Anais sperimenta
Torno a guardare dopo mesi i lavori inseriti nel gruppo Graphic Dreams su Koinup.com e, gulp, sono oltre 4 mila! Quattromila immagini di ogni genere tra cui mi è arduo selezionare nomi nuovi da proporvi, senza fare torto a qualcuno. Anche perché molti dei graphic dreamers già presentati su questa rubrica (ne cito due per tutti: Connie Sec e Rocapc) continuano a mettere immagini di elevata qualità tanto che verrebbe voglia di citarli nuovamente. Sono però stata fortunata: un’immagine tra le ultime decine inserite mi ha colpito, sono andata a vedere l’album dell’autrice e mi son trovata di fronte molti lavori interessanti.
Sto parlando di Anais Sapphire (http://www.koinup.com/Anais) e in particolare di “Dream” una gradevole composizione dove si mescolano sensazioni oniriche con dettagli floreali e l’utilizzo di toni abbastanza inconsueti che variano dall’azzurro al viola.
Non meno interessante mi pare anche “White”, giocata invece sulla contrapposizione tra la carnagione scura dell’avatar al centro della scena e l’alternanza di grigi e bianchi dello sfondo, decisamente onirico.
Volete altre immagini che richiamano i sogni, magari utilizzando altre scale cromatiche? Provate con “Machine” o con l’inquietante “Vampire”, piuttosto che “Smoke”. Tutte immagini molto potenti, ma Anais mostra di volersi divertire cercando sempre nuove strade. Così sperimenta e crea immagini surrealiste come “La giostra” o “The Fly”, o misteriosi ritratti come “Look out” o “Leonida”, poi torna a giocare con le luci in “Masquerade” e in “Words”.
Per poi cambiare ancora e sperimentare immagini che richiamano la tecnica del collage come “BDSM what else” o riprendono toni fiabeschi come in “Dark Angel”.
Insomma: Anais mi pare una grande sperimentatrice, mai stanca di utilizzare nuove piattaforme (da Second Life ad Assassin’s Creed) e tecniche, nuovi soggetti e colori per realizzare opere dai tratti a volte inquietanti, a volte epici, a volte romantici. Il mio viaggio tra i graphic dreamers di Koinup.com non poteva iniziare meglio, grazie Anais.
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