Anubis Style, abiti d'arte
Luciana Pinazzo ha raccolto un’altra intervista per mondivirtuali.it/SLnn.it. C’è voluto del tempo, ma è riuscita in un’impresa non facile: far parlare di sé e del suo lavoro Anubis Hartunian (aka Marinella Galli), una delle più talentuose stiliste del metaverso, tanto che già nel 2007 collaborò con Fanny Douglas (aka Franca Olivieri) per la realizzazione dei costumi per gli avatar-attori di “L’Odissera – the Musical” (la stessa Fanny Douglas, insieme a KlaudeC Korobase, aka Claudio Crocetti, fu poi tra i realizzatori di “Incantando Roma”, altra commedia musicale portata “in scena” in Second Life nel dicembre del 2008). Ma lasciamo subito spazio all’intervista curata per noi da Luciana Pinazzo, che ricordiamo cura anche un suo blog, http://lucianapinazzo.blogspot.com, dove potrete trovare tante altre storie interessanti.
Luciana Pinazzo: Ciao Marinella, senti, mi racconti chi è Anubis Hartunian e quanto il personaggio in SL prende le mosse dall’autrice reale? Anubis ti assomiglia e se sì in cosa?
Anubis Hartunian: Per quanto concerne il lavoro, Anubis non mi assomiglia per niente. Come sai io mi sono sempre occupata di sicurezza. Ma in Second Life, Anubis prende tutta la mia creatività, la precisione in quello che faccio (che a volte può essere positiva, ma altre una gran rottura…), la caparbietà, le sfide, la voglia di colori. Anubis è una sognatrice, che ha avuto il desiderio e la capacità di trovare nuove forme, nuovi modi di comunicazione e ha creato il suo brand Anubis Style. Però mi sono anche sentita dire: “Ma sei uguale a RL!”. La cosa mi fa sorridere e tra di me penso che abbiano dimenticato gli occhiali!
L.P.: Anubis ha uno stile parecchio differente da quello di altre stiliste, sia come estetica sia come modo di comunicare col tuo pubblico. Ci racconti un po‘ lo“stile Anubis”: cosa rappresenta e di cosa è fatto, quali valori ti ispirano, quali “muse” hai seguito per intraprendere questa “carriera virtuale” nel mondo del fashion in SL?
A.H.: Sicuramente da me non nascono modelli per la massa, di quelli in serie che variano solo di colore. Sotto questo aspetto non sono certo una manager, anzi! Ogni capo che realizzo si può considerare un'esclusiva, perché nasce da un’emozione, da un colore, da un nome, da una foto particolare, da uno stato d’animo, da amicizie! Ogni abito è un po’ come un quadro: dipingere per me è un hobby e come ogni “artista” non sempre si è in giornata!
L.P.: Tu sei molto amica della mia “sorella virtuale” Mimmi Boa, altro esempio di personaggio molto ben sviluppato da una donna piena di grinta e carattere che in RL abita non distante da dove vivi tu. Quanto ha significato per te l’amicizia con Mimmi sia in RL sia in SL in questi mesi? Il suo gioco ha influenzato il tuo e viceversa, o ognuna di voi vive separatamente le proprie vicende virtuali e reali, pur essendo molto amiche?
A.H.: L’incontro con Mimmi è stato un caso, tippata da un amico comune ad un raduno! Era un’emergente quando l’ho conosciuta (perché te non hai visto certe foto mie di lei ai primi concorsi eheheheh… LP), una fortuna sapere che abitava poco distante da me! Abbiamo portato questo incontro in RL quasi subito e non ci siamo più lasciate! E' nata una bellissima amicizia, molto più importante fuori che in Second Life. Diciamo che in Second Life c’è il riflesso di quello che abbiamo costruito fuori. In RL abbiamo tempo per noi, ce lo troviamo, lo inventiamo pure, mentre in Second Life, ognuna presa dai propri impegni, sempre di corsa, a volte non riusciamo nemmeno a parlarci in IM. Però ci capita di incontrarci nello stesso evento, nella stessa sfilata e allora lì il gioco si fa divertente.
L.P.: Parlaci del progetto più importante tra quelli che hai finora seguito in SL e di quello che in cuor tuo vorresti fosse la tua più importante realizzazione per il futuro.
A.H.: Progetti ce ne sono stati molti: il primo in assoluto è stato quello di creare degli abiti africani per sostenere l’associazione Mabawa, una ONG che lavora in Ruanda e di cui sono membro di comitato ed organizzare un concerto con gli allora sconosciuti in Second Life M4TM, pensa che era il loro primo concerto! (ora i Mode for the masses, una Depache Mode tribute band, è tra le formazioni più note nel metaverso della Linden Lab e pure in RL, se volete vedere un’intervista fatta a suo tempo dalla Sluub Tv alla band seguite questo link: http://video.libero.it/app/play?id=751ba14bb20082d7ca35fb578462a041, LmS). Ho partecipato a diversi contest tra stilisti vincendone due, uno dei quali, nel febbraio 2008, mi ha permesso di diventare “stilista ufficile” di Italia Vera. Ho disegnato un'intera collezione uomo/donna, giorno/sera, 28 abiti in tutto che sono stati distribuiti free. E poi… ho realizzato un abito per Miss Virtual World 2008, la nostra amica comune Mimmi Boa appunto, e uno per Mister Virtual World 2009. Ho partecipato alle manifestazioni organizzate da Mexi Lane (aka Marina Bellini) per i Musei in Comune Roma 2.0, disegnando abiti per la collezione di merletti di Caprai, per il Futurismo e per sostenere il popolo abruzzese dopo il terremoto (SolidART). E ancora: ho partecipato al Maseno Project curato quest’anno da Mimmi sempre per beneficenza e al Fashion Challenge. E non ultimo, visto che è stata un’idea innovativa... OneSoul.
L.P.: Mi hai preceduta: ci parli meglio di questo progetto in comune con un’altra stilista che adoro, Mew Denimore?
A.H.: OneSoul è un progetto nato da un’idea mia, un’idea che consiste nel realizzare una collaborazione che porti due stilisti a lavorare insieme per un unico scopo. Ed è qui che entra in gioco Mew Denimore che, entusiasta di questo progetto, vi ha aderito immediatamente, proponendo addirittura di realizzare abiti nei quali ogni stilista potesse perfino lavorare sulle texture l’una dell’altra e viceversa. Ed è da qui che inizia tutto il lavoro, dalla scelta dei temi sui quali realizzare gli outfit, fino ad arrivare alla realizzazione degli stessi ed allo “scambio” delle texture realizzate, per permettere anche all'altro stilista di realizzare il suo outfit sulla stessa base in modo da avere, alla fine, due modelli aventi sì le stesse texture, ma uno stile ed una realizzazione in prims totalmente diversa. Insomma, un progetto divertente, stimolante, artistico, professionale che porta due stiliste a confrontarsi, unirsi, consigliarsi fino a realizzare un’intera collezione di abiti unici ed originali. Tutto questo è OneSoul, il cui motto è: “Dall’unione di due menti, che dà origine al magico intreccio di due personalità, nasce un’unica potente figlia… la Collaborazione”.
L.P.: Che ti riserva il futuro e c’è un augurio per te e per chi ci legge che vuoi fare, tanto per quel che riguarda SL quanto, soprattutto, per RL?
A.H.: Il futuro... diciamo che il Maseno Project ha anticipato quello che ho in progetto da parecchio. Un lavoro che unisca le forze delle stiliste, con il loro estro, la loro amicizia, la loro professionalità a favore di Mabawa. Ma quando avrò il tempo per organizzare tutto questo? Aiutooooo... cercasi organizzatore/organizzatrice! Quanto all’augurio, forse è meglio che lo fai tu in questo momento…
L.P.: Il mio unico augurio, per te e per chi ci legge, è che dopo tanti sforzi, ma anche tanta sofferenza, incertezze, delusioni, possa tornare il sereno e per chi come te ha tante belle qualità possano giungere ancora più di adesso quelle soddisfazioni che sono in fondo la molla per andare avanti e affrontare sempre nuove sfide. Perché SL is woman, come dicono gli amici di Mondivirtuali.it/SLnn.it, ma pure in RL le donne non scherzano (malgrado tutto)!
ShareThis