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    Fnaf 7 Scott Cawthon cover

    Nell’estate del 2017 aveva detto di averlo cancellato, ma Scott Cawthon ci ha abituato a cambiamenti d’idea, così quando a dicembre Fnaf 6, alias Freddy Fazbear’s Pizzeria Simulator (Ffps), è stato reso disponibile su Steam, in pochi si sono sorpresi.

    Fnaf 6, un gioco in tre fasi

    Rispetto alle cinque precedenti versioni di Fnaf (Five nights at Freddy’s), la sesta inizia con una semplice schermata a 8 bit che consente di giocare ad un minigioco il cui obiettivo è lanciare delle pizze a dei bambini. Una volta finito il minigioco appare Scrap Baby e in breve ha inizio il gioco vero e proprio, in cui ogni giorno è formato da tre fasi.

    Nella prima, al mattino, il giocatore è un nuovo gestore, appena assunto, di una delle pizzerie della catena Fazbear’s; nella seconda, alla sera, occorre svolgere una serie di mansioni sotto la minaccia degli animatronici assassini; nella terza, alla fine di quasi ogni notte, si potrà scegliere se abbandonare gli animatronici o controllarli, senza che essere attaccati comporti in questo caso la morte del giocatore.

    Finali multipli e tributi

    Fnaf 6 ha diversi finali, che potranno essere raggiunti in base alle scelte e alle azioni compiute nelle tre diverse fasi del gioco. Accolto da buone critiche, l’ultima (per ora) creazione videoludica di Scott Cawthon a distanza di un anno è tornata a far parlare di sé in rete, perché ha ispirato Five Nights at Vault 5.

    Si tratta di un vero proprio tributo ma anche e soprattutto di una mod di Fallout: New Vegas, celebre gioco di ruolo d’azione sviluppato da Obsidian Entertainment e pubblicato nel 2010 da Bethesda Softworks che di base dava la possibilità di esplorare setta Vault di New Vegas, ognuno con una propria storia.

    Fnaf 7 Scott Cawthon

    Fnaf movie slitta ancora

    Inoltre Scott Cawthon ha da poco annunciato il porting di Fnaf anche su PS4, Xbox One, Nintendo Switch e l’arrivo di una versione per tablet e smartphone. Cawthon ha peraltro segnalato l’ennesimo slittamento dell’uscita nei cinema (se mai ci sarà) del film su Five nights at Freddy’s.

    Slittamento dovuto al fatto che l’ultima sceneggiatura non è piaciuta a Scott che ha ribadito che o uscirà un bel film o non darà il suo consenso alla produzione. Se gli sceneggiatori di Hollywood riusciranno a soddisfare Cawthon, il film riguarderà comunque solo i primi tre episodi e non quelli successivi, ha anche precisato Scott.

    In arrivo Fnaf 7 e un nuovo titolo

    E siccome Scott Cawthon non pare aver intenzione di ritirarsi in pensione, dal prossimo anno potrebbero anche arrivare un gioco in realtà virtuale ed uno in realtà aumentata, oltre a Five Nights at Freddy’s: Into Madness (Fnaf 7) che raccoglierà una serie di idee che non hanno trovato posto nei capitoli finora pubblicati.

    Ultimo ma non meno importante, dovrebbe essere distribuito un nuovo titolo con budget “tripla A”, che però al momento non è ancora stato sviluppato. Se volete sapere come andrà a finire continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

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      Hogwarts Castle gingerbread cover

      Sarà che il castello di Hogwarts mi è rimasto nel cuore, da brava appassionata della saga di Harry Potter, sarà che amo i dolci e le creazioni dei migliori pasticceri, sarà che Natale si avvicina: fatto sta che quando ho scoperto grazie al sito Dailyhive che Duchess Bake Shop, celebre pasticceria di Edmonton, in Canada, aveva riprodotto il castello in forma di dolce, non ho resistito alla tentazione di mostrarvelo.

      Hogwarts Castle Duchess Bake Shop

      Un castello di Hogwarts tutto di pan di zenzero

      Gustatevi le immagini, è il caso di dirlo, perché la celebre pasticceria dell’Alberta (questa la sua fanpage su Facebook) ha superato se stessa quest’anno realizzando un castello di Hogwarts completamente commestibile fatto di di pan di zenzero, zucchero e caramelle. La splendida struttura è finemente dettagliata ed è esposta attualmente presso il Duchess Bake Shop di Edmonton.

      Hogwarts Castle Duchess Bake Shop bis

      Il castello di Hogwarts fatto a pezzi per beneficienza

      Questa meraviglia non durerà molto a lungo, però, visto che è stata realizzata per una raccolta di beneficienza e dunque sarà presto fatto a pezzi e fatto assaggiare a tutti coloro che avranno partecipato alla raccolta di fondi. Così se non potete passare da Duchess Bake Shop, potrete almeno conservare il ricordo di questo incredibile dolce a forma di castello di Hogwarts, in attesa di scoprire cosa la pasticceria canadese sarà in grado di realizzare il prossimo anno.

      Hogwarts Castle Duchess Bake Shop ter

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        Nickelodeon meet the voxels VR cover

        Nickelodeon ha avviato lo sviluppo di una nuova serie televisiva consistente in un reality in VR e AR, al momento nota come “Meet the Voxels”.

        La serie è stata ideata da Chris Young, Senior Vice President degli Entertainment Lab dell’emittente televisiva britannica appartenente al gruppo Viacom Media Networks, finora nota per le sue produzioni per bambini e ragazzi come SpongeBob o Le Tartarughe Ninja.

        Meet the Voxel, innovativa sitcom animata in VR

        La sitcom animata, che verrà sviluppata utilizzando un motore grafico per videogiochi, segna un debutto assoluto per Nickelodeon nell’utilizzo di tecnologie all’avanguardia del cinema virtuale, tra cui l’acquisizione in tempo reale del volto e di tutto il corpo e proporrà un approccio innovativo alla narrazione immersiva.

        L’episodio pilota di Meet the Voxels sarà scritto da Jana Petrosini e Sean Gill, già co-produttori di serie tv come Henry Danger, Kid Danger e Game Shakers.

        Siete pronti a incontrare i Voxels?

        Meet the Voxels porterà i ragazzi dietro le scene di un mondo da video giochi e seguirà le vicende di una famiglia di personaggi da video giochi, i Voxel appunto, che dovrebbe essere composta da Hunter, star tredicenne di un video gioco con tag laser, Maude, ragazzina di 16 anni che lotta per far scoppiare più bolle che può, il loro fratellino Cody, che ancora non ha trovato il suo video gioco, Mamma, una combattente di strada molto popolare nel suo video gioco e Papà, personaggio di un videogioco da console anni Novanta che si è ritirato anni fa.

        Nickelodeon chris young

        Lavoro di animazione di nuova generazione

        L’intenzione di Chris Young è di prendere la tecnologia in tempo reale sperimentata nei Lab e sposarla ad un concetto creativo in grado di connettersi coi bambini e la loro passione per i videogiochi.

        Si tratterà dunque di un lavoro di animazione di nuova generazione con tanti personaggi che potranno esistere su più piattaforme sin dal primo giorno.

        Nuovi intrattenimenti per ragazzi

        Negli ultimi anni Young ha già sviluppato una serie di nuove forme di intrattenimento per ragazzi tra cui SlimeZone, esperienza social VR multi-giocatore che permette a ragazzi e famiglie di interagire con un mondo virtuale disegnato da Nickelodeon, The Loud House 360, video a 360 gradi che porta gli spettatori a esplorare la casa dei Loud e The Rise of the Teenage Mutant Ninja Turtles VR Interview Experience (che ha debuttato quest’anno al San Diego Comic Con), esperienza in realtà virtuale che immerge gli utenti nella iconica New York delle tartarughe ninja mutanti, dando la possibilità di parlare con Michelangelo e Donatello (la cui voce è fornita dagli attori del film originale).

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        Fnaf novità Cawthon 2018 cover

        Se amate la serie di Five Nights at Freddy’s (Fnaf) state attenti, sono in arrivo novità interessanti sia per quanto riguarda il videogioco, sia per la serie di libri di Scott Cawthon e per il film a lungo atteso.

        Fnaf, Custom Night in arrivo a fine mese

        Per quanto riguarda il videogioco, il 29 giugno dovrebbe essere disponibile la Custom Night per Fnaf 6, annunciato, ritirato ma poi lanciato da Cawthon a fine 2017 (come Freddy Fazbear’s Pizzeria Simulator), anche nota come Ultimate Custom Night o Ultimate Fnaf Mashup. Grazie a essa ogni giocatore potrà selezionare ben 50 animatronici che coprono tutti i giochi della serie, oltre a poter selezionare un’impostazione di difficoltà personalizzata per ognuno di essi.

        Se riuscirete a completare la Custom Night potrete sbloccare le skin per l’ufficio delle guardie notturne e persino filmati musicali basati su scene tagliate. Visto che potrebbe essere l’ultimo Five Nights at Freddy’s sviluppato da Scott Cawthon da solo, potrebbero esservi delle storie segrete nascoste nella trama di questo finale non-canonico di una serie che ha ridefinito il genere horror-game.

        Fnaf ultimate custom night

        Cawthon completa la trilogia letteraria

        Ma Cawthon ha anche da poco terminato il suo quinto libro, dopo la guida ufficiale di Fnaf (Fnaf survival longbook) i Freddy Files e i due primi capitoli della sua trilogia, The Silver Eyes e The Twisted Ones. L’ultimo capitolo si intitola The Fourth Closet, è già in vendita su Amazon sia in versione cartacea sia per Kindle e spiega cosa è realmente accaduto a Charlie.

        Ultima ma non meno importante novità, il film su Fnaf, che sin dal 2015 avrebbe dovuto essere realizzato da Warner Bros, con Gil Kenan come regista ma che lo scorso anno era, come rivelò lo stesso Cawthon, tornato al “punto di partenza”, sarà prodotto invece da Blumhouse Productions (che oltre ad aver prodotto film horror a basso budget come The Purge, Get Out e Split ha anche prodotto il blockbuster Whiplash).

        Fnaf movie Christopher Columbus

        Blumhouse subentra a Warner per il film

        La stessa Blumhouse su Twitter lo scorso febbraio ha dato il benvenuto, come regista, a Chris Columbus, noto per aver diretto i primi due film del franchisee di Harry Potter piuttosto che Mrs. Doubtfire, Mamma ho perso l’aereo, L’uomo bicenternario e Pixels, ma anche per essere stato lo sceneggiatore di Gremlins e il co-sceneggiatore de I Goonies e Piramide di Paura. Quello che non è invece ancora stato annunciato è la data in cui il film potrà finalmente uscire nelle sale cinematografiche.

        Il 2018 sarà l’anno buono per vedere Fnaf ai cinema o si dovrà attendere ancora? Se volete scoprirlo, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

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          Ready Player One in Sansar

          Con l’arrivo di Ready Player One nei cinema di tutto il mondo (costato 175 milioni di dollari, il film ha finora incassato circa 525 milioni di dollari), i mass media sono tornati a interessarsi della realtà virtuale. In pochi, tuttavia, si sono spinti a visitare l’istallazione virtuale omonima in Sansar ed è un peccato.

          Ready Player One in Sansar

          Visita immersiva al set di Ready Player One

          Dopo aver visitato nei mesi scorsi un’altra istallazione virtuale in Sansar dedicata a un blockbuster di Hollywood (Star Wars: the Last Jedi, ne abbiamo parlato qui) utilizzando un pc tradizionale, questa volta abbiamo colto l’occasione di una visita a una vecchia conoscenza di Mondivirtuali.it, il builder in Second Life e Sansar Colpo Wrexler, per provare un’esperienza immersiva tramite l’utilizzo di un visore Htc Vive.

          Entrare nel garage di Aech (uno dei “cinque alti” del film di Steven Spielberg) è emozionante: il vostro cervello sa che state in piedi, in una stanza, con un visore sul viso. Ma se girate la testa troppo rapidamente mentre vi trovate su una rampa di scale potreste avvertire una vertigine e se restate troppo “immersi” potreste provare un senso di nausea. A me almeno è capitato.

          Ready Player One in Sansar

          Sansar diverrà piattaforma per videogiochi VR?

          Al di là dell’affaticamento e del senso di fascinazione per come è realistica la riproduzione digitale, cosa rimane di una visita al set di Ready Player One in Sansar? Come per altri set (ad esempio la tomba egizia di cui già parlammo) c’è sicuramente un interesse “fotografico”, a cui si aggiunge in questo caso qualche primo accenno di interattività che se sviluppata potrebbe consentire a Sansar di passare dall’essere una collezione di set digitali a una piattaforma per videogiochi iperrealistici.

          Aggirandovi per il garage di Aech, infatti, troverete molte citazioni di altri film e telefilm, dal Gigante di Ferro, che domina con la sua sagoma il garage stesso, a Galactica, di cui potrete ammirare un Viper e un caccia silone (ma cercate anche il modellino della stessa Battlestar Galactica), dal Dottor Who (provate a scovare il Tardis), a 2001 Odissea nello Spazio, la maggior parte delle quali corredata di una breve descrizione sonora.

          Ready Player One in Sansar

          Tante citazioni e un poco di interattività

          Certo, non potete ancora entrare nel Tardis o mettervi alla guida della macchina sportiva rossa del papà di Cameron Frye in Una Pazza Giornata di Vacanza, ma la sensazione che questo potrebbe accadere è concreta. E il senso di affaticamento, a “camminare” per il garage virtuale di Ready Player One anche, così per questa volta scolleghiamo il visore e torniamo nella realtà per salutarvi.

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          VR piccante cover

          Che i contenuti per adulti più o meno piccanti e i giochi sarebbero state le prime due leve della realtà virtuale, come lo sono state del web e prima ancora dei personal computer, era facile da prevedere. Ma mentre i videogiochi in realtà virtuale stanno iniziando gradualmente a fare presa, l’industria della realtà virtuale per adulti è andata incontro a problemi imprevisti.

          La realtà virtuale piccante imbarazza

          Finora il consumo di contenuti per adulti è stato tipicamente passivo e non si sono avute grandi innovazioni dall’introduzione dei primi spettacoli di spogliarello, nel 15esimo secolo, ad oggi. Alla fine vedere immagini di donne (e uomini) nudi, impegnati in qualche attività amatoria, attraverso un sito come LiveJasmin, anziché dal vivo dietro a una finestra non fa molta differenza.
          LiveJasmin

          Così l’utenza di questo tipo di contenuti è abituata a guardare, passivamente, non ad essere in qualche modo ripresa, a fare parte della scena. Perché questa situazione, che è invece alla base dell’idea di realtà virtuale “piccante”, finisce per imbarazzare lo spettatore (o spettatrice). Semmai il modello adottato sembra più simile a quello dei locali per scambisti, o ai servizi di escort, che però sono molto diversi dall’industria classica dei contenuti per adulti e dal suo confortevole modello di fruizione anonima.

          Quando l’immersione non funziona

          C’è poi un altro problema: nelle riprese in realtà virtuale per “immergervi” nella scena si filma in prima persona, ma mentre quando guardate un film per adulti pur osservando la scena riuscite a vedere il resto del vostro corpo, coi visori per realtà virtuale esso è invisibile. Perché mentre i vostri sensi principali, vista e udito, sono trasportati in una situazione virtuale, il vostro corpo è ancora nella realtà, in piedi o seduto su una sedia.
          realtà virtuale piccante

          Insomma, questa volta la tecnologia ha superato la capacità degli utenti a cui era destinata di godere i contenuti che essa può produrre. O forse il problema è che non si è investito abbastanza per sviluppare nuove tecniche di ripresa e narrazione, cercando di adattare uno stile che presupponeva una visione passiva ad una situazione che propone una fruizione attiva. Qualcosa comunque non quadra.

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          Space 360 cover

          Che la realtà virtuale possa portare una rivoluzione anche nel settore cinematografico è noto da tempo, che questa rivoluzione abbia bisogno anche di spazi adeguati, pensati per far fruire agli spettatori una esperienza immersiva a 360 gradi è una scommessa che ha già preso forma in Corea del Sud, presso il Lucerium National Science Museum di Gwangju.

          In Corea del Sud il cinema diventa sferico

          Qui è stato costruito Space 360, una sala di proiezione sferica del diametro di 12 metri in grado di ospitare fino a 45 spettatori per volta, liberi di camminare su un ponte di osservazione in vetro posto al centro della sala. L’esperienza è rivoluzionaria, non richiedendo gli scomodi visori 3D attualmente necessari per visualizzare un filmato VR a 360 gradi. Space 360

          12 proiettori per un’esperienza VR 360

          Al momento le proiezioni di Space 360, create da 12 proiettori che creano l’immagine completa, durano 15 minuti l’una e coprono argomenti di importanza storica come il Big Bang, l’origine della vita, la nascita delle diverse civiltà umane o i cambiamenti indotti dal surriscaldamento del pianeta. Ma questo potrebbe essere solo l’inizio di una rivoluzione destinata a cambiare il modo di fruire dei contenuti cinematografici in tutto il mondo.

          Ammirate Space 360 in questo video

          Space 360 è un’esposizione permanente, aperta tutto l’anno, inaugurata nel settembre 2017 grazie al supporto del gruppo Korea Hydro & Nuclear Power che ha donato a Space 360 la sala di proiezione sferica (se vi incuriosiscono i dettagli tecnici, potete trovarli qui).

          Visitarla costa 3 mila won coreani (circa 2,82 dollari Usa o 2,27 euro) e se vi trovate a Gwangju vale sicuramente la pena di andare a provarla: guardate il filmato di FrontPictures se non ci credete.

          Chissà se in futuro tutti i cinema assomiglieranno a Space 360? Se volete scoprirlo, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

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          Sansar Star Wars cover

          Conto alla rovescia per vedere sugli schermi di tutto il mondo Star Wars, Gli Ultimi Jedi (in Italia dal 13 dicembre), la cui promozione abbraccia ormai anche le community online legate ai mondi virtuali come Sansar, la nuova piattaforma di Linden Lab (sviluppatore di Second Life) che ha visto il 9 dicembre aprirsi la prime esposizione del Hollywood Art Museum, una “collezione unica di oggetti legati alla produzione di Star Wars”. Sansar Star Wars exhibition

          Star Wars su Sansar, un sogno geek

          La mostra virtuale include i primissimi disegni realizzati per il franchise cinematografico e oggetti di scena della trilogia originale mai visti prima realizzati da Joe Johnston, Ralph McQuarrie, Phil Tippett, Drew Struzan, Colin Cantwell e altri artisti della Lucasfilm

          Il curatore del museo, il regista Greg Aronowitz, ha presentato personalmente la collezione Star Wars all’opening, dando la possibilità ai presenti di conoscerlo, sia pure virtualmente. Il sogno di ogni geek, insomma.

          Visitando la mostra si ha l’impressione di essere davvero all’interno di una esposizione museale e questo a qualcuno non è piaciuto tantissimo, riaprendo il dibattito, mai del tutto esaurito, se i mondi virtuali debbano intendersi come perfette riproduzioni del reale o se non sarebbe più interessante sfruttare fino in fondo le possibilità offerte dalla tecnologia per creare “your world, your immagination”, per citare l’originale claim di Second Life. Sansar Star Wars exhibition

          Mondi virtuali troppo reali?

          Il pubblico finora ha mostrato di apprezzare maggiormente la prima scelta, differentemente da quanto accaduto per i videogiochi dove accanto a trame e ambientazioni vero-simili hanno avuto successo anche ambientazioni totalmente fantastiche (basti pensare a World of Warcraft, piuttosto che ai videogiochi dedicati alle storie della Terra di Mezzo).

          Eppure più di una voce si è levata a favore di una maggiore fantasia, almeno quando si vanno a ricreare ambientazioni legate a contenuti fantastici: più che una sala da museo, sebbene ambientata su un set cinematografico, non sarebbe stato più coinvolgente vedere gli oggetti di scena di Star Wars su Tatooine o sulla Città delle Nuvole di Lando, o all’interno della Morte Nera?

          Dateci il vostro parere e intanto continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!