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    Time Portal Melu Deco Cover

    Tardis near Melu Deco shop at Time PortalQualche giorno fa ho saputo che un’amica, Melusina Parkin, aveva riaperto un negozio Melu Deco in Second Life e sono andata a fare una visita. La sim dove ha aperto il suo delizioso negozio di arredamento vintage è Time Portal, di Jo Yardley, ben nota agli appassionati del mondo virtuale della Linden Lab per aver realizzato Berlin 1920.

    Time Portal, per viaggiatori del tempo

    Time PortalTime Portal è una location pensata per gli amanti della storia e per coloro a cui piace viaggiare nel tempo (non a caso a fianco del negozio di Melu Deco c’è persino una cabina blue che gli appassionati del Doctor Who, numerosi anche in Second Life, riconosceranno subito essere un Tardis) e secondo me vale una visita anche solo per realizzare qualche foto virtuale o, meglio, per fare shopping di articoli vintage e retrò con cui poter poi allestire un vostro set fotografico “d’epoca”.

    Informazioni su Time Portal e Melusina Parkin

    Se volete farvi un’idea di cosa potrete trovare a Time Portal vi suggerisco di visitare il gruppo su Flickr ad esso dedicato, se poi volete conoscere meglio Melusina Parkin, che oltre a ricreare arredamento vintage è una apprezzata fotografa virtuale, potete ammirare le sue immagini su Flickr o direttamente sul suo profilo Facebook.

    Ed ora non perdete altro tempo, andate a far visita a Time Portal e se passate da Melu Deco dite pure che vi manda Mondivirtuali.it e salutata Melusina Parkin da parte mia! Alla prossima!

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      Con costanza, senza troppo clamore, Edmose Group taglia un ulteriore importante traguardo: il numero di fine giugno di Virtual Second Night, in distribuzione sia all’interno della piattaforma di realtà virtuale ad oggi più frequentata al mondo, Second Life, sia sul web attraverso Issu, a questo link, porta il numero 50, un numero decisamente estivo e “marino”, come scoprirete sfogliandolo.

      50 di queste Virtual Second Night

      virtual second night magazine coverCurano questo numero il guest editor Carmy Sonata, con Nimoe Constantine art director e responsabile della cover, una nutrita redazione virtuale tra cui si notano Mafalda Diesel, Zly Resident, Violetta Inglewood, Mystery Hifeng e lo stesso Edwardi Mosely, “patron” di Edmose Group. Decisamente ricco il corredo fotografico della rivista, che non propone un numero monografico ma spazia anche questa volta, come sua consuetudine, dalla moda all’arte, dalle più interessanti località di Second Life alla segnalazione degli eventi più interessanti in programma sulla piattaforma di Linden Lab nelle prossime settimane.

      Un magazine femminile virtuale

      Senza perdere altro tempo, vi consiglio di sfogliare un numero di Virtual Second Night come sfogliereste un magazine femminile: per rilassarvi, per curiosità, per scoprire tanti particolari che ancora non conoscete di un mondo virtuale che pure in queste settimane ha celebrato i suoi 13 anni di attività online come anche Mondivirtuali ha ricordato dedicando una ricca gallery alla fiera di SL13B.

      Se poi volete rimanere sempre aggiornati sui temi della realtà virtuale e aumentata, della moda virtuale, dell’arte digitale e dei videogiochi, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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        Che amiate elaborare le immagini degli avatar e degli ambienti virtuali di Second Life, World of Warcraft o The Sims, o che preferiate immagini reali, se volete ottenere risultati strabilianti con le vostre foto e immagini digitali presto o tardi dovrete ricorrere a programmi di fotoritocco. Oltre al celeberrimo Adobe Photoshop in commercio ne esistono molti, a pagamento o gratuiti. Eccovi dunque la nostra selezione dei migliori programmi di fotoritocco gratuiti che potete trovare in rete.

        I 5 migliori programmi di fotoritocco gratis

        Paint.net, il migliore per Windows

        fotoritocco paintnetPaint.net inizialmente doveva essere solo una alternative per il classico Microsoft Paint, ma nel corso degli anni ha aggiunto ulteriori caratteristiche come la gestione di livelli multipli e di strumenti avanzati di gestione delle immagini. Tra i programmi di fotoritocco gratuiti è il più agevole per Windows, ideale per veloci ritocchi come per curare giorno per giorno il vostro album fotografico.

        Apple Foto, il migliore per Apple

        Foto è la nuova app, fornita con OS X, che ha sostituito Aperture e iPhotos. E’ veloce, ricca di strumenti di manipolazione delle immagini e facile da usare, dispone di vari filtri in stile Instagram e offre la possibilità di condividere le vostre immagini con iCloud, trasferirle con AirDrop o pubblicarle direttamente su Facebook e Twitter.

        Gimp, il migliore opensource

        fotoritocco gimpGimp è da 20 anni il migliore tra I programmi di fotoritocco opensource pensata per poter essere utilizzata su computer che utilizzino sistemi operativi GNU/Linux, OS X e Windows. Dispone di numerosi strumenti per la gestione delle immagini che nulla hanno da invidiare ai loro equivalenti a pagamento. E poiché si può modificare il codice sorgente del programma e redistribuirlo, possono essere create infinite versioni customerizzate del programma, adatte alle esigenze di chiunque.

        Aviary Photo Editor, il migliore mobile

        Aviary, disponibile sia per Android sia per iOS, è probabilmente il migliore tra i programmi di fotoritocco disponibili in ambiente mobile. Con un semplice “tocca a ingrandisci”, offre sia filtri in stile Instagram, sia altri interessanti strumenti per modificare direttamente dal vostro smartphone o tablet le immagini che avete appena scattato.

        Autodesk Pixlr, il migliore per i browser

        fotoritocco pixlrPixlr è una sorta di jolly dei programmi di fotoritocco, con tantissimi strumenti che possono essere utilizzati per i vostri più diversi progetti fotografici. Disponibile sia in versione online, sia per dispositivi mobili o per un utilizzo sul vostro computer, è supportato da Autodesk e prevede anche la possibilità di ulteriori espansioni dietro il pagamento di un abbonamento (1,99 dollari per un mese, 14,99 dollari per un anno).

        Altri 5 programmi di fotoritocco da non perdere

        Picasa è il gestore delle immagini di Google+, potete usarlo sia tramite app sia tramite web (anche con dispositivi mobili). Dispone sia di strumenti di fotoritocco sia di una limitata selezione di filtri. Prewiew, inserito da Apple in OS X, non si limita a darvi la possibilità di vedere un’anteprima delle vostre immagini ma vi consente anche di modificare le immagini stesse. Microsoft Paint è forse il primo tra tutti i programmi di fotoritocco che chiunque abbia imparato a conoscere; negli anni si è aggiornato e può ancora andare bene per chi ha esigenze basilari di modifica delle immagini. Ribbet è un programma di fotoritocco online molto semplice da usare e molto completo, ideale per chi è alle prime armi. Fotor è uno dei migliori programmi di fotoritocco gratuiti per chi cerca una buona selezione di strumenti e una elevata facilità d’uso. E’ inoltre disponibile praticamente per qualsiasi piattaforma tramite app o web.

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        ologrammi 7D cover

        ologrammi 7D - donnaL’olografia, ossia la tecnologia alla base degli ologrammi, è stata inventata fin dagli anni Quaranta del Novecento dallo scienziato ungherese Dennis Gabor che si basa sulla registrazione di un finissimo intreccio di frange di interferenza mediante l’impiego di luce laser per ricreare rappresentazioni tridimensionali (tecnicamente di parla di effetto di parallasse dell’immagine) del soggetto fotografato.

        Lo sviluppo dell’industria dei laser a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso ha fatto fare enormi progressi alla tecnologia, tanto che già da qualche anno avatar olografici sono utilizzati per animare le vetrine di alcuni negozi d’abbigliamento, come Mondivirtuali.it vi ha già raccontato.

        Ologrammi 7D utilizzati per filmati

        Inizialmente fisse, le immagini olografiche (“ologrammi”) ormai sono anche dei filmati sempre più realistici anche perché di recente un team di scienziati giapponesi guidato dal professor Yoichi Ochiai è riuscito a sviluppare ologrammi sicuri al tatto, che possono essere toccati senza provocare ustioni grazie all’utilizzo di laser superveloci combinati a telecamere e specchi che arrivano ad una risoluzione fino a 200 mila punti, o “voxel” (volumetric pixel) al secondo.

        Le applicazioni più recenti sono quelle dei filmati 7D, ossia una pellicola tridimensionale cui vengono aggiunti ulteriori effetti speciali come condizioni metereologiche e approccio degli oggetti (o “scivolamento a piede”).

        Se volete un esempio del grado di realismo ottenuto dai filmati realizzati sfruttando ologrammi 7D guardate questo filmato, realizzato nel 2014 in un centro commerciale a Dubai.

        Rispetto ai visori 3D per la realtà virtuale gli spettatori non debbono dotarsi di alcun dispositivo e dunque questa tecnologia è ideale per parchi giochi virtuali o spettacoli cinematografici interattivi.

        Filmati 7D anche in televisione?

        Secondo alcuni in pochi anni anche i normali televisori potrebbero essere realizzati in modo da poter proiettare filmati 7D, consentendo di assistere a spettacoli tridimensionali stando comodamente seduti in salotto.

        ologrammi - F4 Phantom JetUna prospettiva affascinante che però spaventa taluni che temono che una simile tecnologia possa essere usata (o sia già stata usata) in modo distorto, ad esempio per scopi bellici o per realizzare cospirazioni, inscenando incidenti che potrebbero portare a conflitti più o meno ampi.

        Se volete sapere come finirà, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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          Selfie Kalyabreeaa Capelo cover

          Selfie Anita ArmendarizImpazza la mania dei selfie e anche in Second Life gli utenti si scatenano. Da qualche tempo se date un’occhiata in gruppi come Mondivirtuali su Flickr o simili, le foto virtuali di avatar che stanno scattandosi un selfie sono sempre meno rare.

          Come in un gioco di specchi che si riflettono in altri specchi, gli utenti di mondi virtuali come Second Life, ma non solo, si divertono a riprendere il proprio alterego digitale impegnato a fare selfie a se e ad altri avatar, proprio come nella vita reale le persone ne scattano sempre di più e di tutti i tipi, da quelli più romantici ai più provocanti.

          Eppure la facilità di realizzazione non garantisce la qualità degli scatti. Così per evitare di sbagliare selfie, reali o virtuali che siano, vi suggeriamo dieci errori da evitare mentre scattate (o riprendete il vostro avatar che si scatta un selfie). Non basteranno per rendere tutti i vostri scatti dei capolavori fotografici, ma almeno eviterete il rischio di realizzare immagini imbarazzanti.

          Selfie Sylvia KoonzAvete assunto una posa ad effetto? Bene, ma state attenti ai classici rompiscatole sullo sfondo che potrebbero rovinarvela con qualche gestaccio

          Se vi volete scattate un selfie state attenti a non finire nella foto di qualcun altro alle vostre spalle, il risultato potrebbe essere imbarazzante

          Se siete ancora ragazze/ragazzi e volete anche solo “fare le facce”, chiudete la porta della stanza. I vostri genitori potrebbero entrare sul più bello e aver qualcosa da ridire

          Fare scattare un selfie a un passante è abbastanza comune, specie se siete in qualche località esotica. Ma farlo fare a vostro figlio, specie se siete poco vestite, non è proprio il caso

          Scattare selfie è divertente, ma a volte vengono idee buffe o sexy mentre siete al lavoro. Rimandate: un dirigente potrebbe passare proprio mentre fate click

          Il bagno è molto popolare come location, specie se volete scattarvi un selfie malizioso, ma sgombrate bene le superfici. Fazzoletti, mutande o peggio non valorizzano i vostri scatti

          Selfie Babigio BellicNon sempre si scattano selfie in bagno: c’è chi assume una posa da diva mentre è per strada. Ma se avete un mendicante sullo sfondo l’effetto non sarà il massimo

          A volte mammine giovani e sexy non resistono all’idea di scattarsi qualche selfie malizioso. Niente di male, ma se vostro figlio entra in camera potrebbe avere un trauma

          Dimenticate pure tutti gli avvisi precedenti, chi siamo in fondo per giudicare i vostri selfie? Ma un consiglio concedetecelo: evitate di assumere pose che vi fanno fare la figura degli idioti

          Ovviamente potete sempre fare di testa vostra, se pensate di essere grandi fotografi o top model emergenti. Col rischio però di ottenere risultati tragicomici.

          Se poi vi incuriosiscono le immagini che si possono realizzare utilizzando i vostri avatar e gli editor grafici dei mondi virtuali come Second Life e non solo, non vi resta che seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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            Crestwick Island cover

            Crestwick IslandSecondo Mexi Lane (aka Marina Bellini), tra le prime ad averla segnalata sui social network, la nuova sim di Crestwick Island, in Second Life, è “un vero set cinematografico che contiene già in sé un racconto”. Difficile non essere d’accordo con Marina (che ha dedicato a Crestwik Island un bel set su Flickr), visto che i creatori, due noti fotografi del mondo virtuale di Linden Lab (Ciphertazi Wandin, aka Cipherscape e Isa Messioptra), hanno lavorato otto mesi ponendo la massima attenzione realizzando ogni oggetto e texture con le proprie mani.

            Crestwick IslandI risultati si vedono: a Crestwick Island, cittadina operaia situata in una splendida baia, le strade sono ricche di una caffetteria, una galleria d’arte, aziende e negozi. Il centro città è circondato da parchi, zone paludose e altre sorprese, tra cui una collina gigante che supporta un centro per la ricerca scientifica abbandonato, che si affaccia sulla città.

            Crestwick IslandPer tutti i visitatori un consiglio: se la nostra piccola gallery vi fa venire voglia di andare a visitare direttamente Crestwick Island non esitate, premete il pulsante di teleport e preparatevi a scattare le vostre foto, che potrete anche postare sull’apposito gruppo su Flickr.

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              MartinBeck Ironman cover

              Martin Beck - FlashEssere un supereroe? A chi non piacerebbe, almeno una volta. Ma se alcuni ricorrono a mondi virtuali come Second Life in cui è possibile creare il proprio avatar come meglio ci pare, assumendo le sembianze di qualsiasi personaggio reale o fantastico si voglia (o più banalmente ricreandoci in base al nostro “io interiore”, magari di 20 anni più giovani e con un fisico da modello), ad altri basta un costume e un poco di fantasia per poter rivivere anche solo a una festa o a carnevale il ruolo di quell’eroe che da bambino ci ha profondamente impressionato.

              MartinBeck - BatgirlSu Mondivirtuali abbiamo già mostrato i supereroi in costume rinascimentale di Sacha Goldberg oltre che i cosplayer ritratti come supereroi e personaggi del cinema fantastico di Antti Karppinen, ma questa volta vogliamo mostrarvi qualcosa di davvero diverso. Persone comuni, che vivono in mezzo a noi, ritratte da Martin Beck nei panni di supereroi più o meno improbabili ma non per questo meno autentici (anzi). L’idea del fotografo scozzese/sudafricano, attualmente risiedente a Dubai, da anni famoso ritrattista ma attratto anche dal mondo della musica rock e del cinema, è che tutti noi possiamo essere eroi.

              Martin Beck - SpidermanCerto, magari il suo Flash non sarà proprio un fulmine ad aggiustare le macchine, la sua Batgirl sarà un poco sovrappeso e il suo Spiderman sembrerà più reduce da una lite domestica che da una lotta all’ultimo ko con qualche supercriminale. Ma la sua coppia di anziani Superman e signora è estremamente poetica, al pari del suo Ironman che tutto appare meno che un playboy miliardario, mentre “missCapitan America non sembra certo la personificazione del sogno americano come il personaggio Marvel a cui si ispira. Le immagini di Martin Beck compongono una collezione di 20 ritratti, messe in mostra e vendute al Middle East Film & Comic Con 2015 tra il 9 e l’11 aprile 2015.

              Martin Beck - SupermanCon questo progetto il fotografo ha voluto umanizzare i supereroi, perché “nonostante i nostri difetti e fallimenti, ognuno di noi, a suo modo, può essere un supereroe per la nostra famiglia, i nostri amici, i nostri colleghi e abbiamo tutti il potenziale per aiutare gli altri. I miei eroi sono gente normale senza distinzione di razza, religione o credo. Vivono tra noi, ci circondano, sono ovunque. Ciascuno è un supereroe”. Se i supereroi di Martin Beck vi sono piaciuti, quanto quelli di Antti Karppinen o Sacha Goldberg, e volete vederne altri, continuate a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).Martin Beck - Captain America

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              Vsl gennaio 2015 cover

              Vsn gennaio 2015Gennaio 2015 è già alle spalle e col primo mese dell’anno anche il ritorno online e nelle edicole di Second Life di Virtual Second Night rivista edita da Edwardi Moseli (Edmose Group) e Carmy Sonata, che si avvale della collaborazione di dodici tra reporter, fotografi e collaboratori a partire dall’art director Nimoe Constantine (“ci tengo a dirlo, perché non riuscirei a realizzare questo progetto tutto da solo” sottolinea Edwardi Moseli). Virtual Second Night è in realtà “figlia” di due illustri genitori: Moseli aveva iniziato a pubblicare a fine 2011 la rivista (italiana) My Life, presto diventata My Virtual Life, poi circa un anno e mezzo fa ha rilevato da Simone Peterman la testata (inglese) Second Nighters Magazine (anche noto come Second Nights). Dall’unione delle due riviste è nata l’attuale Virtual Second Night, testi in inglese ma penne anche italiane tra cui il sottoscritto.

              La rivista è come detto distribuita sia “in world” sia nel web, attraverso Issuu (potete scaricare il numero di gennaio da qui), con un seguito costante di lettori che scaricano ogni numero circa 700-750 copie dal web e più del doppio (1.700-1.800) direttamente all’interno della piattaforma di Linden Lab. Presente anche su Facebook, Twitter e Flickr, Edmose Group e Virtual Second Nights hanno visto passare tra i propri collaboratori alcune tra le migliori “penne” digitali oltre ad essersi avvalsi dell’opera grafica di fotografi tra i più apprezzati.

              Vsn gennaio 2015 nimoeNon volendovi svelare nulla della rivista (voi scaricatela in world o visualizzatela tramite Issuu, ne vale la pena che vi interessino le ultime novità in fatto di “cacce” all’omaggio, la moda, l’arte e la cultura, la tecnologia o le attività sportive virtuali, per non parlare di una ricca selezione di località da visitare in Second Life), vorrei però segnalarvi come il livello grafico della rivista sia elevato come ci deve aspettare da una rivista incentrata su un mondo virtuale 3D che per anni ha fatto della grafica uno dei suoi punti di forza (anche se alcuni dei migliori giochi usciti nel 2014 hanno raggiunto ormai livelli cinematografici, essendo peraltro in quel caso la grafica pre caricata in un dvd e non dovendo interagire in rete attraverso un’architettura client-server con contenuti creati dagli utenti stessi).

              Da ricordare che oltre a Virtual Second Night (e in precedenza a My Virtual Life), Edmose Group è stato coinvolto nei mesi scorsi nel progetto di una università neozelandese, la Victoria University of Wellington, che ha portato alla creazione di un magazine creato con gli studenti australiani che attraverso un proprio avatar si sono mossi all’interno di SL intervistando quattro diversi professionisti italiani operanti nel mondo virtuale di Linden Lab. Tutto questo è raccontato in “Progetto Second Life per l’Italiano L2.0” che potete scaricare anche da Issuu.

              Se l’articolo vi ha incuriosito non vi resta che leggere l’ultimo numero di Virtual Second Night, se poi volete rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità di Edmose Group, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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                wrong pics immagini sbagliate cover

                wrong pics immagini sbagliate melusina parkin29 dicembre 2014, è pomeriggio e sto per rientrare a casa dall’ufficio quando un messaggio inviatomi dalla redazione di Mondivirtuali.it, mi avvisa che Melusina Parkin, cara amica che per anni si è occupata di Meb, noto marchio fashion italiano in Second Life di proprietà di Mariaelena Barbosa, oltre che del proprio marchio di arredamento virtuale, Melu Deco, ha appena segnalato l’apertura di una sua nuova esposizione fotografica, nella propria galleria a Chelsea, nel mondo virtuale della Linden Lab, dal titolo molto curioso: “Wrong Pics” (letteralmente: Immagini Sbagliate).

                not a wrong pic melusina parkinRientro a casa, sistemo la cena e le faccende domestiche e mi metto al pc: rientro dopo qualche settimana di assenza nel mondo virtuale che vide la nascita di Luciana Pinazzo ormai quasi otto anni fa e che continua a riservare sorprese e spunti interessanti a chi sa andare oltre i “lol” i “wanna fuck?”, i baci, abbracci, saluti e chiacchiere spicciole di amici e amiche “virtuali”. Io Melusina l’ho ammirata più volte all’opera e più volte le ho parlato, di moda, di architettura virtuale, di fotografia. E’ una persona interessante come ho avuto modo di dichiarare e non dubito che anche questa sua ultima fatica varrà la pena di una visita.

                wrong pics immagini sbagliateCosì eccomi a Chelsea, nella galleria di Melusina che mi riporta alla mente un’altra piccola area espositiva, quella di Roberta Greenfield (la G-room che nel 2008 ospitava artisti come Asian Ledved, Luce Laval o Solkide Auer), ad ammirare immagini per nulla “sbagliate” ma che, come spiega la stessa Melusina in una nota, sono il risultato di un paziente lavoro di selezione, ripensamento ed editing che ha consentito di far risaltare un significato che ciascun soggetto potrebbe ispirare a chi osserva, grazie all’estrema manipolazione delle texture.

                wrong pics immagini sbagliate melusina parkinChe dire: a me le immagini di Melusina Parkin raramente deludono per cui non è una sorpresa che abbia trovato interessante anche questa bella esposizione, molto diversa dalle ultime, altrettanto interessanti, esposizioni dell’artista. Ma voi andate a vederle di persona o ammiratele su Flickr.

                E naturalmente continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite l’account su Twitter e la fanpage su Facebook non solo (ma anche) per leggere i miei articoli e ricordate che Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube. E fin d’ora buon anno, naturalmente.

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                Ini Inaka cover

                Ini Inaka

                A cosa può servire una piattaforma di realtà virtuale come Second Life, dove sono gli utenti a poter creare i contenuti? Naturalmente a dare libero sfogo alla fantasia e creatività degli utenti stessi. Ini InakaNon sorprende dunque che il settore artistico resti una delle colonne del mondo virtuale della Linden Lab a 11 anni di distanza dalla sua nascita, con risultati a volte più interessanti a volte meno ma sempre quanto meno degni di una visita.

                E una visita vale davvero la pena di darla, approfittando che è stata prolungata fino a metà ottobre, alla esposizione di Ini Inaka, “Long Way Down”, presso la galleria d’arte virtuale Nitroglobus, dell’artista Nitro Fireguard e di Dido Haas, gallerista e appassionata d’arte, fotografa lei stessa e blogger (questo il suo blog).

                Ini InakaMa chi è Ini Inaka? Artista tanto in SL quanto in RL, dove ha studiato pittura in accademia, appassionata di fotografia in entrambi i mondi, hobby che lei considera un modo per esprimere  quello che vede o che prova, “perché ciò che prova deve essere mostrato” come recita una breve nota introduttiva alla mostra di Nitroglobus, dove Ini torna dopo un paio d’anni con magiche immagini di avatar fusi con antiche cartine, sovrapposti come fantasmi a texture “corrose”, a volte steampunk, in bianco e nero o a colori, dai toni freddi o caldi, quasi sempre nudi ed essenziali.

                L’arte di Ini viene definita da Dido Haas, giustamente, “sempre sorprendente, unica, vera e ricca di emozioni” ed è mirabilmente rappresentata da questa mostra che ruota attorno al tema della casa e dei confini, dell’esperienza e dei sentimenti, ricca di immagini che sembrano affacciarsi sulla strada, perdere i volti, perdere i modi, perdersi nel tempo e nella distanza, accompagnate dalle scintillanti sculture in mesh di Nitro Fireguard.

                Allora, che aspettate a premere il pulsante di teleport qui sotto e fare voi stessi una visita alla mostra?

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