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Arte Digitale @it

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MIC-Imagin@rium cover

MIC-Imagin@rium albaUltimi giorni per poter visitare e fare qualche foto ricordo di MIC-Imagin@rium, sim ideata e gestita in questi anni da Marina Bellini (aka Mexi Lane) che già aveva raccolto l’eredità di Experience Italy, che nel 2010-2011 era stato in grado di “uscire” dal virtuale e unirsi a manifestazioni “reali” come Ars in Ara e Ars in Ara 2 nonché, una volta trasformatosi nel progetto Musei 2.0, ad una serie di mostre organizzate in contemporanea nei Musei di Roma Capitale e, appunto, in Second Life.

Finito anche il capitolo Musei2.0, nel 2012, Marina Bellini non si è arresa e ha continuato con le proprie forze, ma anche grazie all’aiuto di buona parte della comunità dei creativi italiani, a portare avanti MIC-Imagin@rium come luogo dove realizzare incontri, allestire mostre, ospitare performance artistiche o semplicemente fermarsi qualche minuto per ammirare la bellezza delle ricostruzioni digitali di alcuni tra i più famosi monumenti di Roma antica.

MIC-Imagin@rium bisAlla fine, tuttavia, Marina ha dovuto arrendersi e annunciare, su Facebook, che “da domenica 19 luglio il MIC-Imagin@rium non ci sarà più”, non avendo più Marina “le risorse per lasciarlo vivere, in mancanza di un progetto RL che ritarda a concretizzarsi”. Tra i tanti commenti che l’annuncio ha suscitato ci ha colpito quello di William Nessuno (aka MacEwan Writer) che scrive: “abbiamo scritto progetti in tutte le salse nella speranza che la situazione si sbloccasse, siamo stati a convegni, ma non siamo riusciti ad ottenere nulla di concreto”.

Molte volte, ricorda William, “le persone nemmeno capivano i nostri discorsi. Abbiamo fatto un numero zero per fare capire di cosa si parlasse” ma anche in questo caso “non è servito a nulla. Ci siamo ritrovati a muoverci, tra l’altro. nel momento di crisi più nera dal punto di vista economico”. Periodi in cui “vale ancor di più la regola che riescono ad arrabattarsi solo i soliti noti”. Di che ci stupiamo, verrebbe da dire: “è l’Italia, bellezza”. Voi comunque piuttosto che piangere, passate da MIC-Imagin@rium per scattare ancora qualche foto e ricordarlo al meglio.

MIC-Imagin@rium domus romanaPer il futuro infatti Marina ha già promesso: “i nostri progetti non sono morti, anzi sono vivi più che mai e c’è molto interesse che son sicura sfocerà in qualcosa di buono in autunno”. Per cui attendiamo il ritorno di Marina e di un “MIC3.0” “con maggiore concretezza”, perché, conclude Marina, “in fondo il MIC stava perdendo per strada l’obiettivo con cui era nato. E 15.000 prim perduti non sono certo la perdita di un progetto”. Ne siamo certi e quindi a presto rivederci Marina, in SL, altro mondo virtuale o RL che tu voglia.

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    SL12B Cover

    SL 12B tortaSecond Life compie 12 anni e li celebra, come ormai da tradizione, con una kermesse che mescola appuntamenti musicali dal vivo, esposizioni artistiche e contest fotografico.

    Quest’ultimo, annunciato da Linden Lab, prevede che i partecipanti utilizzino un avatar da Velociraptor messo gratuitamente a disposizione fino a fine luglio (ma per partecipare al contest, che prevede premi tra 10 mila e mille linden per i primi quattro classificati, dovrete inviare le vostre foto entro il 20 luglio) per poi scattare foto al proprio dinosauro intento a celebrare Second Life nel modo che più stimolerà la fantasia dei fotografi virtuali, purché si seguano le regole della competizione.

    SL12B fieraTralasciando di segnalarvi tutti i singoli eventi, vi suggerisco di visitare la consueta esposizione, che per la verità tende a ripetersi un poco stancamente come formula ogni anno finendo con l’assomigliare sempre più a una caotica esposizione universale che non a una mostra “a tema”, per quanto per molti anni sia stato indicato ogni volta un tema (ma non quest’anno, a meno che non si voglia intendere tale il tema “cosa ha significato SL per me” alla base di un progetto che sta coinvolgendo alcuni creatori di machinima).

    SL12B treno DuCasseNonostante le usuali lamentele (da parte di chi ha provato a visitare l’istallazione subito dopo l’apertura ufficiale) la lag non mi è parsa eccessiva nel corso della mia visita, nonostante le sim fossero tutte animate dal continuo via vai di visitatori. Se poi volete andare a colpo sicuro, tra le molte (forse troppe) istallazioni distribuite su 15 sim vi sono alcune di artisti italiani come Solkide Auer, Mistero Hifeng, Livio Korobase o Giovanna Cerise che valgono certamente la pena di una visita, così come quelle di altri artisti come David DuCasse (già visto all’opera con la sim di Mysterious Wave).

    SL 12BPotete trovare ulteriori informazioni su queste come su molte altre istallazioni nel blog della manifestazione. Se poi oltre a Second Life vi interessano in generale i mondi virtuali, la realtà virtuale e aumentata, l’arte digitale e molto altro, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

    SL 12B stelle

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      Moya Caserta cover

      moya a caserta in SLSe siete anche minimamente attratti dall’arte digitale, il nome di Patrick Moya, aka Moya Janus in Second Life, vi sarà già noto. L’artista francese, che nel mondo virtuale della Linden Lab è anche un “gallerista virtuale” ospitando opere di altri artisti oltre alle proprie realizzazioni nelle sue land di Iles Moya, Moya Land, Studio Moya e Moya Museum, è da anni un artista di avanguardia che ama sperimentare le ultime forme di media e di tecnologia.

      moya a caserta in SLPrima di Second Life Patrick, esponente sin dagli anni Settanta della “scuola di Nizza”, ha sperimentato dalla video arte al cinema, dalla ceramica ai fumetti, creando anche un proprio alterego manga, Petit Psy, che per molti versi ricorda il personaggio di Pinocchio. Artista prolifico, Moya in quasi 45 anni di attività ha creato oltre 4 mila oggetti d’arte tra cui delle bambole per l’Unicef, un dipinto per la chiesa di San Giovanni Battista a Clans e vari affreschi che adornano edifici pubblici come l’ospedale Principessa Grace a Montecarlo.

      moya a caserta in SLDal 30 aprile al 24 maggio Patrick Moya è al centro di una mostra intitolata Moya Circus ospitata in due distinti ambienti a Caserta: al Mac3, il Museo d’Arte Contemporanea di Caserta, sono esposti i dipinti del Circo di Montecarlo, mentre presso la Galleria Arterrima si trovano esposti altri dipinti di dimensioni inferiori. Naturalmente data la natura poliedrica della sua produzione Moya ha realizzato anche dei video dedicati all’esposizione in corso a Caserta, caricandoli nel suo canale Youtube, in cui ha unito l’arte reale alla sua versione virtuale, come già capitato più volte in questi anni ad esempio con Rinascimento Virtuale prima e con numerose istallazioni curate da Marina Bellini (aka Mexi Lane) presso Experience Italy prima e Mic poi.

      moya a caserta in SLCuriosità nella curiosità: il video del vernissage della mostra di Caserta, ambientato nei pressi di una parziale riproduzione digitale in Second Life della celebre Reggia di Caserta, è popolato oltre che dalle riproduzioni digitali dei lavori reali di Moya (scelta divulgativa condivida da altri artisti come la siciliana Marisa Falbo aka Aquila Faulds che i lettori di Mondivirtuali ricorderanno) anche da una moltitudine di personaggi e macchine del set di Star Wars (lo stesso avatar arlecchino di Patrick nel video giunge al vernissage a bordo di un’astronave della saga).

      moya a caserta in SLAnche Patrick sembra dunque prepararsi a celebrare il ritorno sul grande schermo del celebre franchisee di Steven Spielberg e George Lucas (ormai facente parte della scuderia Disney), che sta già popolando altre piattaforme digitali come TheSims4.

      Mentre vi suggeriamo se potete di visitare la mostra a Caserta o quanto meno di andare a vederne la riproduzione digitale presso Moya Land in Second Life, se volete conoscere ulteriori eventi artistici SL-RL non vi resta che continuare a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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        Martin Back supereroi - Ironman

        A chi non piacerebbe essere un supereroe, almeno una volta? Alcuni ricorrono a mondi virtuali come Second Life in cui è possibile creare il proprio avatar come meglio ci pare, assumendo le sembianze di qualsiasi personaggio reale o fantastico si voglia o più banalmente ricreandoci in base al nostro “io interiore”, magari di 20 anni più giovani e con un fisico da modello.

        Martin Beck supereroi - FlashAd altri basta un costume e un poco di fantasia per poter rivivere anche solo a una festa o a carnevale il ruolo di quell’eroe che da bambino ci ha profondamente impressionato.

        Martin Back supereroi - BatgirlSupereroi e persone comuni

        Su Mondivirtuali abbiamo già mostrato i supereroi in costume rinascimentale di Sacha Goldberg oltre che i cosplayer ritratti come supereroi e personaggi del cinema fantastico di Antti Karppinen, ma questa volta vogliamo mostrarvi qualcosa di davvero diverso.

        Persone comuni, che vivono in mezzo a noi, ritratte da Martin Beck nei panni di supereroi più o meno improbabili ma non per questo meno autentici (anzi).

        L’idea del fotografo scozzese/sudafricano, attualmente risiedente a Dubai, da anni famoso ritrattista ma attratto anche dal mondo della musica rock e del cinema, è che tutti noi possiamo essere eroi.

        Martin Back supereroi - SpidermanRitratti poetici

        Certo, magari il suo Flash non sarà proprio un fulmine ad aggiustare le macchine, la sua Batgirl sarà un poco sovrappeso e il suo Spiderman sembrerà più reduce da una lite domestica che da una lotta all’ultimo ko con qualche supercriminale.

        Ma la sua coppia di anziani Superman e signora è estremamente poetica, al pari del suo Ironman che tutto appare meno che un playboy miliardario, mentre “missCapitan America non sembra certo la personificazione del sogno americano come il personaggio Marvel a cui si ispira.

        Martin Back supereroi - SupermanTutti noi possiamo essere supereroi

        Le immagini di Martin Beck compongono una collezione di 20 ritratti, messe in mostra e vendute al Middle East Film & Comic Con 2015 tra il 9 e l’11 aprile 2015.

        Con questo progetto il fotografo ha voluto umanizzare i supereroi, perché “nonostante i nostri difetti e fallimenti, ognuno di noi, a suo modo, può essere un supereroe per la nostra famiglia, i nostri amici, i nostri colleghi e abbiamo tutti il potenziale per aiutare gli altri. I miei eroi sono gente normale senza distinzione di razza, religione o credo. Vivono tra noi, ci circondano, sono ovunque. Ciascuno è un supereroe”.

        Martin Back supereroi - Capitan AmericaSe i supereroi di Martin Beck vi sono piaciuti, quanto quelli di Antti Karppinen o Sacha Goldberg, e volete vederne altri, continuate a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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          Antti Karppinen Jack Sparrow cover

          Da quando esistono strumenti professionali di foto ritocco i mondi virtuali e fantastici sono tra noi in un modo a volte impercettibile eppure costante.

          Il lavoro di Antti Karppinen

          Prendete il lavoro di Antti Karppinen (e del suo studio, Alias Creative), fotografo finlandese che vive e lavora a Cardiff e che dice di appartenere a “una nuova generazione di artigiani dell’immagine per i quali qualsiasi cosa è possibile” e che crea “complessi concetti visuali e immagini con illimitata immaginazione”.

          Di immaginazione bisogna averne tanta per dare vita a un mondo virtuale (“your world, your immagination” era il motto originale di Second Life, ricordate?) ma ad Antti certo non manca, che si tratti di foto “da matrimonio” o di poster di aspiranti “supereroi”.

          Antti Karppinen Jack Sparrow coverNel primo caso basta guardare a “Wedding Alternate Perspective”, già tra i tre finalisti della World Photographic Cup di quest’anno appunto per la categoria “foto matrimoniali”.

          Prospettiva alternativa

          Non aspettatevi il solito fotoritocco in cui gli sposi vengono contornati di cuoricini: qui la coppia di novelli sposi, Vesa ed Elina, è stata ritratta (separatamente per poi essere ricongiunti in fase di post produzione) in un ambiente che richiama quello magico e illusorio del film Inception.

          Infine l’inquadratura è stata ruotata di 90 gradi per dare vita a un’immagine dalla prospettiva davvero alternativa, come potete notare anche dal video seguente.

          Che dire poi dei ritratti di cosplay che interpretano supereroi (o supercriminali) e personaggi dei film di maggior successo? Troppo lungo sarebbe spiegare i segreti di ogni foto, che potrete comunque conoscere visitando il sito di Antti, per cui eccovi una piccola selezione delle migliori immagini di supereroi e personaggi fantastici create da Antti Karppinen – Alias Creative, dal Dottor Who ai Ghostbuster.

          Godetevi la nostra gallery

          Buona visione e se siete curiosi di vedere altre immagini create dai nuovi artisti digitali, continuate a seguire Mondivirtuali.it anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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            wrong pics immagini sbagliate cover

            wrong pics immagini sbagliate melusina parkin29 dicembre 2014, è pomeriggio e sto per rientrare a casa dall’ufficio quando un messaggio inviatomi dalla redazione di Mondivirtuali.it, mi avvisa che Melusina Parkin, cara amica che per anni si è occupata di Meb, noto marchio fashion italiano in Second Life di proprietà di Mariaelena Barbosa, oltre che del proprio marchio di arredamento virtuale, Melu Deco, ha appena segnalato l’apertura di una sua nuova esposizione fotografica, nella propria galleria a Chelsea, nel mondo virtuale della Linden Lab, dal titolo molto curioso: “Wrong Pics” (letteralmente: Immagini Sbagliate).

            not a wrong pic melusina parkinRientro a casa, sistemo la cena e le faccende domestiche e mi metto al pc: rientro dopo qualche settimana di assenza nel mondo virtuale che vide la nascita di Luciana Pinazzo ormai quasi otto anni fa e che continua a riservare sorprese e spunti interessanti a chi sa andare oltre i “lol” i “wanna fuck?”, i baci, abbracci, saluti e chiacchiere spicciole di amici e amiche “virtuali”. Io Melusina l’ho ammirata più volte all’opera e più volte le ho parlato, di moda, di architettura virtuale, di fotografia. E’ una persona interessante come ho avuto modo di dichiarare e non dubito che anche questa sua ultima fatica varrà la pena di una visita.

            wrong pics immagini sbagliateCosì eccomi a Chelsea, nella galleria di Melusina che mi riporta alla mente un’altra piccola area espositiva, quella di Roberta Greenfield (la G-room che nel 2008 ospitava artisti come Asian Ledved, Luce Laval o Solkide Auer), ad ammirare immagini per nulla “sbagliate” ma che, come spiega la stessa Melusina in una nota, sono il risultato di un paziente lavoro di selezione, ripensamento ed editing che ha consentito di far risaltare un significato che ciascun soggetto potrebbe ispirare a chi osserva, grazie all’estrema manipolazione delle texture.

            wrong pics immagini sbagliate melusina parkinChe dire: a me le immagini di Melusina Parkin raramente deludono per cui non è una sorpresa che abbia trovato interessante anche questa bella esposizione, molto diversa dalle ultime, altrettanto interessanti, esposizioni dell’artista. Ma voi andate a vederle di persona o ammiratele su Flickr.

            E naturalmente continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite l’account su Twitter e la fanpage su Facebook non solo (ma anche) per leggere i miei articoli e ricordate che Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube. E fin d’ora buon anno, naturalmente.

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              Ini Inaka cover

              Ini Inaka

              A cosa può servire una piattaforma di realtà virtuale come Second Life, dove sono gli utenti a poter creare i contenuti? Naturalmente a dare libero sfogo alla fantasia e creatività degli utenti stessi. Ini InakaNon sorprende dunque che il settore artistico resti una delle colonne del mondo virtuale della Linden Lab a 11 anni di distanza dalla sua nascita, con risultati a volte più interessanti a volte meno ma sempre quanto meno degni di una visita.

              E una visita vale davvero la pena di darla, approfittando che è stata prolungata fino a metà ottobre, alla esposizione di Ini Inaka, “Long Way Down”, presso la galleria d’arte virtuale Nitroglobus, dell’artista Nitro Fireguard e di Dido Haas, gallerista e appassionata d’arte, fotografa lei stessa e blogger (questo il suo blog).

              Ini InakaMa chi è Ini Inaka? Artista tanto in SL quanto in RL, dove ha studiato pittura in accademia, appassionata di fotografia in entrambi i mondi, hobby che lei considera un modo per esprimere  quello che vede o che prova, “perché ciò che prova deve essere mostrato” come recita una breve nota introduttiva alla mostra di Nitroglobus, dove Ini torna dopo un paio d’anni con magiche immagini di avatar fusi con antiche cartine, sovrapposti come fantasmi a texture “corrose”, a volte steampunk, in bianco e nero o a colori, dai toni freddi o caldi, quasi sempre nudi ed essenziali.

              L’arte di Ini viene definita da Dido Haas, giustamente, “sempre sorprendente, unica, vera e ricca di emozioni” ed è mirabilmente rappresentata da questa mostra che ruota attorno al tema della casa e dei confini, dell’esperienza e dei sentimenti, ricca di immagini che sembrano affacciarsi sulla strada, perdere i volti, perdere i modi, perdersi nel tempo e nella distanza, accompagnate dalle scintillanti sculture in mesh di Nitro Fireguard.

              Allora, che aspettate a premere il pulsante di teleport qui sotto e fare voi stessi una visita alla mostra?

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                Bryn Oh Imogen cover

                Imogen Bryn OhLo confesso, ho dovuto attendere la segnalazione di Bryn Oh che l’esposizione Imogen and the pigeons, apertasi a inizio 2013 in Second Life, chiuderà nelle prossime settimane (immagino per fine ottobre) dopo aver attratto oltre 50 mila visitatori da tutto il mondo per riuscire a trovare il tempo per visitarla.

                Il problema di un mondo virtuale, nonostante li frequenti da anni, è l’essere “concorrente” con la vita reale nell’utilizzo del tempo di ciascuno di noi e siccome in questi anni di crisi di tempo realmente “libero” ce n’è sempre meno, almeno per la sottoscritta, impegnata a cercare di far quadrare i conti, ecco che anche lo svago e il piacere che può derivare da visitare istallazioni artistiche, partecipare a eventi, sperimentare nuovi dispositivi e tecnologie o semplicemente “perdere tempo” chiacchierando e ammirando sogni grafici al video del mio pc è sempre meno.

                Imogen Bryn OhImogen and the pigeons resta comunque una bella esposizione “immersiva ed emozionale” (per usare le parole di Honour McMillan) di un’artista che ho già avuto modo di ammirare più volte in questi anni, ad esempio presso la land italiana Mic gestita da Mexi Lane (aka Marina Bellini) e così non posso che consigliarvi di affrettarvi se ancora non l’avete vista e fare una gita a Immersiva e affrontare la nuova prova d’artista di Bryn.

                Una prova che mi pare riprenda e porti ulteriormente avanti la “cifra” vista già in Anna many murders e in Family Unit, il viaggio del visitatore dentro (letteralmente visto che si passa da una “scatola” all’altra) il viaggio dell’artista, con un movimento ascendente attraverso un labirinto fatto di ambienti, opere e atmosfere tra loro diverse ma accomunate da una certa crepuscolarità.

                Non voglio annoiarvi, Imogen and the pigeons è da vivere in prima persona più che da raccontare, così se non l’avete ancora vista o se non doveste aver fatto in tempo a vederla (se leggete questo pezzo dopo la chiusura dell’istallazione), vi lascio con un video caricato su Youtube dalla stessa artista canadese che nell’annunciare la prossima chiusura e rimozione dell’istallazione ha già fatto sapere di volersi mettere al lavoro per un nuovo progetto che spero potremo tutti godere presto, RL permettendo.

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                Nur Moor Under an OcTree cover

                Nur Moo - Under an OcTreeConoscere sia pure “virtualmente”, a distanza, un’artista mi ha sempre procurato emozioni. Quando poi la persona è simpatica e disponibile almeno quanto tecnicamente dotata come Nur Moo, è davvero un piacere parlarne come in questo caso.

                L’occasione me l’ha data una mostra, organizzata da Crystalship Rehula (artista e “graphic dreamer” francese che apprezzo da tempo) in Second Life, piattaforma di realtà virtuale della californiana Linden Lab, dal titolo Under an OcTree in cui sono presentate alcune opere della fotografa e artista grafica parmense.

                Nur Moo, artista a tutto tondo

                Nur Moo - Under an OcTree 2Nur Moo è un’artista a tutto tondo, presente da tempo in Second Life ma che ha anche tenuto numerose esposizioni fotografiche in gallerie d’arte “reali” e trovo che sia un’artista emergente tra le più interessanti.

                La sua attività quotidiana l’ha allontanata per qualche tempo da SL, così le ho chiesto come mai fosse tornata a esporvi (le immagini che vedete si riferiscono all’istallazione virtuale tenuta presso la galleria di Crystalship, What’s This Art). Lei come sempre mi ha risposto.

                Perchè Under an OcTree

                Luciana Pinazzo: Ho visto che hai un’esposizione in corso in Second Life, di chi è stata l’idea tua o di Crystal?

                Nur Moo: L’idea contenutistica delle fotografie è mia come del resto il “modo” di esporle, non accetto mai di esporre in luoghi dove devo solo “appendere” in modo classico le foto: siamo nel metaverso, quindi mi piace sfruttare diverse possibilità creative rispetto al mondo reale.

                L.P.: Perché “Under an OcTree”?

                Nur Moo - Under an OcTree 3N.M.: Under an OcTree è un gioco di parole buffo che si avvale del doppio senso della parola “tree”, come struttura di dati ad albero, normalmente usata nella grafica 3D. Il concetto centrale di questo lavoro, ancora una volta sugli avatar di Second life, è mettere in evidenza la struttura davvero reale che compone la realtà virtuale in cui nostri avatar si muovono, la struttura che sottende le immagini in movimento che vediamo sul monitor.

                Credo sia molto importante ricordare, in questo momento della storia di Second Life, che esiste sempre una separazione tra la realtà e la virtualità che rende maggiormente creativo il “gioco”. Vedo spesso con tristezza come ora ci sia una preponderante tendenza nel metaverso a copiare in tutto e per tutto la realtà, creando una visione iperreale (vedi le “boobs mesh lolas tango” che hanno invaso SL) di dubbio gusto.

                Nur Moo - Under an OcTree 4L.P.: Pensi SL abbia ancora qualcosa da mostrarci o il tuo ritorno è solo segno del tuo affetto per questa piattaforma e i suoi utenti?

                N.M.: Continuo a credere che Second Life abbia molto da dare come piattaforma creativa per artisti (veri), purché utilizzata nel modo giusto. Mi dispiace molto che i Linden non abbiano capito questa importante potenzialità, spingendo al massimo solo la parte commerciale e relegando l’arte in quel “supermarket delle idee” che è il Lea (Linden Endowment for the Arts).

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                Isabella Grace Baroque cover

                Isabella Grace BaroqueA volte capita che una storia scompaia, per poi riaffiorare dopo molto tempo conservando intatta la sua freschezza. E’ il caso dell’intervista di Luciana Pinazzo dedicata a Isabella Grace Baroque, che vi riproponiamo corredata di una nuova serie di immagini, a tre anni di distanza dalla prima pubblicazione, nell’ottobre del 2009.

                Isabella Grace Baroque è un personaggio interessante di per sé: vocalist in RL, è una delle tre autrici del blog “Who let the dorks out?” assieme a Paulina Oceanlane e a Fionna Whiteberry, fashionista, fotografa e creatrice di pose in Secondlife. Soprattutto, dice chi la conosce, una ragazza semplice, dotata di humor e che ama divertirsi.

                Molte delle sue immagini appartengono a tematiche decisamente “dark” (morti viventi, vampiri e simili), ma Bella ha uno stile che trovo molto piacevole, stilizzato e quasi romantico, anche quando affronta temi “macabri” e che mi ricorda quello di certe illustrazioni che un tempo  si trovavano nei libri di fiabe per bambini, dove accanto a principesse e cavalieri non mancavano mai orchi, streghe e spettri vari.

                Isabella Grace BaroqueLe immagini che vedete qui e che sono tratte dal blog e dal suo album su Flickr e sono naturalmente solo alcuni esempi che mi hanno colpita particolarmente per l’utilizzo della luce, l’intensità dei colori o la fantasia dell’immagine, ma non esauriscono certo tutta la produzione di Bella (che questi anni si è poi andata ulteriormente arricchendo e modificando rispetto alla prima pubblicazione dell’intervista, LmS). Ma lasciamo parlare direttamente Bella.

                Ciao, mi chiamo Isabella Grace Baroque, ma mi potete chiamare sempliemente Bella. Isabella Grace BaroqueSono in Second Life da un paio d’anni (2007), anche se a volte mi pare che sia trascorso molto più tempo! Sono entrata in SL per fare musica, visto che in RL ho un diploma in canto. Tuttavia, avendo avuto due figli negli ultimi tre anni, il tempo per cantare non esiste quasi, così non ho quasi mai fatto il mio debutto in SL come artista!

                In compenso ho scoperto altre cose divertenti, come fare foto e tenere un blog. Sono una delle tre “dorkette” di “Who Let the Dorks Out?”, un blog su qualsiasi cosa di divertente e casuale accada in Second Life. Il fare foto mi ha poi portato a sviluppare nuove pose, visto che sono sempre alla ricerca di pose uniche e interessanti per le pazze idee che mi vengono in mente.

                Isabella Grace BaroqueNel momento in cui capii come realizzare queste pazze idee, il mio negozio di pose, Olive Juice, era nato. Non c’è nulla che ami più di vedere altre persone utilizzare le mie pose per dare vita alle proprie idee. Per quanto riguarda la fotografia, debbo dire che sono quanto di più lontano vi sia da un’artista. Mi è stato detto che ho un buon occhio e che sia vero o no cerco di fare del mio meglio per trovare la bellezza in tutto. Specialmente in cose dai toni più oscuri.

                Living Doll è ancora la mia foto favorita, perché potrei raccontarvi un’intera storia che sta dietro quell’animo malinconico anche solo guardandola negli occhi. Isabella Grace BaroqueMolte delle mie idee sono tratte da canzoni o racconti e ciò che mi appaga è la sfida di ricreare in world ciò che ho in mente. Anche se nessuno le avesse mai degnate di uno sguardo, sarebbe stato per me un passatempo divertente. Quanto agli strumenti che utilizzo beh… non ho Photoshop, ma se se volete farmi un regalo di Natale, ecco… sto scherzando naturalmente! Potrei dire di essere una picnick dipendente, di sicuro! Per cui nelle mie immagini non c’è mai molto lavoro di post-processing, a volte anzi non c’è per nulla. Ma spero sempre che in esse vi sia personalità, indipendentemente da quale sia il tono.

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