).

              Il noto brand fashion di Anubis Hartunian è in fase di ulteriore crescita e dopo il successo ottenuto dal contest “Show your style” organizzato dalla Passion Fashion Agency Styling a fine maggio e lo sbarco nel nuovissimo mall di Maritonto Home Rental, è ora la volta dell’inaugurazione ufficiale, con una sfilata, del negozio aperto presso la rinnovata land di Dubai Jazz My Way, ancora più bella rispetto alla già affascinante installazione precedente.

              Anubis at Dubai Jazz Second LifeSarà l’occasione per ammirare in passerella, indossate da alcune delle più graziose modelle del mondo virtuale della Linden Lab, alcune tra le ultime creazioni di Anubis Hartunian, come il Nala, disponibile in tre gradazioni di colore, i coloratissimi Vanessa e Arion, gli sbarazzini Aolani e Kiran, entrambi in due diverse combinazioni di colori e pensate per le ragazze più giovani, ma anche alcuni pezzi “intramontabili” per le signore alla moda di Second Life come Megan, Roxy, Enza, Flora e ancora tanti altri che sarà possibile acquistare presso lo store di Anubis Style a Dubai Jazz My Way.

              Il consiglio è dunque di approfittare dell’occasione per godervi lo spettacolo e poi girare una land davvero fantastica, magari dedicandovi a un poco di shopping o ascoltando la musica dei DJ presenti in land. Se volete fare un salto, eccovi il teleport adatto.

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              Ginevra Lancaster show

              Fashion week Bosl Ginevra LancasterAgosto bollente per il fashion virtual di Second Life. Questa settimana, dall’8 al 16 agosto, Best of SL, il celeberrimo brand di Frolic Mills, presenta la “Fashion week 2009”, ospitando sulle passerelle virtuali allestite nelle sue land alcuni tra i più interessanti nomi emergenti ed affermati della moda della seconda vita. Direttrice della manifestazione è Kay Fairey, una ragazza che nella vita reale vive a Tokyo e scrive di moda e che molti avranno avuto modo di ammirare sulle passerelle di Second Life essendo nel metaverso un’affermata modella (ha sfilato tra le altre per Modavia, Boulevard Agency, Evane Model Agency, Ewing Fashion Agency, Beauty Avatar, Best of Italian e Second Look Studio), come dire “un nome, una garanzia”. Tra le proposte in calendario anche un paio di nomi ben noti alla comunità italiana, quelli di Ginevra Lancaster e di Lady Thera, la prima in calendario la sera di domenica 8 luglio, giorno del “kick off”, ossia del lancio della manifestazione, la seconda il 15 agosto, ultimo giorno di sfilate vere e proprie prima dell’evento conclusivo dell’intera manifestazione, il 16 agosto con il Coco Chanel Tribute (nel corso del quale una ventina di stiliste proporranno ognuna una propria versione di un capo della celebre creativa francese).

              Ginevra Lancaster l’avevamo vista oltre un anno fa debuttare sulla passerella di Itland Fashion, in una serata magistralmente condotta dall’amica Redmoon Balut; da allora sebbene l’avessimo incontrata saltuariamente in occasione di alcuni eventi organizzati da Kublai e la leggessimo su communities come Moolto e Pixelook, non abbiamo più avuto modo di sentirla. Abbiamo rimediato per l’occasione, facendo visita al suo main store (http://slurl.com/secondlife/ Adder/21/92/68) e poi recandoci in anteprima sul “luogo del delitto”, ossia al Patch Thibaud Auditorium dove si sarebbe tenuta poche ore dopo la sfilata.

              Lukemary Slade: Allora Ginevra, di nuovo sulle passerelle e questa volta niente meno che quelle di BOSL, ne è passata di acqua sotto i ponti!

              Ginevra Lancaster: Prima di tutto grazie per essere venuti a farmi visita in negozio, spero sempre che chiunque passi qui possa provare altrettanto piacere nell’indossare qualche mio capo quanto ne ho provato io a disegnarli (tra l’altro tutti i capi che trovate in vendita qui sono transf, quindi possono essere utilizzati come regali oltre che per chi li acquista e per le componenti flexy e gli attach sono anche mody, così da adattarli alla fisionomia di ciascuno). E poi che dire, sì, ne è passata di acqua sotto i ponti: l’invito a partecipare alla Fashion Week 2009 del Best of SL è stata una sorpresa anche per me.

              L.S.: Nella Fashion Week di solito accanto a nomi già affermati vengono proposte stilisti emergenti (quest’anno si parte con Violator, il marchio di Soraya Vaher), come ti è capitato di essere selezionata tra gli italiani “emergenti”?

              G.L.: Sai, loro si fanno un vanto di scovare e presentare nomi nuovi ma nel mio caso la scelta è stata frutto del caso. Un giorno è capitata per sbaglio in un mio negozio Kay Fairey, che come sai si occupa tra le altre cose di scovare appunto nuovi designer per le sfilate. Bontà sua si è innamorata delle mie creazioni e mi ha invitata a partecipare. Kay tiene anche un suo blog, anzi 2, uno in inglese e l’altro in giapponese (lei è appunto una giapponese dolce e delicata nei modi di fare come solo loro sanno essere), ed ha anche scritto di me (http:// stylefilebyclarabellekay.blogspot.com/2009/08/magician-of-colours-ginevra-lancaster.html); inutile dire che ho accettato con entusiasmo la sua proposta.

              L.S.: Rispetto ai tuoi inizi ad Itland, cosa è cambiato nel tuo modo di fare moda su Second Life?

              Ginevra Lancaster mainstoreG.L.: Ricordo bene la sfilata ad Itland, la mia prima. Ero nervosissima e Redmoon Balut mi aiutò molto, nelle cose pratiche ma anche a non farmi saltare i nervi quando la dovemmo rimandare all’ultimo momento perchè SL faceva le bizze. Da allora direi che ho affinato le tecniche, sperimentato le mie possibilità, osservato con attenzione gli stilisti più bravi, pur cercando di non copiare mai, perché il bello di fare vestiti in SL è dare spazio alle idee tue, altrimenti che gusto c’è?! Insomma ho fatto tanti, ma tanti vestiti e qualche sfilata, anche se poche: non sono mai stata molto brava a promuovermi, finisce che preferisco passare il tempo a fare un vestito o a chiacchierare con amici che con il fashion c’entrano poco piuttosto che cercare ad ogni costo di essere nei posti “giusti”.

              L.S.: Quand’è cambiato qualcosa nel tuo approccio a SL, se è cambiato?

              G.L.: Quest’anno ho sentito che iniziavo ad avere uno stile davvero mio, riconoscibile, che le persone apprezzano, allora mi sono aperta di più verso l’esterno. Ho accettato di partecipare a concorsi, di mettermi alla prova con vestiti realizzati ad hoc per eventi, aste di beneficienza e così via. Sono più sicura di me , insomma, e quindi pronta a mettermi in gioco, anche se so che mi rimane qualcosa di nuovo da imparare ogni giorno!

              L.S.: Come sono i tuoi rapporti con le colleghe?

              G.L.: Questa è stata un’altra bella scoperta: l’amicizia con altri stilisti e stiliste, che è fatta di chiacchiere e cazzeggio ma anche di consigli e trucchi e texture che ci si passa, di progetti comuni che si provano a sviluppare. Anche le litigate feroci sono all’ordine del giorno, è vero, vale per tutti in Second Life e forse ancor di più per le stiliste che sono sempre un po’ primedonne. Ma quando si riescono a rinsaldare i legami è bello e credo davvero che la chiave per riuscire a combinare qualcosa, lì dentro, sia fare squadra. Assomiglia parecchio a RL, no?!

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                La moda di Second Life e in generale dei mondi virtuali è troppo convenzionale? Sul tema interviene Lookatmy Back, utente di Koinup.com, gran viaggiatore tra metaversi e MMO e fotografo virtuale, le cui opere avevano colpito la nostra Luciana Pinazzo che gli ha dedicato una recensione. Dopo aver letto il recente articolo pubblicato su Mondivirtuali.it sul tema, Lookatmy Back ci ha scritto un ampio e interessante commento che vi proponiamo in due puntate. Eccovi la prima, buona lettura.

                Credo che quello pubblicato su Mondivirtuali.it sulla moda virtuale sia un articolo drammaticamente vero! Non solo la moda, ma anche il modo di vivere, l’arte, l’architettura e le modalità di socializzazione in Second Life, talvolta, palesano una natura molto “conformista”. Una brutta parola, me ne rendo conto, ma è un triste dato di fatto che ciascuno di noi può osservare per proprio conto. Molti aspetti della vita sociale di un avatar finiscono per ricalcare pedissequamente modelli più o meno discutibili tratti di peso dalla realtà e dai suoi media, idoli e tabù. Non c’è nulla di male, in fin dei conti, mi direte. Concordo, ma solo in parte.

                LoockatmyBackMi permettete una divagazione? Il mio non è sdegno né un giudizio di merito: non disapprovo e nemmeno approvo. Chi sono per farlo? Non giudico perché non sta a me farlo e non pretendo di poterlo fare. Ho viaggiato per svariati mondi virtuali molti dei quali orientati all’intrattenimento, altri alla socializzazione. Ho sempre apprezzato la loro peculiare capacità di essere “altro da ciò che quotidianamente vediamo e viviamo”. Questo, per me, è l’ingrediente base ed ultimo, ciò che li rende accattivanti, belli da vedere e da vivere o semplicemente stimolanti per la mente e l’anima.

                Second Life, sulla carta, è sempre stato il progetto più visionario ed ambizioso di tutti, non vi pare? Philip Rosedale si affacciò nel web, alzò le mani e disse a tutti noi: “Fate ciò che volete, avete tutti gli strumenti per creare il vostro mondo ideale, i vostri sogni o i vostri incubi, così come ciascuno di voi li immagina!”. Prescinderemo dal fattore dollari, in questo discorso, quindi eviterò di pensare ai guadagni, ai risparmi ed alle spese virtuali: vorrei percorrere un cammino teoretico meno improntato a problemi reali non pertinenti le osservazioni che vorrei condividere. “Second Life è un mondo virtuale tridimensionale creato dai suoi stessi residenti”, ricordate? Talvolta sorrido al pensiero di quanto ci è stato dato dal signor Linden e come, talvolta, abbiamo saputo sprecare tante occasioni. Osservo il mio primo account in Second Life: 2006… Ho avuto modo di vedere qualcosa, diciamo.

                Talvolta mi son chiesto: perché? Perché limitarsi alle regole sociali, fisiche e mediatiche della realtà in un mondo dove tutto può essere diverso, nel modo e nella misura in cui l’editor ci permette di creare contenuti? Quale necessità abbiamo di entrare in un mondo virtuale per riprodurre, spesso nella maniera più effimera, apatica, liturgica ed acritica scenari, situazioni, mode e tendenze così come li abbiamo assorbiti nel quotidiano? Non sto, ovviamente, parlando delle riproduzioni dei monumenti, dei parchi o simili e lodevoli amenità, sia ben chiaro! Parlo di quei limiti sottili che spesso abbracciano la mente senza che neppure se ne abbia la consapevolezza! Perché dovrei provare disagio se fuori è estate ed il mio avatar indossa il cappotto? Egli non ha nessuna necessità di corrispondere alle mie stagioni, non trovate? Perché dovrebbe? (Il seguito alla prossima puntata)

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