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    Animatronico Caparezza cover

    E’ stata la title track di Prisoner 709, il settimo album del rapper italiano Caparezza: canzone molto orecchiabile (anzi: “un po’ troppo da radio, sti cazzi finché“), Ti Fa Stare Bene ha ottenuto un ottimo riscontro anche su Youtube con oltre 32 milioni di visualizzazioni a un anno dal lancio, grazie a un video molto curato in cui, tra l’altro, compare un animatronico.

    Un animatronico per Caparezza

    Avete capito bene: un pupazzo animato come quelli presenti nel videogioco Fnaf (Five Nights at Freddy’s) di cui vi abbiamo tante volte parlato, ma per fortuna di indole molto diversa da questi ultimi. Una delle domande più frequenti anche tra i commenti postati sul canale Youtube del cantautore di Molfetta riguarda proprio chi abbia realizzato tale pupazzo.

    Luna's Puppets Caparezza

    Conosciamo meglio Otto

    Si tratta del pupazzo Otto prodotto dalla Luna’s Puppets in 17 varianti di colore per il corpo (ed 8 varianti di colore per gli occhi animatronici), al prezzo base di 280 dollari senza componenti elettronici (con le componenti elettroniche il prezzo sale a 1.150 dollari per la versione “full body”, come quella usata nel video di Caparezza, a 1.080 dollari per il pupazzo con solo la parte superiore del corpo).

    Animatronici molto versatili

    La società americana creata dieci anni fa dai coniugi Kevin e Andrea Gorby produce rigorosamente a mano tutti i suoi pupazzi, nel corso degli anni utilizzati anche per spot commerciali di Kia, per numerosi spettacoli teatrali e per attività di animazione per ragazzi come KidzWorld.

    animatronico ti fa stare bene

    In molti li hanno già apprezzati

    Un elenco di clienti soddisfatti che si è ora arricchito di un ulteriore nome di prestigio, quello del rapper italiano Caparezza, appunto, che per la realizzazione del video di Ti Fa Stare Bene si è rivolto a Videoproject e alla regia di Fabrizio Conte (che con Morris Bragazzi ha curato anche la sceneggiatura del video). Ad animare Otto ci ha pensato Nicolò Lo Cicero (Vitaminaeci), cui si deve l’immagine della nostra copertina.

    A noi il video e la presenza di Otto sono piaciuti molto e a voi? Se volete restare sempre informati su questi e altri argomenti, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

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      Bryn Oh what the orphans saw cover

      Mamma mia, da quanto tempo non tornavo in Second Life per visitare un’istallazione artistica virtuale! Questa volta l’occasione mi è stata offerta dalla mostra di Bryn Oh (artista canadese attiva nel mondo virtuale di Linden Lab di cui Mondivirtuali.it ha parlato in più occasioni) intitolata “What the Orphans Saw” ospitata come sempre nella land di Immersiva.

      Bryn Oh What the Orphans Saw

      What the orphans saw

      Quello che vedono gli orfani di Bryn sono quadri, giostre, unicorni in lotta con nuvole e gatti e strani animali che sembrano un incrocio tra le giraffe e gli elefanti dalle gambe sottilissime di Salvador Dalì.

      Se andate a vedere l’esposizione state attenti: Bryn ha settato l’ambiente in modo che vi troviate al crepuscolo, con ben poca luce a disposizione.

      Bryn Oh What the Orphans Saw little secrets

      Oscurità custodisce piccoli segreti

      Serve, questa scarsa luce, a favorire un gioco a nascondino degli orfani, a rendere più intima la loro presenza e i loro segreti, a far volare la loro fantasia fuori dai limiti fisici dell’orfanotrofio e della loro condizione.

      Questo almeno è quello che ci ho visto io, voi andate a vedere e sappiatemi dire che sensazioni vi ha provocato.

      Bryn Oh What the Orphans Saw little orphans

      15 anni di Second Life non sono passati invano

      E’ un piacere constatare che nonostante 15 anni di attività e nonostante la moda di Second Life sia morta e sepolta da tempo, la piattaforma di Linden Lab si rivela tuttora un ambiente prolifico sotto il profilo della creatività dei suoi migliorie più attivi utenti. Dunque altri 15 di questi anni, Second Life (e complimenti a Bryn Oh, come sempre).

      Bryn Oh What the Orphans Saw the way

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        Johannes Stotter cover

        Ogni artista crea un proprio mondo virtuale, a volte simile alla realtà a volte totalmente fantastico, ma raramente mi è capitato di notare lavori come quelli di Johannes Stotter, artista autodidatta, musicista e “body painter” del Sud Tirolo (Italia), campione del mondo di bodypainting nel 2012, vicecampione del mondo nel 2011 e nel 2014, campione italiano nel 2011 e 2013 e di vari altri premi tra cui il North American Bodypainting Championship ad Atlanta (Usa) nel 2013 e l’International Fine Art Bodypainting Award nel 2014.

        johannes stotter foglie

        Figure animali create da corpi dipinti

        Perché mi hanno colpito i lavori di Stotter? Perché è fantastica la sua abilità nel ricreare figure animali grazie ad una moltitudine di corpi umani dipinti (famosa la sua rana tropicale creata da 5 modelli, del 2013), piuttosto che quadri e sculture “naturali” (letteralmente!). Che vi possano sembrare lupi, pesci angelo, camaleonti, rane o pappagalli, quelli fotografati e filmati da Stotter sono in realtà sempre modelli il cui corpo è stato dipinto dall’artista così da ricreare una illusione perfetta, guardare per credere.

        L’arte della mimetizzazione perfetta

        Ma Stotter è riuscito a giocare anche con elementi come la pietra, la terra, il legno, la frutta, a mimetizzare i suoi modelli nell’ambiente circostante, o nel renderli delle perfette, per quanto virtuali, macchine anatomiche come forse solo l’anatomista Giuseppe Salerno era riuscito a realizzare, in modo del tutto diverso, per il principe Raimondo di Sangro. Gustatevi dunque questo filmato e preparatevi a rimanere stupefatti da quanto vedrete, ne vale la pena!

        Se poi oltre all’arte vi incuriosiscono i mondi virtuali, la realtà virtuale e aumentata e la tecnologia geek in genere, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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          burning man victor habchy cover

          Dicono che un’immagina valga più di mille parole: è certamente vero nel caso del Burning Man, festival ideato nel 1986 da Larry Harvey ed Jerry James, organizzato dal 1997 dalla Black Rock City Llc, che ogni anno nella settimana che precede il Labor Day (il primo lunedì di settembre) riunisce a Black Rock City, comunità temporanea creata sulla distesa salata del Deserto di Black Rock, in Nevada, migliaia di manager geek e creativi di tutto il mondo, ansiosi di dimostrare che fanno parte della comunità “che conta” (secondo una leggenda metropolitana Google non assume dirigenti che non abbiano partecipato almeno una volta al Burning Man).

          Il Burning Man visto da Victor Habchy

          Ma ci sono immagini e immagini: si può cercare di raccontare il Burning Man con istantanee e foto da reportage adatte ai grandi tabloid o ai siti di informazione mainstream di tutto il mondo, o si può cercare di scattare immagini che colgano l’atmosfera dell’evento, come nel caso del fotografo Vicktor Habchy che sul suo sito ha pubblicato una selezione delle immagini più surreali e allo stesso tempo magnifiche che si siano mai viste del festival più amato dalla upper class americana a cui lo stesso Philip Rosedale ha più volte dichiarato di essersi ispirato per creare Second Life.

          Immagini surreali nel deserto del Nevada

          Giudicate voi stessi dalla nostra selezione, o andate sul sito di Vicktor Habchy per vedere l’intera gallery e naturalmente se volete rimanere sempre aggiornati, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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          Investire nello sviluppo di contenuti che sfruttano le tecnologie di realtà virtuale e realtà aumentata applicante al patrimonio artistico-culturale italiano conviene? Molte startup e piccole e medie imprese italiane scommettono di sì ed hanno da tempo iniziato a produrre contenuti e piattaforme per consentire a turisti e appassionati di fruire una mostra o un sito archeologico in modo arricchito, come nei seguenti esempi.

          Ikon e l’Antica Aquileia

          Ikon assieme a Nudesign ha realizzato già nel 2013 per la Fondazione Aquileia (ente che gestisce il patrimonio dell’antica città romana) Antica Aquileia 3D, applicazione mobile iOS e Android che consente di guardare i monumenti attraverso smartphone o tablet visualizzando ricostruzioni tridimensionali in modalità interattiva. Se volete avere un assaggio di ciò che significa, gustatevi il video qui sotto.

          SpinVector e il teatro romano di Benevento

          SpinVector, di cui Mondivirtuali ha già parlato, oltre ad aver realizzato nel 2011 la ricostruzione virtuale di Pompei per il Mav (Museo archeologico virtuale) di Ercolano, ha sviluppato più di recente col centro dipartimentale Urban Eco dell’Università Federico II di Napoli un progetto di digitalizzazione e visualizzazione del teatro romano di Benevento.

          ARtGlass, dalla Villa Reale di Monza a Caravaggio

          riscopri caravaggioARtGlass – Capitale Cultura Group ha invece puntato sulla realtà aumentata per valorizzare in modo innovativo e accattivante il San Francesco in Meditazione di Caravaggio, recentemente restaurato e riesposto presso il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, attraverso l’iniziativa “Riscopri Caravaggiopresentata lo scorso 30 settembre. Ma già da inizio febbraio i visitatori della Villa Reale a Monza possono seguire un percorso immersivo negli ambienti della villa stessa, realizzato sempre da ARtGlass.

          Regium@Lepidi, da Reggio Emilia agli States

          I Musei Civici di Reggio Emilia il 30 maggio 2015 hanno invece inaugurato il museo virtuale Regium@Lepidi 2200 frutto di un progetto internazionale, durato due anni, sulla ricostruzione virtuale della città romana di Regium Lepidi (Reggio Emilia), che ha visto la collaborazione della Duke University (ed in particolare dei laboratori Dig@Lab, fondati dal professor Maurizio Forte), dei Musei Civici di Reggio Emilia e del Lions Club Host Città del Tricolore, Reggio Emilia. Dopo oltre due anni di lavoro, in parte a Reggio ma in gran parte presso i laboratori Dig@Lab a Durham, negli Stati Uniti, il Museo Virtuale sulla città Romana ha visto la luce.

          LD porta la Città proibita a Torino

          LD multimedia citta proibitaA Torino, dal 24 febbraio al 28 marzo 2016, grazie alla collaborazione tra Fondazione Torino Musei e LD Multimedia, startup fondata da Luca Licata e Fulvio Castellaro dedicata alla produzione di scenari di realtà virtuale, è stato possibile visitare “virtualmente” la Città proibita utilizzando un visore Oculus Rift. Era inoltre possibile acquistare (per 9 euro) un visore in cartone prodotto dalla stessa LD Multimedia che a parità di file a 360 gradi offre una qualità visiva superiore del 20% rispetto al più noto Samrung Gear VR, così da utilizzare il proprio smartphone per scaricare gratuitamente le applicazioni dedicate e rivivere il “viaggio” anche fuori dal museo.

          Realtà virtuale e aumentata per l’arte, c’è spazio per tanti

          L’abbinamento realtà virtuale / realtà aumentata e patrimonio artistico è dunque quanto mai ricco e vitale, anche se il settore appare ancora molto frammentato. Cosa che se da un lato potrebbe limitare inizialmente la portata economica dei singoli progetti, dall’altro lascia tuttora spazi aperti a PMI e startup che vogliano avanzare proposte innovative, quindi che aspettate?

          Ovviamente se volete rimanere sempre aggiornati, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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            Cica Ghost Them cover

            Cica Ghost Them

            Tutti parlano di realtà virtuale ma che genere di contenuti si possono realizzare oltre ai videogiochi, per rendere questa tecnologia sempre più interessante? Ad esempio installazioni di arte grafica tridimensionale, come da anni già si vedono in Second Life. Tra le artiste più valide di questi ultimi anni si segnala Cica Ghost, di cui vi ho già parlato presentandovi la sua Little Town.

            Ora Cica Ghost torna a sorprendere gli utenti di Second Life e gli appassionati di arte grafica con un nuovo progetto, “Them”, di chiara ispirazione ufologica. Di fatto si tratta di un’adunanza di alieni grigi giganti, in attesa di essere trasportati a bordo del proprio disco volante.

            Cica Ghost e gli alieni grigi

            Fa un certo effetto aggirarsi per la sperduta isola, nell’oceano di pixel di Second Life, su cui decine di alieni grigi giganti si sono radunati in attesa forse di tornare a casa, ma attenti a scrutare gli eventuali visitatori che si aggirassero tra loro. Vi consiglio vivamente di visitare questa bella installazione, semplicemente cliccando sul bottone di teleport che trovatte qui sotto.

            Teleport button

            Se poi siete curiosi e volete capire subito di che si tratta, potete sempre guardare questo video di Guadalupe Vasquez e farvi un’idea. Buona visione e come sempre condividete questo articolo sui vostri social, se vi è piaciuto!

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              TerryGold Windows cover

              TerryGold Windows SolodonnaWindows è il titolo di una mostra in corso al Solodonna Club in Second Life, dedicata agli “scatti fotografici” dell’artista italiana TerryGold, per visitarla dovrete prendere il teleport visto che il set in cui sono esposti gli scatti si trova ad oltre 2.800 metri sopra il Solodonna Club. Appena arrivate settate il viewer nella modalità “Ambient Dark” e attivate le luci: gusterete al meglio questa esposizione in cui, letteralmente, gli avatar sembreranno sporgere da finestre che emergono, misteriose, dal buio circostante.

              Le sensuali finestre di TerryGold

              Windows è una esposizione molto sensuale e molto affascinante, che sono sicura non mancherà di appassionare sia gli amanti dell’arte grafica sia coloro che apprezzano gli ambienti immersivi tipici delle piattaforme di realtà virtuale come Second Life. Attivo da anni il Solodonna Club continua dunque a offrirci piacevoli sorprese dopo la mostra dedicata alla reinterpretazione da parte di utenti di Second Life dei lavori di Giovanna Casotto di cui Mondivirtuali.it ha già parlato.

              Visitate la mostra in Second Life

              TerryGold Windows SolodonnaPersonalmente vi consiglio di entrare “in world” (questo il link)  e godervi l’esposizione di TerryGold dal vivo, come ho mi sono goduta io, ma per i più curiosi ho preparato una anteprima che spero vi piaccia (ma che non comprende tutti i lavori esposti).

              Buona visione e se volete rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità su mondi virtuali, realtà virtuale e aumentata e videogiochi non avete che da continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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              Keiichi Matsuda cover

              Una visione paranoica e distropica, o un’intuizione più vicina alla nostra realtà quotidiana futura di quanto non vorremmo ammettere? Il designer londinese Keiichi Matsuda che nel 2013 aveva lanciato su Kickstarter una campagna per finanziare il suo progetto Hyper-Reality, una serie di tre cortometraggi ambientata nel prossimo futuro e dedicata all’esplorazione di una città (Medellin, in Colombia) saturata dalla tecnologia e dai media, ha distribuito sul web il primo dei tre film, della durata di 6 minuti e 15 secondi.

              Hyper-Reality, il primo capitolo

              Protagonista del video di Keiichi Matsuda è la 42enne Juliana Restrepo, ormai delusa dalla sua vita, dominata da una tecnologia e da media sempre più invasivi, tanto da riempire la sua visione con servizi internet come Google, videogiochi, servizi di ricerca di posti di lavoro e accumulo di “punti fedeltà” legati alla sua identità online e alle attività svolte quotidianamente.

              Keiichi Matsuda hyper realitySul bus, per strada, nei negozi, Juliana vede continuamente sovraimpressa alla realtà fisica una serie di contenuti di realtà aumentata e realtà virtuale. Ma all’improvviso in un supermercato il sistema di “hyper reality” inizia dimostrare difetti, mostrandole in sovrapposizione alla realtà fisica i contenuti destinati ad un uomo di nome Emilio, come l’avatar di una avvenente fanciulla armata di pistole.

              Allarmata Juliana chiama l’help desk del suo gestore che l’avvisa che il suo account sembra sotto attacco e le suggerisce di seguire una linea blu fino al più vicino centro di servizio per confermare, fornendo i propri dati biometrici, la propria identità online.

              Gustatevi il video di Keiichi Matsuda

              Come andrà a finire la storia ideata da Keiichi Matsuda lo potete scoprire guardando il video. Se poi volete rimanere sempre aggiornati sulla realtà virtuale e aumentata e sullo sviluppo di nuove tecnologie geek, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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              Goldman Sachs ha analizzato le possibile evoluzione della realtà virtuale e della realtà aumentata elaborando tre possibili scenari e le loro conseguenze