Alipia la Drow
Alipia Rossini: Venduì Luca (Alipia porta la mano destra alla fronte, poi alla bocca e quindi mostra il palmo vuoto)
Lukemary Slade: Venduì Alipia. Quando è nato il tuo personaggio e perché?
A.R.: Alipia è la terza figlia che la mia povera mente malata ha partorito in SL. La prima (di cui non riporto il nome) è vissuta diversi mesi ed era fondamentalmente una esploratrice. A quei tempi amavo vagare in modo casuale e spesso mi stupivo della varietà, della fantasia dimostrata nel realizzare le land che visitavo: c’erano land in cui la realtà virtuale era una copia del mondo reale, altre in cui la realtà veniva aumentata o esagerata (isole paradisiache ma anche land estreme di sesso selvaggio) ed in fine land in cui il costruttore aveva mantenuto solo deboli legami con la realtà per spingersi in profondità nel sogno o nell'incubo ed erano queste le “terre” che mi attiravano di più, perché mi pareva di entrare nell’anima di chi le avevano costruite e di chi le frequentava.
Questa mia prima alter ego arrivò abbastanza presto ad esporre in parte la sottoscritta in RL, un errore che da allora non più ripetuto. Così che la mia creatura, non più libera ed indipendente, morì una sera. Dopo di lei nacquero Nutte e pochi mesi dopo Alipia. Nutte continuò le esplorazioni la dove la primogenita le aveva lasciate mentre Alipia giunse, casualmente, prima a Neverland (l'isola dell’IDV nel mondo virtuale) e poi a Vulcano e qui tutto cambiò: Alipia divenne prima una builder di edifici, poi di gioielli, quindi costruttrice di armi e armature, poi si dedicò agli script, alle animazioni ed in fine agli sculpt.
L.S.: Come sei arrivata al gioco di ruolo?
A.R.: Il passaggio di Alipia al gioco di ruolo fu quasi obbligato. Entrai nel clan drow di Legenda “Olath Darthien” ai tempi in cui Itinera regnava e mi innamorai subito di questo gioco. Sapevo poco di questa razza fantasy ma cominciai a studiarla leggendo manuali e libri e pagine sul web ed alla fine credo di avere sviluppato una certa competenza. Peraltro non ero nuova al gioco di ruolo, dato che in RL ero una accanita giocatrice di “Dungeons and Dragons” e di “Cyberpunk”, ma in SL le cose sono differenti e spesso molto più complicate.
Dopo questi fatti girai a lungo seguendo il mio clan e visitando varie land gdr fantasy fino a quando approdai a Dark Sun (poi nota come Dark Kingdom). Lì, rimasta sola, creai un nuovo clan” “Olath Sssiks” (che in drowish significa appunto Dark Sun). Il clan divenne la mia famiglia in SL e mi fece conoscere tantissime persone, prima fra tutte la mia “sorella virtuale” Veronika Oldrich (che vedete nell'immagine qui sopra). Da allora tante land, tanti drow (Morphy, Eleonora, Dotan Xue, Xitaly, RedLucifer, Anto84, Nihal) mentre la famiglia virtuale si allargava con Kroenen e poi Valyrula, Magnolia e altri. Mentre fuori dal gdr Alipia ha continuato ad essere una creatrice di armi ed armature che vende col marchio “Olath Sssiks”.
L.S.: Il tuo personaggio rispecchia in qualche modo quello che fai o che sei in RL o hai voluto dare sfogo alla fantasia?
A.R.: Io sono Alipia e sono anche Nutte, o meglio, loro sono me. Alipia dura che ama comandare e combattere, suscettibile, vanitosa, in qualche modo sensuale ma al tempo stesso casta, spirituale e religiosa, facile alla rabbia ma al tempo stesso materna ed alla continua ricerca di una famiglia... è l'espressione di una parte di me e di come sono nella vita e nel lavoro. Certo il mio avatar è molto più "gnocca" di quanto io sia mai stata in realtà, ma è questo il bello dei sogni no?
Allo stesso modo, Nutte conosciuta nel gioco di ruolo come la gattina Miu!, è l'espressione della bimba folle e assurda che vive dentro di me e che urla per cercare di uscire e sfogarsi, magari anche solo correre come una pazza urlando Miuuuuuu! in faccia al mondo. Un lato che reprimo in continuazione in RL ma che nel mondo virtuale è riuscito ad esprimersi completamente (con mia grande soddisfazione).
L.S.: Raccontaci una "giornata tipo" di Alipia Rossini in SL e in RL.
A.R.: Alipia Rossini in RL è moglie, mamma ed una ingegnere libera professionista, con alle spalle uno studio di buone dimensioni ed è piuttosto soddisfatta del lavoro che fa, ma scarsamente soddisfatta dei proventi. Credo di aver fatto cose che altri miei colleghi si sognano e nonostante questo loro hanno più soldi di me... mah. La mia giornata tipo? Mi alzo alle 6.00 per fare un’ora di sport alle 7.00 sveglio marito e figlia, li metto a tavola li faccio mangiare mentre io approfitto del bagno, alle 8.00 sono pronta preparo la figlia e la porto a scuola quindi vado a lavorare. Da quel momento fino a sera sono una appendice del pc o sono a sacramentare in qualche cantiere. Alla sera ho generalmente qualche incontro o qualche corso (ne faccio diversi) ed anche non avendone non sono mai a casa prima delle 20. Generalmente poco dopo arrivano il marito e figlia (che era dai nonni) a fare casino mentre preparo la cena.
Dopo cena si apre la finestra temporale SL. Quando il clan era attivo al 100% Alipia entrava e pensava a cosa far fare al suo clan quella sera o come cercare nuove reclute o come inserirsi all'interno di una giocata preesistente. In altre occasioni Alipia, ormai ritenuta da molti vecchissima, narrava fiabe attorno al fuoco per chi le voleva ascoltare, racconti provenienti dalla letteratura fantasy o inventati dalla sottoscritta; poi c'erano i corsi di gdr che cercavo di rendere divertenti per me e per chi li seguiva, spesso mettendo in atto piccole commedie. Purtroppo, nelle land italiane, il fantasy classico stile Dungeons and Dragons non è molto amato ed è stato sostituito da ambientazioni più generiche o da giochi tipo Masquerade in compagnia di vampiri e licantropi ma senza spazi per gli elfi, qualunque sia il loro colore; il drow, che non è mai stato semplicissimo da impersonare, era diventato difficilissimo e si è quasi estinto come numero di giocatori.
Bene Alipia, il tempo è volato e siccome ci pare che tu abbia ancora molte cose da dire riprenderemo la discussione con una seconda puntata dedicata ai Drow e al rapporto di Alipia Rossini con i mondi virtuali. Alla prossima, anzi Aluvè!
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