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GDR

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    Exodus Cover

    D186-Molder Battlestar Galactica GDRChe le navi da battaglia una volta terminata la vita operativa possano diventare musei galleggianti non è una novità. Ma la storia del D186 Mölders, ex cacciatorpediniere missilistico della marina militare tedesca, varato nel 1967 e ritirato dal servizio attivo nel 2000, è particolare. Trasformato in un’attrazione del Deutsches Marinemuseum di Wilhelmshaven, il vascello è stato in questi giorni (dal 4 all’8 Febbraio) al centro del “Progetto Exodus- Un gioco di ruolo educativo dal vivo”, che analizza la struttura narrativa della serie fantascientifica Battlestar Galactica ed in particolare la sua versione rivisitata del 2003.

    L’idea è stata quella di identificare argomenti socialmente rilevanti e analogie tra la narrazione fantastica di Battlestar Galactica e le società occidentali dall’11 settembre 2001 ad oggi e implementare tali analogie sotto forma di un gioco di ruolo dal vivo con finalità politico-educative. In base a tale gioco di ruolo, che per il momento verrà svolto solo in Germania (ma non è escluso che possa essere allestito in futuro anche in altri paesi), la nave è stata temporaneamente ribattezzata Hesperios, un cargo spaziale che avendo raccolto una capsula di salvataggio viene – attraverso eventi a noi sconosciuti – coinvolto nella guerra tra umani e Cyloni.

    HesperiosScoprendo aspetti della personalità nascosti o repressi e testando l’accettazione sociale di tali aspetti in un ambiente sicuro, la personalità di ogni partecipante potrà svilupparsi e nuove possibilità di partecipazione sociale verranno create in modo sostenibile. Secondo i promotori del progetto (che ha registrato il tutto esaurito) poiché non ci sono “spettatori”, in questi tipi di giochi le emozioni personali possono essere esplorate più a fondo e la partecipazione diventa più semplice per quelle persone che si rendono conto di esibirsi in pubblico e pertanto vogliono evitare ambiti teatrali più tradizionali. Il che dovrebbe rende il metodo del gioco di ruolo (GDR) dal vivo un dispositivo efficace nel campo della formazione politica.

    In attesa che anche in Italia la formazione politica passi dalla rappresentazione “teatrale” dei salotti televisivi cui siamo da anni fin troppo abituati a esperimenti di “realtà virtuale” e di giochi di ruolo dal vivo di questo tipo, vi suggeriamo di continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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    Matilde Malaspina

    Matilde MalaspinaA volte ritornano: una delle possibilità dei mondi virtuali è quella di costruire una molteplicità di identità fittizie, non necessariamente a fini di frode o per prendersi gioco di altri utenti come generalmente si teme possa accadere. Spesso la decisione di crearsi un “alt” o “alias” che dir si voglia è legata al desiderio di continuare a sperimentare nuove attività, visitare nuove land, dedicarsi ad esperienze che non sarebbero condivisibili con i nostri usuali contatti. E’ quanto è capitato nel 2010 ad una persona che in Second Life aveva saputo inventarsi in poco tempo un personaggio tra i più noti della comunità italiana tra il 2006 e il 2009 ma che poi per motivi personali aveva dovuto abbandonare la piattaforma virtuale della Linden Lab per molti mesi.

    Matilde Malaspina in GoldTornata “in incognito”, questa persona ha dimostrato nuovamente il suo talento diventando in poco tempo una delle designer di maggiore fama tra coloro in particolare che realizzavano costumi per giochi di ruolo ambientati nel settecento europeo. “Per pura curiosità con il mio nuovo avatar mi capitò di visitare la riproduzione in Second Life di Versailles, da lì è iniziato tutto, con un pessimo inglese che nel giro di 3 mesi si è modificato in un inglese discreto, tanto non essere riconosciuta nemmeno da chi usualmente mi frequentava in precedenza”, spiega la nostra amica a Mondivirtuali.it. “Per ragioni di Gdr in cui avevo iniziato interpretando la parte di una marchesa mi sono trovata spostata, con una cerimonia incredibile (realistica e con abiti da sogno), con un conte e così la mia posizione sociale “si è elevata” fino a diventare parte vera e propria della corte francese come Poison Seerose Contessa di Montemar (alias Matilde Malaspina). Il conte di Montemar, uno spagnolo molto simpatico, per ragioni personali ha poi abbandonato SL, lasciandomi per così dire “vedova” e da li è nata l’idea di creare un atellier per passare il tempo, così mi sono riscoperta come stilista con l’aiuto , niente meno che di NonnaHedges” (da anni una delle stiliste più note a livello internazionale in Second Life, LmS).

    Matilde Malaspina in RedDopo qualche tempo, anche perché la mia RL si era fatta frenetica e avevo vissuto delle situazioni personali molto difficili, mi resi conto però che ormai SL non faceva più per me: l’entusiasmo dei primi tempi non c’era più, SL era sempre vuota, molti negozi avevano chiuso e molti se ne erano andati, SL esisteva solo per quei pochi che ancora ci credevano o meglio che volevano crederci, non c’era più il gusto della scoperta, solo “alt” di vecchie conoscenze, insomma burattini di burattini, maschere inutili ormai. E così pur lasciando il mio avatar in vita ho lasciato tutto e chiuso i miei negozi, “Sense and Sensibility atelier” ha detto stop. Molte sono state le mie creazioni e ho ancora soldi da scaricare, ma alla fine ho capito che seppur brutta, dolorosa la vita, quella vera, rimane l’unica cosa da conservare sempre”.

    Rimpianti? No: Ritengo che Second Life sia un gioco, ora lo posso dire, un gioco di ruoli: siamo tutti attori e molti sono pessimi attori. Ecco cosa mi ha annoiato: fingere di essere me stessa facendo credere di non esserlo, nascondendomi dietro un bamboccio come hanno fatto in molti. Molti invece hanno usato un essenza fittizia per rendere la loro incapacità sociale meno pressante e magari ci sono anche riusciti, molti continuano a difendere a spada tratta un vita che non è vita. Io no, io ero e sarò sempre me stessa e il primo “personaggio” che ho creato. Non lo negherò mai, non ho rimpianti per quello che sono stata se non un solo: quello di confondere realtà con finzione. Non accadrà più”.

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      Alipia cover

      Proseguiamo la nostra chiacchierata sui Gdr con Alipia Rossini, terminando quanto iniziato l’articolo precedente.

      Lukemary Slade: Alipia, ci stavi parlando di come sia difficile interpretare un Drow…

      Alipia e Veronika nel tempioAlipia Rossini: Sì, ci tengo a spiegare il perché, così che si capisca che quanto dico non vuole essere una critica ma solo una riflessione. Tutte le razze di Faerun (il continente del pianeta Toril in cui si svolgono le vicende di Dungeons & Dragons) sono costituite da pagani e nel loro mondo gli Dei spesso intervengono nelle vicende dei mortali.

      E’ quindi difficile ruolare tali personaggi simile assieme ad altri che hanno basi nelle tradizioni cistiane, quali diavoli, angeli, cavalieri templari, streghe etc. Per i Drow la situazione è anche peggiore in quanto tutte le femmine, classe dominante nelle loro società, sono fondamentalmente sacerdotesse. Fu così che pian piano, come accade nelle fiabe, io e quello che restava del mio clan ci siamo addormentati in attesa che accadesse qualcosa che ci richiamasse.

      Questo fu quello che scrissi per raccontare giustificare la pausa temporanea dal gioco di ruolo: “Questo è ciò che videro quando Alipia andò via: arrivò un elfo luminoso e le diede la mano sorridendo, Alipia l’accettò e rispose al sorriso. La nebbia cominciò a salire e a quel punto arrivò un nano con elmo ed ascia, si inchinò lievemente alla Drow e le porse la mano; i tre si diressero verso il fitto della nebbia. A quel punto un halfing felice si unì al gruppo, quindi un barbaro, un paladino, un mago dalla tunica blu e un chierico umano. La nebbia, fu sempre più densa, ma nonostante tutto, si vide giungere un bardo, quindi un orco, un gigante, uno gnomo, un cavaliere con l’armatura scintillante ed un drago rosso. La nebbia divenne un bianco muro… ormai non si vedeva più nulla, ma il vento freddo del Nord prese a soffiare e nell’aria ormai ripulita non restava più nulla, solo una vecchia poesia che dolcemente si allontanava. Alipia Das sul mare dei pensieri ora naviga verso Nessun Posto… “.

      In questa fase di pausa, quando entro “in word”, lo faccio per sentire gli amici, per costruire e per interpretare personaggi casuali, perché, alla fin dei conti, ruolare è pur sempre una cosa molto divertente. Sottolineo che non ho smesso di ruolare ed il mio clan non è morto; presto ritorneremo in campo.

      L.S.: Pensi che le piattaforme digitali in 3D abbiano un futuro come mezzo di intrattenimento o di espressione artistica o di comunicazione? O quale altro?

      VeronikaA.R.: A mio parere in potenza le piattaforme 3D potevano sostituire il web. A che serve un sito nel web quando puoi avere una land e tutti possono accedervi per visitarla? Documenti, contenuti, applicazioni potevano essere in un edificio tridimensionale invece che su una pagina piatta. Si sarebbero aperte nuove possibilità di espressione per di contenuti multimediali con sviluppi inimmaginabili.

      Oggi non saprei dire se fu l’attaccamento al soldo “qui e subito” tipico di Linden Lab o la poca fantasia degli utenti che pensavano a comprarsi terre soltanto per metterci su una casetta e poi annoiarsi lì, ma quello che è certo è che tutto questo non avvenne. SL restò chiusa in difesa, nacquero altre piattaforme ma nessuna così aperta da potersi sostituire ad internet. In ogni caso sono fermamente convinta che il futuro sarà quello della navigazione in 3D e che la Linden ha perso l’occasione di fare quello che probabilmente realizzeranno i signori della Microsoft o i liberi pensatori di Linux.

      Detto questo, per ora Second Life è un gioco di ruolo con forti implicazioni emotive (le turbolente storie d’amore di SL, con relativi strascichi in RL, sono leggendarie), un posto dove esprimere la propria creatività ed una chat con tanto di voice. E’ più di qualsiasi MMORPG esistente, che di solito è limitato al semplice gioco, ma meno di quello che avrebbe potuto essere, purtroppo.

      L.S.: Una riflessione ripensando a questi ultimi anni e un augurio per il futuro.

      A.R.: Guardando indietro mi rendo conto che SL è stato una gran fonte di divertimento ed uno strumento di crescita personale. Io ho potuto materializzare Alipia e Nutte, farle parlare e studiandole studiarmi, ho incontrato molte persone e le ho conosciute, forse, meglio di come le avrei conosciute incontrandole in RL in quanto nel mondo virtuale, protetta da una maschera, la gente può essere veramente se stessa senza timori. Per quanto riguarda la popolazione del mondo virtuale, credo sia migliorata come qualità, almeno in media (se pensate che appena entrata la frase con cui venivo generalmente salutata era “wanna fuck?”). Molti abitanti del mondo virtuale hanno visto i limiti di SL senza vederne l’estensione per cui se ne sono andati via annoiati.

      Coloro che hanno trovato un ruolo “in word” sono rimasti (builder, scripter, ma anche organizzatori di eventi, fotografi, artisti, sino ai giocatori di ruolo). Il rovescio della medaglia è che la popolazione è drasticamente calata e ora le land si disputano gli accessi in modo feroce e spesso non del tutto onesto. Cosa mi auguro? Non saprei: credo che Linden Lab abbia ormai “perso il treno” e non so se le altre piattaforme riusciranno ad evolversi nel modo in cui teorizzavo prima. Ecco, mi auguro che gli utenti di SL riescano a sfruttare questo mondo virtuale al meglio, come mezzo di crescita, o per sfogare il proprio “gene creativo”, o anche per vivere fantastiche avventure fuori dal grigiore della vita reale. Aluvè a tutti.

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        Alipia the Drow

        Alipia Rossini: Venduì Luca (Alipia porta la mano destra alla fronte, poi alla bocca e quindi mostra il palmo vuoto)

        L. S.: Venduì Alipia. Quando è nato il tuo personaggio e perché?

        Alipia Rossini DrowA.R.: Alipia è la terza figlia che la mia povera mente malata ha partorito in SL. La prima (di cui non faccio il nome) è vissuta diversi mesi ed era fondamentalmente una esploratrice. A quei tempi amavo vagare in modo casuale e spesso mi stupivo della varietà, della fantasia dimostrata nel realizzare le land che visitavo: c’erano land in cui la realtà virtuale era una copia del mondo reale, altre in cui la realtà veniva aumentata o esagerata (isole paradisiache ma anche land estreme di folle lussiaria) ed in fine land in cui il costruttore aveva mantenuto solo deboli legami con la realtà per spingersi in profondità nel sogno o nell’incubo ed erano queste le “terre” che mi attiravano di più, perché mi pareva di entrare nell’anima di chi le avevano costruite e di chi le frequentava. Questa mia prima alter ego arrivò abbastanza presto ad esporre in parte la sottoscritta in RL, un errore che da allora non più ripetuto. Così che la mia creatura, non più libera ed indipendente, morì una sera. Dopo di lei nacquero Nutte e pochi mesi dopo Alipia. Nutte continuò le esplorazioni là dove la primogenita le aveva lasciate mentre Alipia giunse, casualmente, prima a Neverland (l’isola dell’IDV nel mondo virtuale) e poi a Vulcano e qui tutto cambiò: Alipia divenne prima una builder di edifici, poi di gioielli, quindi costruttrice di armi e armature, poi si dedicò agli script, alle animazioni ed in fine agli sculpt.

        L.S.: Come sei arrivata al gioco di ruolo?

        A.R.: Il passaggio di Alipia al gioco di ruolo fu quasi obbligato. Entrai nel clan drow di Legenda Olath Darthien” ai tempi in cui Itinera regnava e mi innamorai subito di questo gioco. Sapevo poco di questa razza fantasy ma cominciai a studiarla leggendo manuali e libri e pagine sul web ed alla fine credo di avere sviluppato una certa competenza. Peraltro non ero nuova al gioco di ruolo, dato che in RL ero una accanita giocatrice di “Dungeons and Dragons” e di “Cyberpunk”, ma in SL le cose sono differenti e spesso molto più complicate. Dopo questi fatti girai a lungo seguendo il mio clan e visitando varie land gdr fantasy fino a quando approdai a Dark Sun (poi nota come Dark Kingdom). Lì, rimasta sola, creai un nuovo clan, “Olath Sssiks” (che in drowish significa appunto Dark Sun). Il clan divenne la mia famiglia in SL e mi fece conoscere tantissime persone, prima fra tutte la mia “sorella virtualeVeronika Oldrich (che vedete nell’immagine sotto). Da allora tante land, tanti drow (Morphy, Eleonora, Dotan Xue, Xitaly, RedLucifer, Anto84, Nihal) mentre la famiglia virtuale si allargava con Kroenen e poi Valyrula, Magnolia e altri. Mentre fuori dal gdr Alipia ha continuato ad essere una creatrice di armi ed armature che vende col marchio “Olath Sssiks”.

        L.S.: Il tuo personaggio rispecchia in qualche modo quello che fai o che sei in RL o hai voluto dare sfogo alla fantasia?

        Veronika OldrichA.R.: Io sono Alipia e sono anche Nutte, o meglio, loro sono me. Alipia dura che ama comandare e combattere, suscettibile, vanitosa, in qualche modo sensuale ma al tempo stesso casta, spirituale e religiosa, facile alla rabbia ma al tempo stesso materna ed alla continua ricerca di una famiglia… è l’espressione di una parte di me e di come sono nella vita e nel lavoro. Certo il mio avatar è molto più “gnocca” di quanto io sia mai stata in realtà, ma è questo il bello dei sogni no? Allo stesso modo, Nutte conosciuta nel gioco di ruolo come la gattina Miu!, è l’espressione della bimba folle e assurda che vive dentro di me e che urla per cercare di uscire e sfogarsi, magari anche solo correre come una pazza urlando Miuuuuuu! in faccia al mondo. Un lato che reprimo in continuazione in RL ma che nel mondo virtuale è riuscito ad esprimersi completamente (con mia grande soddisfazione).

        L.S.: Raccontaci una “giornata tipo” di Alipia Rossini in SL e in RL.

        A.R.: Alipia Rossini in RL è moglie, mamma ed una ingegnere libera professionista, con alle spalle uno studio di buone dimensioni ed è piuttosto soddisfatta del lavoro che fa, ma scarsamente soddisfatta dei proventi. Credo di aver fatto cose che altri miei colleghi si sognano e nonostante questo loro hanno più soldi di me… mah. La mia giornata tipo? Mi alzo alle 6.00 per fare un’ora di sport alle 7.00 sveglio marito e figlia, li metto a tavola li faccio mangiare mentre io approfitto del bagno, alle 8.00 sono pronta preparo la figlia e la porto a scuola quindi vado a lavorare. Da quel momento fino a sera sono una appendice del pc o sono a sacramentare in qualche cantiere. Alla sera ho generalmente qualche incontro o qualche corso (ne faccio diversi) ed anche non avendone non sono mai a casa prima delle 20. Generalmente poco dopo arrivano il marito e figlia (che era dai nonni) a fare casino mentre preparo la cena.

        L.S.: Quando trovi tempo per Second Life e i tuoi amati Drow?

        A.R.: Dopo cena si apre la finestra temporale SL. Quando il clan era attivo al 100% Alipia entrava e pensava a cosa far fare al suo clan quella sera o come cercare nuove reclute o come inserirsi all’interno di una giocata preesistente. In altre occasioni Alipia, ormai ritenuta da molti vecchissima, narrava fiabe attorno al fuoco per chi le voleva ascoltare, racconti provenienti dalla letteratura fantasy o inventati dalla sottoscritta; poi c’erano i corsi di gdr che cercavo di rendere divertenti per me e per chi li seguiva, spesso mettendo in atto piccole commedie. Purtroppo, nelle land italiane, il fantasy classico stile Dungeons and Dragons non è molto amato ed è stato sostituito da ambientazioni più generiche o da giochi tipo Masquerade in compagnia di vampiri e licantropi ma senza spazi per gli elfi, qualunque sia il loro colore; il Drow, che non è mai stato semplicissimo da impersonare, era diventato difficilissimo e si è quasi estinto come numero di giocatori.

        Bene Alipia, il tempo è volato e siccome ci pare che tu abbia ancora molte cose da dire riprenderemo la discussione con una seconda puntata dedicata ai Drow e al rapporto di Alipia Rossini con i mondi virtuali. Alla prossima, anzi Aluvè!

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          Rezzo Zabelin Cover

          E’ solo un gioco”, mi disse un amico quando mi incavolai perchè una città decise di dare il nome di Samira a una fortezza. “Siamo e ci sentiamo Samiriani”, mi disse con orgoglio. Forse aveva ragione, peccato che nessuno di loro in tutti questi anni mai si fosse chiesto chi è Samira, se non la carezza calda di un’anima a una ragazza dolcissima, decisa, intelligente e così irruente da spezzare le dita all’uomo che importunò la giovane che amava. Per lei, che non c’è più nella realtà, l’amica più cara ha costruito e le ha dedicato i più bei mondi immaginari di Second Life. Una ragazza così forte e piena di valori che, se solo avesse messo piede a Gor, lo avrebbe stravolto. Peccato che non abbia fatto in tempo a giocare con noi. Samira è nel nostro cuore, è quella luce che tutti, chi più, chi meno, vede lontano e cerca con fatica di avvicinarsi.

          samiraMa di luci così, qui dentro, ne ho viste molte. Luci che hanno i nomi di ragazze, ventenni come lei, che hanno insegnato a noi vecchie e vecchi quarantenni, cosa sia la generosità, l’altruismo, l’intelligenza, il mettersi in gioco per dare al gioco, il mio e il vostro, quella densità che altrimenti non avrebbe. Noi vecchie e vecchi vediamo solo quel piccolo perimetro che ci siamo costruiti. Già, ma cosa ci siamo costruiti?  Ci siamo costruiti sim dove ognuno di noi ha minimo cinque alter (avatar alternativi a quello principale, LmS) che, a secondo dell’umore o dello sfizio, indossiamo per fare ora la mercenaria, ora la pantera, ora la kajira (termine goreano per schiava, LmS), ora il master, ora lo scopino dei cassetti oscuri. Alter che servono a spiare, sussurrare, denigrare, darci l’illusione di essere chissà che cosa. Grazie a queste sim, gente in gamba come scriba intelligenti, guerrieri orgogliosi e saggi, kajirae sensibili, mercenarie in gamba ora ballano, fanno shopping, costruiscono case o provano Gdr differenti in sim lontane da noi.

          Abbiamo costruito sim dove c’è spazio per tutti, anche per chi non ha rispetto di nulla e di nessuno, dove tutti ce ne sbattiamo di “ruolare” (macché: due o tre righe “ecchisenefrega”, si fa “OOC” , Out Of Carachter, ossia “fuori ruolo”, a tutto gas e magari con bestemmia inclusa) e l’unica cosa che sappiamo fare è arrabbiarci, piagnucolare e immare (inviare messaggi privati, IM appunto, agli altri giocatori online, LmS) furiosamente tutto e tutti, perché pensiamo di essere alla consolle di una Playstation e non dentro un gioco di ruolo. Fantastichiamo di aprirci agli americani, agli australiani, agli ambìti stranieri, ma se possiamo restare tranquilli nel nostro pollaio di casa, dio come stiamo meglio!

          Rezzo ZabelinAbbiamo costruito sim che sembrano dei bordelli: sì, lo ripeto, sembrano dei B O R D E L L I, dove guardiamo ballare le nostre kajiare pregustando la “mega festa” finale. Abbiamo anche costruito sim che sono davvero stupende, dove abbiamo fatto i nostri comodi, ritagliandoci nel cielo le nostre belle casette, ci siamo innamorati e poi lasciati, guardando dall’alto il nostro gruppo indaffararsi per giocare. Poi quando le storie in cui credevamo sono svanite, siamo scesi da lassù e senza badare al fatto che nel frattempo erano passati mesi e mesi, abbiamo deciso di tornare nel nostro ruolo, imponendo le nostre regole. E a chi ha eccepito il nostro ritorno, chi ci ha chiesto di guardare la strada percorsa fino ad allora? Beh le persone che stanno dietro a tanti avatar sono influenzabili. Basta prenderli uno a uno, solleticare i loro sogni, stuzzicare le loro ambizioni.

          E chi, mentre eravamo sulla luna, pardon sulle tre lune, si è dato da fare per costruire il nostro sogno? Già, che ne facciamo di loro? Beh, basta dire che sono invidiosi, che tramano nel silenzio, che vogliono il nostro posto, tanti i polli ci cascano.  Abbiamo costruito l’inferno delle nostre vite reali nel paradiso della virtualità. E con la scusa del gioco, abbiamo diviso gruppi, demoralizzato ragazzi e ragazze, deluso gente che credeva in noi, fatto male a chi aveva dei valori, avvizzito le idee e la fantasia, trasformato la gioia irruente della giovinezza nello specchio dell’invidia. Abbiamo azzannato alla gola le nostre figlie e i nostri figli. Non siamo stati, né siamo, giusti. Ma sì, “machissenefrega”, tanto è solo un gioco.

          Rezzo Zabelin – 46 anni

          P.S.: le foto che vedete in questo articolo sono dell’autore e di una land che Samira ha costruito e dedicato a Samira. Rezzo vi ha girato anche un video, una danza della felicità. Un tango che trovate qui:  http://www.youtube.com/watch?v=cDGV01hebHw

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          Impero dei Nod Lilla MartinekEbbene sì, lo confesso: dopo tanto parlare di fashion, dopo mille miss mondiali, galattiche e universali, dopo infinite discussioni sull’arte e l’estetica, sulla grafica e la filologia delle virgole sugli specchi, per parafrasare il mio conterraneo Umberto Eco, volevo staccare un poco. Ed eccomi di nuovo a girovagare per Second Life come semplice viandante, dalla natura duplice, cronista di Mondivirtuali.it/SLnn.it e personaggio oscuro e ambiguo, che in sé nasconde mille segreti. Il lato oscuro mi ha sempre affascinato, da bravo lettore di Dilan Dog e di recente ho scoperto e iniziato a giocare a Vampires su Facebook .

          Un gioco, certo, uno sfogo dalle tensioni di tutti i giorni che serve a riequilibrare la mia naturale tendenza alla luce (sono un bravo diavolo, in fondo), ma anche a mettere alla prova la mia capacità di elaborare qualche strategia di gioco in situazioni che non mi sono così solite (nella vita di ogni giorno del resto affronto i problemi armato solo delle mie capacità analitiche, non certo di spade, denti aguzzi o fruste e catene). Bene, nel mio girovagare in queste sere ho ritrovato un’amica che non sentivo da tempo, Lilla Martinek, e cosa scopro?

          Che nel frattempo Impero dei Nodè diventata la regina della land Impero dei Nod. Si tratta di una land a tema oscuro, di cui ha già parlato (in occasione di una visita in vista dell’atteso matrimonio tra Lilla e Joannes Bedrosian, capo cyborg di Post Utopia) Miaemilyn Mayflower in questo post, ma da quando Mia ha fatto la sua visita la land è ulteriormente migliorata e pertanto merita una nuova citazione che sono certo piacerà a tutti i lettori attratti dal dark side. Come per Golgothica, di cui già abbiamo avuto modo di parlare (e dove però il Gdr doveva ancora partire), anche Empire of Nod è una terra adatta a vampiri, amanti dello stile goth e appassionati di giochi di ruolo. E come Golgothica è adattissima a suggerire scorci insoliti per tutti coloro che sono appassionati di fotografia digitale e che trovano in Second Life un terreno fertile per sfogare la loro passione.

          Impero dei NodFacendo qualche chiacchiera con l’owner e builder Dreamsmen Romano ho notato la passione con cui il progetto viene portato avanti, passione che porta Dreamsmen a spendere molto tempo per cercare le texture più realistiche ma anche per studiare le soluzioni che comportano il minor utilizzo di prims così da garantire una migliore esperienza di gioco. Insomma, il lag è davvero molto contenuto e questo per un “ex Master” come me che ha girato Gor in lungo e in largo (oltre che altre land GDR come Sick o Midiam City, per non dire di Templum ex Obscurum, bellissime ma molto pesanti da caricare) è a dir poco sorprendente. Le foto che ho fatto nel corso della mia breve visita non rendono giustizia di tutto quanto potete trovare così come della cortesia con cui i visitatori vengono accolti dai vampiri e dalle vampire del luogo, per cui seguite il mio consiglio, una sera in cui il diavoletto in voi vi implorerà di non andare per l’ennesima volta “alla disco” dategli retta e andate a fare una visita a Empire of Nod, di sicuro non vi annoierete.

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            Sick

            Se amate un mix tra Blade Runner e The Day After, una delle sim più interessanti ci pare Sick (in effetti due isole adiacenti che costituiscono una unica località, il cui nome è tutto un programma). Del resto lo stile “post atomico” è presente da tempo in Second Life con molte sim dedicate a differenti possibili scenari di tetri futuri che attendono l’umanità e Sick è una delle più note e interessanti. Oltre che nel caso in cui vogliate prendere parte al gioco di ruolo che vi si svolge, Sick potrà rivelarsi un ottimo sfondo per fare foto interessanti, sempre se riuscirete a sfuggire alle numerose guardie o bande di cyborg che si aggirano nel suo territorio, beninteso.

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            Golgothica Cover

            Lasciamo per una volta perdere i discorsi di cultura e filosofia, tralasciamo di interrogarci che ne sarà di Second Life e dei suoi residenti-imprenditori e rituffiamoci in un argomento leggero leggero, lo svago e il gioco di ruolo, ma in tema decisamente dark, presentandovi Golgothica. Lasciate ogni speranza o voi che entrate e passate oltre questo primo (e unico) avviso ai naviganti, pardon ai lettori, oggi parliamo di una land che come altre è più adatta a chi ama, almeno nella sua seconda vita, il “lato oscuro della forza”, più che le mostre d’arte o gli incontri culturali.

            Welcome to the Lands of Golgothica. After the catastrophic events of Starfall much of Golgothica was flooded, but many small islands of dry land and high rocky outcrops were pushed to the surface in the great earth upheaval”. Così una notecard accoglie i novelli visitatori di questa land che sbarcano su una rocca medioevale ricca di teschi e richiami vampireschi, oltre che dei migliori marchi di abbigliamento goth e a tema fantasy (visitandola abbiamo notato la presenza di House of RFire, Eclipse, Horo Design, Fallen Gods e Moonstruck, solo per citare i più noti). Una land per gli amanti del gioco di ruolo, dunque, ma vista la qualità grafica delle sue costruzioni anche il set ideale per gli amanti delle fotografie virtuali, tanto che se andate su Flickr potete trovare un gruppo dedicato, dalla qualità e varietà delle cui immagini potete farvi un’idea di questa terra o se preferite potete dare un’occhiata ai numerosi video presenti su Youtube (io vi consiglio questo). Piccola ma importante avvertenza: nelle storie cui fa riferimento Golgothica (che ha pure un suo blog ufficiale) dopo lo Starfall (in sostanza quattro giorni che sconvolsero il mondo conosciuto tra pioggi di meteoriti, tsunami e uragani di dimensioni apocalittiche) vennero gli “arisen” (letteralmente coloro che si sono rialzati, in questo caso dalla propria tomba): pallidi, violenti, senza alcun ricordo della loro precedente vita o delle loro precedenti passioni, affamati di… sangue!

            Ebbene sì, Golgothica è una land dove dame e cavalieri combattono clan di vampiri. Per completare il tutto secondo quanto riporta la notecard dopo lo Starfall qualcosa cambiò nelle acque che assunsero il potere di trasformare ciò che in esse nuotava. Così una innocua lucertola poteva trasformarsi in un pericoloso coccodrillo gigante, mentre sorsero nuove piante come il Dark Lilly e il Dragons Breath con cui è sconsigliabile provare ad esercitare il proprio pollice verde, a meno che non vi intendiate di magia, visto che paiono avere proprietà che se ben mescolate servono a realizzare formidabili pozioni. Insomma: cavalieri, vampiri, mostri e maghi. Di sicuro per gli appassionati del genere c’è di che divertirsi, per i curiosi una visita vale comunque la pena di farla, salvo osservare le regole della sim che, come in tutte le land a tema (le numerose città di Gor, tanto per fare un esempio), sono a disposizione (assieme alla tag da “osservatore” da indossare prima di teleportarvi a terra) di chiunque sbarchi alla porta d’ingresso di Golgothica, che sia per prender parte al gioco o solo per fare qualche foto da mostrare agli amici sul web.

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