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    Simpson morti cover

    Sapete qual’è la sitcom più longeva della storia delle televisione americana? I Simpson, creati da Matt Groenig nel 1987 per la Fox inizialmente come “corti” animati da un minuto trasmessi durante l’intervallo del Tracey Ullman Show.

    Dal 1989 la Fox ha promosso la serie regolare in prima serata, arrivando quest’anno alla trentesima stagione. TV Guide mette i Simpson all’ottavo posto tra i 50 migliori spettacoli televisivi di tutti i tempi, al secondo tra gli show ancora in onda, dietro a 60 Minutes.

    Simpson, quanti personaggi morti vi ricordate?

    L’elenco dei personaggi morti o “pensionati” durante questi 32 anni è lungo e in costante aumento, voi quante riuscite a ricordarne? Piccolo aiuto: in tutto quelli “canonici” finora sono 14.

    Dopo la morte nel nono “corto” di Hubert Simpson, fratello maggiore di Nonno Simpson, la prima a morire nella serie regolare fu, nella seconda stagione, Beatrice Simpson. Il Nonno se ne innamora e vorrebbe sposarla ma al ritorno da una gita con Homer e famiglia scopre che Bea è morta. Nonno Simpson la rivedrà ancora una volta in veste di fantasma.

    Nella sesta stagione se ne va il musicista preferito di Lisa, Gengive Sanguinanti Murphy, nella settima un ex commilitone di Nonno Simpson, Oxford Haas. L’anno successivo è Shary Bobbins, governante clone di Mary Poppins ed ex fidanzata del giardiniere Willie, a finire risucchiata dal motore di un aereo. Una versione robot di Shary viene vista a Londra nella ventunesima stagione.

    In quella stessa stagione Frank Grimes, collega di Homer alla centrale nucleare di Springfield, preferisce suicidarsi quando si rende conto che Homer stesso, nonostante la sua evidente incompetenza, è riuscito a ottenere ciò che lui non avrà mai. La Signora Gumble, mamma di Berney Gumble, muore nella nona stagione.

    simpson morti maude

    Maude Flanders, la morte più famosa

    La morte di Maude Flanders, causata da Homer, è forse la più famosa della serie e avviene nell’undicesima stagione, ma il fantasma di Maude torna più volte nel corso degli anni, nella tredicesima, diciassettesima, ventesima e venticinquesima stagione. Maude è apparsa anche sotto forma di demone nella puntata speciale La Paura Fa Novanta della ventiduesima stagione.

    Mona Simpson, madre di Homer, compare solo nella settima stagione e nella diciannovesima, ma questo ritorno le è fatale. Nella ventiduesima stagione muore il boss della mala di Springfield, Tony Ciccione, per un arresto cardiaco causato da Homer. Il suo posto sarà preso dal cugino Tony Fitness che in breve tempo si trasformerà diventando indistinguibile dall’originale.

    La stagione seguente muoiono la moglie di Viktor, mafioso ucraino nemico dell’agente segreto Wayne Slater, e Alice Glick, vicina di casa dei Simpson. Nella puntata inaugurale della ventiseiesima stagione muore il rabbino Krustofsky, padre di Krusty il Clown. In quella stessa stagione muore anche Albert, a capo di un gruppo di obesi fieri di esserlo.

    Nella stagione 28 passa infine a miglior vita il dottor Nussbaum, psichiatra che ha avuto tra i suoi pazienti il signor Burns e gli stessi Simpson. E non è detto che l’elenco si fermi qui.

    simpson morti moma

    I morti “non canonici”

    Non sono conteggiati tra i morti ufficiali i molti personaggi morti nei vari La Paura Fa Novanta rimasti però in vita nella serie regolare. Ci ha lasciato anche il padre di Marge, Patty e Selma Boivier, Clarence “Clancy” Bouvier: è morto di cancro ai polmoni prima che nascesse Maggie.

    Pur non essendo morti sono stati “pensionati” (perché morti i loro doppiatori americani) Troy McClure, il presentatore di Dietro la Risata, e la maestra di Bart, Edna Caprapall.

    Tramite flash back scopriamo la morte di Waylon Smithers Senior (padre di Waylon Smithers Junior, assistente del signor Burns), di un attore bambino ucciso dal giovane Moe Szyslak e di vari personaggi minori. Tra questi anche Sheldom Skinner, padre di Seymour, Arnie Gumble, padre di Barnie e Igtgy Wiggum, padre di Clancy (il Commissario Winchester nella versione italiana).

    Sono morti infine, tra gli animali della serie: quattro Palla di Neve (il gattino di Lisa), tre Mister Teeny (lo scimpanzè spalla di Krusty il Clown) e Nibbles (il criceto di classe di Lisa).

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    Lolita Paragorn 2017 cover

    Carmilla Halasy 2017Una volta all’anno lasciatecelo dire: grazie a tutti voi per il supporto che continuate a dare al progetto di Mondivirtuali.it e buon 2017!

    I numeri di Mondivirtuali.it

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    Buon 2017 ai nostri artisti virtuali

    Chanell Resident 2017 Per gli amanti della grafica dei mondi virtuali, il nostro gruppo su Flickr ha ormai superato gli 800 iscritti e presenta circa 60.000 immagini tra cui quelle di auguri per un felice 2017 che accompagnano questo articolo.

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    Tante diverse comunità di interessi

    Aurls SL 2017Vi starete chiedendo che senso hanno tutte queste presenze su differenti social media? Sappiate che cerchiamo di curare ciascuna di essi in modo specifico, coltivando le rispettive comunità d’interesse.

    Ciò comporta spesso anche allargare e differenziare il numero di argomenti, segnalazioni e materiali presentati rispetto ai soli articoli prodotti da Mondivirtuali.it, dunque a ciascuno il proprio e ancora buon 2017 a tutti!

    E naturalmente godetevi la nostra gallery di auguri virtuali di un felice anno nuovo, che trovate qui sotto!

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      era glaciale v cover

      Siete mai stati ad una premiere cinematografica? A me è capitato, assieme a mio figlio Davide, ieri sera, in occasione della proiezione in anteprima nazionale del film di animazione in grafica digitale L’ Era Glaciale V – In rotta di collisione, ultimo episodio del fortunato franchisee della 20th Century Fox ambientato tre anni dopo i fatti del quarto episodio.

      Ischia premiere Era Glaciale VIl film è stato proiettato in anteprima nazionale ad Ischia nell’ambito delle manifestazioni collegate all’Ischia Film & Music Global Fest ed ha visto la partecipazione di quasi tutto il cast di doppiatori, tra cui tra cui il cantante inglese Lee Ryan e gli attori italiani Pino Insegno e Claudio Bisio, in sala. Una presenza che ha scatenato l’entusiasmo delle centinaia di spettatori grandi e piccoli presenti (una parte dei quali non ha potuto assistere alla proiezione per motivi di sicurezza, essendo terminati i posti a sedere).

      Non voglio svelarvi troppi spoiler della trama de L’ Era Glaciale V: sappiate solo che Sid (doppiato da Bisio) cercherà e forse finalmente troverà una nuova fidanzata, Diego (doppiato da Insegno) darà come sempre una mano e forse convincerà Shira (che nel frattempo ha “sposato”) ad avere dei cuccioli insieme e che Pesca è prossima al matrimonio con un giovane mammuth, Julian.

      Prima di tutto questo (e del possibile L’ Era Glaciale VI) c’è tuttavia da salvare la terra da un meteorite gigante, che pare destinato ogni 100 milioni di anni a causare un’estinzione di massa. Un’ipotesi che né Manny né il ritrovato Buck possono permettere che accada, sempre che Scrat, finito nello spazio per inseguire la sua eterna ghianda, non ne combini un’altra delle sue.

      Ischia premiere Era Glaciale VIl film uscirà il 22 luglio negli Usa e il 25 agosto nelle sale italiane e vi consiglio di andare a vederlo se vi piacciono i film d’animazione ben disegnati e con trame ricche di gag e di colpi di scena. Certo, difficilmente vi capiterà di essere seduti dietro a Claudio Bisio, Lee Ryan e Pino Insegno, ma questo è una di quelle cose che fanno impazzire i fan, ma forse lasciano indifferenti gli spettatori più “maturi”. Forse.

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        Minecraft mod cover

        Avete presente quelle bellissime costruzioni in Minecraft che gli esperti più abili sono in grado di creare, a volte dando vita a un intero set, un mondo virtuale che riproduce scenari e costruzioni di film o romanzi?
        Java logo

        Cosa serve per una mod

        Per riuscire a ricrearle anche voi oltre a tanta pazienza dovete essere in grado di realizzare una “mod”. Di mod in realtà ne esistono di molti tipi, così come vi sono vari software che potrete utilizzare se non siete dei programmatori in grado di scrivere direttamente il codice, ma in tutti i casi dovrete avere un minimo di conoscenza di Java (e quindi aver scaricato il Java Development Kit, o JDK, da qui).

        Non scoraggiatevi e sappiate che, nel caso, esistono anche specifici forum dove potrete cercare tutorial per ogni vostra ulteriore necessità. Per aiutarvi a creare una mod potete scaricare Minecraft Code Pack (o MCP, sacricate da qui le sue versioni) e Minecraft Forge (scaricate da qui le sue versioni). Ricordatevi che dovrete per prima cosa separare ogni percorso con un punto e virgola.Minecraft Forge

        Dove mettere le mani per una mod

        Andate in Esplora Risorse, Sistema Operativo, File di Programma, Java, JDK, bin. Copiate il percorso (“URL directory“) che dovrebbe essere del tipo: “C: \ Program Files \ Java \ jdk1.8.u_45 \ bin” (i numeri e le lettere dopo Java identificano la versione del programma e cambiano nel caso di nuovi aggiornamenti).

        Ora andate in Pannello di controllo \ Prestazioni e manutenzione \ Sistema. Fate click su “Avanzate” poi su “Variabili d’ambiente” e sul bottone “modifica” dopo aver selezionato il percorso. Mettere un punto e virgola alla fine del valore variabile, quindi incollate l’URL directory che avevate copiato in precedenza.

        Ora (finestrelle inferiore) premete sul tasto “nuovo” di “Variabili di sistema“. Nome variabile: JAVA_HOME, Valore variabile: C: \ Program Files \ Java \ jdk1.8.u_45 (o il nome della nuova versione di JDK che avete scaricato). Non toccate la cartella bin.

        A questo punto potete procedere con l’unzipping: controllate anzitutto che funzioni tutto correttamente. Click su “Start”, poi su “Esegui”, ora digitate “cmd” e fate invio, vi si aprirà una finestra di Windows a sfondo nero (il “prompt comandi“), digitate “javac”: se ha funzionato, bene, altrimenti avete sbagliato qualche passaggio precedente, rifate da capo!Prompt comandi

        Programmare una mod per Minecraft

        Una volta che tutto funziona mettete la cartellina Forge unzippata nel folder MCP. Eseguite “Gradlew.bat”, se funziona avete fatto tutto in modo corretto. Ora potete copiare l’URL dir nel prompt dei comandi aperto.

        Per farlo nella finestra del prompt dei comandi digitate “cd”, poi mettere uno spazio e incollate premendo il tasto destro del mouse (Ctrl + V non funziona in prompt dei comandi), quindi premete Invio. Digitate “gradlew Decomp Workspace” e premete Invio. Questo scaricherà il file Forge src.

        Ora potete aprire Eclipse, selezionare il vostro spazio di lavoro come la cartella Forge che avete scaricato (non la cartella “built” o “src”) e creare un nuovo Java Project Name col nome che preferite ed è fatta, potete iniziare a programmare la vostra mod e creare il vostro mondo virtuale personalizzato.

        Come dite? Non sapete programmare? Allora continuate a seguire seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Vi spiegheremo a breve come procedere per programmare una mod di Minecraft.

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        Nur Moor Under an OcTree cover

        Nur Moo - Under an OcTreeConoscere sia pure “virtualmente”, a distanza, un’artista mi ha sempre procurato emozioni. Quando poi la persona è simpatica e disponibile almeno quanto tecnicamente dotata come Nur Moo, è davvero un piacere parlarne come in questo caso.

        L’occasione me l’ha data una mostra, organizzata da Crystalship Rehula (artista e “graphic dreamer” francese che apprezzo da tempo) in Second Life, piattaforma di realtà virtuale della californiana Linden Lab, dal titolo Under an OcTree in cui sono presentate alcune opere della fotografa e artista grafica parmense.

        Nur Moo, artista a tutto tondo

        Nur Moo - Under an OcTree 2Nur Moo è un’artista a tutto tondo, presente da tempo in Second Life ma che ha anche tenuto numerose esposizioni fotografiche in gallerie d’arte “reali” e trovo che sia un’artista emergente tra le più interessanti.

        La sua attività quotidiana l’ha allontanata per qualche tempo da SL, così le ho chiesto come mai fosse tornata a esporvi (le immagini che vedete si riferiscono all’istallazione virtuale tenuta presso la galleria di Crystalship, What’s This Art). Lei come sempre mi ha risposto.

        Perchè Under an OcTree

        Luciana Pinazzo: Ho visto che hai un’esposizione in corso in Second Life, di chi è stata l’idea tua o di Crystal?

        Nur Moo: L’idea contenutistica delle fotografie è mia come del resto il “modo” di esporle, non accetto mai di esporre in luoghi dove devo solo “appendere” in modo classico le foto: siamo nel metaverso, quindi mi piace sfruttare diverse possibilità creative rispetto al mondo reale.

        L.P.: Perché “Under an OcTree”?

        Nur Moo - Under an OcTree 3N.M.: Under an OcTree è un gioco di parole buffo che si avvale del doppio senso della parola “tree”, come struttura di dati ad albero, normalmente usata nella grafica 3D. Il concetto centrale di questo lavoro, ancora una volta sugli avatar di Second life, è mettere in evidenza la struttura davvero reale che compone la realtà virtuale in cui nostri avatar si muovono, la struttura che sottende le immagini in movimento che vediamo sul monitor.

        Credo sia molto importante ricordare, in questo momento della storia di Second Life, che esiste sempre una separazione tra la realtà e la virtualità che rende maggiormente creativo il “gioco”. Vedo spesso con tristezza come ora ci sia una preponderante tendenza nel metaverso a copiare in tutto e per tutto la realtà, creando una visione iperreale (vedi le “boobs mesh lolas tango” che hanno invaso SL) di dubbio gusto.

        Nur Moo - Under an OcTree 4L.P.: Pensi SL abbia ancora qualcosa da mostrarci o il tuo ritorno è solo segno del tuo affetto per questa piattaforma e i suoi utenti?

        N.M.: Continuo a credere che Second Life abbia molto da dare come piattaforma creativa per artisti (veri), purché utilizzata nel modo giusto. Mi dispiace molto che i Linden non abbiano capito questa importante potenzialità, spingendo al massimo solo la parte commerciale e relegando l’arte in quel “supermarket delle idee” che è il Lea (Linden Endowment for the Arts).

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          Merthyn Vintner cover

          Merthyn VintnerAgosto e il caldo mal si conciliano col compito di selezionare un nuovo graphic dreamer, tanto più con oltre 8.000 immagini in Graphic Dreams e con alcuni graphic dreamer già citati in passato come Connie Sec, Lithea o Ruriko Braken piuttosto che Christalship Rehula o Sincetta che continuano a proporre nuovi eccellenti lavori.

          Nomi nuovi da proporvi ne ho comunque molti, così non perdo altro tempo e vi parlo di Merthyn Vintner, che di recente ha proposto lavori davvero interessanti sotto il profilo sia dei colori sia delle forme e delle composizioni. Merthyn come molti graphic dreamer sfrutta l’editor di Second Life lavorando ulteriormente le immagini con programmi di fotoritocco ottenendo lavori di notevole impatto come Dance Forever o Crying Waterfalls che si allontanano dai canoni “classici” dell’immagine digitale che tende a riprodurre una sorta di “cartolina pop” per avvicinarsi ad uno stile maggiormente pittorico e impressionista.

          Merthyn VintnerIn alcuni casi Merthyn gioca più volte con gli avatar fino a riproporli in decine di “scatti” differenti per colori, contrasti, pose o luci, legati solo dalla figura del soggetto, come qui o qui, ottenendo lavori molto diversi tra loro che sembrano voler indicare allo spettatore la grande versatilità di queste rappresentazioni grafiche di identità digitali. Oltre agli avatar Merthyn, che ha una galleria sconfinata, con oltre 650 lavori presenti nel momento in cui scrivo questo articolo, si diletta nel reinterpretare immagini paesaggistiche come con Lone Camel, o in Dark Temple o ancora con Musical Box o Wasteland solo per citarne alcuni tra i più recenti.

          Merthyn VintnerImmagini, lo si vede anche dai commenti lasciati dagli utenti di Koinup.com, che invariabilmente finiscono col suscitare il desiderio in chi le osserva di andare ad esplorare in prima persona la location raffigurata e questo mi pare un indizio  di quanto potente possa essere l’arte come mezzo per stimolare ulteriori reazioni ed esperienze “artistiche” anche in chi guarda e non solo in chi crea.

          Curiosamente pur sperimentando molto le possibili variazioni cromatiche o figurative di figure e paesaggi come ad esempio in Rock Plants Merthyn raramente realizza immagini in cui entrambi gli elementi, figure e paesaggi, sono presenti, come in Rhea in Charmed Paradise III ed è un peccato a mio avviso perché i pochi lavori proposti sono interessanti e meriterebbero un approfondimento. Ma chissà che Merthyn non ci riservi ulteriori piacevoli sorprese nel prossimo futuro, di certo vi consiglio di seguirne la produzione su Koinup.

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          Exodus viewer Cover

          Exodus viewerMentre Linden Lab sembra aver ormai definitivamente decretato la morte del vecchio Viewer 1 e dei suoi derivati ufficiali e di terze parti, non si arresta lo sviluppo di nuovi viewer basati sui codici del Viewer 3 (al momento in cui scriviamo il viewer ufficiale Linden Lab è giunto alla versione 3.2.4 che può essere scaricata gratuitamente qui mentre è ancora in beta testing la versione 3.2.5). Uno degli ultimi arrivati è Exodus Viewer che proprio in questi giorni ha rilasciato una nuova versione beta (la sesta) che pur soffrendo ancora di alcuni bug presenta una serie di caratteristiche pensate per essere particolarmente apprezzate alla numerosa community di fotografi, grafici e creatori di machinima che utilizzano la piattaforma californiana come editor per i propri lavori. Ma prima di parlare del viewer, cerchiamo di capire chi sta dietro al progetto.

          Promotore del team Exodus è Clix Diesel, già a capo della community di Ark Heavy Industries che ha avuto l’idea di guidare lo sviluppo di un viewer che fosse ottimizzato per gli appassionati di giochi di ruolo e dei combattimenti giocatore contro giocatore all’interno di Second Life. Il capo sviluppatore di Exodus è tuttavia Ayamo Nozakiche ha sviluppato la maggior parte delle funzioni di combattimento di Exodus, affiancato da Ash Qin, sviluppatore per Linux oltre che proprietario della sim a tema fantascientifico di Deshima. Più direttamente coinvolto negli ultimi sviluppi è il grafico Geenz Spad cui si debbono in particolare le funzioni di rendering di Exodus. A questo nucleo centrale si sono uniti una serie di ulteriori sviluppatori ciascuno specializzato nell’ambito di singole caratteristiche del viewer che trovate descritte qui.

          Exodus viewer LukePer scoprire quali caratteristiche rendano la nuova versione di Exodus (codice 12.01.02B) ottimale per fare foto o creare machinima in Second Life potete fare una visita al blog del progetto o meglio ancora provare direttamente il programma. Tra le principali novità si segnalano: frame buffet a virgola mobile, filming tonemapping che consente una mappatura dei toni con una qualità simile a quella dei film) e il vignetting (ossia una tecnica che consente di ridurre la luminosità dei bordi di un’immagine lasciando più luminosi i punti centrali di ogni area). E’ stata inoltre migliorata la correzione di gamma (utile a visualizzare meglio la grafica in 3D sui monitor di un computer) mentre per il futuro non sono escluse ulteriori implementazioni o modifiche delle caratteristiche del viewer anche in base alle richieste dei suoi utilizzatori.

          Ultima ma non meno importante caratteristica (anzi!) è il mesh deformer di Qarl Fizz (aka l’ex programmatore della Linden Lab Karl Stiefvater), già utilizzato nel Nirans Viewer di Niranv Dean (che trovate qui) e che potete vedere all’opera anche su alcuni filmati su Youtube come questo, col quale sarete in grado di adattare alla corporatura del proprio avatar gli abiti prodotti utilizzando mesh (ovviamente l’effetto sarà notato solo da chi utilizza a sua volta un veiwer che sfrutta il mesh deformer), come da tempo chiedevano i creatori di moda virtuale attivi in Second Life. Se siete incuriositi non vi resta che fare come ho fatto io, scaricando da qui il nuovo viewer e provandolo.

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          Anna Anton cover

          Anna Anton Mr HNuova graphic dreamer, che mi consente di introdurre un tema che molto mi incuriosisce di recente, l’utilizzo di immagini sexy o persino piccanti come forma di espressione artistica. L’artista che ho scelto in questa occasione è Anna Anton e certamente ha una gallery interessante anche per tanti altri aspetti, presentando ritratti come Clovis the Argonauts che si allontanano molto dai canoni classici di “bellezza” che spesso troviamo utilizzati anche da coloro che utilizzano le piattaforme dei mondi virtuali come editor per le proprie immagini digitali. Interessanti e per nulla licenziose sono anche immagini come Mr.H., Mr. Collison’s Lullaby o D Major, piuttosto che un bel paesaggio come quello di Remembering.

          Ma come detto volevo approfittare della gallery di Anna Anton per introdurre il tema della sensualità nell’arte: un tema che Anna affronta mirabilmente in alcune delle sue immagini più recenti come I wish nothing but the best for you o Hearsomeness oltre che con la delicata Unspoken. Anna non è peraltro la sola koinupper ad avere realizzato immagini maliziose.

          Anna AntonProvate a rivedere le gallery di Emms (ad esempio Enticing), di Tessybaby (che spero presto di vedere in Graphic Dreams con immagini come There’s just something about her…) ma anche di Meerbluebird (che ha da poco inserito in Graphic Dreams My mind), di GuinneV (sempre con  uno stile molto personale come in Xtc), di Mira (guardate per esempio Owned) di Cindy Starostin (come con il suo Gothic Nude) e naturalmente forse le due più “sensuali” tra le tante sognatrici grafiche che ho visionato in questi mesi, ConnieSec e Paola Mills di cui non vi citerò alcuna specifica immagine perché dovrei o farvi un elenco lungo per ciascuna il doppio di questo articolo od omettere immagini di eccellente qualità, per cui vi consiglio vivamente di andare periodicamente a visitarne la gallery, come del resto per tutte le altre artiste indicate.

          Mi viene anzi un solo dubbio: senza volerlo fare apposta ho citato quasi esclusivamente signore e sebbene vi siano anche graphic dreamer uomini capaci di realizzare immagini evocatrici di sogni “proibiti” o quanto meno maliziosi, sono una netta minoranza. Sarà un solo un caso? A voi la risposta e se volete lo spazio per suggerirmi altri artisti meritevoli di una citazione, il discorso non finisce qui, statene certi.