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    Giovanna Casotto in SL cover

    Second Life ed eros: la relazione non è evidente in maniera immediata ma esiste da sempre, essendo il mondo virtuale di Linden Lab frequentato da una utenza over trentenne in molti casi appassionata di fotografia o grafica cui piace sperimentare senza limiti anche tematiche sexy.

    Daxim Fall prepara un viaggio nell’eros

    Giovanna Casotto in SLDaxim Fall intende ora proporre in una mostra intitolata “Viaggio nell’Eros” la trasposizione di alcuni lavori di Giovanna Casotto, nota autrice italiana di fumetti e acquerelli erotici. In attesa di vedere come i creativi di Second Life interpreteranno le sue opere, abbiamo chiesto a Giovanna Casotto di raccontarci qualcosa di sé e delle sue opere. Persona molto schiva e poco attratta dal virtuale, Giovanna ha accettato lo stesso di risponderci.

    Giovanna Casotto, artista a tutto tondo

    Lukemary Slade: Ho letto che lei hai sempre amato disegnare: era una dote comune nella tua famiglia, avevi amici e parenti che ti incoraggiavano anche da bambina, o è stata una tua passione personale nata fin da piccola?

    Giovanna Casotto: Disegno da quando sono bambina. Papà era disegnatore e insegnava in un istituto milanese, disegno tecnico, però. Io ho iniziato a disegnare per avere un punto in contatto con lui, per piacergli. Purtroppo, però, non ho mai potuto mostrargli le cose che ho pubblicato. Non le avrebbe capite, ne avrebbe sofferto.

    L.S.: Perché la figura umana, in particolare quella femminile, e non il paesaggio, o gli animali, o personaggi di fiaba…?

    G.C.: Perché il corpo femminile mi affascina, a livello estetico. Non c’è un motivo preciso, ho sempre disegnato ciò che mi piaceva guardare.

    L.S.: Come si diventa un disegnatore professionista in Italia: servono le scuole, ci sono “botteghe” dove apprendere il mestiere, conta la fortuna o le relazioni?

    G.C.: Non c’è una ricetta per diventare disegnatori. Il termine “professionista” poi, mi spaventa io ho sempre disegnato, poi ho frequentato la Scuola del Fumetto di Milano. Successivamente ho proposto qualche mio “provino” a vari editori e da lì è partito tutto.

    L.S.: Come hai trovato la forza di proporti agli editori, sembri essere una persona molto riservata…

    Giovanna Casotto in SL disegnoG.C.: Non è questione di trovare la forza, le cose accadono abbastanza automaticamente, a volte. Certo un po’ di sfrontatezza è stata necessaria,  alla Scuola del Fumetto, mentre gli altri disegnavano azione, supereroi, ho iniziato dal primo giorno a disegnare l’eros,  ma io era affascinata dalle cose di Franco Saudelli, dunque avevo l’obiettivo di disegnare come lui, o perlomeno quello che disegnava lui.

    L.S.: Ammiro i tuoi disegni da oltre 20 anni, ma mi ricordo le polemiche che scatenavano anni fa: ti hanno dato più fastidio o ti hanno rafforzata nella tua passione per il disegno?

    G.C.: Le polemiche mi facevano male, all’inizio, poi ho imparato a farmene una ragione. Ma in fondo frequento pochissime persone e leggo pochissime cose che hanno pertinenza col mondo dei fumetti. Dunque mi arriva poco.

    L.S.: L’erotismo è ancora un tabù nell’Italia contemporanea?

    G.C.: No, al contrario se ne parla troppo. Anche il fetish è stato sdoganato, basta fare un giro sul web per leggere di feticismo, di bondage… direi che nulla è più una novità, anzi è facile il rischio-noia. L’unica arma è il buon gusto.

    L.S.: Il fatto che a produrre contenuti (nel tuo caso disegni) erotici sia una donna, è un vantaggio, uno svantaggio o del tutto indifferente rispetto alla qualità del prodotto finale?

    G.C.: Non posso negare che il fatto che io fossi donna abbia destato molta curiosità all’inizio, anche se per molto tempo i lettori pensavano che il mio fosse un nome fittizio di un disegnatore uomo. Alla fine, però, deve esserci un minimo di sostanza, perché l’effetto novità finisce presto. Ora ci sono tantissime donne che disegnano, benissimo per giunta, erotismo.

    L.S.: Credevano fossi un Saudelli mascherato, dunque, il suo punto di riferimento artistico tra l’altro?

    G.C.: Sì, più o meno. Alle fiere, però, ho sempre dimostrato che dietro alla matita c’era una donna. Certo, Saudelli è il numero uno al mondo, inimitabile. Io mi accontenterei di essermi un pochino avvicinata a lui nel giudizio dei lettori.

    L.S.: La “non voglia” di Giovanna Casotto esporre e di esporsi, da cosa deriva?

    G.C.: Deriva un po’ da tutto. Non mi piace apparire, essere intervistata, andare alle fiere. Idealmente, i miei disegni parlano per me.

    L.S.: Un’ultima curiosità: credi che i tuoi lavori siano stati apprezzati e amati di più da uomini o da donne?

    G.C.: Non saprei. Direi alla pari, suscitando emozioni diverse, forse.

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      Che amiate elaborare le immagini degli avatar e degli ambienti virtuali di Second Life, World of Warcraft o The Sims, o che preferiate immagini reali, se volete ottenere risultati strabilianti con le vostre foto e immagini digitali presto o tardi dovrete ricorrere a programmi di fotoritocco. Oltre al celeberrimo Adobe Photoshop in commercio ne esistono molti, a pagamento o gratuiti. Eccovi dunque la nostra selezione dei migliori programmi di fotoritocco gratuiti che potete trovare in rete.

      I 5 migliori programmi di fotoritocco gratis

      Paint.net, il migliore per Windows

      fotoritocco paintnetPaint.net inizialmente doveva essere solo una alternative per il classico Microsoft Paint, ma nel corso degli anni ha aggiunto ulteriori caratteristiche come la gestione di livelli multipli e di strumenti avanzati di gestione delle immagini. Tra i programmi di fotoritocco gratuiti è il più agevole per Windows, ideale per veloci ritocchi come per curare giorno per giorno il vostro album fotografico.

      Apple Foto, il migliore per Apple

      Foto è la nuova app, fornita con OS X, che ha sostituito Aperture e iPhotos. E’ veloce, ricca di strumenti di manipolazione delle immagini e facile da usare, dispone di vari filtri in stile Instagram e offre la possibilità di condividere le vostre immagini con iCloud, trasferirle con AirDrop o pubblicarle direttamente su Facebook e Twitter.

      Gimp, il migliore opensource

      fotoritocco gimpGimp è da 20 anni il migliore tra I programmi di fotoritocco opensource pensata per poter essere utilizzata su computer che utilizzino sistemi operativi GNU/Linux, OS X e Windows. Dispone di numerosi strumenti per la gestione delle immagini che nulla hanno da invidiare ai loro equivalenti a pagamento. E poiché si può modificare il codice sorgente del programma e redistribuirlo, possono essere create infinite versioni customerizzate del programma, adatte alle esigenze di chiunque.

      Aviary Photo Editor, il migliore mobile

      Aviary, disponibile sia per Android sia per iOS, è probabilmente il migliore tra i programmi di fotoritocco disponibili in ambiente mobile. Con un semplice “tocca a ingrandisci”, offre sia filtri in stile Instagram, sia altri interessanti strumenti per modificare direttamente dal vostro smartphone o tablet le immagini che avete appena scattato.

      Autodesk Pixlr, il migliore per i browser

      fotoritocco pixlrPixlr è una sorta di jolly dei programmi di fotoritocco, con tantissimi strumenti che possono essere utilizzati per i vostri più diversi progetti fotografici. Disponibile sia in versione online, sia per dispositivi mobili o per un utilizzo sul vostro computer, è supportato da Autodesk e prevede anche la possibilità di ulteriori espansioni dietro il pagamento di un abbonamento (1,99 dollari per un mese, 14,99 dollari per un anno).

      Altri 5 programmi di fotoritocco da non perdere

      Picasa è il gestore delle immagini di Google+, potete usarlo sia tramite app sia tramite web (anche con dispositivi mobili). Dispone sia di strumenti di fotoritocco sia di una limitata selezione di filtri. Prewiew, inserito da Apple in OS X, non si limita a darvi la possibilità di vedere un’anteprima delle vostre immagini ma vi consente anche di modificare le immagini stesse. Microsoft Paint è forse il primo tra tutti i programmi di fotoritocco che chiunque abbia imparato a conoscere; negli anni si è aggiornato e può ancora andare bene per chi ha esigenze basilari di modifica delle immagini. Ribbet è un programma di fotoritocco online molto semplice da usare e molto completo, ideale per chi è alle prime armi. Fotor è uno dei migliori programmi di fotoritocco gratuiti per chi cerca una buona selezione di strumenti e una elevata facilità d’uso. E’ inoltre disponibile praticamente per qualsiasi piattaforma tramite app o web.

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        Disegni 3D cover

        I mondi virtuali come Second Life, Imvu o Twinity si basano su piattaforme digitali online che sfruttano una grafica 3D per creare ambienti immersivi molto amati dai giovani artisti digitali. Ma ancora prima dell’invenzione del computer, era già possibile creare una grafica 3D grazie ad un semplice foglio di carta, opportunamente disegnato, ritagliato o piegato e dar vita ad ambienti in cui immergersi con la fantasia. Se non ci credete, date un’occhiata a questi incredibili disegni in 3D, o disegni anamorfici che dir si voglia, e diteci che ne pensate!

        Alessandro Didi – Italia

        Disegni 3D - Alessandro Didi

        Joao Carvalho (J Desenhos) – Spagna

        Disegni 3D - Joao Carvalho

        Ramon Bruin – Olanda

        Disegni 3D - Ramon Bruin

        Nagai Hideyuki – Giappone

        Disegni 3D - Nagai Hideyuki

        Marcello Barenghi – Italia

        Disegni 3D - Marcello Barenghi

         

        Wladimir Inostroza (aka Fredo) – Cile

        Disegni 3D - Wladimir Inostroza

        Non pensiate che i disegni che avete visto siano solo frutto di qualche trucco con Photoshop. Per quelli di voi che vogliono provare a creare propri disegni 3D, eccovi un tutorial di Vamos Art che vi mostra come realizzarne uno voi stessi.

        Vi sono piaciuti i nostri mondi virtuali in grafica 3D su carta? Se vorrete vederne ancora altri, non vi resta che continuare a seguire seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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        Vsl gennaio 2015 cover

        Vsn gennaio 2015Gennaio 2015 è già alle spalle e col primo mese dell’anno anche il ritorno online e nelle edicole di Second Life di Virtual Second Night rivista edita da Edwardi Moseli (Edmose Group) e Carmy Sonata, che si avvale della collaborazione di dodici tra reporter, fotografi e collaboratori a partire dall’art director Nimoe Constantine (“ci tengo a dirlo, perché non riuscirei a realizzare questo progetto tutto da solo” sottolinea Edwardi Moseli). Virtual Second Night è in realtà “figlia” di due illustri genitori: Moseli aveva iniziato a pubblicare a fine 2011 la rivista (italiana) My Life, presto diventata My Virtual Life, poi circa un anno e mezzo fa ha rilevato da Simone Peterman la testata (inglese) Second Nighters Magazine (anche noto come Second Nights). Dall’unione delle due riviste è nata l’attuale Virtual Second Night, testi in inglese ma penne anche italiane tra cui il sottoscritto.

        La rivista è come detto distribuita sia “in world” sia nel web, attraverso Issuu (potete scaricare il numero di gennaio da qui), con un seguito costante di lettori che scaricano ogni numero circa 700-750 copie dal web e più del doppio (1.700-1.800) direttamente all’interno della piattaforma di Linden Lab. Presente anche su Facebook, Twitter e Flickr, Edmose Group e Virtual Second Nights hanno visto passare tra i propri collaboratori alcune tra le migliori “penne” digitali oltre ad essersi avvalsi dell’opera grafica di fotografi tra i più apprezzati.

        Vsn gennaio 2015 nimoeNon volendovi svelare nulla della rivista (voi scaricatela in world o visualizzatela tramite Issuu, ne vale la pena che vi interessino le ultime novità in fatto di “cacce” all’omaggio, la moda, l’arte e la cultura, la tecnologia o le attività sportive virtuali, per non parlare di una ricca selezione di località da visitare in Second Life), vorrei però segnalarvi come il livello grafico della rivista sia elevato come ci deve aspettare da una rivista incentrata su un mondo virtuale 3D che per anni ha fatto della grafica uno dei suoi punti di forza (anche se alcuni dei migliori giochi usciti nel 2014 hanno raggiunto ormai livelli cinematografici, essendo peraltro in quel caso la grafica pre caricata in un dvd e non dovendo interagire in rete attraverso un’architettura client-server con contenuti creati dagli utenti stessi).

        Da ricordare che oltre a Virtual Second Night (e in precedenza a My Virtual Life), Edmose Group è stato coinvolto nei mesi scorsi nel progetto di una università neozelandese, la Victoria University of Wellington, che ha portato alla creazione di un magazine creato con gli studenti australiani che attraverso un proprio avatar si sono mossi all’interno di SL intervistando quattro diversi professionisti italiani operanti nel mondo virtuale di Linden Lab. Tutto questo è raccontato in “Progetto Second Life per l’Italiano L2.0” che potete scaricare anche da Issuu.

        Se l’articolo vi ha incuriosito non vi resta che leggere l’ultimo numero di Virtual Second Night, se poi volete rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità di Edmose Group, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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          Uno sfogo su Facebook per l’ennesimo caso in cui la segnalazione di un utente che si ritiene “offeso” dalle foto  virtuali di un altro utente rischia di comportare la rimozione della gallery di una interessante graphic dreamer. Questa volta è toccato a Meryll Panthar, molti dei cui lavori potete ammirare sul gruppo di Mondivirtuali su Flickr e la cosa ci ha incuriosito visto che Meryll di solito non produce immagini eccessivamente ardite. Così abbiamo voluto contattarla e presentarvi i suoi lavori, facendola intervistare da Luciana Pinazzo. Buona Lettura.

          Meryll PantharLuciana Pinazzo: Ciao Merryll, ho sentito che hai avuto qualche problema su Flickr, spero che vada tutto bene ma siccome ammiro la tua arte gtrafica da un po’, vorrei approfittarne per farti qualche domanda. Prima di tutto, quando hai iniziato a scattare foto virtuali e creare i tuoi sogni grafici utilizzando l’editor di Second Life e come hai sviluppato questa passione?

          Meryll Panthar: Ho iniziato a scattare foto in Second Life nel 2012. Stavo attraversando dei cambiamenti in Second Life ed iniziavo a occuparmi di costume design e building quando la mia amica Victoria Lenoirre mi ha fatto conoscere il sito Koinup. Sapevo che Victoria creava pose, ma non mi ero mai resa conto a parte le foto dei profili o dei prodotti, di cosa si potesse realizzare con foto prese in Second Life.

          L.P.: Preferisci temi specifici (la moda, i ritratti, i paesaggi, le immagini licenziose e così via) o semplicemente crei le tue immagini in base all’umore del momento o all’occasione, ossia quando vedi qualcosa che ritieni valga la pena di immortalare?

          Meryll PantharM.P.: Mi sono dilettata in un po’ in tutti i generi: foto per blog e di moda, foto di prodotti, western, mitologiche, di vita quotidiana, a tema fantascientifico o fantasy, paesaggi, anche qualche immagine più “piccante”. L’umore è una parte molto importante di come lavoro, se non la “sento” non creo mai una immagine.

          L.P.: Quanto lavoro c’è dietro le tue immagini, sono rielaborate attraverso Photoshop o Gimp (o altri software) o i tuoi lavori restano così come li hai scattati?

          Meryll PantharM.P.: C’è molto  lavoro nelle foto che faccio. Personalmente, per come lavoro io un semplice sfondo non mi soddisfa. Ho visto belle immagini fatte con schermo verde o fondali, ma secondo me perdo qualcosa quando sto scattando. Mi avvicino alle mie foto in un modo molto simile a quello che utilizzerebbe una troupe del cinema o della televisione, esamino location scrutinando più Sim fino a trovare quella che si adatta e se non riesco a trovare ne costruirò una con l’aiuto del mio compagno e marito, Bruce MacMoragh. Una volta che il set è fatto allora è il momento di passare attraverso Windlight e trovare l’illuminazione che voglio e se (capire) se voglio o no migliorarla con strumenti come le luci del viso, luci costruiti appositamente o con Lumipro ecc. Una volta che ho scattato la foto la edito in Photoshop per correggere i dettagli. Quelle piccole pieghe strane che i nostri corpi elettronici a volte fanno, o aggiungere cose come pioggia, fumo, nebbia, ecc.

          L.P.: Per te è più importante: avere immaginazione, avere un buon hardware o software o avere un “occhio da fotografo”?

          M.P.: Per me l’immaginazione è tutto. Mi piacciono le foto che o raccontano una storia o consentono allo spettatore di raccontare la propria storia. Qualcosa in cui ti ci puoi perdere. La maggior parte delle mie idee traggono ispirazione dalla mia immaginazione o sono influenzate da romanzi, fumetti, tv, film e giochi di ruolo tradizionali come il vecchio Advanced Dungeons and Dragons.

          L.P.: Cosa ne pensi della censura e/o della protezione dei minori sul web? Pensi che ci sarà trovare un punto di equilibrio e come?

          Meryll PantharM.P.: La censura si basa molto sui concetti e idee antiquate. Perché è più accettabile vedere un nudo integrale femminile di quello maschile? Siamo ancora in tutto il mondo in una società patriarcale che spesso è la fonte della censura. Io sono per la parità dei sessi, molti dei miei lavori sono ciò che si potrebbe chiamare “girl power”. Anche prima, quando ho parlato di aver scattate foto per adulti, la donna ha avviato l’intera sequenza. Quanto alla tutela dei minori… Questo è un punto delicato per me. In realtà ho trovato una donna che mi ha fatto una conferenza sulla mia responsabilità di ciò che i bambini sotto la sua supervisione avrebbero visto sul mio stream su Flickr.

          L’ultima volta che ho controllato non avevo bambini sotto la mia supervisione, quindi non è mia responsabilità di ciò che un bambino fa sotto la supervisione di qualcun altro e fino a quando lei vorrà iniziare a mandarmi pagamenti per il mantenimento dei figli ancora non sarà una mia responsabilità. Non ho mai realizzato nulla per i bambini, non ho mai messo in parole chiave per aumentare la mia visibilità nelle ricerche. Quello che faccio non è per tutti e spero non sarà mai per tutti, un po’ si piace un po’ si viene odiati, il che è come l’arte dovrebbe essere. Non credo che ci sarà mai un punto di equilibrio su questo tema nella mia vita, purtroppo. Molte persone trovano di facile incolpare gli altri, piuttosto che a dire di sì ho fatto un casino. Semplicemente è molto più facile lamentarsi.

          L.P.: Un consiglio per tutti coloro che vorrebbero diventare un graphic dreamer come te?

          Meryll PantharM.P.: Il miglior consiglio che posso dare è venuto dagli altri: fare ciò che si ama. Non preoccupatevi per le tendenze, non dovete sempre essere amati. Sviluppando una pelle spessa, voi attirerete persone che odiano le cose che fate o come fate le vostre cose. Potrete piangere, starete male, soffrirete. Potrete anche smettere. Lo so perché io ho fatto tutte queste cose, ma se davvero si ama quello che si fa e si vede l’arte in ogni cosa, non solo quello che viene detto è arte vi toglierete la polvere di dosso e continuerete. Trovate le persone che ammirate, guardate ciò che fanno, poi rimanete fedeli a voi stessi. Ho più influenze sia da SL sia RL, che includono in nessun ordine o particolare preferenza, Jim Lee, Wheelerwood Oppewal, Tim Burton, Bruce Tim, Victoria Lenoirre, Freyja Merryman, Sarrah Docherty, Robert Kirkman, Twinklestarlight, Larry Elmore, Bob Ross… l’elenco potrebbe andare avanti all’infinito, tanto io rispetto e amo tutte le mie influenze, anche se io non li nomino tutte. Quindi il miglior consiglio che potrei dare è di amare quello che si fa e di fare quello che si ama.

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            Gioelececed I love RenoirTra le “graphic dreamer” più eleganti segnalateci dalla nostra impegnatissima Luciana Pinazzo (torna Luciana, questo sito aspetta a te…) vi è sicuramente Gioelececed, aka Jinny Silvershade in Second Life, aka Giovanna Silvestri. Mondivirtuali.it l’ha contattata per fare due chiacchiere e lei cortesemente ha accettato.

            Lukemary Slade: Giovanna, come è nata la passione per la grafica digitale?

            Gioelececed: In RL sono stata insegnante di Latino e Greco oltre ad essere appassionata di Storia dell’Arte e col passatempo del disegno figurativo (a matita sanguigna); quando ho dovuto lasciare il mio lavoro, per gravi motivi di famiglia, attraverso la lettura della “Guida facile alla tua prima Second Life” di Lu Coronet (volume edito nel 2007 da Sperling & Kupfer di cui parlò Nunzia Mayo a suo tempo, ndr), mi sono appassionata a Second Life. Non contenta di un avatar con le mie sembianze, ne ho creati ben altri sei, per potere fotografare diversi tipi femminili e pure un modello maschile.

            L.S.: Utilizzi solo l’editor grafico di Second Life per le tue immagini o fai ricorso a programmi di editing come Gimp, Photoshop o altri?

            G.: Sono un’autodidatta nell’uso de computer, i miei primi tentativi come fotografa virtuale risalgono al 2007. Poco dopo,ho cominciato ad usare abitualmente il programma di fotoritocco gratuito Gimp, il che mi ha permesso di dare sempre più libero sfogo a fantasia e creatività. La fotografia digitale  mi ha aiutato ad affrontare e a superare momenti difficilissimi della mia vita.

            Gioelececed look at meL.S.: Hai un tema ispiratore per il tuo lavoro, un unico percorso narrativo, o ogni immagine fa storia a sè?

            G.: Le mie immagini sono ispirate, per lo più, a noti brani musicali, ma anche all’alta moda di stiliste  famose in Second Life e alla mitologia greco-romana. Ciascuna delle mie immagini ha avuto una propria ragion d’essere, nel momento preciso in cui è nata. Mi è piaciuto anche fotografare artisti che ho inizialmente apprezzato su Koinup e in seguito incontrato “in world”. La loro amicizia mi è stata veramente preziosa. Alcuni, quali La Baroque e Lookatmy Back, piuttosto che Belinda Baroque, Susy Halcali e Reddline, mi hanno permesso di esporre opere in mostre personali e collettive  come “Secret Ladies”, presso la BelBa Station, e Female Archetypes”, a Colore Art Gallery, entrambe nel 2010. Dal 2013 collaboro con The Blue Moon Gallery, dove ho attualmente cinque opere esposte nella mostra “My Red Angels”.

            L.S.: Cosa ti colpisce dei mondi virtuali: gli avatar, gli ambienti, la possibilità di confontarti con altri artisti, altro ancora?

            G.: Ero, e resto, un’umanista. Perciò l’avatar è sempre al centro dei miei lavori.

            Gioelececed Gianni TestaL.S.: Abbiamo notato una certa rassomiglianza nelle tue ultime opere tra i tuoi avatar e te stessa e alcuni tuoi amici. Ti senti “legata” ai tuoi personaggi?

            G.: Sì, anche se in realtà trovo pure congeniale ritrarre altri artisti, che si tratti di Koinupper o di musicisti come Gianni Testa, il music maker e performer il cui avatar ho creato io stessa e al quale mi lega un sentimento affettivo tanto profondo che mi auguro di potere presto realizzare qualche progetto con lui.

            L.S.: Auguri certamente, ma hai qualche altro sogno in un cassetto che speri di poter realizzare, in campo artistico?

            G.: Qualsiasi altra esperienza di valore artistico mi attrae: siano mostre (online o  in RL) di tele o di oggetti d’arredamento esclusivi, realizzati in plexiglass o in altro materiale di buona fruibilità. Credo di potere fare molto anche se, per il momento, sono, e mi sento ancora, una dilettante apprezzata, anche molto, ma mai, o quasi mai, sostenuta economicamente.

            Gioelececed ed io ti sto cercando...L.S.: Un consiglio per chi volesse imitarti e iniziare a produrre immagini digitali sfruttando avatar e mondi virtuali?

            G.: A chi volesse cominciare a produrre immagini digitali in un metaverso, io consiglio: passione, fantasia, molto impegno di lavoro, capacità di mettersi in relazione con altri artisti e operatori del settore, in maniera sempre gentile e attenta, ma, soprattutto, una grande tenacia. E tanta, tanta pazienza! Un bacio amichevole a tutti dalla vostra Gioelececed.

            L.S.: Grazie mille a te per la tua squisita disponibilità, Gioelececed. E ai nostri lettori il solito consiglio: continuate a seguirci sul sito oltre che tramite il nostro account su Twitter e la fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li).

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              Erzsebet

              ErzsebetCapita a volte di navigare all’interno di social media come Deviantart, Flickr, Koinup o Pinterest e scoprire immagini interessanti, dotate di un proprio stile riconoscibile, di volerne conoscere l’autore e di scoprire che è una persona estremamente disponibile. A me è capitato di recente con una ragazza bulgara, Erzsebet Valeska, che utilizza Secondlife come strumento con cui realizzare immagini davvero raffinate, romantiche, sovente abbinate al testo di canzoni o poesie. Io trovo Erzsebet una vera “graphic dreamer” e ho voluto chiederle da dove trae ispirazione e come realizza i suoi lavori.

              Luciana Pinazzo: le tue composizioni basate sull’uso dell’editor di Second Life sono molto colorate e ricche di dettagli. E’ il tuo stilo o trai ispirazione dal lavoro di qualche artista RL?

              ErzsebetErzsebet Valeska: In realtà la mia ispirazione viene dalla musica, dai film o dai libri… poi tutto viene disegnato nella mia mente passo dopo passo, come una scenetta tratta dalla vita reale, dipende da cosa posso osservare in quel momento, o quale musica ho ascoltato, ma di solito creo le mie immagini come un piccolo scenario, come una sceneggiatura.

              LP: Quando hai deciso di iniziare a creare immagini dai mondi virtuali e c’è qualche tema che ami maggiormente (moda, ritratti, paesaggi…)?

              EV: L’ispirazione mi viene molto spontaneamente: può essere che sto esplorando una sim, o parlando di qualcosa in particolare con i miei amici ed ho una sorta di “flash” che mi parla e improvvisamente nasce un desiderio o un’idea creativa.

              LP: Quanto tempo impieghi di solito per creare un tuo lavoro? Hai qualche consiglio da dare a quei tuoi fan che vorrebbero creare immagini belle e ricche di atmosfera come le tue?

              ErzsebetEV: Non ho mai misurato il tempo che mi prende, per cui non so davvero rispondere a questa domanda. Posso iniziare un giorno e modificare tutto il giorno dopo e alla fine aggiungere alcuni piccoli dettagli, o posso fare tutto molto rapidamente e lavorare dopo in Photoshop. Nessuna immagine è davvero uguale alle altre. L’unico consiglio che posso dare è: pazienza!

              LP: Tra i tuoi album su Flickr ce n’è uno (“It’s my life”) collegato a RL. Ami scattare fotografie anche in RL, o è solo un modo per variare rispetto alle immagini tratte da SL?

              EV: Amo scattare foto anche in RL! Io sono un’amante della natura e sono sempre sorpresa da tutta la bellezza che la viga può offrirci! Così mi piace immortalare alcuni momenti di questa vita.

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                Dokkie cover

                DokkieBuon anno per prima cosa e grazie ai quasi 700 appassionati che hanno fatto toccare a Graphic Dreams quota 8.750 splendide immagini create partendo dagli editori di mondi virtuali come Secondlife, Imvu o Twinity o Mmorpg come The Sims.

                Mezzi solo in apparenza “freddi” o “amatoriali”, che nelle mani giuste consentono invece di esprimere tutta una gamma di emozioni e tematiche dalle più giocose alle più serie. L’artista che mi ha colpita questa settimana è Dokkie, ma voglio segnalarvi come nomi vecchi (Chrystalship Rehula, Connie Sec, Paola Mills, Lithea, RocapC o Link solo per citarne alcuni) abbiano fatto a gara con artisti affermati (Annie Klavinham, Thea Maiman, Gioelececed) e nomi emergenti (Lanay, Moniq Salamander, Julliette Bergan, Merthyn Vintner) per arricchire la galleria del gruppo.

                Il tutto mentre su Flickr il gruppo dedicato all’arte dei mondi virtuali ha superato a sua volta le 5.100 immagini (che potete vedere dalla home di Mondivirtuali.it) postate da 250 artisti: non male davvero.

                DokkieMa torniamo a Dokkie: dei suoi lavori mi colpisce l’innocenza e l’allegria, che si tratti di ritrarre un’amica, Niobe, come un gruppo di 3 Fatine. L’innocenza non ha pudore, perché non ha conoscenza di regole e convenzioni sociali, così sovente le figure che brillano vivide nelle opere di Dokkie sono senza veli, o con abbigliamenti succinti e posati quasi a caso, delle bambine che giocano a fare le donne grandi ma non capiscono ancora l’arte della seduzione perché ancora a contatto con la natura e pertanto pure e incontaminate.

                O almeno questo è la sensazione che le giocose immagini di Dokkie mi trasmettono. Ma la ragazza è in grado anche di celebrare l’amore nelle sue immagini, come in quelle realizzate per gli amici Nicky e Jake o trasfigurare un incubo in un’istallazione in 3D rappresentata in Hospital.

                Dokkie friendDokkie sa anche essere sensuale a suo modo, pure essendo appassionata di Fiabe, non disdegnando neppure l’utilizzo del bianco e nero, che già altri artisti come Paola Mills hanno eletto a loro cifra stilistica per creare immagini sensuali ad alto impatto, per ritrarre sé stessa o situazioni “weird” altrettanto interessanti eppure differenti, perché sempre contraddistinte da un qualcosa di fanciullesco.

                Se Dokkie vuole rappresentare il mondo con gli occhi di una piccola fata, di una bambina che ha la curiosità e la voglia di crescere e però vuole conservare intatto il suo “paese delle meraviglie” come una novella Alice, mi pare sulla buona strada, voi che dite? Attendo le vostre opinioni nei commenti sul sito o sulla nostra pagina su Facebook, non fatemi attendere, mi raccomando!

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                Melusina Parkin - Reasonable Desires (cover)

                La mia amica Melusina Parkin dopo lunga insistenza ha acconsentito a regalarci un interessante pezzo sui paesaggi industriali che in Second Life sono stati oggetto di una sua approfondita ricerca artistica. Nel farle i miei più sinceri complimenti per le sue meravigliose immagini (che corredano anche questo articolo), non posso che dare subito spazio alle parole di Melusina. Buona lettura!

                Melusina Parkin - Clockhaven Power StationI paesaggi industriali sono stati odiati nella vita reale: sono sporchi e inquinati, disordinati e in abbandono. Nessuno ama vivere vicino a fabbriche o cantieri navali o anche officine ferroviarie. La deindustrializzazione ha reso la maggior parte di loro luoghi abbandonati, tristi e anche pericolosi, essi non giustificano più la loro esistenza né per essere utile all’economia o al mercato del lavoro.

                Second Life sembra riprodurre la stessa abbondanza di questi luoghi che possiamo trovare in RL: tra migliaia di “meravigliose” ambientazioni tropicali o di lusso – anche se spesso noiose a causa della loro omogeneità – numerose sim sono dedicate a mostrare camini, macchine, magazzini, motori, a disegnare un mondo sotterraneo dove il cielo è sempre grigio scuro, l’olio e le macchie di fumo rendono le superfici sporche, grandi macchine al lavoro o abbandonate ingombrano gli spazi in superficie. E’ per il fatto che sappiamo, sentiamo, che la nostra civiltà è stata fatta da quei giganti ormai imbarazzanti, con tutto il loro corteo di inquinamento delle acque e dei cieli, di rumori duri, di panorami desolati.

                Vi è una vasta gamma di luoghi e di significati che si possono trovare in abbondanza: dal remake appassionato e che ricorda un giocattolo di vecchie, gloriose città industriali in land Steampunk, a tristi e tragicamente imponenti località post-apocalittiche; dalle fabbriche al lavoro e tecnologicamente a quelle abbandonate e in decadenza, molti luoghi SL ci suggeriscono quanto emozionante possa essere stato vedere macchine potenti fare il lavoro di migliaia di uomini e quanto costoso sia stato (e sia tuttora) per il nostro mondo avere la compagnia di questi giganteschi compagni dell’uomo. Melusina Parkin - London Docks and Other WorldCome sempre accade con le nostre contraddizioni, siamo attratti da tutti questi aspetti e significati di forme e paesaggi industriali.

                Ho camminato attraverso molte sim e terre in cerca di fabbriche e officine famose o sconosciute, percorrendo strade in abbandono, guardando gli edifici sporchi, incontrando motori misteriosi. Attraverso i miei occhi e strumenti da fotografa volevo catturare l’atmosfera, le sensazioni, le suggestioni che si generano dal loro apparente disordine e tristezza. Annusare il profumo aspro di acciaio e petrolio, osservando ripetizioni infinite degli stessi movimenti meccanici e poi lavorando sulle mie foto per far emergere un particolare affascinante, o per migliorare un orizzonte pulito, mi ha fatto innamorare di quelle potenti strutture in metallo, con i muri di mattoni senza fine, con i motori rotti o ancora al lavoro. Il mio amore per lo stile Art Deco – un codice di design in linea con l’era industriale – mi ha fatto scoprire e apprezzare la cura che alcuni costruttori hanno preso dall’estetica delle forme industriali e la stessa cura che i builder di SL hanno impiegato per a riprodurla.

                Tempo fa sono stato colpita dalla storia della grande centrale elettrica di Battersea a Londra, un capolavoro Art Deco di architettura industriale, ora in difficoltà e abbandonata. Melusina Parkin - Oculea Industrial HangoutHo fatto un modello di essa, qui in SL, per celebrare il potere e la grande bellezza di questo edificio enorme. Più tardi, SL mi ha fatto scoprire il fascino di treni, stazioni e ferrovie virtuali. Ora cerco di dimostrare che anche altri gli edifici più piccoli, anche gli angoli meno affascinanti di ferrovie e officine per treni, persino gli ambienti sporchi delle fabbriche possono avere una propria bellezza e significato. In RL, da loro in passato proveniva e ancora continua a provenire benessere. Il prezzo è stato enorme, ma abbiamo imparato a ridurlo.

                Qui siamo in grado di guardare a loro come forme innocue e familiare che gli esseri umani hanno costruito per aumentare il proprio potere e ricchezza, a volte anche cercando di farle bella ed eleganti. Ho scelto di proporre alcune immagini in bianco e nero perché esprime al meglio il lato oscuro del mondo industriale, ma anche perché l’elevato contrasto del bianco e nero, la sua pulizia, la sua atmosfera retrò suggerisce molto bene quale atmosfera i creatori di SL abbiano voluto riportare ancora una volta in vita. Insieme a questo ho cercato di elencare qui i paesaggi industriali che conosco, suddividendoli in base al loro proprio tema: retro, moderno e post-apocalittico. Può essere una guida per un tour, utile per vivere un’esperienza speciale di esplorazione in questo mondo virtuale. Cliccate sui link, effettuate il login in Second Life e divertitevi!

                Destinazioni Steampunk e retro Bhaga: Steenvag Locomotive Work / Bessemer Furnace Bhaga: Steenvag Locomotive Work / Bessemer Furnace

                Benangatron

                New Babbage: Cloakhaven / Port Babbage

                Custard Developments

                London Docks and Other Worlds 

                Reasonable Desires

                Steelhead 

                Berlin Industrial district

                Caledon Moors

                Ambientazioni moderne Bay City - industrial district Gawk

                Huckleberry

                Industrial Collective

                Oslar Petroleum, Lebeau

                Barcola Industrial District

                Oxymoron

                Sinners Heaven

                Bay City Industrial district

                Shady Falls 

                Località post-apocalittiche The City - Virtual Decay The City – Virtual Decay

                Toxian City

                Forgotten City

                Wastelands: the Junkyards / North Yard

                Lost Angels

                Lost Town – La città perduta 

                Tonktastic

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                HivaOa Insoo

                HivaOa InsooMentre noto con piacere che Graphic Dreams continua a crescere ed è ormai a quota 8.400 immagini tratte da mondi virtuali o Mmorpg come Secondlife, IMVU, The Sims o Twinity solo per nominare i più utilizzati, e mentre non finirò mai di segnalare come continuamente artisti come Connie Sec, Betty Rogan, Lithea, Annie Klavinham o Strawberry Sigh continuino a produrre ottime immagini, passo subito a parlare del nuovo graphic dreamer che voglio segnalare alla vostra attenzione: HivaOa Insoo.

                In verità di HivaOa avevo già accennato mesi fa ma all’epoca l’artista, un francese presente anche su Flickr con immagini sia reali sia legate agli avatar e ai mondi virtuali (a proposito, non vi scordate di aderire al gruppo di Mondivirtuali su Flickr così da vedere le vostre immagini riproposte anche sulla homepage di Mondivirtuali.it), ma all’epoca la sua selezione su Koinup era ancora molto ridotta. In verità ridotta lo è tuttora, (55 immagini erano state inserite nella sua gallery all’epoca, 54 se ne trovano oggi), ma le immagini continuano a cambiare come se HivaOa preferisse mostrare di sé solo la produzione più recente o comunque quella che ritiene lo rappresenti meglio, puntando dunque alla qualità più che alla quantità.

                HivaOa InsooUna scelta da ammirare che fa sì che la sua gallery sia davvero ricca di immagini di ottima fattura. Immagini che variano sia come soggetti sia come stile, a tratti pittorico-realistico, a tratti decisamente grafico, a tratti simile a un artista come Marc Chagall, influenzato dalle principali avanguardie di inizio Novecento senza mai essere stato “soltanto” un cubista o un futurista o un tachista. Se volete sfogliate con me la gallery di HivaOa: ammirate uno dei migliori tributi ai Lost Gardens of Apollo (la fantastica land di Second Life purtroppo da tempo sparita) che io abbia mai visto o l’altrettanto suggestivo paesaggio di Ailirium Garden piuttosto che il dettaglio dell’ugualmente rimpianta land di AM Radio, Fast Car. Poi passate in rassegna ritratti così diversi come quelli di Aelin Quan di Anley Piers, di Mandarine o di Koad Sewell. E quando penserete di essere davanti a un artista eclettico ma dalla formazione decisamente pittorica, provate a osservare lavori più recenti come The Tree, the Birds and the Moon o World’s End Garden e vi sembrerà di stare ammirando antiche stampe giapponesi.

                HivaOa InsooMa poi immagini come The mysterious city of Venexia o Esmeralda vi sembreranno una rilettura in chiave moderna di certi dipinti del Canaletto. Siete ancora fuori strada: HivaOa ha venature grafiche e surreali in The girl with purple dress o sembra richiamare, come detto, Chagall e le avanguardie del Novecento con The Meeting o ancora è un fan di Tim Burton e di Nightmare before Christmas come sembra essere con Le Pantin? Sia come sia, HivaOa dimostra di essere davvero un artista dotato di una grande capacità poetica, abile nell’estrarre il meglio che Second Life può offrire come spunto per realizzare nuove forme di espressione artistica.

                Chi pensa che i mondi virtuali siano su un binario morto dovrebbe guardare la gallery di HivaOa (alcune cui immagini sono ora in vendita su Bigoom grazie alla recente partnership con Koinup) e sono sicura si ricrederebbe. Dunque una preghiera: passate parola, seguite anche il nostro gruppo su Facebook e fate sì che sempre più persone si rendano conto del bello che ancora si trova in Second Life e apprezzino gli sforzi che da anni la redazione di Mondivirtuali porta avanti per diffondere una maggiore consapevolezza degli stessi. Se posso ancora scrivere di sogni grafici lo vedo ai miei lettori, grazie, continuate a sostenerci!

                I più letti ultima settimana / Most read last 7 days