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    ologrammi 7D cover

    ologrammi 7D - donnaL’olografia, ossia la tecnologia alla base degli ologrammi, è stata inventata fin dagli anni Quaranta del Novecento dallo scienziato ungherese Dennis Gabor che si basa sulla registrazione di un finissimo intreccio di frange di interferenza mediante l’impiego di luce laser per ricreare rappresentazioni tridimensionali (tecnicamente di parla di effetto di parallasse dell’immagine) del soggetto fotografato.

    Lo sviluppo dell’industria dei laser a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso ha fatto fare enormi progressi alla tecnologia, tanto che già da qualche anno avatar olografici sono utilizzati per animare le vetrine di alcuni negozi d’abbigliamento, come Mondivirtuali.it vi ha già raccontato.

    Ologrammi 7D utilizzati per filmati

    Inizialmente fisse, le immagini olografiche (“ologrammi”) ormai sono anche dei filmati sempre più realistici anche perché di recente un team di scienziati giapponesi guidato dal professor Yoichi Ochiai è riuscito a sviluppare ologrammi sicuri al tatto, che possono essere toccati senza provocare ustioni grazie all’utilizzo di laser superveloci combinati a telecamere e specchi che arrivano ad una risoluzione fino a 200 mila punti, o “voxel” (volumetric pixel) al secondo.

    Le applicazioni più recenti sono quelle dei filmati 7D, ossia una pellicola tridimensionale cui vengono aggiunti ulteriori effetti speciali come condizioni metereologiche e approccio degli oggetti (o “scivolamento a piede”).

    Se volete un esempio del grado di realismo ottenuto dai filmati realizzati sfruttando ologrammi 7D guardate questo filmato, realizzato nel 2014 in un centro commerciale a Dubai.

    Rispetto ai visori 3D per la realtà virtuale gli spettatori non debbono dotarsi di alcun dispositivo e dunque questa tecnologia è ideale per parchi giochi virtuali o spettacoli cinematografici interattivi.

    Filmati 7D anche in televisione?

    Secondo alcuni in pochi anni anche i normali televisori potrebbero essere realizzati in modo da poter proiettare filmati 7D, consentendo di assistere a spettacoli tridimensionali stando comodamente seduti in salotto.

    ologrammi - F4 Phantom JetUna prospettiva affascinante che però spaventa taluni che temono che una simile tecnologia possa essere usata (o sia già stata usata) in modo distorto, ad esempio per scopi bellici o per realizzare cospirazioni, inscenando incidenti che potrebbero portare a conflitti più o meno ampi.

    Se volete sapere come finirà, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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    IMVU Unity cover

    Imvu UnityC’è fermento in Imvu, il mondo virtuale (o “social network basato su avatar” come la società definisce attualmente la propria piattaforma) nato nel 2004 in California che in queste settimane ha stabilito una partnership (l’annuncio ufficiale è atteso in questi giorni a Unite Boston) con Unity, la piattaforma di sviluppo di videogiochi in 2D e 3D ed esperienze interattive, per consentire ai 4,5 milioni di sviluppatori che utilizzano Unity di usare avatar di Imvu come personaggi dei propri videogiochi.

    Una nuova API consentirà agli sviluppatori di includere avatar caratterizzabili del mondo virtuale nei propri titoli, come pure sul web o in app per smartphone. Sarà inoltre possibile sviluppare esperienze in realtà virtuale con la non troppo segreta speranza da parte di Imvu che in poco tempo possano essere sviluppati giochi adatti ai visori 3D come quelli di Oculus Rift. Oltre ad avere una community di oltre 140 milioni di utenti registrati, con 3 milioni di utenti collegati al mese (Second Life è arrivata a quota 43,3 milioni, ma da tempo non rilascia dati ufficiali sul numero di utenti attivi nel mese), Imvu è nota per avere un catalogo di oltre 20 milioni di oggetti creati dai suoi utenti, con una media di oltre 200 mila articoli venduti ogni giorno.

    Imvu Unity bisPer mostrare quello che sarà possibile creare grazie alla nuova API (le cui caratteristiche sono descritte nel dettaglio nel sito di Imvu dedicato agli sviluppatori), Imvu ha già annunciato Hack With Me, evento che dal 23 settembre al 16 ottobre consentirà ad alcune squadre di sviluppatori, designer e imprenditori di sfidarsi nello sviluppo di esperienze interattive usando gli avatar di Imvu. Quali saranno i vantaggi per gli sviluppatori derivanti dalla nuova API?

    Anzitutto gli avatar del mondo virtuale sono molto migliorati in questi anni e consentiranno di sviluppare più facilmente personaggi per videogiochi. Poi daranno agli sviluppatori una buona visibilità, visto che la piattaforma lancerà una pagina dedicata attraverso cui si potranno acquistare e scaricare le migliori App, consentendo anche agli sviluppatori di ricavare un guadagno dalle app sviluppate per Imvu. Se poi volete sapere quali altri sviluppi attendono questo e altri mondi virtuali, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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      Selfie Kalyabreeaa Capelo cover

      Selfie Anita ArmendarizImpazza la mania dei selfie e anche in Second Life gli utenti si scatenano. Da qualche tempo se date un’occhiata in gruppi come Mondivirtuali su Flickr o simili, le foto virtuali di avatar che stanno scattandosi un selfie sono sempre meno rare.

      Come in un gioco di specchi che si riflettono in altri specchi, gli utenti di mondi virtuali come Second Life, ma non solo, si divertono a riprendere il proprio alterego digitale impegnato a fare selfie a se e ad altri avatar, proprio come nella vita reale le persone ne scattano sempre di più e di tutti i tipi, da quelli più romantici ai più provocanti.

      Eppure la facilità di realizzazione non garantisce la qualità degli scatti. Così per evitare di sbagliare selfie, reali o virtuali che siano, vi suggeriamo dieci errori da evitare mentre scattate (o riprendete il vostro avatar che si scatta un selfie). Non basteranno per rendere tutti i vostri scatti dei capolavori fotografici, ma almeno eviterete il rischio di realizzare immagini imbarazzanti.

      Selfie Sylvia KoonzAvete assunto una posa ad effetto? Bene, ma state attenti ai classici rompiscatole sullo sfondo che potrebbero rovinarvela con qualche gestaccio

      Se vi volete scattate un selfie state attenti a non finire nella foto di qualcun altro alle vostre spalle, il risultato potrebbe essere imbarazzante

      Se siete ancora ragazze/ragazzi e volete anche solo “fare le facce”, chiudete la porta della stanza. I vostri genitori potrebbero entrare sul più bello e aver qualcosa da ridire

      Fare scattare un selfie a un passante è abbastanza comune, specie se siete in qualche località esotica. Ma farlo fare a vostro figlio, specie se siete poco vestite, non è proprio il caso

      Scattare selfie è divertente, ma a volte vengono idee buffe o sexy mentre siete al lavoro. Rimandate: un dirigente potrebbe passare proprio mentre fate click

      Il bagno è molto popolare come location, specie se volete scattarvi un selfie malizioso, ma sgombrate bene le superfici. Fazzoletti, mutande o peggio non valorizzano i vostri scatti

      Selfie Babigio BellicNon sempre si scattano selfie in bagno: c’è chi assume una posa da diva mentre è per strada. Ma se avete un mendicante sullo sfondo l’effetto non sarà il massimo

      A volte mammine giovani e sexy non resistono all’idea di scattarsi qualche selfie malizioso. Niente di male, ma se vostro figlio entra in camera potrebbe avere un trauma

      Dimenticate pure tutti gli avvisi precedenti, chi siamo in fondo per giudicare i vostri selfie? Ma un consiglio concedetecelo: evitate di assumere pose che vi fanno fare la figura degli idioti

      Ovviamente potete sempre fare di testa vostra, se pensate di essere grandi fotografi o top model emergenti. Col rischio però di ottenere risultati tragicomici.

      Se poi vi incuriosiscono le immagini che si possono realizzare utilizzando i vostri avatar e gli editor grafici dei mondi virtuali come Second Life e non solo, non vi resta che seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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      Avatar sequel cover

      Avatar, il film campione di incassi di James Cameron, avrà tre sequel (ma non è escluso che possano diventare anche quattro), per la gioia (si fa per dire) di Pechino, il primo dei quali dovrebbe essere nei cinema di tutto il mondo nel 2017, seguito a distanza di un anno dagli altri, così da completare entro il 2019 la nuova trilogia.

      Avatar sequelIn attesa di vedere come proseguiranno le avventure di Jake Sully (Sam Worthington), Neytiri (Zoe Saldana), del colonnello Miles Quaritch (Stephen Lang) e della dottoressa Grace Augustine (Sigourney Weaver) che pur essendo apparentemente morta in Avatar dovrebbe da vari indizi essere nel cast sia di Avatar 2 sia di Avatar 3, chiacchierando su Twitter con lo staff di Linden Lab abbiamo scoperto che esiste un sito dove è possibile farvi indicare che età dimostra il vostro avatar.

      Se volete anche voi sapere quanti anni dimostra il vostro alter ego digitale, non necessariamente e solo quello che usate in Second Life, andate sul sito How-Old.net e selezionate una foto del vostro avatar (o di voi stessi, se preferite).

      Avatar how oldIn pochi secondi saprete quanti anni dimostra, come nel caso di Lukemary Slade che come vedete sembra dimostrare 37 anni, una decina meno del suo creatore in RL. La cosa interessante è che di solito si tende a togliersi qualche anno rispetto alla realtà, così se la televisione fa ingrassare, dicono, Second Life e i mondi virtuali in genere potrebbero farvi ringiovanire. Ci avevate mai pensato?

      Se questo articolo vi è piaciuto e volete rimanere informati sulle novità in tema di avatar, non vi resta che continuare a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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        Edizioni Volando sede

        Elena NoVi piace scrivere ma non avete mai avuto modo di mettervi alla prova? Sognate di mondi fantastici in cui ambientare le vostre storie? Conoscete cosa siano i mondi virtuali e gli avatar? Se avete risposto sì a tutte e tre le domande affrettatevi, perché è stata appena lanciata la nuova edizione del concorso per testi “avatariani” di Edizioni Volando, ossia un concorso letterario cui possono partecipare tutti coloro che posseggono un avatar in Second Life.

        Lo ha annunciato Elena No (già nota in Second Life come Volando Amat, ovvero 3Elana di cui abbiamo già avuto modo di parlarvi) sul gruppo su Facebook di Edizioni Volando , precisando che anche in questo caso come nelle edizioni precedenti del concorso non saranno accettati testi ambientati esclusivamente nella realtà e senza alcun riferimento alla vita virtuale. Chi volesse partecipare “in avatar e penna”, potrà inviare sia un racconto breve sia una poesia.

        Edizioni Volando sedeNel primo caso il testo di narrativa dovrà avere una lunghezza compresa tra le 3 e le 10 cartelle (una cartella equivale a 1.500 battute), nel secondo ogni testo poetico dovrà contenere un massimo di 10 componimenti. In ogni caso non si tratta di termini rigorosi ma di linee guida: Elena stessa ricorda che, come sempre, si accetteranno anche testi scritti su note card e senza contare le battute, purché si tenga presente che trattandosi di opere da stampare e diffondere poi all’interno della piattaforma di Second Life non potranno avere le dimensioni di un libro reale (è possibile ed anzi consigliato fare una visita alla sede di Edizioni Volando, dove si potrà prendere prendere visione degli altri libri già stampati dalla casa editrice virtuale).

        Una volta che il vostro racconto o la vostra raccolta di versi poetici siano pronti, potete inviare il tutto a indra (at) dadoweb.it oppure passarlo attraverso una note card direttamente a 3Elena “in world” (ossia all’interno di Second Life). Termine ultimo per l’invio del materiale è il 30 novembre prossimo, con premiazione finale che dovrebbe seguire presumibilmente prima di Natale.  Buona fortuna a tutti e se volete restare aggiornati sulle novità relative allo scrivere e ai mondi virtuali continuate a seguirci oltre che sul sito anche tramite il nostro account su Twitter e la fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li).

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          Mesh Avatar SL

          Mesh Avatar SLLe mesh conquistano gli avatar e non si tratta solo di Second Life. Linden Lab ha da poco annunciato di aver aggiornato i suoi 24 avatar di base per “dare ai nuovi utenti un set di opzioni più appaganti quando iniziano a utilizzare Second Life”. Se volete vedere voi stessi i nuovi avatar disponibili (una parte dei quali appare nell’immagine cortesia di Linden Lab) e utilizzate il viewer ufficiale della stessa Linden Lab, aprite l’Avatar Selector, andate nel menù Persone/People e potrete scegliere da avvenenti modelli maschili e femminili a vampiri, mostri, zombie e quanto altro preferite. Notate che se preferivate i vecchi avatar o avete schede grafiche poco performanti, potete ancora adottare un avatar precedente, se non li vedete disponibili nell’Avatar Selector li potete comunque trovare in Inventario-Abbigliamento-Outfit precedenti.

          Oltre a Linden Lab molto interessato a sviluppare avatar sfruttando le mesh è l’esercito americano: l’Air Force Research Laboratory’s 711 Human Performance Wing (alla cui cortesia si deve la foto che vedete in basso) sta infatti elaborando nuovi avatar sfruttando appunto scanner 3D e mesh per creare avatar ad alta definizione da usare in simulazioni e addestramento tramite video game. In questo caso per creare le mesh i ricercatori dell’aviazione militare americana prima riprendono un vero corpo umano utilizzando uno scanner corporeo formato da un anello di telecamere allineate attorno al soggetto. Ciascuna telecamera scatta una foto, producendo così una nuvola di punti sul corpo, collegando i quali con delle linee si ottiene la riproduzione digitale (mesh) del soggetto stesso.

          Per ricreare il movimento, invece, viene utilizzata una tecnica simile a quella dei film di animazione digitale in 3D: si collocano una serie di adesivi riflettenti sul corpo del soggetto e le telecamere riprendono il movimento di tali adesivi quando il soggetto si muove, potendolo così riprodurre in digitale (la stessa tecnica, per inciso, è stata utilizzata per realizzare le sequenze in cui compare il personaggio di Gollum nel film Il Signore degli Anelli diretto da Peter Jackson).

          mesh for Us ArmyUtilizzare scanner 3D per creare avatar di mesh e telecamere per catturare e riprodurre il movimento consente di raggiungere livelli di realismo non solo ampiamente superiori a quelli di Linden Lab, ma anche dei più performanti videogiochi non solo per quanto riguarda i movimenti, ma anche dei corpi e degli abbigliamenti degli avatar. Di fatto a sentire i tecnici impegnati in questo progetto, uno dei problemi che impedisce una più rapida adozione di questi nuovi avatar è proprio il fatto che le piattaforme commerciali e i motori grafici di videogiochi e mondi virtuali (se ricordate l’esercito americano ha sperimentato a lungo anche Second Life per le sue simulazioni) non riescono ancora a supportare tale livello di realismo.

          Chissà se la prossima startup di successo non sarà quella in grado di farci utilizzare avatar foto realistici nei nostri giochi preferiti. Per intanto vi suggerisco di continuare a seguire Mondivirtuali.it, oltre che il nostro account su Twitter e la fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li).

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            Merthyn Vintner cover

            Merthyn VintnerAgosto e il caldo mal si conciliano col compito di selezionare un nuovo graphic dreamer, tanto più con oltre 8.000 immagini in Graphic Dreams e con alcuni graphic dreamer già citati in passato come Connie Sec, Lithea o Ruriko Braken piuttosto che Christalship Rehula o Sincetta che continuano a proporre nuovi eccellenti lavori.

            Nomi nuovi da proporvi ne ho comunque molti, così non perdo altro tempo e vi parlo di Merthyn Vintner, che di recente ha proposto lavori davvero interessanti sotto il profilo sia dei colori sia delle forme e delle composizioni. Merthyn come molti graphic dreamer sfrutta l’editor di Second Life lavorando ulteriormente le immagini con programmi di fotoritocco ottenendo lavori di notevole impatto come Dance Forever o Crying Waterfalls che si allontanano dai canoni “classici” dell’immagine digitale che tende a riprodurre una sorta di “cartolina pop” per avvicinarsi ad uno stile maggiormente pittorico e impressionista.

            Merthyn VintnerIn alcuni casi Merthyn gioca più volte con gli avatar fino a riproporli in decine di “scatti” differenti per colori, contrasti, pose o luci, legati solo dalla figura del soggetto, come qui o qui, ottenendo lavori molto diversi tra loro che sembrano voler indicare allo spettatore la grande versatilità di queste rappresentazioni grafiche di identità digitali. Oltre agli avatar Merthyn, che ha una galleria sconfinata, con oltre 650 lavori presenti nel momento in cui scrivo questo articolo, si diletta nel reinterpretare immagini paesaggistiche come con Lone Camel, o in Dark Temple o ancora con Musical Box o Wasteland solo per citarne alcuni tra i più recenti.

            Merthyn VintnerImmagini, lo si vede anche dai commenti lasciati dagli utenti di Koinup.com, che invariabilmente finiscono col suscitare il desiderio in chi le osserva di andare ad esplorare in prima persona la location raffigurata e questo mi pare un indizio  di quanto potente possa essere l’arte come mezzo per stimolare ulteriori reazioni ed esperienze “artistiche” anche in chi guarda e non solo in chi crea.

            Curiosamente pur sperimentando molto le possibili variazioni cromatiche o figurative di figure e paesaggi come ad esempio in Rock Plants Merthyn raramente realizza immagini in cui entrambi gli elementi, figure e paesaggi, sono presenti, come in Rhea in Charmed Paradise III ed è un peccato a mio avviso perché i pochi lavori proposti sono interessanti e meriterebbero un approfondimento. Ma chissà che Merthyn non ci riservi ulteriori piacevoli sorprese nel prossimo futuro, di certo vi consiglio di seguirne la produzione su Koinup.

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            Vero Modero moda virtuale cover

            Lo ammetto: sono poco attenta alla moda virtuale in Secondlife. Però quando ho letto l’articolo di Luciana Pinazzo dedicato a Vero Modero, marchio della stilista di moda Bouquet Babii, mi sono incuriosita perché ne avevo già sentito parlare persino io “in world” così alla prima occasione sono andata a visitare il suo mainstore.

            Vero Modero moda virtualeLì ho scoperto non solo che c’è sempre la presenza di una o due persone dello staff del customer care pronte ad aiutarvi e che le indicazioni per muovervi all’interno degli spazi (più che adeguati) del negozio sono molto semplici da seguire e visibili, con molti comodi tp che vi permettono di spostarvi da una sezione all’altra dello store rapidamente e tante scritte che vi fanno capire sempre che genere di merce è esposta in quella parte del negozio (lo so, dovrebbero essere cose banali ma spesso mi è capitato di perdermi in negozi enormi, pieni di vendor disposti a centinaia lungo le pareti e pochissime indicazioni su come orizzontarmi). Ho scoperto che ci sono dei regali favolosi per chi aderisce al gruppo di Vero Modero (la cui iscrizione è gratuita).

            Per “regali favolosi” non intendo un abitino o due, o magari un set di capelli, o di occhi, o qualche accessorio, no. Intendo regali favolosi: sono tuttora disponibili (e ogni mese se ne aggiungono di nuovi) regali che variano da paia di scarpe (sculted) per occasioni speciali come Halloween a interi costumi, da outfit all’ultima moda che nulla hanno a che invidiare con i modelli in vendita a pagamento di Vero Modero o dei più celebri marchi di moda in Secondlife, fino ad arrivare a interi avatar.

            Vero Modero gifts Sì avete capito bene: tra gli omaggi che potete prendere gratuitamente (non di sono limitazioni neppure al numero di omaggi che potete portar via ogni volta) vi sono box con interi avatar: shape, skin, occhi, capelli e naturalmente vestiti e accessori (scarpe comprese). In qualche caso persino con oggetti utili per ricostruire scenette nel caso vi dilettiate di fotografia (ad esempio un box prevede un avatar femminile completo in.. una cabina telefonica, compresa a sua volta nell’omaggio!).

            OK, lo so che molti di questi omaggi saranno stati segnalati in blog di regali e omaggi come FabFree o altri simili. Ma non potevo non segnalarlo a tutti i lettori di Mondivirtuali.it che ancora credono che Secondlife debba essere solo un passatempo costoso o che non sia possibile personalizzare in modo valido il proprio avatar se non si dispone di budget consistenti. Vero Modero dimostra il contrario: su SL potete creare personaggi graficamente molto curati anche senza spendere un linden dollar (un  linden vale meno di mezzo centesimo di euro).

            Salvo magari accorgervi che spendendo qualche linden dollar (comunque a prezzi inferiori a quelli che accettate di pagare per andare a prendervi una pizza e una birra coi vostri amici) siete in grado di creare davvero personaggi “unici”, degni di essere i soggetti dei vostri roleplay, o delle vostre immagini digitali o semplicemente di rilassarvi facendovi essere per qualche ora alla settimana ciò che non potete essere ogni giorno. Allora buona (ed economica) seconda vita e seguiteci anche sulla nostra pagina su FB per essere sempre aggiornati delle ultime novità dai mondi virtuali!

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            Empreinte avatar

            C’è stato chi, come Roberto Venturini l’ha definito un esempio di geek advertising, personalmente mi piace pensare che la pubblicità studiata da Empreinte, produttore francese di lingerie che ha messo una modella virtuale nelle vetrine del suo nuovo concept store parigino, a due passi da Place Vendome, sia un esempio di quello che potrebbe essere l’uso degli avatar in futuro, slegato da piattaforme chiude dentro un’architettura studiata per essere utilizzata attraverso pc desktop o portatili e invece in grado, anche recuperando tecnologie “vecchie” come quella olografica, di prendere vita tra noi.

            Empreinte avatarUn futuro “business” per gli avatar e i mondi virtuali molto diverso sia dalle applicazioni industriali sul tipo di quelle di Ford, sia dalle prospettive “ludiche” di Caprica, che pure potrebbe essere uno sviluppo molto interessante negli anni a venire di alcuni aspetti che già oggi caratterizzano le più diffuse piattaforme immersive in 3D come Second Life, IMVU, Twinity o The Sims.

            Ma basta con le chiacchiere e le analisi, lascio a voi giudicare la qualità di questa modella virtuale che prende vita ogni sera suscitando, per ora, notevole curiosità tra i passanti e dunque centrando in pieno il suo scopo: far parlare del negozio e dei prodotti che vi sono esposti, avatar compresi.

             

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            Volando Amat Marjorie Fargis

            Edizioni VolandoCi eravamo lasciati con Volando Amat con la promessa di terminare la nostra chiacchierata e scoprire come fosse nata Volando Edizione, quali traguardi avesse raggiunto e quali ancora si prefiggesse. Ecco dunque la parte conclusiva della nostra piacevole e speriamo per voi interessante conversazione.

            Nel 2008, spiega Volando Amat, “ho fondato la Antica Stamperia Il Faro. Avevo già l’intenzione di parlare di Second Life con scrittori di SL che non menzionassero RL, ma non ero riuscita nell’intento cosi dovetti accettare i temi che gli autori volevano trattare”. Nel caso dell’Antica Stamperia il Faro “lo staff eravamo solo io e il mio socio Rockerduck Bodganovich, che si occupava di stampare i libri, della parte grafica e dei vendor. Avevo deciso di mettere un prezzo, perché era un segnale per gli autori che il loro libro era stato venduto, anche se una percentuale rimaneva a noi: non bastava a coprire le spesse del passaggio da notecard o e-mail a texture, fotografie e costo della carta per la macchina, ma simbolicamente aveva un significato”. Purtroppo poi Volando ha dovuto lasciare la sua sim di Porto Cervo SLche avevo tenuto per quattro anni: ho sofferto troppo e tutto é andato in malora. Perso la sim e il socio, ho dovuto cedere a lui la Stamperia a causa della mia assoluta ignoranza tecnica in questo universo di tecnologia, in cui sono entrata  e mi sono soltanto interessata all’umanità qui e non di altro. E’ stato tutto molto doloroso e mi sono ritirata in una homestead, ad allevare cavalli per diversi mesi, cercando di guarire da uno stato di desolazione infinito”.

            Edizioni Volando staffSoltanto alla fine dell’estate 2011, “con l’aiuto generoso di una sorella che decise di imparare a stampare libri in SL ed oggi é il mio staff (che al momento vede Volando Amat come editore, Lalei Bonetto come tipografo e Rocca Rossini come responsabile degli script e della vendita, LmS) ho aperto la Edizioni Volando, con la precisa intenzione questa volta di attenermi al mio iniziale sogno: un mondo di pixel, una vita della mente, insomma un avatar”.

            Durante tutto questo tempo “alcuni leggendo qualche articolo mio scritto da qualche parte, o qualche mio interventi in certi luoghi di cultura, mi hanno offerto aiuto, che é peraltro stato sempre impossibile attuare perché la tassativa regola di non avere alcun rapporto con RL, nè altro scopo che trattare e comunicare con gli abitanti del metaverso, deludeva le loro aspettative, che sono sempre rivolte al passaggio da qui in qualche modo alla vita reale”. Ultimamente, le cose stanno però cambiando “e anche negando pubblicamente il sentirsi un poco avatar, il tema comincia a essere recepito. E con questa ultima iniziativa editoriale, la mia terza, con il nome di Edizioni Volando, il successo é stato bellissimo!

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