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Lukemary Slade

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Lukemary Slade is the Second Life avatar (created since March 8, 2007) of the editor in chief of Mondivirtuali.it, in RL a financial analyst and VR mentor always ready to talk about virtual and augmented reality, geek technologies and startups.

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    Luca Parmitano virtual reality cover

    Luca Parmitano, astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), si prepara a tornare nello spazio, dopo esserci già stato nel 2013 nel corso della Expedition 37/38 sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) e dopo aver già fatto parte dell’equipaggio di riserva della Expedition 58 (era già stato riserva anche per la Expedition 34).

    Parmitano prenderà parte, nelle vesti di comandante (cosa mai capitata a un astronauta italiano e capitata solo altre due volte a un astronauta europeo) alla Expedition 60/61, denominata “Beyond”, che dovrebbe partire nel luglio 2019 sempre con destinazione la Iss.

    parmitano addestramento realtà virtuale

    Parmitano si prepara virtualmente per lo spazio

    Per prepararsi al meglio in queste settimane l’astronauta si sta addestrando nel Virtual Reality Laboratory del Johnson Space Center oltre che presso lo Space Vehicle Mock-up Facility della Nasa dove la realtà virtuale viene utilizzata per addestrare gli astronauti ad affrontare il percorso e le attività all’esterno della Iss così da essere pronti a prendere decisioni e ad agire rapidamente.

    Due capacità che Parmitano ha già dimostrato di avere quando, il 16 luglio 2013, nel corso della sua seconda passeggiata spaziale (la prima era avvenuta il 9 luglio ed era stata la prima in assoluto per un astronauta italiano), il casco della sua tuta aveva iniziato a riempirsi di acqua causandogli difficoltà di visione e di respirazione.

    A fine passeggiata si stima che si fosse accumulata nel casco quasi 1 litro e mezzo di acqua e dopo l’incidente di Parmitano i caschi delle tute spaziali della Nasa sono stati dotati di apposito boccaglio per consentire agli astronauti di respirare anche in caso di casco allagato.

    Parmitano visore VR

    Oltre 50 esperimenti per andare oltre

    Nel corso della missione Beyond insieme all’astronauta Andrew Morgan della Nasa e al cosmonauta Alexander Skvortsov della Roscosmos, Luca Parmitano condurrà oltre 50 esperimenti che sfrutteranno gli ultimi ritrovati di tecnologie come la robotica, per cercare raggiungere un nuovo livello dell’esplorazione spaziale.

    Parmitano e i suoi colleghi andranno dunque oltre (“beyond”, appunto) quanto già conosciuto, a partire dalle tecniche di addestramento, per le quali la Nasa sembra puntare sempre di più sul contributo che può dare la tecnologia della realtà virtuale e aumentata, come già Mondivirtuali.it ha testimoniato.

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      drones piloting

      Si fa presto a dire droni, ma dall’entrata in vigore del regolamento (UE) 2018/1139 recante norme comuni nel settore dell’aviazione civile, avvenuto l’11 settembre 2018, per svolgere un’attività professionale con droni (legalmente definiti Sapr, ossia Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) di peso superiore ai 300 g e fino a 25 kg è ormai necessario dotarsi di un “patentino”, ossia di un Attestato di pilotaggio remoto (Apr).

      Enac aggiorna modalità conseguimento Apr

      droni pilotaggio

      Il problema, al riguardo, è che l’autorità italiana di settore cui spetta dare attuazione alla normativa europea (che ribadiamo è pienamente vigente), ossia l’Ente nazionale civile (Enac), ha variato più volte le modalità con cui si può conseguire tale attestato ed in particolare quali nozioni debbano essere insegnate ai futuri piloti di droni e per quanto tempo.

      Al momento in cui scriviamo sono ancora obbligatorie almeno 16 ore di insegnamento teorico per conseguire l’attestato di pilotaggio basico, ma a breve secondo alcune bozze circolate in dicembre le ore di teoria potrebbero calare a 8, mentre per l’attestato critico (ossia il livello superiore a quello basico) si passerebbe dalle attuali 12 ore a 6 ore di insegnamento teorico.

      Meno ore di teoria per ridurre i costi del patentino

      droni pilotaggio monti

      La proposta dell’Enac punta ad alleggerire il costo per i futuri piloti di droni. Da notare che se volete far levare in aria un drone di peso superiore ai 25 kg vi serve non l’Apr, ma la Licenza di pilota, anche in questo caso conseguibile frequentando un corso presso una scuola di volto autorizzata Enac.

      E’ ben ricordare che i droni in generale non devono essere pilotati mai oltre 150 metri di altezza e 500 metri di distanza dal pilota (ma vi sono limitazioni più restrittive per le zone aeroportuali ed altre zone critiche), devono essere sempre assicurati e che il “patentino” (Apr) vale solo i voli a vista o a “vista estesa”, mentre nel caso di volo a controllo remoto occorre sempre disporre della Licenza di pilota e che comunque per pilotare un drone professionalmente occorre essere maggiorenne.

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        Droni Intel ponti

        droni ispezione ponti IntelPer ora riguarda gli Stati Uniti, ma vista la frequenza con cui si succedono crolli e sciagure in Italia (ultima, per ora, il Ponte Morandi), potrebbe essere un’idea da esportare anche nel “bel paese” al più presto.

        I droni di Intel hanno iniziato a sorvegliare alcuni ponti americani come il Daniel Carter Beard Bridge, tra l’Ohio e il Kentucky, o lo Stone Arch Bridge, in Minnesota.

        Come funziona l’ispezione volante

        Ogni ponte è una struttura unica e necessita di ispezioni regolari, che spesso hanno un costo notevole (col rischio che le ispezioni stesse siano meno frequenti del necessario, con tutto quello che ciò può comportare).

        Rispetto ai droni tradizionali, il modello Falcon 8+ utilizzato da Intel è più robusto, riuscendo a garantire stabilità e precisione anche in caso di vento e interferenze elettromagnetiche.

        Nella sua prima prova sul campo, ha sorvolato il Daniel Carter Beard Bridge, un ponte a otto corsie attraversato ogni giorno da 100.000 veicoli che collega le sponde del fiume Ohio.

        Il drone ha consentito di scattare circa 2.500 immagini aeree ad alta risoluzione, generando 22 GB di dati utilizzati per creare un “gemello digitale ” della struttura, ossia un modello 3D che consentisse agli ingegneri di valutare con calma e da ogni prospettiva la tenuta del ponte.

        Risparmi rispetto alle ispezioni tradizionali

        Un ulteriore test ha coinvolto il Dipartimento dei trasporti del Minnesota e la società di ingegneria infrastrutturale Collins Engineers. In questo caso il drone ha sorvolato lo Stone Arch Bridge, ponte pedonale e ciclabile di Minneapolis.

        La struttura, in pietra, richiede particolare cura tanto che se la maggior parte dei ponti viene ispezionata una volta ogni due anni, per lo Stone Arch Bridge ne viene condotta una all’anno.

        L’uso dei droni ha ridotto le ore di lavoro del 28% e le spese del 40%. Tradotto in dollari: il risparmio per le casse pubbliche (incaricate dei controlli) arriverebbe a 160.000 dollari in dieci anni. Il tutto senza pensare ai risparmi in termini di vite umane resi possibili grazie a ispezioni più frequenti.

        Cosa cambia coi droni

        Rispetto ai metodi tradizionali, i droni consentono dunque di ridurre i tempi e i costi delle ispezioni, aumentando la precisione e l’accuratezza dei dati raccolti, garantendo più sicurezza agli operatori ed evitando di dover bloccare il traffico per consentire l’ispazione.

        Negli Usa ci sono oltre 600.000 ponti, quasi 60 mila dei quali risulta vecchio o con problemi strutturali, ma il problema è globale. In Italia, ad esempio, si stima che vi siano almeno 11 mila ponti che necessiterebbero di ispezioni e manutenzioni urgenti.

        In tutto il mondo – ha dichiarato il vicepresidente di Intel Anil Nandurici sono problemi strutturali non rilevati a causa di processi di ispezione e monitoraggio inefficienti e dati inaffidabili”. Vista la frequenza con cui crollano ponti e viadotti in Italia non possiamo che essere d’accordo.

        Droni per ispezionare ponti anche in Italia?

        Le soluzioni basate sui droni, sottolineano gli ingegneri di Intel, “forniscono agli ingegneri informazioni preziose per valutare la sicurezza e pianificare azioni future”: chissà se li vedremo sempre più spesso all’opera anche da noi?

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          Pimax 8K VR cover

          L’attesa è finita: Pimax, azienda cinese di cui già parlammo che sviluppa visori per realtà virtuale, ha prima avviato i pre-ordini e da qualche giorno lanciato ufficialmente sul mercato i suoi due visori 8K e 5K Plus (oltre ad una ulteriore versione del 5K, la “Business Edition” o 5K BE).

          Tutti i prezzi dei visori VR

          I prezzi non sono propriamente economici: 900 dollari per il visore 8K, 700 dollari per il 5K Plus e ben 1.000 dollari per il 5K BE. Per fare un paragone, Htc Vive Pro costa 800 dollari, Htc Vive 500 dollari, Oculus Rift costa 600 dollari, Oculus Quest 400 dollari e Oculus Go 200 dollari, Playstation VR costa 500 dollari.

          Tempi di spedizione

          Quanto ai tempi di consegna, mentre gli esemplari prenotati in fase di pre-ordine saranno spediti nella seconda metà di gennaio 2019, quindi circa 90 giorni dopo il pre-ordine, gli esemplari ordinati da adesso in poi dovrebbero essere spediti a partire da metà febbraio in poi (e comunque dopo che saranno stati consegnati tutti gli esemplari spediti agli aderenti della campagna su Kickstarter e poi tutti gli esemplari dei pre-ordini).

          Pimax 8k Kickstarter

          Su Kickstarter è stato un successo

          Pimax 8K è stato sviluppato grazie ai fondi raccolti dalla più fortunata campagna su Kickstarter di sempre (4,236 milioni di dollari raccolti nel 2017), mentre Pimax 5K BE è stato offerto ai sostenitori della campagna al posto del 5K come inizialmente previsto. Di seguito le specifiche tecniche dei due nuovi visori di Pimax.

          Specifiche tecniche Pimax 8K e 5K Plus

          Pimax 8K

          • Schermi: Clpl (Customized low persistence liquid)
          • Risoluzione: 3.840 × 2.160 per schermo (7.680 × 2.160 totali), equivalenti a 2 schermi in 4K
          • Input content: migliorata da 2.560 × 1.440
          • Latenza motion to photon: <15ms
          • Refresh Rate: 80 Hz con supporto Brainwarp
          • Campo visivo (Fov): circa 200 gradi in diagonale
          • Audio: jack audio da 3,5mm, microfono integrato
          • Output: Usb 2.0/3.0, DP 1.4
          • Tracking: SteamVR 1.0 e 2.0
          • Contenuti: tutti quelli in SteamVR e Oculus Home
          • Regolazione: cinghia per cuffia regolabile (fascetta di lusso opzionale), regolazione IPD, cornice VR
          • Gpu minima raccomandata: Nvidia GeForce GTX 1080Ti e AMD equivalenti o superiori

          Pimax 5K Plus

          • Schermi: Clpl (Customized low persistence liquid)
          • Risoluzione: 2.560 × 1.440 per schermo (5.120 × 1.440 totali), equivalente a QHD
          • Input content: nativa 2.560 × 1.440
          • Latenza motion to photon: <15ms
          • Refresh Rate: 90 Hz con supporto Brainwarp
          • Campo visivo (Fov): circa 200 gradi in diagonale
          • Audio: jack audio da 3,5mm, microfono integrato
          • Output: Usb 2.0/3.0, DP 1.4
          • Tracking: SteamVR 1.0 e 2.0
          • Contenuti: tutti quelli in SteamVR e Oculus Home
          • Regolazione: cinghia per cuffia regolabile (fascetta di lusso opzionale), regolazione IPD, cornice VR
          • Gpu minima raccomandata: Nvidia GeForce GTX GTX 1070 e AMD equivalenti o superiori

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            Fnaf 7 Scott Cawthon cover

            Nell’estate del 2017 aveva detto di averlo cancellato, ma Scott Cawthon ci ha abituato a cambiamenti d’idea, così quando a dicembre Fnaf 6, alias Freddy Fazbear’s Pizzeria Simulator (Ffps), è stato reso disponibile su Steam, in pochi si sono sorpresi.

            Fnaf 6, un gioco in tre fasi

            Rispetto alle cinque precedenti versioni di Fnaf (Five nights at Freddy’s), la sesta inizia con una semplice schermata a 8 bit che consente di giocare ad un minigioco il cui obiettivo è lanciare delle pizze a dei bambini. Una volta finito il minigioco appare Scrap Baby e in breve ha inizio il gioco vero e proprio, in cui ogni giorno è formato da tre fasi.

            Nella prima, al mattino, il giocatore è un nuovo gestore, appena assunto, di una delle pizzerie della catena Fazbear’s; nella seconda, alla sera, occorre svolgere una serie di mansioni sotto la minaccia degli animatronici assassini; nella terza, alla fine di quasi ogni notte, si potrà scegliere se abbandonare gli animatronici o controllarli, senza che essere attaccati comporti in questo caso la morte del giocatore.

            Finali multipli e tributi

            Fnaf 6 ha diversi finali, che potranno essere raggiunti in base alle scelte e alle azioni compiute nelle tre diverse fasi del gioco. Accolto da buone critiche, l’ultima (per ora) creazione videoludica di Scott Cawthon a distanza di un anno è tornata a far parlare di sé in rete, perché ha ispirato Five Nights at Vault 5.

            Si tratta di un vero proprio tributo ma anche e soprattutto di una mod di Fallout: New Vegas, celebre gioco di ruolo d’azione sviluppato da Obsidian Entertainment e pubblicato nel 2010 da Bethesda Softworks che di base dava la possibilità di esplorare setta Vault di New Vegas, ognuno con una propria storia.

            Fnaf 7 Scott Cawthon

            Fnaf movie slitta ancora

            Inoltre Scott Cawthon ha da poco annunciato il porting di Fnaf anche su PS4, Xbox One, Nintendo Switch e l’arrivo di una versione per tablet e smartphone. Cawthon ha peraltro segnalato l’ennesimo slittamento dell’uscita nei cinema (se mai ci sarà) del film su Five nights at Freddy’s.

            Slittamento dovuto al fatto che l’ultima sceneggiatura non è piaciuta a Scott che ha ribadito che o uscirà un bel film o non darà il suo consenso alla produzione. Se gli sceneggiatori di Hollywood riusciranno a soddisfare Cawthon, il film riguarderà comunque solo i primi tre episodi e non quelli successivi, ha anche precisato Scott.

            In arrivo Fnaf 7 e un nuovo titolo

            E siccome Scott Cawthon non pare aver intenzione di ritirarsi in pensione, dal prossimo anno potrebbero anche arrivare un gioco in realtà virtuale ed uno in realtà aumentata, oltre a Five Nights at Freddy’s: Into Madness (Fnaf 7) che raccoglierà una serie di idee che non hanno trovato posto nei capitoli finora pubblicati.

            Ultimo ma non meno importante, dovrebbe essere distribuito un nuovo titolo con budget “tripla A”, che però al momento non è ancora stato sviluppato. Se volete sapere come andrà a finire continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!

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            record vendite Nintendo Switch

            Il successo di Nintendo Switch pare inarrestabile: nel periodo compreso tra il Giorno del Ringraziamento, che precede il Black Friday, e il Cyber Monday la console giapponese ha registrato ben due nuovi record.

            Nintendo Switch, best seller del Black Friday 2018

            Secondo i dati di Adobe Analytics, infatti, Nintendo Switch sarebbe risultata infatti in assoluto il prodotto videoludico più venduto online nei giorni del Black Friday e del Cyber ​​Monday, diventando inoltre la console per videogiochi di Nintendo più venduta nella storia degli Stati Uniti nel periodo che quest’anno è andato dal 22 al 26 novembre, superando anche i risultati ottenuti da un’altra storica console della casa di Kyoto, la Wii.

            250 milioni di dollari per Nintendo

            Secondo i dati diramati dalla stessa Nintendo, i suoi prodotti targati hanno generato, tra il Giorno del Ringraziamento e il Cyber Monday, un totale di 250 milioni di dollari di incassi. In particolare le vendite di Nintendo Switch sono aumentata del 115% rispetto allo stesso periodo del 2017.

            Nintendo Switch 2018

            Dopo quest’ultimo exploit di vendite, nei soli  Stati Uniti la base installata di Nintendo Switch supera complessivamente gli 8,2 milioni di unità. Nonostante ciò molti analisti di Wall Street non sono convinti che Nintendo Switch riuscirà ad arrivare a 38 milioni di unità vendute entro fine marzo 2019 (quando termina l’esercizio fiscale in Giappone), come prevede la casa di Kyoto.

            Agli analisti di Wall Street il record non basta

            Secondo le previsioni di consenso riportate da Bloomberg, le vendite dovrebbero infatti fermarsi poco sopra i 35 milioni di unità, tre milioni in meno degli obiettivi che Nintendo ha fissato per l’esercizio in corso. A meno che Natale non porti nuovi record ancora più forti di quelli già visti in questi giorni.

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            Mixer Twitch Youtube cover

            Se siete un appassionato di videogiochi e avete meno di 25 anni, è probabile che passiate più tempo a vedere giocare altri giocatori che non a giocare voi stessi. Ne sono convinti sempre più gruppi che stanno andando all’assalto di Youtube, un tempo regno indiscusso dei video di gameplay ma da qualche tempo insidiato da Twitch e non solo.

            Dopo Youtube e Twitch arriva Mixer

            Dietro a Youtube e Twitch ci sono due dei maggiori gruppi statunitensi, ossia Alphabet (holding cui fa capo anche Google) e Amazon. Ora però la lotta per diventare la piattaforma di riferimento per gli appassionati di videogiochi e streamer di video gameplay potrebbe farsi davvero calda, dato che sta scendendo in campo un terzo temibile concorrente come Microsoft (produttrice della console Xbox) con la nuova piattaforma Mixer (per non parlare dell’interesse già mostrato da Facebook con Facebook Live).

            Mixer può essere fruita sia attraverso una Xbox sia un dispositivo che utilizzi Windows come sistema operativo e in questi giorni sta lanciando una serie di nuove opzioni tra cui un maggior numero di valute internazionali utilizzabili come mezzo di pagamento e modalità diverse con cui gli utenti possono remunerare i loro “streamer” preferiti.

            Mixer Microsoft

            Microsoft punta sui video gameplay

            In una intervista a Bloomberg Chad Gibson, general manager di Mixer, ha spiegato che “i video giochi sono un medium cospicuo, prevediamo un incremento dell’ammontare del tempo dei giocatori trascorso lontano dai giochi veri e propri, ad esempio per parlare online con amici e guardare sempre più video”.

            Secondo Gibson, “per giocatori tra i 18 e i 24 anni la quantità di tempo spesa a guardare anziché a giocare è molto più elevata”, il che spiega l’interesse di Microsoft a investire in Mixer, che già oggi offre la possibilità a più giocatori di creare stream in contemporanea. In più su Mixer c’è un canale, HypeZone, che utilizza tecniche di intelligenza artificiale per monitorare le partite ai giochi più in voga del momento, come il fortunato Fortnite, rendendo visibili le fasi conclusive a migliaia di utenti in diretta.

            Twitch

            Si passa più tempo a guardare che a giocare

            Dopo soli 18 mesi dal lancio Mixer sta già crescendo di 20 milioni di nuovi utenti al mese. Al momento queste piattaforme di condivisione di partite di video giochi raccolgono circa 500 milioni di ricavi all’anno (con Twitch che con 300 milioni raccoglie la fetta più consistente) secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg sottolineando come Mixer al momento sia più indietro, ma con un mercato ancora relativamente piccolo e in rapida crescita una rimonta non è impossibile, anzi.

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            carne vegetale 3D cover

            Lui è un bioingegnere italiano, Giuseppe Scionti, ha 31 anni e da tre anni è docente e ricercatore al  Politecnico della Catalogna, a Barcellona. Giuseppe aveva un sogno: trovare un’alternativa alla carne animale per ridurre le emissioni di gas serra prodotte dagli allevamenti (che per chi non lo sapesse rappresentano il 15% di tutte le emissioni prodotte dall’uomo).

            Una tecnologia rivoluzionaria

            Ora quel sogno è diventato realtà: Scionti ha infatti inventato e brevettato una tecnologia che permette di “stampare” carne vegetale in 3D con la consistenza e le proprietà nutrizionali della carne animale, usando solo ingredienti naturali non di origine animale e una speciale stampante 3D. Il metodo è stato mostrato di recente in una conferenza stampa organizzata dallo stesso Centro di Ricerca per l’Ingegneria Biomedica di Barcellona dove lavora il ricercatore italiano.

            Il primo prototipo di “carne vegetale” è stato creato utilizzando una stampante 3D, adattata poi appositamente per il ricercatore dall’istituto tecnologico Cim-Upc, come ha raccontato lo stesso Scionti, già co-autore nel 2014 di un brevetto per lo sviluppo di biomateriali “smart” contenenti nanoparticelle magnetiche.

            carne vegetale 3D Scionti

            Produrre carne solo uso alimentare è più economico

            Produrre carne in laboratorio a partire da colture cellulari animali è stato un processo utilizzato sinora per ottenere un muscolo reale in un ambiente sterile. Scionti ha notato come riprodurre un muscolo in grado di contrarsi e funzionare come un muscolo animale reale richiede un consumo energetico, economico e ambientale molto più elevato di quello che serve per creare una carne con “solo” il sapore, la consistenza e le proprietà nutrizionali di quella reale.

            Dunque “produrre carne solo per essere mangiata è un cambio di paradigma fondamentale, che permetterà di spendere meno risorse a livello planetario” ha sottolineato il ricercatore premettendo che il brevetto per la carne vegetale sarà utilizzato non solo per creare un’alternativa alla carne animale che comporti benefici per l’ambiente, ma per contrastare la mancanza di aminoacidi essenziali, minerali e vitamine necessari ad una dieta equilibrata.

            Carne vegetale 3D

            Carne stampata in 3D potrà sfamare il mondo

            Attualmente Scionti con la sua tecnologia è in grado di “stampare” fino a 100 grammi di carne in mezzora al costo di due euro, ma il brevetto è pensato per potersi adattare a un processo industriale su larga scala che consentirà di ridurre tempi e costi di produzione di 10 volte. Tra l’altro, ha aggiunto il ricercatore italiano, la carne stampata in 3D può essere pastorizzata e confezionata per essere immagazzinata e spedita in zone attualmente poco accessibili.

            Stiamo anche valutando la possibilità di incorporare farmaci specifici agli alimenti prodotti, per essere d’aiuto anche in quelle aree del mondo dove sono presenti malattie endemiche” ha aggiunto Scionti. Un’ottima notizia visto che l’allevamento su larga scala già oggi non appare più sostenibile dato che a parità di calorie l’allevamento animale richiede un terreno settanta volte più vasto di quello necessario a coltivare frutta e verdura e che il bestiame utilizza il 30% di tutta la terra coltivabile e oltre il 25% dell’acqua dolce del pianeta.

            Per questo, ha concluso il ricercatore, “trovare un altro modo di produrre cibo sano, economico e che contenga tutti i nutrienti fondamentali, potrà servire a gestire meglio le risorse di cibo del nostro pianeta a livello globale”. Noi lo speriamo vivamente: se voi volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!