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marina bellini

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SolidART

SolidARTMercoledi 13 e giovedi 14 alle ore 22.00 (ora italiana) , su 4 sim di Experience Italy, avrà inizio l’evento patrocinato da Musei in Comune 2.0 “SolidART: i designer di Second Life per l’Abruzzo“. Quaranta sono gli stilisti che hanno aderito all’iniziativa, tramite la quale gli abiti unici creati con le texture dei quadri dei Maestri del Novecento verranno messi all’asta per i residenti del metaverso:

2C Runo, Alatiel Malies, Alba 2 Rossini, Aliciakay Kilara, Aloa Sicling, Amanda Bolero, Anubis Hartunian, Atelier Bonetto, Brenda Clellon, Candy Enoch, Celtico Heslop, Chianera Cioc, Christy Hamer, Dadina Dosei, Delia Auer, Elisea Carter, Elettra Gausman, Emanuela Gaffer, Fanny Douglas, Ginevra Lancaster, Katiuscia Vollmar, Kuranosuke Kamachi, Ivori Pera, Lemania Indigo, Lilli Catteneo, Lunetta Firanelli, Mariaelena Barbosa, Marisela Bouchar, Maya Thor, Mew Denimore, Patrizia Blessed, Ramona Planer, Silvia Mayo, Sinsaber Holgado, Sposacaliandro Michalak, Squinternet Larnia, Thera Taurog , Viviana Houston, Ziamela Loon, Zhora Maynard.

Infine la designer Samira Tammas ha voluto partecipare mettendo all’asta uno dei suoi straordinari aerei con cui volare nei cieli del metaverso regala insolite emozioni.

Marco Longo Mind ClarityIl ricavato sarà devoluto in tempo reale allo psichiatra Marco Longo, presente col suo avatar Mind Clarity e verrà versato sul conto corrente che, in qualità di Fondatore e Direttore di Psychomedia.it, ha aperto per la raccolta di fondi per l’Abruzzo, dove sta operando come psichiatra volontario. Nei giorni scorsi ogni stilista si è reso disponibile a girare, con la mia regia, un video nelle land più suggestive di Second Life. I filmati verranno montati in alta definizione e lo stesso Prof. Longo organizzerà una visione nelle tendopoli in cui opera: la creatività come abbraccio simbolico alle persone colpite dal disastro. Per organizzare l’evento si sono attivate molteplici collaborazioni e Musei 2.0 vuole ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per questa iniziativa che in qualche modo ci ha fatti sentire più vicini alle persone abruzzesi. Molti sono gli stilisti stranieri che partecipano all’iniziativa e noi gli siamo grati per averla condivisa.

Un ringraziamento particolare a:
Patrizia Blessed e Viviana Houston, coordinatrici degli stilisti.
Micalita Writer per l’allestimento.
Squinternet Larnia per l’abito del manifesto di SolidART.
Alair Cortes per le traduzioni in inglese.
Cecylia Susanti per la conduzione in italiano.
Terence Back per la conduzione in inglese.

Vi aspettiamo numerosi!
Mexi Lane (aka Marina Bellini, responsabile Musei in Comune Roma 2.0)

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    Per chi vive di immagine finire sulla rubrica Cafonal di un sito come Dagospia vuol dire sapere di essere qualcuno che conta. Per una volta alla “romanella mondana” si è idealmente affiancata in Second Life una più vasta comunità italiana, in occasione della celebrazione del centenario del Futurismo, cui è dedicata una serie di mostre. Sul celebre sito di gossip è finita quella ospitata dalle scuderie del Quirinale, mentre nel metaverso della Linden Lab ha fatto la sua comparsa la trasposizione, ospitata presso la land di Experience Italy, di Futurismo Manifesto 100×100, organizzata in RL da Zetema Progetto Cultura presso Macro Future (Piazza Giustiniani, vedasi anche http://www.macro.roma.museum)  e portata in SL ancora una volta per merito di un duo affiatato e di grande capacità oltre che simpatia: Mexi Lane (aka Marina Bellini http://www.marinabellini.it) e Micalita Writer (aka Micaela Cini, giovane ma già esperta blogger e residente di Second Life http://micalitasl.blogspot.com).

    Come per altre due mostre che Mexi e Micalita hanno trasposto in SL, anche questa installazione nella land Experience Italy della Fondazione Valore Italia, consente di proseguire il viaggio di Futurismo Manifesto rispetto al percorso reale, partendo lo stesso giorno (venerdì 20 febbraio) da un diverso binario. In questo caso letteralmente, visto che saranno delle rotaie a condurre i residenti di Second Life attraverso un tunnel, dentro il quale gli avatar verranno investiti, travolti e valicati dalle parole in movimento tratte dai manifesti futuristi, riprendendo la scelta fatta dai curatori della mostra reale. Il tunnel sfocerà in due aperture su due piani, all’interno delle quali verranno proiettate a intermittenza immagini futuriste: quadri, sculture, fotografie, bozzetti, copertine di libri, e così via, davanti ai quali campeggeranno in trasparenza manifesti futuristi che gli avatar potranno attraversare.

    Il clou dell’evento sarà FUTURfashion, la performance di una nutrita pattuglia di stilisti italiani di Second Life coordinati da Patrizia Blessed (aka Patrizia Nofi) che mostreranno le loro reinterpretazioni degli abiti di Balla e di Depero e l’interpretazione fashion dei dipinti futuristi, realizzati con texture tratte dalle fotografie dei quadri originali. Prenderanno parte a FUTURfashion Alatie Malies, Alba2 Rossini, Cancer Bonetto, Barbarella Cioc, Biabi Meili, Brenda Clellon, Celtico Heslop, Chianera Cioc, Chrysty Hamer, Dadina Dosei, Deva Hax, Dwin Wexler, Elettra Gausman, Elisea Carter, Ginevra Lancaster, Libellula Burt, MariaElena Barbosa, Patrizia Blessed, Silvia Mayo, Traveller Bade e Ziamela Loon. In via del tutto eccezionale e grazie al sostegno di Francesca Barbi e di Vincenzo Capalbo, le musiche che accompagneranno la serata futurista in Second Life sono di Daniele Lombardi.

    A sottolineare il legame sempre più forte tra RL e SL, sempre il 20 febbraio dalle ore 19.00 sarà possibile immergersi nello spazio virtuale direttamente dallo spazio reale di Performing Media al Tempio di Adriano in Piazza di Pietra. Tutti coloro che durante FUTUROMA passeranno a Performing Media potranno infatti vivere questa esperienza pilotando il mouse e guardando le proiezioni delle performance in Second Life sui grandi schermi dell’allestimento curato dall’architetto Paolo Valente (aka Arco Rosco). Accanto all’installazione di Futurismo Manifesto, cinquanta artisti internazionali esporranno inoltre le proprie opere nella sede di Ex.it e al Museo del Metaverso di Rosanna Galvani (aka Roxelo Babenco), in una performance curata da Uqbar.media art culture. L’arte, dunque, come ponte che unisce reale e virtuale e al loro interno più comunità di idee.

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    ponti Second Life realtà

    Il problema di Second Life è forse quello di essere abitato da una “elite” di creativi chiusi verso il mondo esterno? Di non aver saputo comunicare adeguatamente le potenzialità della piattaforma oltre quelle meramente ludiche? E’ dunque giunto il momento di “di costruire dei ponti che consentano a quanto di meglio viene creato in Second Life di entrare in contatto con chi (e sono moltissimi) nella Real Life non hanno ancora colto l’enorme potenziale di innovazione e creatività di SL”? E’ la proposta avanzata da Marco Minghetti (aka Hamlet Queler, in RL titolare, tra l’altro, della cattedra di di Humanistic Management presso l’Università di Pavia) che in una nota su Facebook propone il metablog di Nova100 del Sole 24 Ore su cui egli stesso scrive come possibile spazio. La proposta ha subito provocato numerose reazioni nel piccolo stagno della “intellighenzia” italiana di Second Life, riassumibili, come nota Rosario Di Girolamo (aka Dep1050 Plasma) in tre “scuole di pensiero” principali.

    Spoldi - Di Girolamo - MinghettiDa un lato vi è chi, come tra gli altri Paolo Valente (aka Arco Rosca, con Roxelo Babenco (aka Rosanna Galvani) di Museo del Metavarso impegnato da mesi a portare avanti su http://uqbar-mediaartculture.ning.com il progetto di Arena calls for artist che propone incontri e confronti tra artisti italiani e internazionali), Simone Riccardi (aka turboy Runo, cofondatore di Secondlifelab.it e da sempre impegnato in progetti correlati alla creatività e alle potenzialità collaborative di SL) e Marina Bellini (aka Mexi Lane, che con Musei in Comune 2.0, su http://blog.museiincomuneroma.it, ha già cominciato a portare Second Life fuori dalla rete, creando “contaminazioni” con le realtà museali) ritiene fondamentale fare sistema. Una posizione che condividiamo, sia pure con qualche riserva. Chi abbraccia questa visione vorrebbe costruire una struttura in grado di riguadagnare la perduta attenzione dei media per avere nuovi utenti e/o riconquistare la fedeltà degli utenti che stanno uscendo. Finora tutti hanno fallito, nota Di Girolamo, “ma tutti hanno agito, finora, a parte rarissime eccezioni, in modo… diciamo disorganico”. E qui, sottolineiamo noi, hanno avuto e continueranno ad avere un peso personalismi, egocentrismi e autoreferenzialità che sono tipici della società italiana in genere, non solo del suo campione presente in Second Life. La sfida, insomma, non è tanto a nostro parere nei confronti dei media quanto degli “evangelizzatori” stessi: riusciranno (riusciremo) mai a parlare un’unica lingua? Se dovessimo basarci sulle esperienze delle tante land italiane in world diremmo di no, ma chissà.

    Una seconda scuola di pensiero, portata avanti da Paolo Palmacci (aka Neupaul Palen) e Mario Es (aka Zygmunt Ballinger, che con Brain 2 Brain ha già portato avanti un approccio simile e si dichiara “felice che si avviassero, a partire da SL, delle collaborazioni in un’ottica multidisciplinare e non settoriale”) si mostra fortemente critica rispetto alla prima, visto l’impatto negativo che ha finito con l’avere. Per lo sviluppo di un mondo ed di un esperienza sana, queste situazioni sono un problema, nota ancora Di Girolamo: “Finiranno anche loro, ma ci vorrà qualche anno, quando arriverà la generazione “nativa 3D”, che non si porrà il “pippone” (senza offesa per nessuno) di prima vita e seconda vita”. Il problema semmai, par di capire, è cosa fare fino ad allora, visto che nel frattempo la crescita di Second Life pare essersi arrestata e, guarda un po’, in RL di mese in mese sta peggiorando il quadro economico con quella che sembrava una “turbolenza dei mercati finanziari” come con infelice tempismo l’aveva definita un anno fa il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, destinata invece a peggiorare ancora per alcuni trimestri e a durare almeno fino al prossimo anno o oltre.

    E proprio questo il punto che rende probabilmente critica la posizione espressa da Aquiladellanotte Kondor, che  ricorda: “Non dobbiamo dimenticare che ciò è avvenuto a valle del fallimento, nell’utilizzo di SL, da parte dei soggetti legati al business e ai servizi reali, e che non si potrà parlare di “ripresa” finché tali progetti non riprenderanno vigore, alla luce dell’esperienza fatta e degli errori commessi. Sono convinto che saranno ancora gli artisti e gli intellettuali a trainare per un po’ l’evoluzione di SL, ma credo sia giunto il momento di cominciare a fermare la deriva e a favorire la ripresa, nell’utilizzo di SL, di iniziative che creino impatti concreti in RL. Iniziative di tal genere implicano risultati concreti e visibilità agli occhi dei cittadini”. Assolutamente vero, ma il periodo non aiuta e la tecnologia su cui si basa attualmente SL neppure: “SL è un mondo che non permette facilmente l’aggregazione stabile benché sia nato come piattaforma cooperativa (non collaborativa, come spesso si è detto a sproposito)”, conclude Di Girolamo. L’unica maniera per poterla ottenere sarebbe quella di “riconoscersi in qualcosa che non sta nella piattaforma. E non può essere fatto dentro. L’arte non basta, bisogna fare cultura: i semi ci sono”.

    Tuttavia, fanno ancora notare alcuni come Alberto Cottica (aka Mr Volare, promotore del Progetto Kublai), il pericolo è che alla fine della discussione si sviluppi l’ennesima “posizione feticista”. “Non penso che qualcosa possa essere interessante solo perché accade in SL”, chiarisce Cottica. “In SL c’è un sacco di robaccia, per cui non mi interessa affatto difendere SL in quanto tale. Se facciamo cose belle e utili (e magari ben integrate con le caratteristiche del mezzo) esse si guadagneranno reputazione e visibilità perché sono belle e utili, non perché sono in SL”. Ben venga dunque il suggerimento di Susy Decosta (Post Human Lab), ossia di non “confinarsi all’arte”, visto che Second Life “contiene potenzialità non colte eccezionali” in tutti i campi, anche quello del sapere. “Circa due anni fa appunto c’era un certo fermento anche italiano, università e tesi di laurea a in SL che si è un po’ perso ma si può ricominciare”.

    Sempre che si eviti, come nota Petronilla Paperdoll, di “limitarsi ai soli italiani. Il bello di SL è l’internazionalizzazione: ma la tendenza patria è stare ben chiusi nel proprio orticello, anche per via della barriera linguistica, rischiando di riscoprire il già fatto. Vedo emergere in iniziative italiane nomi stranieri che hanno fatto da un pezzo la storia artistica del metaverso e che vengono scoperti solo adesso, come se non fossero mai esistiti. Tra un po’ ci verrà propinato come novità assoluta il mitico Starax” (Starax Statosky, forse il più celebre e celebrato scultore e artista di Second Life, attivo tra il 2003 e il 2006 e secondo alcuni rientrato nel 2007 nel metaverso col nickname di Light Waves, ndr).

    Lukemary tra realtà e Second LifePer quanto ci riguarda concludiamo commentando che a nostro parere Second Life fine a se stessa è “vanità di vanità”, pretendere di “viverla” separatamente dalla vita reale può offrire forse momenti ludici o rilassanti ma anche creare il rischio di una fuga alienante dai problemi di tutti i giorni senza peraltro trovarne una cura. In oltre un anno e mezzo Mondivirtuali.it/SLnn.it ha monitorato la comunità italiana e cercato di proporre alcuni esempi di quanto di meglio accadeva all’estero (Bettina Tizzy, Raphaella Nightfire, Mimmi Boa ci hanno parlato ognuna nel proprio ambito di come all’estero si utilizzi questo strumento in modo più innovativo ma anche più “serio” rispetto all’Italia). Abbiamo denunciato come i “progetti” italiani nella grande maggioranza dei casi manchino proprio di progettualità e notato che chi aveva progetti e voglia di impegnarsi (pensiamo a persone come Biancaluce Robbiani o Bianca Foulon per citare due nomi noti e a noi cari) spesso ha avuto pochi riscontri.

    Far conoscere SL come potenziale “culla creativa” va bene, ma non servirà a molto se farà nascere l’ennesima tribù quando occorrerebbe allineare la comunità italiana alle best practices internazionali. Non sarebbe poco, per un paese dove ancora oggi se chiedete su un qualsiasi sito web, come da noi fatto più volte, “perché non vi attrae Second Life” la risposta media è “perché è una cazzata”. A coloro che tale mezzo utilizzano l’onere se non di “evangelizzare” quanto meno di dimostrare coi fatti (arte, business o role playing che sia) che questo non è vero.