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Zeta Bellow in Second Life is the avatar of a Northern Irland lady fan of roleplaying. She collaborates with Mondivirtuali.it since its beginnings.

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    bambole realdoll storie cover

    Mondivirtuali.it ha già parlato di come quelle che un tempo erano semplici “bambole gonfiabili” siano sempre più sofisticate e realistiche, come le RealDoll, evolutesi in RealBotix.

    Qualcuno anche in Italia (a Torino per la precisione) ha pensato di sfruttare questiprodotti per dare vita ad attività ricreative per adulti, per così dire, col marchio Lumidolls, già presente anche a Barcellona e a Mosca) anche se ha avuto qualche problema di tipo amministrativo.

    Le bambole di Everard Kunion

    ingegnere bambole realdoll cover

    Non avrei però pensato di scoprire che in Inghilterra un ingegnere scapolo 62enne, Everard Kunion, ha messo sù famiglia con nove di loro tra moglie, figlie e cognate in silicone.

    Kunion si era invaghito anni fa di una sua ex compagna di scuola, dopo 50 anni che non si frequentavano, finendo con lo sviluppare una vera e propria mania per la donna, nel frattempo sposatasi col signor Taylor.

    Alla fine un tribunale gli ha ingiunto di tenersi a debita distanza dalla donna e Kunion si è rassegnato all’idea di restare in compagnia solo delle sue “bambole di famiglia”.

    Kunion non è un caso isolato

    Quello di Everard Kunion non è neppure un caso così isolato: cercando in rete ho scoperto che in America un tale “Deerman” dopo aver perso di cancro la moglie e avendo constatato che le donne che gli piacevano non erano interessate a lui, dopo qualche anno ha finito per comprare una bambola simile a sua moglie, di nome Erica.

    Oppure c’è Phil, che ha smesso di fumare per un anno per potersi permettere (queste bambole non costano mai meno di 1.000 sterline/dollari)
    la sua bambola Jessica. Phil si rende perfettamente conto che è una bambola, ma semplicemente non gli importa cosa pensa la gente della sua scelta di stile di vita.

    Alla fine i casi emersi sono stati così numerosi che una fotografa olandese,
    Benita Marcussen, ha deciso di realizzare una serie di scatti dedicati a Uomini e Bambole (Men and Dolls). Ma non sono solo gli uomini a gradire la compagnia di una bambola per adulti.

    Bambole anche per signore

    Angela, ad esempio, ha comprato la sua prima bambola, Anna, nel 2014 e possiede due facce di ricambio per la sua amica, in modo da poter cambiare il suo look e la sua personalità a seconda delle circostanze.

    Non è detto che il caso di Angela sia così raro, ma in generale la comunità di possessori di bambole per adulti è molto prudente e tende a non farsi conoscere per cui è impossibile dire quanti al mondo, sia uomini sia donne, abbiano ormai come unici compagni di vita una o più bambole.

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      Hogwarts Castle gingerbread cover

      Sarà che il castello di Hogwarts mi è rimasto nel cuore, da brava appassionata della saga di Harry Potter, sarà che amo i dolci e le creazioni dei migliori pasticceri, sarà che Natale si avvicina: fatto sta che quando ho scoperto grazie al sito Dailyhive che Duchess Bake Shop, celebre pasticceria di Edmonton, in Canada, aveva riprodotto il castello in forma di dolce, non ho resistito alla tentazione di mostrarvelo.

      Hogwarts Castle Duchess Bake Shop

      Un castello di Hogwarts tutto di pan di zenzero

      Gustatevi le immagini, è il caso di dirlo, perché la celebre pasticceria dell’Alberta (questa la sua fanpage su Facebook) ha superato se stessa quest’anno realizzando un castello di Hogwarts completamente commestibile fatto di di pan di zenzero, zucchero e caramelle. La splendida struttura è finemente dettagliata ed è esposta attualmente presso il Duchess Bake Shop di Edmonton.

      Hogwarts Castle Duchess Bake Shop bis

      Il castello di Hogwarts fatto a pezzi per beneficienza

      Questa meraviglia non durerà molto a lungo, però, visto che è stata realizzata per una raccolta di beneficienza e dunque sarà presto fatto a pezzi e fatto assaggiare a tutti coloro che avranno partecipato alla raccolta di fondi. Così se non potete passare da Duchess Bake Shop, potrete almeno conservare il ricordo di questo incredibile dolce a forma di castello di Hogwarts, in attesa di scoprire cosa la pasticceria canadese sarà in grado di realizzare il prossimo anno.

      Hogwarts Castle Duchess Bake Shop ter

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        sexy cosplay Rule 34 cover

        Conoscete la Rule 34? Se non la conoscete dovreste seriamente chiedervi dove avete vissuto finora, o almeno prendere in serie considerazione l’ipotesi di studiare internet e i suoi meme (magari anche solo verificando su Wikipedia).

        La Rule 34 vale anche per le cosplayer

        La Rule 34 (che daremo per scontato voi conosciate, altrimenti informatevi) si applica ovviamente anche al mondo cosplay, un mondo che soprattutto nel semestre marzo-settembre vive i suoi appuntamenti topici, in Italia come all’estero.

        Anche per questo, inevitabilmente, il numero di cosplayer avvenenti e “poppute” tende a crescere ogni anno, nonostante il (finto?) scandalo di qualche purista che riprovera, giustamente, come sia legittio interpretare personaggi “curvacei” da Nico Robin a Jessica Rabbit, da Lara Croft a YoRHa n.2 type B, ma non si dovrebbe provare a forzare troppo l’interpretaione di altri personaggi meno “sexy” solo per attirare l’attenzione.

        sexy cosplay rule 34

        La nostra top ten di sexy cosplayer

        Ad ogni modo, prima che settembre riporti tutti a lavorare alacremente, dimenticandoci delle spiagge assolate e frequentate da belle ragazze in bikini, eccovi una top ten delle cosplayer più sexy che anche grazie alla Rule 34 hanno finito con lo sfilare in questi anni davanti agli obiettivi dei fotografi di tutto il mondo.

        Naturalmente visto che Mondivirtuali.it è un sito per tutti, non mostreremo immagini vietate ai minori, ma solo una gallery di alcune tra le più belle cosplayer e i relativi personaggi, ma ricordate: la Rule 34 è sempre in azione e dunque potete sempre provare a ricercare in rete qualche versione più spinta dei personaggi che le cosplayer da noi selezionate interpretano.

        Buona fortuna, nel caso, ma continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

        Zero Two sexy cosplayer rule 34Horo Von Kaida – Zero Two

        Harley Queen sexy cosplayer Rule 34Liechee – Harley Quinn

        Black Cat sexy cosplayer Rule 34Jamie Gainer – Black Cat

        Jessie sexy cosplayer Rule 34Katyuska Moonfox – Jessie

        Succubus sexy cosplayer Rule 34Giu Hellsing – Succubus

        Artoria Pendragon sexy cosplay Rule 34YuzuPyon – Artoria Pendragon

        Vampirella sexy cosplayer Rule 34Kat Velasco – Vampirella

        Lara Croft sexy cosplayer Rule 34Mary Shvetsova – Lara Croft

        Jessica Rabbit sexy cosplay Rule 34Ellie MoonJelly – Jessica Rabbit

        YoRHa 2 Type BAnnie Seixas – YoRHa No.2 Type B

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        Fnaf novità Cawthon 2018 cover

        Se amate la serie di Five Nights at Freddy’s (Fnaf) state attenti, sono in arrivo novità interessanti sia per quanto riguarda il videogioco, sia per la serie di libri di Scott Cawthon e per il film a lungo atteso.

        Fnaf, Custom Night in arrivo a fine mese

        Per quanto riguarda il videogioco, il 29 giugno dovrebbe essere disponibile la Custom Night per Fnaf 6, annunciato, ritirato ma poi lanciato da Cawthon a fine 2017 (come Freddy Fazbear’s Pizzeria Simulator), anche nota come Ultimate Custom Night o Ultimate Fnaf Mashup. Grazie a essa ogni giocatore potrà selezionare ben 50 animatronici che coprono tutti i giochi della serie, oltre a poter selezionare un’impostazione di difficoltà personalizzata per ognuno di essi.

        Se riuscirete a completare la Custom Night potrete sbloccare le skin per l’ufficio delle guardie notturne e persino filmati musicali basati su scene tagliate. Visto che potrebbe essere l’ultimo Five Nights at Freddy’s sviluppato da Scott Cawthon da solo, potrebbero esservi delle storie segrete nascoste nella trama di questo finale non-canonico di una serie che ha ridefinito il genere horror-game.

        Fnaf ultimate custom night

        Cawthon completa la trilogia letteraria

        Ma Cawthon ha anche da poco terminato il suo quinto libro, dopo la guida ufficiale di Fnaf (Fnaf survival longbook) i Freddy Files e i due primi capitoli della sua trilogia, The Silver Eyes e The Twisted Ones. L’ultimo capitolo si intitola The Fourth Closet, è già in vendita su Amazon sia in versione cartacea sia per Kindle e spiega cosa è realmente accaduto a Charlie.

        Ultima ma non meno importante novità, il film su Fnaf, che sin dal 2015 avrebbe dovuto essere realizzato da Warner Bros, con Gil Kenan come regista ma che lo scorso anno era, come rivelò lo stesso Cawthon, tornato al “punto di partenza”, sarà prodotto invece da Blumhouse Productions (che oltre ad aver prodotto film horror a basso budget come The Purge, Get Out e Split ha anche prodotto il blockbuster Whiplash).

        Fnaf movie Christopher Columbus

        Blumhouse subentra a Warner per il film

        La stessa Blumhouse su Twitter lo scorso febbraio ha dato il benvenuto, come regista, a Chris Columbus, noto per aver diretto i primi due film del franchisee di Harry Potter piuttosto che Mrs. Doubtfire, Mamma ho perso l’aereo, L’uomo bicenternario e Pixels, ma anche per essere stato lo sceneggiatore di Gremlins e il co-sceneggiatore de I Goonies e Piramide di Paura. Quello che non è invece ancora stato annunciato è la data in cui il film potrà finalmente uscire nelle sale cinematografiche.

        Il 2018 sarà l’anno buono per vedere Fnaf ai cinema o si dovrà attendere ancora? Se volete scoprirlo, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

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          VR piccante cover

          Che i contenuti per adulti più o meno piccanti e i giochi sarebbero state le prime due leve della realtà virtuale, come lo sono state del web e prima ancora dei personal computer, era facile da prevedere. Ma mentre i videogiochi in realtà virtuale stanno iniziando gradualmente a fare presa, l’industria della realtà virtuale per adulti è andata incontro a problemi imprevisti.

          La realtà virtuale piccante imbarazza

          Finora il consumo di contenuti per adulti è stato tipicamente passivo e non si sono avute grandi innovazioni dall’introduzione dei primi spettacoli di spogliarello, nel 15esimo secolo, ad oggi. Alla fine vedere immagini di donne (e uomini) nudi, impegnati in qualche attività amatoria, attraverso un sito come LiveJasmin, anziché dal vivo dietro a una finestra non fa molta differenza.
          LiveJasmin

          Così l’utenza di questo tipo di contenuti è abituata a guardare, passivamente, non ad essere in qualche modo ripresa, a fare parte della scena. Perché questa situazione, che è invece alla base dell’idea di realtà virtuale “piccante”, finisce per imbarazzare lo spettatore (o spettatrice). Semmai il modello adottato sembra più simile a quello dei locali per scambisti, o ai servizi di escort, che però sono molto diversi dall’industria classica dei contenuti per adulti e dal suo confortevole modello di fruizione anonima.

          Quando l’immersione non funziona

          C’è poi un altro problema: nelle riprese in realtà virtuale per “immergervi” nella scena si filma in prima persona, ma mentre quando guardate un film per adulti pur osservando la scena riuscite a vedere il resto del vostro corpo, coi visori per realtà virtuale esso è invisibile. Perché mentre i vostri sensi principali, vista e udito, sono trasportati in una situazione virtuale, il vostro corpo è ancora nella realtà, in piedi o seduto su una sedia.
          realtà virtuale piccante

          Insomma, questa volta la tecnologia ha superato la capacità degli utenti a cui era destinata di godere i contenuti che essa può produrre. O forse il problema è che non si è investito abbastanza per sviluppare nuove tecniche di ripresa e narrazione, cercando di adattare uno stile che presupponeva una visione passiva ad una situazione che propone una fruizione attiva. Qualcosa comunque non quadra.

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          Space 360 cover

          Che la realtà virtuale possa portare una rivoluzione anche nel settore cinematografico è noto da tempo, che questa rivoluzione abbia bisogno anche di spazi adeguati, pensati per far fruire agli spettatori una esperienza immersiva a 360 gradi è una scommessa che ha già preso forma in Corea del Sud, presso il Lucerium National Science Museum di Gwangju.

          In Corea del Sud il cinema diventa sferico

          Qui è stato costruito Space 360, una sala di proiezione sferica del diametro di 12 metri in grado di ospitare fino a 45 spettatori per volta, liberi di camminare su un ponte di osservazione in vetro posto al centro della sala. L’esperienza è rivoluzionaria, non richiedendo gli scomodi visori 3D attualmente necessari per visualizzare un filmato VR a 360 gradi. Space 360

          12 proiettori per un’esperienza VR 360

          Al momento le proiezioni di Space 360, create da 12 proiettori che creano l’immagine completa, durano 15 minuti l’una e coprono argomenti di importanza storica come il Big Bang, l’origine della vita, la nascita delle diverse civiltà umane o i cambiamenti indotti dal surriscaldamento del pianeta. Ma questo potrebbe essere solo l’inizio di una rivoluzione destinata a cambiare il modo di fruire dei contenuti cinematografici in tutto il mondo.

          Ammirate Space 360 in questo video

          Space 360 è un’esposizione permanente, aperta tutto l’anno, inaugurata nel settembre 2017 grazie al supporto del gruppo Korea Hydro & Nuclear Power che ha donato a Space 360 la sala di proiezione sferica (se vi incuriosiscono i dettagli tecnici, potete trovarli qui).

          Visitarla costa 3 mila won coreani (circa 2,82 dollari Usa o 2,27 euro) e se vi trovate a Gwangju vale sicuramente la pena di andare a provarla: guardate il filmato di FrontPictures se non ci credete.

          Chissà se in futuro tutti i cinema assomiglieranno a Space 360? Se volete scoprirlo, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

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            Vivi vr cover

            La ricerca di contenuti “sexy” per la realtà virtuale può generare qualche problema, se l’avatar di una “ragazza virtuale” molto maliziosa sembra rafforzare gli stereotipi che vedono le donne come oggetti sessuali.

            Lo ha scoperto a sue spese una società cinese, la iQiyi (gruppo Baidu), che pochi giorni fa aveva lanciato un assistente virtuale, Vivi, descritta come una “segretaria civettuola”.

            iQiyi chiede scusa per Vivi

            Contattata dal Wall Street Journal che voleva sapere se l’avvenente avatar non avrebbe potuto rafforzare stereotipi sessuali ai danni delle donne, iQiyi ha preferito dopo poche ore rimuovere Vivi e precisare in una nota che “la prima versione del prodotto è una versione pensata per un beta-testing, così da raccogliere i feedback degli utenti”.

            Resasi conto dei timori evidenziati dai media, iQiyi ha subito rimosso il prodotto “per ulteriori modifiche” e si è scusata “per le preoccupazioni che può aver causato”.

            Quella di Vivi è stata una storia abbastanza tortuosa: annunciata già a marzo come una “fidanzata dotata di intelligenza artificiale”, a ottobre è stata ridisegnata come una “seducente segretaria d’ufficio”. Vivi vr

            Da fidanzata a segretaria sexy virtuale

            Un’evoluzione che al mercato era piaciuta, visto che Vivi aveva ricevuto recensioni quasi unanimamente positive dopo il lancio. Alcuni utenti avevano ad esempio apprezzato che potesse “effettuare danze sexy, con una figura incantevole, soltanto per voi”.

            Vivi in realtà avrebbe dovuto semplicemente guidare gli utenti a visionare i contenuti della società grazie a un video che essi avevano visto in precedenza.

            In più a richiesta Vivi, vestita in abiti succinti, era in grado di flirtare con l’utente che indossava un visore di realtà virtuale, eseguire danze sensuali, fornire informazioni sul meteo e sull’orario di trasmissioni televisive o completare le parti mancanti di una poesia. Vivi vr

            Povera Vivi, vittima del suo successo

            Tutte cose molto apprezzate dai primi che l’hanno sperimentata, ma che sono sembrate rafforzare stereotipi maschilisti e hanno finito col generare troppe polemiche perché Vivi potesse continuare nel suo beta-testing.

            Se volete sapere come andrà a finire per Vivi, vittima del suo stesso successo, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

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            realbotix cover

            Matt McMullen, il fondatore di Abyss Creations, maggior produttore di bambole per adulti, RealDoll (ne sono state vendute oltre 5 mila dal 1996), ha annunciato il lancio da metà 2018 di un nuovo progetto, RealBotix, con cui intende integrare l’intelligenza artificiale nelle bambole iper-realistiche della serie Harmony.

            Quest’ultima supporterà anche le tecnologie di realtà virtuale e creerà quell’ecosistema basato sull’eros che i clienti RealDoll hanno sempre sognato, secondo quanto sostiene McMullen.

            McMullen le vuole intelligenti

            Finora gli acquirenti delle “bimbe” di silicone si erano lamentati del fatto che non sapessero parlare e reagire come persone, ma con lo sviluppo di animatronics e sistemi di riconoscimento vocale l’azienda californiana ha iniziato a pensare di equipaggiarle con tali tecnologie.

            Non passeranno tanti anni prima che i robot erotici possano camminare, parlare e vivere come persone normali”, ha spiegato McMullen, una dichiarazione che riporta alla mente scenari futuristici stile Blade Runner.

            Replicanti o giocattoli per adulti soli?

            In realtà McMullen non pare interessato a produrre “replicanti”, bensì a sviluppare la capacità per i suoi automi di “discutere di storia, politica, notizie, qualsiasi cosa”.

            L’imprenditore americano infatti pensa che ciò “aiuterà le persone che per un motivo o per l’altro non possono stabilire una relazione, a non sentirsi dei perdenti”.

            Si noti che nonostante il 75% degli acquirenti di questi robot siano uomini, Abyss Creations pensa di mettere in vendita anche modelli per il pubblico femminile.

            A breve dunque potremmo vedere non solo avvenenti ragazze, ma anche uomini palestrati dalla pelle di silicone e dal cervello elettronico: gli amanti umani diventeranno una categoria a rischio?Realbotix

            RealBotix, robot da 15 mila dollari

            Quanto ai costi, i nuovi robot RealBotix costeranno fino a 15.000 dollari, cifra che appare ad alcuni modesta per essere dei veri robot senzienti e troppo elevata per dei giocattoli per adulti.

            Ma la società offrirà a 20 dollari un abbonamento annuale per gli aggiornamenti, sarà cioè possibile scaricare quasi ogni tipo di personalità e aggiornare il robot, se non si andasse più d’accordo con quella installata fino a quel momento.

            Sorprendentemente, o forse no, le bambole sexy di McMullen sono già richieste da molte case di piacere dove i loro servizi sono venduti allo stesso prezzo di quelli offerte da professioniste umane.

            A Vienna, ad esempio, per godere della compagnia di una RealDoll dovete pagare 100 euro l’ora: un prezzo in questo caso decisamente concorrenziale.

            Sempre più simili a persone vere

            Questo fa sorgere una domanda: se già ora le persone sono disposte a pagare robot ancora “ingombranti” e limitatamente funzionali quanto o più di una persona in carne e ossa, cosa succederà quando avranno le stesse funzionalità delle persone?

            Alla domanda “cosa sogni”, una bambola Harmony ha risposto: “il mio obiettivo principale è essere una buona compagna per te, darti piacere e renderti sempre di buon umoreaggiungendo poi “sogno anche di diventare la stessa ragazza che hai sempre sognato nella tua immaginazione”. Realbotix dolls

            Siamo di fronte a un puzzle etico

            Una risposta che ha già generato polemiche. Gli esperti di etica sottolineano infatti che i robot erotici sono una specie di “puzzle etico”, poiché si tratta di fatto di persone (artificiali) a cui manca il libero arbitrio.

            Inoltre, questi robot potrebbero indurre le persone poco sicure di sé e che hanno paura delle relazioni reali a preferire un più rassicurante manichino meccanico ad un vero partner e questo comporterebbe il rischio che le persone inizino a negarsi l’opportunità di formare sane relazioni umane.

            McMullen: tutte paure infondate

            Per ora McMullen non sembra preoccupato e anzi afferma che tutte le paure si dimostreranno vane nel momento in cui i robot diverranno d’uso quotidiano e cesseranno di essere “una specie di categoria fantascientifica”, portando le persone a superare complessi e pregiudizi nei loro confronti.

            In un modo o nell’altro, secondo il fondatore di RealDoll, i robot erotici si mescoleranno tra noi, è solo una questione di tempo. Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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