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    Uno dei settori più attraenti per l’utilizzo della tecnologia della realtà virtuale, oltre a quello dei videogiochi, sembra essere l’intrattenimento e in particolare i parchi di divertimento. Se all’estero, in particolare in Cina, l’idea di abbinare realtà virtuale e attrazioni si è diffusa già da qualche anno e gli investimenti stanno crescendo, in Italia il 2017 sembra l’anno decisivo.

    Uno dei primi ad offrire un’esperienza di realtà virtuale ai suoi visitatori è il parco di Cinecittà World, aperto ogni giorno dalle 11.00 alle 19.00 alle porte di Roma, che lo scorso 17 giugno ha ufficialmente inaugurato tre attrazioni, basate su visori VR e sistemi di tracking di ultima generazione.

    labirinto vr cinecittà world

    Un labirinto VR infestato da scheletri

    In particolare nell’area Far West i visitatori possono ora sperimentare il Labirinto VR, una “virtual arcade” in cui si deve tentare di uscire indenni da un percorso infestato da scheletri. L’innocuo labirinto con pareti reali, una volta indossati i visori, si trasforma infatti in un insidioso cammino sotterraneo ricco di sorprese, non tutte rassicuranti!

    guerra dei mondi cinecittà world

    Prendete parte alla guerra dei mondi

    Nell’area Cinecittà World, invece, una volta indossato il visore VR, occorrerà difendere New York da un attacco alieno stile La Guerra dei Mondi: afferrando mitra e lanciando granate gli spettatori combatteranno astronavi spaziali, minacciosi robot, ufo ed altre creature ostili intenzionate a provocare la fine del mondo. Riuscirete a evitarlo?

    msc meraviglia cinecittà world

    Sulla Msc Meraviglia ci si sfida a bombe d’acqua

    Infine tra qualche giorno aprirà le porte anche la terza attrazione, dedicata agli amanti delle crociere: grazie alla Msc Meraviglia tra sdraio che volano e colpi in testa che bagnano per davvero potrete virtualmente sfidare i vostri amici a colpi di bombe d’acqua sul ponte di una nave da crociera realmente riprodotta tra i due teatri dell’area Adventure Land.

    Se volete saperne di più, eccovi un breve filmato introduttivo.

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      Transformers cover

      Il franchisee cinematografico dei Transformers è uno dei più longevi, essendo il primo film della serie (il film d’animazione Transformers: the Animated Movie) uscito nel 1986, appena due anni dopo l’avvio della prima serie di cartoni animati coprodotta dalle giapponesi Toei Animation, Tokyo Movie ShinSha e dall’americana Sunbow.

      La Cina ama i Transformers

      Negli anni i Transformers (il cui quinto film, The Last Knight, uscirà nei cinema italiani il 22 giugno, il 23 giugno in quelli americani, altri due film sono previsti per l’anno prossimo e per il 2019) hanno totalizzato oltre 3,7 miliardi di dollari di incassi al botteghino in tutto il mondo, creando una comunità di appassionati particolarmente forte in Cina.

      Non è un caso, dunque, se DMG entertainment e Hasbro hanno ora deciso di lanciare dei centri di divertimento in Cina dedicati proprio ai Transformers in grado di offrire “esperienze di simulazione digitale” basate sull’universo Transformers sia in realtà virtuale (VR) sia in realtà aumentata (AR).

      Il primo di questi centri (quello dei parchi a tema virtuali è un settore che pare avere grandi prospettive in Cina da alcuni anni) dovrebbe essere aperto a Shanghai entro l’estate, poi ne seguiranno altri in altre città nei prossimi cinque anni.

      Transformers VR

      Centri per realtà virtuale e show dal vivo

      I Transformers utilizzati per le simulazioni digitali riprenderanno la grafica della “Generation One”, ancora la più amata dai fan di tutto il mondo, ma con un rendering foto realistico per aumentare l’immersività dell’esperienza digitale. Secondo quanto riporta una nota ufficiale si potrà combattere i Decepticons su Cybertron affiancando Optimus Prime oppure fare un giro su Bumblebee.

      Nel frattempo DMG, insieme a S2BN, sta lavorando anche ad uno show dal vivo, Transformers Live, che sarà una via di mezzo tra uno spettacolo teatrale, una attrazione da parco a tema e uno spettacolo d’avventura, con robot in grado di mutare forma, stunt volanti ed effetti speciali su grande scala. Per ospitare lo show sarà costruito un teatro in grado di ospitare fino a 4 mila spettatori e l’esperienza promette di essere davvero “mitica”.

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        Scott Cawthon è una persona di parola: il creatore del videogioco horror indipendente Five Nights at Freddy’s (Fnaf) aveva promesso qualche novità sul film che Warner Bros da quasi due anni avrebbe dovuto iniziare a produrre basato sulla sua creazione entro la fine di gennaio e il 31 gennaio ha postato su Stream per dire che nel 2016 ci sono stati “molti ritardi e impedimenti, alcuni relativi a problemi all’interno del settore cinematografico nel suo complesso” e che come risultato “il film è di nuovo al punto di partenza”.

        Novità e dubbi sul film di Fnaf

        Fnaf movie animatronic 2016Questo significa che non vedremo a breve alcun trailer del film e che forse non sarà più Warner Bros a produrlo e Gil Kenan (già regista del remake del film Poltergeist) a dirigerlo, ma che almeno la produzione è ancora in piedi al momento.

        Di più: Scott che inizialmente era parso non interessato  ad essere coinvolto nel processo creativo del film, ora ha dichiarato di volere “che questo film sia qualcosa per cui io sia eccitato all’idea che i miei fan andranno a vedere”.

        Alcuni siti specializzati si chiedono tuttavia se il film vedrà davvero mai la luce, visto che in casi anche recenti (Uncharted, che avrebbe dovuto uscire nei cinema quest’anno e invece è stato nuovamente rinviato e forse cancellato) non è raro che Hollywood continui a rinviare la produzione di un film fino al punto da non avere più interesse a produrlo, specialmente quando si tratta di titoli tratti da videogiochi.

        Film da videgiochi, precedenti positivi

        Gil Kenan Fnaf movie 2016Eppure alcuni film tratti da videogame di recente hanno dimostrato di poter fare buoni incassi, come Warcraft, che in tutto il mondo ha raccolto quasi 434 milioni di dollari (il 17esimo miglior incasso del 2016), The Angry Birds Movie, che ha sfiorato i 350 milioni di dollari, o Assassin’s Creed, uscito sotto Natale e che ha superato i 209 milioni di dollari nonostante la forte concorrenza di Rogue One, uscito 5 giorni prima e ormai già oltre il miliardo di dollari di incassi.

        Così alla fine i fan sperano che il ritardo possa consentire a Hollywood di trovare il giusto mix creativo per realizzare un film che conservi l’atmosfera originale della serie Fnaf (il film dovrebbe riguardare i primi tre episodi) e possa comunque piacere al pubblico mondiale. Perché alla fine, ragazzi, sono i soldi che fanno girare il mondo, specialmente se parlate con i produttori di Hollywood.

        Che ne pensate di queste novità?

        Fnaf costume fanChe ne pensate di queste novità relative al film che dovrebbe essere tratto da Fnaf, vi è interessato questo articolo o avreste voluto sapere di più o altro?

        Lasciate un vostro commento e se volete condividete l’articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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        Chevrolet Lego Batmobile

        Nei cinema di tutto il mondo sta per debuttare il secondo Lego Movie (“The Lego Batman Movie”, dedicato alle avventure di Lego Batman) e tra le iniziative promozionali di contorno una delle più singolari è stata certamente la presentazione ufficiale, nel corso del Salone dell’Auto di Detroit, di una Chevrolet Lego Batmobile.

        Chevrolet ricrea la Speedwagon Batmobile

        Chevrolet Lego BatmobileL’automobile è la fedele riproduzione della Speedwagon Batmobile che nella pellicola della Warner Bros Lego Batman usa per salvare Gothem City dal Joker, solo che in questo caso si tratta di un’auto di 5,18 metri di lunghezza e 2,11 metri di altezza, costruita impiegando 344.187 mattoncini Lego di 17 colori diversi.

        Per disegnarla e progettarla i tecnici Chevrolet hanno impiegato 222 ore, mentre per assemblarla assieme ai tecnici Lego in un negozio di modellismo di Enfield, nel Connecticut, sono servite altre 1.833 ore.

        Prezzo di vendita: 48 milioni di dollari

        La Chevrolet Lego Batmobile è stata anche inserita dalla casa produttrice americana sul proprio sito tra le proposte in vendita, al “modico” prezzo di 48 milioni di dollari, comprensivi di motore V100 da 20.000 Cv e connessione wi-fi in 4G. La vettura pesa a vuoto 769 kg ed è stata realizzata intorno a un telaio in tubi d’alluminio pesante 128 kg.

        La sua versione in animazione digitale potremo ammirarla in Italia dal 9 febbraio e dovrà piacere molto per battere il record d’incassi del primo The Lego Movie (oltre 469 milioni in tutto il mondo). Nel frattempo voi ammirate le immagini di come è stata realizzata la Chevrolet Lego Batmobile presentata a Detroit.

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          Baobab Studios cover

          Nonostante tutte le meraviglie che gli studios in realtà virtuale potranno usare per stupire gli utenti, alla fine l’unico modo per stabilire un contatto emozionale, come già spiegò Ed Catmull, resta sempre lo stesso: produrre grandi contenuti, in grado di creare la sospensione dell’incredulità esattamente come sanno fare i migliori film o romanzi.

          Altri 25 milioni di dollari per Baobab Studios

          Baobab Studios InvasionPer questo è interessante che Baobab Studios, produttore di video a 360 gradi che dopo 6 milioni di dollari iniziali ricevuti da investitori tra cui Samsung e Htc abbia appena raccolto altri 25 milioni di dollari in un round di investimento guidato da Horizons Ventures e Twentieth Century Fox a cui hanno partecipato anche Evolution Media Partners, Shanghai Media Group, Youku Global Media Fund e LDV Partners.

          Baobab Studios si propone di sviluppare personaggi che chiunque possa imparare ad amare (o odiare) grazie alla ricchezza di esperienze ed interazioni che la tecnologia VR può offrire. Baobab Studios il mese scorso aveva annunciato che il loro cortometraggio animato in VR, “Invasion”, diretto dal regista di Madagascar, Eric Darnell, e narrato da Ethan Hawke, della durata di 6 minuti, stava per essere trasformato in un prodotto della durata di un film d’animazione dallo studios hollywoodiano Roth Kirschenbaum (i cui fondatori hanno prodotto film celebri come Alice in Wonderland e Biancaneve e il cacciatore).

          Un’allegra invasione a 360 gradi

          Invasion mostra l’arrivo di un’astronave da cui sbarcano due alieni azzurri che vorrebbero conquistare la Terra e di come un paio di simpatici coniglietti, uno dei quali è lo spettatore stesso, riescono a evitare ciò e a metterli in fuga. Finora il video a 360 gradi caricato su Youtube (che potete vedere qui sotto) ha totalizzato circa 1,5 milioni di visualizzazioni ed è stato utilizzato come demo durante il lancio mondiale della PlaystationVR di Sony a inizio ottobre (oltre ad essere una delle app di punta dei visori Samsung Gear VR e Oculus Rift).

          In attesa di veder trasformato Invasion in un lungometraggio, Baobab Studios, per cui lavorano una ventina di dipendenti e che sta reclutando un team di manager per crescere ulteriormente, tra cui il nuovo Cto Larry Cutler, ex Pixar/Dreamworks, e il regista e fondatore di Within (Virtual Reality), Chris Milk, entrato nel Cda di Baobab Studios, ha già fatto sapere che il prossimo corto si chiamerà “Asteroids!”.

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            Star Trek 50 cover

            Star Trek compie 50 anni: la serie di fantascienza più famosa della storia della televisione americana debuttò l’8 settembre 1966 sul canale televisivo Nbc, per poi terminare dopo tre stagioni a seguito di deludenti indici di ascolto.

            Star Trek Beyond debutta nei cinema

            star trek 50 yearsUna “falsa partenza” che non ha impedito negli anni di diventare la serie di culto nei decenni successivi, tanto da vedere nel 1973 una versione a cartoni animati e fin dal 1979 una dozzina di film, l’ultimo dei quali, Star Trek Beyond, debutta stasera, 22 luglio, nei cinema americani (in Italia è in distribuzione da ieri sera).

            Numerosi gli eventi collegati a un anniversario così importante, dall’esposizione: “Star Trek: 50 artisti, 50 anni” da ieri al 24 luglio al ComiCon di San Diego, in California (si sposterà poi a Las Vegas dal 3 al 7 agosto in occasione della 15esima convention annuale ufficiale di Star Trek, a Toronto dal 19 agosto al 5 settembre, a New York dal 16 al 25 settembre e a Birmingham dal 7 al 9 ottobre), a concerti dal vivo e incontri con i membri del cast originale, sino ad una crociera caraibica dal 9 al 15 gennaio 2017.

            Nuovo spin-off televisivo in arrivo

            Star Trek 50 trioNel corso degli anni le avventure dell’originale equipaggio dell’astronave Enterprise del 23esimo secolo hanno lasciato spazio a cinque spin-off televisivi: Star Trek: The Next Generation (STNG) che descrive le avventure di un ecquipaggio a bordo di una nuova Enterprise un secolo dopo l’originale, Star Trek: Deep Space Nine (DS9) e Star Trek: Voyager ambientate contemporaneamente a STNG, Star Trek: Enterprise, che invece è ambientata 100 anni prima della serie originale e Star Trek: Voyager, ambientato nel 2370 a bordo dell’astronave Voyager.

            Se tutto questo non fosse bastato, dal prossimo anno la Cbs, proprietaria dei diritti del fortunato franchisee, metterà in onda una nuova serie Star Trek che introdurrà nuovi personaggi nel vasto universo fantastico (pensate che finora tra serie televisive e film si sono viste 62 diverse classi di astronavi della Flotta Stellare). Ma nei cuori di tutti i fan le tre icone anche dopo 50 anni sono sempre loro: il capitano James Tiberius Kirk, il vulcaniano Spock e il dottore Leonard H. “Bones” McCoy.

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              era glaciale v cover

              Siete mai stati ad una premiere cinematografica? A me è capitato, assieme a mio figlio Davide, ieri sera, in occasione della proiezione in anteprima nazionale del film di animazione in grafica digitale L’ Era Glaciale V – In rotta di collisione, ultimo episodio del fortunato franchisee della 20th Century Fox ambientato tre anni dopo i fatti del quarto episodio.

              Ischia premiere Era Glaciale VIl film è stato proiettato in anteprima nazionale ad Ischia nell’ambito delle manifestazioni collegate all’Ischia Film & Music Global Fest ed ha visto la partecipazione di quasi tutto il cast di doppiatori, tra cui tra cui il cantante inglese Lee Ryan e gli attori italiani Pino Insegno e Claudio Bisio, in sala. Una presenza che ha scatenato l’entusiasmo delle centinaia di spettatori grandi e piccoli presenti (una parte dei quali non ha potuto assistere alla proiezione per motivi di sicurezza, essendo terminati i posti a sedere).

              Non voglio svelarvi troppi spoiler della trama de L’ Era Glaciale V: sappiate solo che Sid (doppiato da Bisio) cercherà e forse finalmente troverà una nuova fidanzata, Diego (doppiato da Insegno) darà come sempre una mano e forse convincerà Shira (che nel frattempo ha “sposato”) ad avere dei cuccioli insieme e che Pesca è prossima al matrimonio con un giovane mammuth, Julian.

              Prima di tutto questo (e del possibile L’ Era Glaciale VI) c’è tuttavia da salvare la terra da un meteorite gigante, che pare destinato ogni 100 milioni di anni a causare un’estinzione di massa. Un’ipotesi che né Manny né il ritrovato Buck possono permettere che accada, sempre che Scrat, finito nello spazio per inseguire la sua eterna ghianda, non ne combini un’altra delle sue.

              Ischia premiere Era Glaciale VIl film uscirà il 22 luglio negli Usa e il 25 agosto nelle sale italiane e vi consiglio di andare a vederlo se vi piacciono i film d’animazione ben disegnati e con trame ricche di gag e di colpi di scena. Certo, difficilmente vi capiterà di essere seduti dietro a Claudio Bisio, Lee Ryan e Pino Insegno, ma questo è una di quelle cose che fanno impazzire i fan, ma forse lasciano indifferenti gli spettatori più “maturi”. Forse.

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              Cosplay cover
              Cosplay: tutto iniziò nel 1939

              Myrtle Douglas Forrest Ackermann cosplayDi cosplay e cosplayer abbiamo già parlato su Mondivirtuali.it ma il tema continua a suscitare interesse. Forse non tutti sanno che la pratica del cosplay (termine nato dalla fusione di costume e player), ossia di vestirsi come personaggi di film, cartoni animati o fumetti in occasione di raduni e festival nacque non in Giappone, come molti credono, ma negli Stati Uniti, quando nel 1939 Myrtle R. Douglas partecipò alla prima Worldcon (World Science Fiction Convention) insieme al suo compagno, Forrest J. Ackerman.

              In quella occasione la coppia indossava dei “costumi futuristici”(“futuristicostumes”) disegnati e realizzati dalla stessa Douglas per questo ritenuta la prima cosplayer della storia, ispirati al film di fantascienza Things to Come del 1936, basato sul romanzo The Shape of Things to Come di H. G. Wells, che del film fu il supervisore. Se Myrtle R. Douglas impiegò soprattutto tessuti, ago e filo per realizzare i suoi costumi, quali sono attualmente i materiali più utilizzati dagli amanti del cosplay per personalizzare i propri costumi?

              Cosplay: i materiali da usare

              Forex cosplayIl Pvc espanso a cellule chiuse (ne esistono di varie marche in commercio, il più famoso è il Forex, ma molto diffuso è anche il Multiexel), venduto in lastre di vario formato e spessore, può essere lavorato a caldo anche a temperature non troppo elevate, ad esempio con un phon termico, ed è utilissimo per realizzare armi, accessori e parti di armatura.

              La gomma Eva (Etil vinil acetato), nota col nome commerciale di Foam (o Craft foam) è leggera, lavabile, viene venduta in fogli formato A4 di differenti colori nelle cartolerie e negozi di belle arti e si può tagliare, colorare, incollare a qualsiasi supporto e termoformare. Più duttile e leggera del Forex ha anche il vantaggio di essere molto più economica. E’ ideale per realizzare accessori, spallacci e parti di armatura, ma dovrete curare molto la colorazione. Alcuni cosplayer consigliano per ridurre la porosità del Foam di stendere uno strato di colla vinilica prima di iniziare a colorarlo.

              Plasticard cosplayLo stirene, spesso noto col nome commerciale di Plasticard, è una vecchia conoscenza degli appassionati di modellismo: si tratta di fogli (e bacchette) di materiale plastico di vari colori, anche trasparente, in vendita anche online con vari formati e spessori. Facilmente colorabile è ottimo per realizzare armature medioevali o antiche o parti di guanti armati.

              Se volete creare i vostri gioielli, tiare, decorazioni o per ricoprire e vetrificare ampie superfici del vostro costume potete poi ricorrere alle resine: in commercio ne esistono di vari tipi (epossidiche, poliestere, per colaggio), solitamente bicomponenti. Dosaggi, tempi di indurimento ed essiccatura possono variare di molto da una resina all’altra per cui seguite attentamente le istruzioni della confezione e assicuratevi se tenda o meno a scaldare molto: potrebbe fondere facilmente lo stampo in plastica in cui doveste versarla.

              Plastazote CosplayIl Plastazote, una schiuma di polietilene reticolato a cellule chiuse, viene utilizzata solitamente per imballaggi e imbottiture protettive, viene venduta in fogli di vario spessore e densità ed è utilizzata solitamente per realizzare armi e scudi. Dopo averlo sagomato potrete ricoprire il Plastazote di uno strato di lattice e dipingerlo. Data la sua leggerezza è ottimo per realizzare armi di grandi dimensione.

              Il poliuretano espanso, in vendita in pannelli rigidi o a spruzzo, è facilmente reperibile nelle ferramenta e nei negozi di bricolage. Usato come imballaggio oltre che come isolante termico, è molto economico soprattutto nella versione a spruzzo, che può essere utilizzata per creare busti o teste su cui modellare armature o parrucche. Rispetto ai pannelli, decisamente fragili, la schiuma una volta essiccata è più compatta e resistente, meglio comunque evitare combattimenti e utilizzare armi e costumi realizzati con questo materiale solo per pose fotografiche.

              cartapesta cosplayUltimo ma non meno importante, la cartapesta, ossia quella mistura di carta macerata e colla vinilica, è forse il materiale più economico e versatile a disposizione degli amanti del cosplay. Una volta modellata ed essiccata può essere stuccata, cartavetrata e dipinta ottenendo effetti sorprendenti. I grandi carri carnevaleschi di Viareggio sono fatti in gran parte di cartapesta. Unico svantaggio: le parti in cartapesta, se di grande dimensione, possono pesare molto.

              Vi ha incuriosito la nostra rassegna dei materiali più utilizzati dagli artisti del cosplay? Speriamo di sì e in attesa di vostri sempre graditi commenti o suggerimenti sul tema, se volete rimanere aggiornati sui mondi virtuali e fantastici, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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              Dear Angelica

              Sundance Festival 2016 ha segnato un punto di svolta per la realtà virtuale e la realtà aumentata applicata al cinema. Se fino allo scorso anno film come Life2.0 o Henry erano in grado di suscitare curiosità, quest’anno non solo Dear Angelica va oltre l’idea classica di film per diventare simile a “un dipinto che fluttua nell’aria”, un nuovo modo di fare storytelling, ma si sono visti nuovi protagonisti emergere sulla scena sia produttiva sia distributiva sfruttando proprio l’interesse per la realtà virtuale e aumentata.

              Samsung Gear cinemaNon è dunque solo per gli oltre 30 filmati VR mostrati che il Sundance Festival 2016 pare essere un punto di svolta: approfittando dell’evento Samsung (una cui pubblicità in onda in questi giorni in Italia promette a chi acquista il nuovo Samsung 6 di regalare il visore Samsung Gear) ha annunciato di voler aprire uno studio di produzione di video in VR a New York e questo potrebbe dire un notevole incremento nella produzione di questo formato di contenuti video.

              La mossa di Samsung brucia le major di Hollywood, apparse al Sundance Festival 2016 sempre più in affanno e costrette a inseguire. Non a caso a dominare la scena sono state Amazon e Netflix, contendendosi la distribuzione dei film più interessanti a partire da Manchester by the Sea, comprato da Amazon per 10 milioni di dollari, o da Birth of a Nation, che Fox Searchlight ha comprato per 17,5 milioni di dollari dopo una battaglia con Netflix, che alcune voci volevano tentata dall’offrire 20 milioni di dollari. Se tutto questo vi incuriosisce, guardate questo filmato dedicato a Dear Angelica.

              Se poi volete sapere come andrà a finire il matrimonio realtà virtuale / realtà aumentata e cinema, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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              Pixar Animation VR cover

              Palmer Luckey Oculus VRPalmer Luckey, fondatore di Oculus VR, di recente ha espresso dubbi circa il reale interesse degli utenti di Second Life e dei mondi virtuali in generale alla realtà virtuale, ma Edwin Catmull, president e co-fondatore di Pixar Animation, sembra pensare la stessa cosa della realtà virtuale e del cinema d’animazione.

              I mondi virtuali sono una cosa, la realtà virtuale un’altra secondo Luckey e il fatto che Second Life abbia saputo coinvolgere molti creativi e tecnici che sono poi diventati entusiasti pionieri della realtà virtuale non significherebbe che gli utenti di tale piattaforma possano realmente rivelarsi degli entusiasti di tale tecnologia a loro volta.

              Un ragionamento curiosamente simile viene ora applicato da Ed Catmull (che è anche stato uno degli architetti del software RenderMan) all’idea, portata avanti dallo stesso Luckey, che la realtà virtuale possa avere grandi implicazioni per il cinema d’animazione.

              La realtà virtuale non rivoluzionerà lo storytelling

              Secondo l’esperto di Pixar Animation, che di recente ha partecipato alla Web Summit conference di Dublino (come lo stesso fondatore di Oculus VR e decine di altri relatori, trovate l’elenco qui), la realtà virtuale non sarebbe quella rivoluzione nello storytelling che vorrebbero i suoi “evangelisti” (come lo stesso Luckey).

              Pixar Animation Ed CatmullIn un’intervista al Guardian Catmull ha peraltro precisato che la sua prudenza attuale sulle effettive possibilità delle realtà virtuale non significhi che tale tecnologia non possa avere uno sbocco artistico, ma solo che per ora il settore più promettente sembra quello dei giochi, una forma d’arte essa stessa che tuttavia non è la stessa di una narrativa lineare come nel cinema.

              La narrazione lineare è il racconto abilmente diretto di una storia, dove le luci e il suono sono utilizzate tute per uno scopo molto chiaro. Non state solo vagabondando nel mondo”; di realtà virtuale si parla ormai da 40 anni.

              Ci sono stati molti esperimenti e le persone che hanno provato a fare qualcosa sono sempre state entusiaste, ha aggiunto il presidente di Pixar Animation che pensa che con Oculus non sia molto diverso: “tutto ciò che il nuovo dispositivo di realtà virtuale ha ottenuto finora è che è stato eliminato il lag temporale, ed era il lag temporale che vi faceva sentire che non eravate nell’ambiente”. Un bel passo in avanti, ma indubbiamente non una rivoluzione in termini narrativi.

              Cambiare la tecnologia non cambia le regole del gioco

              Realtà virtuale cinemaIl fatto che tu abbia cambiato la tecnologia e la gente sia entusiasta, non cambia la difficoltà di fondo di narrare una storia in modo avvincente. Proprio come i libri non sono la stessa cosa dei film. Non devono esserlo”.

              So che se ne parla, ha proseguito Catmull, “ma non credo che ciò (la capacità di narrare una storia in modo avvincente, ndr) dipenda realmente dal nostro modo di connetterci uno con l’altro. Detto questo, penso che dovrebbe continuare a fare esperimenti. Ma il fatto che dovremmo sperimentare e il fatto che la tecnologia sia cambiata, non significa che andrà a finire dove loro (gli evangelizzatori della realtà virtuale) credono”.

              Una opinione importante, che deriva dalla lunga carriera nel settore della computer graphic e dell’animazione di Catmull. Se volete sapere come andrà a finire per quanto riguarda la realtà virtuale e i suoi utilizzi, anche in ambito narrativo e cinematografico, non vi resta che continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it, su Paper.li e su Youtube).

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