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Ghost in the shell VR cover

Se seguite Mondivirtuali.it già da qualche tempo, dovreste conoscere bene Ghost in the Shell, popolare manga di Masamune Shirow, portato sugli schermi come anime (film d’animazione) già nel 1995 dal regista Mamoru Oshii, e poi trasformato in un film in “live action” con Scarlett Johansson nella parte della protagonista, il maggiore Mira Killian. Ghost in the Shell VR

Da Mario Kart a Ghost in the Shell

Bene: ora in Giappone Ghost in the Shell è anche un gioco arcade multigiocatore in VR sviluppato da VR Zone Shinjuku (gruppo Bandai Namco), la stessa società che a inizio anno aveva realizzato Mario Kart GP VR, esperienza di realtà virtuale basato su Mario Kart con un sistema di guida con volante e tracker a mano che consente di gettare fisicamente oggetti ad amici.

Si affronteranno 2 squadre di 4 giocatori

Oltre a Mario Kart VR, VR Zone Shinjuku ha sviluppato altre 14 esperienze di realtà virtuale e dispone di un impianto da oltre 3.700 metri quadrati ed adesso insieme a Bandai Namco ha sviluppato un’esperienza esclusiva basata sulla serie animata, giocabile da 2 squadre di 4 giocatori in un’arena di 20 metri per 12, chiamata Ghost in the Shell: Arise Stealth Hounds. Ghost in the Shell VR

Sistema di tracciamento rende realistico il gioco

Ogni giocatore indossa un auricolare, un visore Htc Vive custormerizzato, una serie di marcatori VR unici su polsi, caviglie e fianchi per monitorare il movimento di tutto il corpo e uno zaino per PC VR One di MSI. Il sistema ottico della stanza traduce i dati acquisiti in tempo reale e dà al giocatore il controllo completo delle sue azioni all’interno dell’arena VR, rilevando anche i movimenti più complessi.

Il video di Ghost in the Shell in VR

Sebbene nella realtà i giocatori si aggirino fisicamente in uno spazio di gioco vuoto, in VR saranno spalla a spalla all’interno di complesse infrastrutture futuristiche e dovranno saltare, correre, accovacciarsi e nascondersi dietro ostacoli digitali per schivare i colpi degli avversari in arrivo e completare l’obiettivo della missione, entro i 30 minuti della sessione di gioco. Per capire meglio, date un’occhiata a questo video:

Per ora si gioca solo su prenotazione

Questo tipo di gioco, che per ora è un evento “unico” dato che sarà sperimentabile, su prenotazione, solo il 9 Dicembre 2017 presso i locali di VR Zone Shinjuku (prenotando il biglietto direttamente sul sito https://vrzone-pic.com/en), potrebbe aprire un nuovo filone per i giochi “sparatutto” a squadre.Ghost in the Shell VR

Giochi di squadra e addestramento militare in VR

La fisicità, la sensazione di strisciare davvero sotto il fuoco in arrivo o avanzare spalla a spalla coi propri compagni mentre ci si sposta verso una nuova copertura rendono questa esperienza VR qualcosa che ricorda molto i nostri giochi da bambini, e potrebbe anche avere applicazioni nel settore dell’addestramento militare.

Ghost in the Shell: Arise Stealth Hounds, sarà il trampolino di lancio in quella direzione? Per scoprirlo continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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Può un videogioco con una grafica totalmente ispirata agli anni Trenta del secolo scorso, ricco di citazioni e riferimenti a personaggi dei cartoni e dei fumetti ma anche a icone del cinema e della musica americana degli inizi del ventesimo secolo, trasformarsi in un successo clamoroso ottant’anni dopo? Può ed è successo con Cuphead.

Cuphead oltre il milione di copie vendute

Cuphead è il primo videogioco sviluppato da MDHR Studio che il 13 ottobre scorso, dopo sole due settimane dal lancio ha annunciato di aver già venduto oltre 1 milione di copie del videogioco e dunque oltre 20 milioni di dollari di incassi: per uno sviluppatore indipendente è un ottimo inizio, tanto più dopo una lunga gestazione (il primo trailer del videogioco fu presentato già al E3 2014).

Il videogioco viene descritto dai suoi creatori come “un classico gioco d’azione corri e spara, focalizzato sulle battaglie contro i boss”, la cui grafica è stata creata seguendo l’originale metodo di lavoro degli anni Trenta, ossia tramite “animazione tradizionale disegnata a mano su fogli di acetato trasparente, sfondi con colori ad acqua e temi musicali jazz originali”. Il risultato è a dire poco spettacolare, parola del nostro tester di fiducia, David Progamer. cuphead sketch

Tantissime citazioni nel gioco

Tra le citazioni esplicite del gioco, i ragazzi di MDHR Studio (sviluppatore indipendente di videogiochi fondato dai fratelli Chad e Jared Moldenhauer, all’esordio proprio con Cuphead, progetto per il cui sviluppo è stato impegnato un team di 19 persone) citano Gunstar Heroes (Seven Force!), Contra III, Contra Hard Corps, Super Mario World, le serie Thunderforce e Street Fighter III. Ma anche all’occhio meno esperto non passeranno inosservate le citazioni di personaggi quali Braccio di Ferro, Betty Boop e Topolino. cuphead screenshot

Il boss Re Dado (King Dice) è un omaggio a Cab Calloway, il celebre cantante jazz autore di Minnie the Moocher, le Inkwell Isles sono un chiaro riferimento agli Inkwell Studios dei fratelli Fleischer (che realizzarono i cartoon di Betty Boop, Braccio di Ferro, Superman e Koko il Clown, a sua volta prima citazione di Cab Calloway). Se riuscite a scovare altre citazioni nascoste nella trama e tra i personaggi, segnalatecele e noi le aggiungeremo, naturalmente!

Non perdete la pazienza troppo spesso

Cuphead è dunque un gioco o, un progetto culturale? Entrambe le cose, per cui potrete godervelo a lungo, con una sola avvertenza: vincere le battaglie coi boss non è affatto facile come sembra soprattutto perché non si capisce molto bene dove poter colpire i boss e dove si trovano esattamente le hitbox di proiettili e nemici. Cosa che fa perdere tempo, concentrazione e… vite! cuphead screenshot

Evitate di scagliare troppo spesso il vostro controller contro lo schermo e seguite il consiglio di David Progamer: quando proprio non riuscite a superare un livello, spegnete tutto e andate a fare quattro passi coi vostri amici, scambiandovi trucchi e soluzioni.

Se questo articolo vi è piaciuto e ne volete leggere altri, fatecelo sapere e continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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    Giovanna Casotto in SL cover

    Abbiamo già avuto modo di parlarvi dell’iniziativa di Daxim Fall di coinvolgere gli utenti di Second Life appassionati di arte grafica per reinterpretare i disegni di Giovanna Casotto, nota autrice italiana di fumetti e acquerelli erotici. Terminata la fase di creazione di immagini di avatar ispirate dai lavori di Giovanna, in questi giorni le opere sono in mostra al Solo Donna Club di Snieper Siemens.

    Giovanna Casotto, un tratto difficile da imitare

    La sensazione che si ha osservando le opere, esposte ciascuna accanto all’immagine originale di Giovanna Casotto che ha ispirato i singoli artisti, è che lo stile dell’artista italiana sia davvero difficile da imitare tramite avatar tridimensionali come quelli utilizzati in Second Life e in altri mondi virtuali. Una sensazione, per la verità, che sovente coglie chi sia abituato ad immagini 2D riportate in tre dimensioni (pensate ai tanti film a tema supereroistico o al passaggio dai cartoni animati 2D a quelli 3D: non vi fa uno strano effetto vedere come il personaggio si trasformi?).

    Nei mondi virtuali la passione prevale sullo stile

    Tuttavia è innegabile la passione e anche la creatività che molti “graphic dreamer” di Second Life continuano a mostrare e che prevale sulla tecnica, sullo stile artistico propriamente detto. E’ il bello e il limite di una piattaforma aperta in cui accanto a utenti decisamente dotati di capacità artistiche convivono centinaia di semplici appassionati, che sfruttano i mezzi messi a loro disposizione dalla piattaforma non tanto per pretendere di essere qualcuno che non sono, quanto per divertirsi e rilassarsi.

    Giudicate voi i lavori esposti in Second Life

    Nella mostra al Solo Donna Club entrambe le tipologie di lavoro, quelli di veri artisti e quelli di semplici appassionati, si mescolano con effetti a volte più felici a volte meno. A voi il giudizio di quale siano le migliori reinterpretazioni dei lavori di Giovanna Casotto, alcune delle quali potete ammirare nella gallery qui sotto. Il suggerimento è tuttavia di andare a visitare la mostra per poter vivere in prima persona l’esperienza immersiva. L’indirizzo è il seguente: http://maps.secondlife.com/secondlife/Enoki/218/81/1902

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      Cosplay cover
      Cosplay: tutto iniziò nel 1939

      Myrtle Douglas Forrest Ackermann cosplayDi cosplay e cosplayer abbiamo già parlato su Mondivirtuali.it ma il tema continua a suscitare interesse. Forse non tutti sanno che la pratica del cosplay (termine nato dalla fusione di costume e player), ossia di vestirsi come personaggi di film, cartoni animati o fumetti in occasione di raduni e festival nacque non in Giappone, come molti credono, ma negli Stati Uniti, quando nel 1939 Myrtle R. Douglas partecipò alla prima Worldcon (World Science Fiction Convention) insieme al suo compagno, Forrest J. Ackerman.

      In quella occasione la coppia indossava dei “costumi futuristici”(“futuristicostumes”) disegnati e realizzati dalla stessa Douglas per questo ritenuta la prima cosplayer della storia, ispirati al film di fantascienza Things to Come del 1936, basato sul romanzo The Shape of Things to Come di H. G. Wells, che del film fu il supervisore. Se Myrtle R. Douglas impiegò soprattutto tessuti, ago e filo per realizzare i suoi costumi, quali sono attualmente i materiali più utilizzati dagli amanti del cosplay per personalizzare i propri costumi?

      Cosplay: i materiali da usare

      Forex cosplayIl Pvc espanso a cellule chiuse (ne esistono di varie marche in commercio, il più famoso è il Forex, ma molto diffuso è anche il Multiexel), venduto in lastre di vario formato e spessore, può essere lavorato a caldo anche a temperature non troppo elevate, ad esempio con un phon termico, ed è utilissimo per realizzare armi, accessori e parti di armatura.

      La gomma Eva (Etil vinil acetato), nota col nome commerciale di Foam (o Craft foam) è leggera, lavabile, viene venduta in fogli formato A4 di differenti colori nelle cartolerie e negozi di belle arti e si può tagliare, colorare, incollare a qualsiasi supporto e termoformare. Più duttile e leggera del Forex ha anche il vantaggio di essere molto più economica. E’ ideale per realizzare accessori, spallacci e parti di armatura, ma dovrete curare molto la colorazione. Alcuni cosplayer consigliano per ridurre la porosità del Foam di stendere uno strato di colla vinilica prima di iniziare a colorarlo.

      Plasticard cosplayLo stirene, spesso noto col nome commerciale di Plasticard, è una vecchia conoscenza degli appassionati di modellismo: si tratta di fogli (e bacchette) di materiale plastico di vari colori, anche trasparente, in vendita anche online con vari formati e spessori. Facilmente colorabile è ottimo per realizzare armature medioevali o antiche o parti di guanti armati.

      Se volete creare i vostri gioielli, tiare, decorazioni o per ricoprire e vetrificare ampie superfici del vostro costume potete poi ricorrere alle resine: in commercio ne esistono di vari tipi (epossidiche, poliestere, per colaggio), solitamente bicomponenti. Dosaggi, tempi di indurimento ed essiccatura possono variare di molto da una resina all’altra per cui seguite attentamente le istruzioni della confezione e assicuratevi se tenda o meno a scaldare molto: potrebbe fondere facilmente lo stampo in plastica in cui doveste versarla.

      Plastazote CosplayIl Plastazote, una schiuma di polietilene reticolato a cellule chiuse, viene utilizzata solitamente per imballaggi e imbottiture protettive, viene venduta in fogli di vario spessore e densità ed è utilizzata solitamente per realizzare armi e scudi. Dopo averlo sagomato potrete ricoprire il Plastazote di uno strato di lattice e dipingerlo. Data la sua leggerezza è ottimo per realizzare armi di grandi dimensione.

      Il poliuretano espanso, in vendita in pannelli rigidi o a spruzzo, è facilmente reperibile nelle ferramenta e nei negozi di bricolage. Usato come imballaggio oltre che come isolante termico, è molto economico soprattutto nella versione a spruzzo, che può essere utilizzata per creare busti o teste su cui modellare armature o parrucche. Rispetto ai pannelli, decisamente fragili, la schiuma una volta essiccata è più compatta e resistente, meglio comunque evitare combattimenti e utilizzare armi e costumi realizzati con questo materiale solo per pose fotografiche.

      cartapesta cosplayUltimo ma non meno importante, la cartapesta, ossia quella mistura di carta macerata e colla vinilica, è forse il materiale più economico e versatile a disposizione degli amanti del cosplay. Una volta modellata ed essiccata può essere stuccata, cartavetrata e dipinta ottenendo effetti sorprendenti. I grandi carri carnevaleschi di Viareggio sono fatti in gran parte di cartapesta. Unico svantaggio: le parti in cartapesta, se di grande dimensione, possono pesare molto.

      Vi ha incuriosito la nostra rassegna dei materiali più utilizzati dagli artisti del cosplay? Speriamo di sì e in attesa di vostri sempre graditi commenti o suggerimenti sul tema, se volete rimanere aggiornati sui mondi virtuali e fantastici, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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        Giovanna Casotto in SL cover

        Second Life ed eros: la relazione non è evidente in maniera immediata ma esiste da sempre, essendo il mondo virtuale di Linden Lab frequentato da una utenza over trentenne in molti casi appassionata di fotografia o grafica cui piace sperimentare senza limiti anche tematiche sexy.

        Daxim Fall prepara un viaggio nell’eros

        Giovanna Casotto in SLDaxim Fall intende ora proporre in una mostra intitolata “Viaggio nell’Eros” la trasposizione di alcuni lavori di Giovanna Casotto, nota autrice italiana di fumetti e acquerelli erotici. In attesa di vedere come i creativi di Second Life interpreteranno le sue opere, abbiamo chiesto a Giovanna Casotto di raccontarci qualcosa di sé e delle sue opere. Persona molto schiva e poco attratta dal virtuale, Giovanna ha accettato lo stesso di risponderci.

        Giovanna Casotto, artista a tutto tondo

        Lukemary Slade: Ho letto che lei hai sempre amato disegnare: era una dote comune nella tua famiglia, avevi amici e parenti che ti incoraggiavano anche da bambina, o è stata una tua passione personale nata fin da piccola?

        Giovanna Casotto: Disegno da quando sono bambina. Papà era disegnatore e insegnava in un istituto milanese, disegno tecnico, però. Io ho iniziato a disegnare per avere un punto in contatto con lui, per piacergli. Purtroppo, però, non ho mai potuto mostrargli le cose che ho pubblicato. Non le avrebbe capite, ne avrebbe sofferto.

        L.S.: Perché la figura umana, in particolare quella femminile, e non il paesaggio, o gli animali, o personaggi di fiaba…?

        G.C.: Perché il corpo femminile mi affascina, a livello estetico. Non c’è un motivo preciso, ho sempre disegnato ciò che mi piaceva guardare.

        L.S.: Come si diventa un disegnatore professionista in Italia: servono le scuole, ci sono “botteghe” dove apprendere il mestiere, conta la fortuna o le relazioni?

        G.C.: Non c’è una ricetta per diventare disegnatori. Il termine “professionista” poi, mi spaventa io ho sempre disegnato, poi ho frequentato la Scuola del Fumetto di Milano. Successivamente ho proposto qualche mio “provino” a vari editori e da lì è partito tutto.

        L.S.: Come hai trovato la forza di proporti agli editori, sembri essere una persona molto riservata…

        Giovanna Casotto in SL disegnoG.C.: Non è questione di trovare la forza, le cose accadono abbastanza automaticamente, a volte. Certo un po’ di sfrontatezza è stata necessaria,  alla Scuola del Fumetto, mentre gli altri disegnavano azione, supereroi, ho iniziato dal primo giorno a disegnare l’eros,  ma io era affascinata dalle cose di Franco Saudelli, dunque avevo l’obiettivo di disegnare come lui, o perlomeno quello che disegnava lui.

        L.S.: Ammiro i tuoi disegni da oltre 20 anni, ma mi ricordo le polemiche che scatenavano anni fa: ti hanno dato più fastidio o ti hanno rafforzata nella tua passione per il disegno?

        G.C.: Le polemiche mi facevano male, all’inizio, poi ho imparato a farmene una ragione. Ma in fondo frequento pochissime persone e leggo pochissime cose che hanno pertinenza col mondo dei fumetti. Dunque mi arriva poco.

        L.S.: L’erotismo è ancora un tabù nell’Italia contemporanea?

        G.C.: No, al contrario se ne parla troppo. Anche il fetish è stato sdoganato, basta fare un giro sul web per leggere di feticismo, di bondage… direi che nulla è più una novità, anzi è facile il rischio-noia. L’unica arma è il buon gusto.

        L.S.: Il fatto che a produrre contenuti (nel tuo caso disegni) erotici sia una donna, è un vantaggio, uno svantaggio o del tutto indifferente rispetto alla qualità del prodotto finale?

        G.C.: Non posso negare che il fatto che io fossi donna abbia destato molta curiosità all’inizio, anche se per molto tempo i lettori pensavano che il mio fosse un nome fittizio di un disegnatore uomo. Alla fine, però, deve esserci un minimo di sostanza, perché l’effetto novità finisce presto. Ora ci sono tantissime donne che disegnano, benissimo per giunta, erotismo.

        L.S.: Credevano fossi un Saudelli mascherato, dunque, il suo punto di riferimento artistico tra l’altro?

        G.C.: Sì, più o meno. Alle fiere, però, ho sempre dimostrato che dietro alla matita c’era una donna. Certo, Saudelli è il numero uno al mondo, inimitabile. Io mi accontenterei di essermi un pochino avvicinata a lui nel giudizio dei lettori.

        L.S.: La “non voglia” di Giovanna Casotto esporre e di esporsi, da cosa deriva?

        G.C.: Deriva un po’ da tutto. Non mi piace apparire, essere intervistata, andare alle fiere. Idealmente, i miei disegni parlano per me.

        L.S.: Un’ultima curiosità: credi che i tuoi lavori siano stati apprezzati e amati di più da uomini o da donne?

        G.C.: Non saprei. Direi alla pari, suscitando emozioni diverse, forse.

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        cosplay sexy cover

        cosplay sexy terGli appassionati di cosplay, o costume playing, ossia la riproduzione da parte di un ragazzo o ragazza in costume di un personaggio di manga, fumetti, film, telefilm e mondi virtuali e fantastici in generale (ma di recente quasi ogni tipo di personaggio televisivo o cinematografico che sia entrato nell’immaginario collettivo) continuano a crescere.

        Tutti apprezzano il sexy cosplay

        E se negli ultimi anni anche i giapponesi non sono più amanti solo ed esclusivamente del cosplay legato a manga ed anime, avendo accettato l’ingresso nel loro gioco di ruolo dei protagonisti del cinema mondiale, è sempre più frequente vedere costumi che più sexy non si potrebbe.

        Certo, un vero amante del cosplay non lascia nulla a caso, riproduce con scrupolosa e maniacale attenzione ogni dettaglio per cercare di somigliare il più possibile al personaggio originale, ma anche l’occhio del pubblico (maschile per lo meno) vuole la sua parte e così, che diamine, i centimetri di stoffa a volte sono ridotti al minimo consentito dalla pubblica decenza e dal buon senso dei partecipanti.

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        Le cosplayer più carine

        Del resto super eroi e super eroine sexy non mancano né nella produzione giapponese né in quella americana od europea.

        Abbiamo pensato di proporvi una piccola selezione delle cosplayer più provocanti viste negli ultimi anni ai concorsi e sul web: diteci cosa ne pensate e se riconoscete qualcuna delle protagoniste.

        Se poi volete restare informati sul mondo dei manga, dei fumetti e del cosplay, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

        Otto cosplayer deliziose

         

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          Carrara Show cover

          Carrara ShowIl mondo dei fumetti continua a conquistare sempre nuove fasce di pubblico: dopo il successo di eventi come Lucca Comics & Games e Napoli Comicon (ma ormai eventi dedicati al fumetto si tengono in tutta la penisola, da Torino a Cagliari, da Venezia a Catania), anche Carrara apre le porte agli appassionati di gioco e fumetto con il Carrara Show – Festival dei giochi e del fumetto ospitato da Carrara Fiere, il principale polo fieristico della Toscana, dal 30 maggio al 2 giugno 2015.

          Secondo Renato de Rosa, esperto di politiche comunitarie e di consulenza aziendale oltre che scrittore ed autore di giochi da tavolo, che coordinerà l’evento, si tratterà di una grande kermesse in cui, oltre agli appassionati di gioco e fumetto troveranno posto eventi, allestimenti e spettacoli dai concerti alle esibizioni, dai convegni agli incontri e mostre, dai cosplayer agli youtuber, in grado di attirare e coinvolgere tutti i tipi di visitatori.

          Carrara Show KickaPrevista dal corposo programma (che può essere scaricato qui) la partecipazione di fumettisti del calibro di Giorgio Cavazzano (di cui saranno esposte 12 tavole originali del volume “Uomini, topi e altri eroi”), Andrea Plazzi, Luca Scatasta, Tiziana De Piero, Laura Scarpa o Lucio Parrillo, solo per fare qualche nome, mentre per la sezione videogiochi saranno presenti youtuber come St3pny, Cicciogamer89, il vostro caro Dexter o J0k3R oltre al fiorentino Studio Balzo, già autore di giochi come Song of Pan o Fablescapes, mentre per i cosplayer è attesa tra gli altri Kicka.

          Per cercare di emergere in un panorama di eventi pensati per gli appassionati di giochi e fumetti sempre più affollato, Carrara Show ha scelto infatti di concentrarsi su tre principali linee tematiche ( gioco, fumetto e videogame) a cui si affianca una quarta linea tematica, quella dell’intrattenimento (cosplay, animazione, fantascienza, fantasy, cultura giapponese, cinema, web), il tutto cercando di sviluppare fin da subito una propria identità, unica a personalissima, coinvolgendo aree tematiche, personaggi e realtà affini a questi settori ma generalmente più trascurati da altre manifestazioni similari.

          Carrara Show presentazioneIn attesa di raccogliere i vostri pareri su Carrara Show non ci resta che augurare a tutti i nostri migliori “in bocca al lupo” e ricordarvi di continuare a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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          ghost in the shell cover

          ghost in the shell mangaLo ammetto: amo tutte le arti grafiche, così quando Rai4 ha trasmesso in prima serata “Ghost in the Shell”, il film d’animazione (“anime”) realizzato nel 1995 dalla Production I.G. per la regia di Mamoru Oshii tratto dall’omonimo manga  giapponese (pubblicato per la prima volta nel 1989) di Masamune Shirow, e il suo seguito, “Ghost in the Shell 2: Innocence” (diretto nel 2004 ancora da Oshii, tratto dal racconto di due anni prima di Shirow ma con un budget di 30 milioni di dollari, triplo rispetto al primo film), non me li sono persi.

          Tralasciando la trama dei due lungometraggi (potete trovarla facilmente su wikipedia e in molti altri blog), mi interessa notare che Ghost in the Shell, da cui è stata tratta anche due serie televisive di 26 episodi ciascuna, “Ghost in the Shell: Stand Alone Complex” e “Ghost in the Shell: S.A.C. 2nd GIG”, oltre a un film per la tv, “Ghost in the Shell: Stand Alone Complex – Solid State Society”, tutti diretti da Kenji Kamiyama, è stato in grado di influenzare sia il cinema, sia numerose land in stile cyberpunk presenti in Second Life.

          Quanto al primo, pensate alla filmografia fantascientifica, a partire dalla trilogia di Matrix dei fratelli Wachowski (realizzata tra il 1999 e il 2003) sino ad arrivare al prossimo film “dal vivo” che la DreamWorks di Steven Spielberg si appresterebbe a realizzare (dopo aver acquisito i diritti dell’opera nel 2008) per distribuirlo nel 2011 (la data è poi slittata al 2017 e Dreamworks è stata affiancata da Paramount Pictures, ndr).

          Ghost in the Shell Quanto alla seconda, se confrontate le sequenze di Ghost in the Shell alle texture e ai colori vividi di sim come Sick della builder giapponese Mk Curtiz o Insilico, creata dalla tedesca Skills Hak, l’ispirazione “stilistica” di molti edifici o insegne al neon che si riverberano negli oscuri vicoli e nelle sporche “main street” appare evidente, nonostante la storia del manga sia ambientata in un futuro decisamente più prossimo (dal 2029 al 2034) di quello di Insilico (2478) e qualche decennio prima di quella di Sick (2054).

          Meno diretta l’influenza su land come Midiam City, dato che la sim di John C. Falgate aka Baal Zobel e Paola Cerioli aka Kora Zenovka, builder anche di altre sim come Golgothica, Kingdom of Sand, Bladerunner City o Wicked City si ispira più al Blade Runner di Ridley Scott.

          I personaggi del manga hanno comunque ispirato numerosi designer del metaverso della Linden Lab, tanto che Golden Medallion ha distribuito proprio in occasione dell’Halloween 2009 un outfit chiamato “Ghost Shell” che riproduce abbastanza fedelmente la copertina del primo volume della serie di Shirow.

          La contaminazione di generi e culture resa possibile dallo sviluppo degli MMORGP è probabilmente solo agli inizi e in futuro vedremo ulteriori esempi, ma Ghost in the Shell resta a mio parere un capostipite la cui importanza difficilmente verrà dimenticata.

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