Authors Posts by Luciana Pinazzo

Luciana Pinazzo

Luciana Pinazzo
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She calls herself the main character of her own comic and is always ready to talk about virtual fashion, graphic art and virtual worlds in general.

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    Minecraft Pokemon cover

    I mondi virtuali “user generated content” sono piattaforme online come Second Life, Imvu o Minecraft che consentono di sviluppare la creatività degli utenti in modi sempre nuovi, condividendone i frutti come pochi altri social media consentono di fare.

    Condividere i propri contenuti

    Su Second Life e Imvu molti utenti si sono specializzati nel realizzare (e mettere in vendita) accessori per avatar e costruzioni con cui allestire intere sim, su Minecraft gli utenti più esperti hanno sviluppato ambientazioni fantastiche (qui trovate 10 splendide costruzioni) e mod in grado di arricchire il gioco (queste le 20 mod da non perdere).

    Minecraft Pokemon
    Pokemon Cobalt & Amethyst in Minecraft

    In particolare il team Phoenix Projects (questo il loro sito) dopo due anni e mezzo di lavoro ha realizzato e reso disponibile una mappa single-player per Minecraft 1.8.8, Pokemon Cobalt & Amethyst, al cui interno è stata ambientata un’avventura che ricalca il gameplay della fortunata serie di giochi Nintendo, con la differenza di trovarsi in un mondo virtuale, Minecraft appunto, tridimensionale e liberamente esplorabile.

    Una regione popolata da 136 Pokemon

    Il team di Phoenix Projects ha realizzato un’impresa davvero epica, senza neppure ricorrere a mod per riuscire nel suo intento. Scaricando Pokemon Cobalt & Amethyst otterrete una regione del tutto nuova, 136 Pokemon a blocchetti e una storia originale da giocare. Prima però guardatevi il video (in inglese) per trovare tutte le informazioni necessarie a come farla girare.

    Che ne pensate?

    Che ne pensate del lavoro di Phoenix Project che vi abbiamo presentato? Lasciateci un commento e se volete condividete questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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      Sword Art Online Cover

      Come un gioco di specchi che si riflettono l’un l’altro, da ormai un anno si parla di un videogioco in realtà virtuale basato sulla serie Sword Art Online che come Mondivirtuali.it vi ha già raccontato narra la vicenda di due ragazzi, Kirito e Asuna, che si trovano a vivere una serie di peripezie in un mondo virtuale di tipo VR-MMORPG (realtà virtuale di gioco di ruolo in rete multigiocatore di massa).

      Sword Art Online colpisce ancora

      Il fascino di Sword Art Online per gli appassionati di realtà virtuale e giochi di ruolo è innegabile, purtroppo però nonostante ripetuti annunci non esiste ad oggi un simile video gioco in fase di sviluppo e non è detto che verrà mai prodotto. Quello che esiste sono una demo di marketing (come ha spiegato anche Roadtovr.com) e una singola esperienza di realtà virtuale che però potrà essere fruita solo dagli appassionati residenti in Giappone e Corea.

      Sword Art Online: The Beginning

      Sword art online the moviePer quanto riguarda Sword Art Online: The Beginning, si tratta di un filmato VR di 20 minuti pensato come demo di marketing sia per il sistema cognitivo IBM Watson sia per il film Sword Art Online: The Movie – Ordinal Scale! la cui uscita è prevista per il 18 febbraio 2017 in Giappone e poi il 9 marzo (sottotitolato) in circa 1000 cinema selezionati nel resto del mondo (in Italia arriverà il 13 e 14 giugno).

      Questo filmato, creato dall’agenzia pubblicitaria 1->10 che in precedenza aveva già realizzato filmati VR di marketing, ad esempio per Pepsi, è un prequel degli eventi narrati in Sword Art Online, che si riferiscono a un futuristico VR-MMORPG in fase beta (la stessa in cui è formalmente rimasta per 13 anni Second Life).

      Nella finzione narrativa del filmato un ricercatore giapponese (il dottor Akihiko Kayaba), incontra un collega che lavora in Ibm e grazie a IBM Watson realizza la versione alfa del VR-MMOPG alla base di Sword Art Online.

      Sword Art Online per Fove 0

      Sword art online Fove 0Quanto alla nuova esperienza VR che riguarda Sword Art Online di cui si parla in questi giorni collegata al visore VR con puntamento ottico Fove 0, si tratta dell’utilizzo del personaggio di Asuna in un filmato introduttivo che serve agli utenti di Fove 0 per imparare a usare il sistema di puntamento ottico.

      In pratica se punteremo gli occhi su Asuna il personaggio ci sorriderà, mentre se distoglieremo lo sguardo inizierà a mostrare segni di insofferenza e finirà anche con l’arrabbiarsi se la ignoreremo troppo a lungo.

      Anche in questo caso, sebbene vi sia sicuramente interazione, non c’è alcun meccanismo di gioco all’interno di questa esperienza e quindi no, per il momento non c’è alcun progetto in fase di sviluppo per un videogioco in  VR che ricrei il VR-MMORPG descritto nella serie Sword Art Online.

      Che ne pensate?

      Che ne pensate, sarebbe interessante vedere sviluppato un videogioco VR che riprendesse i contenuti di Sword Art Online o si correrebbe il rischio di fare la fine dei protagonisti della serie? Lasciate se volete un vostro commento e condividete l’articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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        Scott Cawthon è una persona di parola: il creatore del videogioco horror indipendente Five Nights at Freddy’s (Fnaf) aveva promesso qualche novità sul film che Warner Bros da quasi due anni avrebbe dovuto iniziare a produrre basato sulla sua creazione entro la fine di gennaio e il 31 gennaio ha postato su Stream per dire che nel 2016 ci sono stati “molti ritardi e impedimenti, alcuni relativi a problemi all’interno del settore cinematografico nel suo complesso” e che come risultato “il film è di nuovo al punto di partenza”.

        Novità e dubbi sul film di Fnaf

        Fnaf movie animatronic 2016Questo significa che non vedremo a breve alcun trailer del film e che forse non sarà più Warner Bros a produrlo e Gil Kenan (già regista del remake del film Poltergeist) a dirigerlo, ma che almeno la produzione è ancora in piedi al momento.

        Di più: Scott che inizialmente era parso non interessato  ad essere coinvolto nel processo creativo del film, ora ha dichiarato di volere “che questo film sia qualcosa per cui io sia eccitato all’idea che i miei fan andranno a vedere”.

        Alcuni siti specializzati si chiedono tuttavia se il film vedrà davvero mai la luce, visto che in casi anche recenti (Uncharted, che avrebbe dovuto uscire nei cinema quest’anno e invece è stato nuovamente rinviato e forse cancellato) non è raro che Hollywood continui a rinviare la produzione di un film fino al punto da non avere più interesse a produrlo, specialmente quando si tratta di titoli tratti da videogiochi.

        Film da videgiochi, precedenti positivi

        Gil Kenan Fnaf movie 2016Eppure alcuni film tratti da videogame di recente hanno dimostrato di poter fare buoni incassi, come Warcraft, che in tutto il mondo ha raccolto quasi 434 milioni di dollari (il 17esimo miglior incasso del 2016), The Angry Birds Movie, che ha sfiorato i 350 milioni di dollari, o Assassin’s Creed, uscito sotto Natale e che ha superato i 209 milioni di dollari nonostante la forte concorrenza di Rogue One, uscito 5 giorni prima e ormai già oltre il miliardo di dollari di incassi.

        Così alla fine i fan sperano che il ritardo possa consentire a Hollywood di trovare il giusto mix creativo per realizzare un film che conservi l’atmosfera originale della serie Fnaf (il film dovrebbe riguardare i primi tre episodi) e possa comunque piacere al pubblico mondiale. Perché alla fine, ragazzi, sono i soldi che fanno girare il mondo, specialmente se parlate con i produttori di Hollywood.

        Che ne pensate di queste novità?

        Fnaf costume fanChe ne pensate di queste novità relative al film che dovrebbe essere tratto da Fnaf, vi è interessato questo articolo o avreste voluto sapere di più o altro?

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          Time Portal Melu Deco Cover

          Tardis near Melu Deco shop at Time PortalQualche giorno fa ho saputo che un’amica, Melusina Parkin, aveva riaperto un negozio Melu Deco in Second Life e sono andata a fare una visita. La sim dove ha aperto il suo delizioso negozio di arredamento vintage è Time Portal, di Jo Yardley, ben nota agli appassionati del mondo virtuale della Linden Lab per aver realizzato Berlin 1920.

          Time Portal, per viaggiatori del tempo

          Time PortalTime Portal è una location pensata per gli amanti della storia e per coloro a cui piace viaggiare nel tempo (non a caso a fianco del negozio di Melu Deco c’è persino una cabina blue che gli appassionati del Doctor Who, numerosi anche in Second Life, riconosceranno subito essere un Tardis) e secondo me vale una visita anche solo per realizzare qualche foto virtuale o, meglio, per fare shopping di articoli vintage e retrò con cui poter poi allestire un vostro set fotografico “d’epoca”.

          Informazioni su Time Portal e Melusina Parkin

          Se volete farvi un’idea di cosa potrete trovare a Time Portal vi suggerisco di visitare il gruppo su Flickr ad esso dedicato, se poi volete conoscere meglio Melusina Parkin, che oltre a ricreare arredamento vintage è una apprezzata fotografa virtuale, potete ammirare le sue immagini su Flickr o direttamente sul suo profilo Facebook.

          Ed ora non perdete altro tempo, andate a far visita a Time Portal e se passate da Melu Deco dite pure che vi manda Mondivirtuali.it e salutata Melusina Parkin da parte mia! Alla prossima!

          Teleport button

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          Chevrolet Lego Batmobile

          Nei cinema di tutto il mondo sta per debuttare il secondo Lego Movie (“The Lego Batman Movie”, dedicato alle avventure di Lego Batman) e tra le iniziative promozionali di contorno una delle più singolari è stata certamente la presentazione ufficiale, nel corso del Salone dell’Auto di Detroit, di una Chevrolet Lego Batmobile.

          Chevrolet ricrea la Speedwagon Batmobile

          Chevrolet Lego BatmobileL’automobile è la fedele riproduzione della Speedwagon Batmobile che nella pellicola della Warner Bros Lego Batman usa per salvare Gothem City dal Joker, solo che in questo caso si tratta di un’auto di 5,18 metri di lunghezza e 2,11 metri di altezza, costruita impiegando 344.187 mattoncini Lego di 17 colori diversi.

          Per disegnarla e progettarla i tecnici Chevrolet hanno impiegato 222 ore, mentre per assemblarla assieme ai tecnici Lego in un negozio di modellismo di Enfield, nel Connecticut, sono servite altre 1.833 ore.

          Prezzo di vendita: 48 milioni di dollari

          La Chevrolet Lego Batmobile è stata anche inserita dalla casa produttrice americana sul proprio sito tra le proposte in vendita, al “modico” prezzo di 48 milioni di dollari, comprensivi di motore V100 da 20.000 Cv e connessione wi-fi in 4G. La vettura pesa a vuoto 769 kg ed è stata realizzata intorno a un telaio in tubi d’alluminio pesante 128 kg.

          La sua versione in animazione digitale potremo ammirarla in Italia dal 9 febbraio e dovrà piacere molto per battere il record d’incassi del primo The Lego Movie (oltre 469 milioni in tutto il mondo). Nel frattempo voi ammirate le immagini di come è stata realizzata la Chevrolet Lego Batmobile presentata a Detroit.

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            burning man victor habchy cover

            Dicono che un’immagina valga più di mille parole: è certamente vero nel caso del Burning Man, festival ideato nel 1986 da Larry Harvey ed Jerry James, organizzato dal 1997 dalla Black Rock City Llc, che ogni anno nella settimana che precede il Labor Day (il primo lunedì di settembre) riunisce a Black Rock City, comunità temporanea creata sulla distesa salata del Deserto di Black Rock, in Nevada, migliaia di manager geek e creativi di tutto il mondo, ansiosi di dimostrare che fanno parte della comunità “che conta” (secondo una leggenda metropolitana Google non assume dirigenti che non abbiano partecipato almeno una volta al Burning Man).

            Il Burning Man visto da Victor Habchy

            Ma ci sono immagini e immagini: si può cercare di raccontare il Burning Man con istantanee e foto da reportage adatte ai grandi tabloid o ai siti di informazione mainstream di tutto il mondo, o si può cercare di scattare immagini che colgano l’atmosfera dell’evento, come nel caso del fotografo Vicktor Habchy che sul suo sito ha pubblicato una selezione delle immagini più surreali e allo stesso tempo magnifiche che si siano mai viste del festival più amato dalla upper class americana a cui lo stesso Philip Rosedale ha più volte dichiarato di essersi ispirato per creare Second Life.

            Immagini surreali nel deserto del Nevada

            Giudicate voi stessi dalla nostra selezione, o andate sul sito di Vicktor Habchy per vedere l’intera gallery e naturalmente se volete rimanere sempre aggiornati, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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              Pokemon Go allenatoreImpazza la Pokemon Go mania, a conferma della potenzialità della realtà aumentata (AR), specialmente quando applicata ad un mercato di massa come quello dei videogiochi.

              Realtà aumentata, si badi, non realtà virtuale perché con Pokemon Go, di cui Mondivirtuali.it aveva già parlato, non avete bisogno di indossare maschere e guanti, ma semplicemente di scaricare sul vostro smartphone una app e iniziare a giocare con l’ambiente intorno a voi.

              Qualcuno in Italia è persino già riuscito a guadagnare: Loris Pagano, 27enne che vive in provincia di Ravenna, attraverso un servizio lanciato dal portale ProntoPro.it, ha iniziato a ricevere richieste da parte di altri giocatori per trovare a pagamento personaggi rari. La sua tariffa oraria è 15 euro.

              Come iniziare con Pikachu

              Non ci sono solo Bulbasaur, Charmander e Squirtle come Pokemon starter con cui iniziare: quando il Professor Willow vi chiederà di scegliere il vostro Pokemon starter, voi non selezionate nessuno e iniziate a muovervi.

              I tre Pokemon starter scompariranno per poi riapparire dopo 10 minuti. Continuate a ignorarli per 40 minuti, la quarta volta che compariranno davanti a voi saranno in compagnia di Pikachu.

              Dove sono i 151 esemplari di Pokemon

              pokemon go mapEsistono 17 tipi di Pokemon per un totale di 151 personaggi, ma poiché essi sono correlati all’ambiente, alle ore diurne o notturne e al livello di abilità del giocatore, non tutti i Pokemon sono catturabili in una singola nazione o continente.

              In alcuni paesi come la Cina o l’Egitto il gioco non può essere scaricato, tuttavia esistono già dei cloni che consentono agli appassionati di cacciare i loro personaggi preferiti. In alcuni casi i Pokestop sono stati considerati “sconvenienti” e la caccia ai Pokemon è stata proibita in tali zone (come nel Museo dell’Olocausto di Washington o nel Cimitero di Arlington, in Virginia).

              Download record per Pokemon Go

              Dopo il lancio negli Usa il 6 luglio e in Italia il 15 luglio, è tempo dei primi bilanci. Ad oggi Pokemon Go è stato scaricato già oltre 150 milioni di volte, nuovo record che ha battuto quelli di Candy Crash Saga.

              Il 2016 è stato un anno comunque record per i giochi mobili: oltre a Pokemon Go sono entrati nella top 5 di tutti i tempi anche Slither.io (quinto) e Clash Royale (quarto).

              Consumi di batteria e dati

              pokemon go batteryPokemon Go è abbastanza impegnativo per la batteria del vostro smartphone. Da alcuni test effettuati sembra che 10 minuti di gioco no-stop consumino un 10% di batteria. Se non avete una power bank, dopo 1 ora e mezza il vostro smartphone avrà quasi del tutto esaurito la carica. Soprattutto se volete catturare i personaggi in modalità AR.

              In compenso il gioco di Nintendo è relativamente “leggero” in termini di consumo di dati: se vi collegate tramite rete 4G in wifi consumerete circa 100 KB ogni minuto, ovvero circa 6 MB all’ora. Se aveste scaricato video tutto il tempo da Youtube avreste consumato circa 20-25 volte di più.

              Come catturare tanti Pokemon

              Per qualche motivo i parcheggi vicini ai PokeStop sono particolarmente affollati di personaggi catturabili. Per aumentare le probabilità di catturare i personaggi attendete che siano all’interno del mirino a cerchio prima di lanciare la vostra Poke Ball contro il Pokemon.

              Ricordate che quando compare un Pokemon è visibile a tutti coloro che sono nelle vicinanze e hanno la app attiva, quindi potete organizzare delle caccie di gruppo, per aumentare le probabilità di scovare tutti i nascondigli dei personaggi vicini a voi.

              Avremo modo di tornare a parlare di Pokemon Go e di altri giochi in modalità VR e AR. Se volete restare sempre aggiornati, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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              TerryGold Windows cover

              TerryGold Windows SolodonnaWindows è il titolo di una mostra in corso al Solodonna Club in Second Life, dedicata agli “scatti fotografici” dell’artista italiana TerryGold, per visitarla dovrete prendere il teleport visto che il set in cui sono esposti gli scatti si trova ad oltre 2.800 metri sopra il Solodonna Club. Appena arrivate settate il viewer nella modalità “Ambient Dark” e attivate le luci: gusterete al meglio questa esposizione in cui, letteralmente, gli avatar sembreranno sporgere da finestre che emergono, misteriose, dal buio circostante.

              Le sensuali finestre di TerryGold

              Windows è una esposizione molto sensuale e molto affascinante, che sono sicura non mancherà di appassionare sia gli amanti dell’arte grafica sia coloro che apprezzano gli ambienti immersivi tipici delle piattaforme di realtà virtuale come Second Life. Attivo da anni il Solodonna Club continua dunque a offrirci piacevoli sorprese dopo la mostra dedicata alla reinterpretazione da parte di utenti di Second Life dei lavori di Giovanna Casotto di cui Mondivirtuali.it ha già parlato.

              Visitate la mostra in Second Life

              TerryGold Windows SolodonnaPersonalmente vi consiglio di entrare “in world” (questo il link)  e godervi l’esposizione di TerryGold dal vivo, come ho mi sono goduta io, ma per i più curiosi ho preparato una anteprima che spero vi piaccia (ma che non comprende tutti i lavori esposti).

              Buona visione e se volete rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità su mondi virtuali, realtà virtuale e aumentata e videogiochi non avete che da continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano!

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                Second Life 13B cover

                Second Life 13B Ebbe LindenIl 27 giugno 2016 Second Life compie ufficialmente 13 anni di apertura al pubblico e festeggia la ricorrenza, nota come SL13B: non male per una piattaforma di realtà virtuale online che dopo aver fatto parlare di sé tutto il mondo nel 2007, è stata data per morta più volte negli anni seguenti, ma che di fatto resta frequentata da oltre mezzo milione di utenti, di cui circa 40 mila “premium”, ed è in grado di generare tuttora un fatturato di circa 4 milioni di dollari per Linden Lab (il cui Ceo, Ebbe Altberg, ha partecipato col suo avatar, Ebbe Linden, a un incontro “in world” con la comunità di utenti di Second Life proprio nel corso delle celebrazioni di SL13B) , secondo i dati disponibili su Grid Survey.

                Second Life, 13 anni di attività

                Second Life 13B ItaliansMentre di anno in anno si riduce il numero di Sim necessarie ad ospitare in Second Life le celebrazioni del “compleanno” della piattaforma (quest’anno sono 17 in tutto, gli eventi dal vivo vanno avanti fino al 26 giugno ma le sim resteranno allestite e visitabili sino al 7 luglio), gli utenti continuano a cercare di migliorare la qualità dei contenuti prodotti e distribuiti all’interno della piattaforma.

                In 13 anni l’evoluzione tecnica e grafica è stata apprezzabile, pur trattandosi di un sistema chiuso e poco scalabile, per cui vi suggeriamo vivamente di passare a dare un’occhiata, seguendo uno dei link suggeriti dal blog dedicato alle celebrazioni che da alcuni anni sono ormai curate non più da Linden Lab ma direttamente dalla comunità di utenti di Second Life, qui.

                La nostra gallery su SL13B

                Noi come sempre vi vogliamo offrire una anteprima di quanto potrete trovare “in world”, ricordandovi che per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità su mondi virtuali, realtà virtuale e aumentata e videogiochi non avete che da continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube). Condividente questo articolo, ci aiuterete a seguire sempre meglio gli argomenti che vi interessano. Per intanto, buona visione!

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                Sergio Delacruz interview cover

                Incuriosita dal successo crescente ottenuto dall’ultima istallazione di Sergio Delacruz, Susan’s Diary, mi sono recata a Delacruz Park un mese dopo l’apertura dell’istallazione, avvenuta il 9 maggio 2016 e che potete ammirare in questo video.

                Non solo ho trovato la sim ancora molto affollata, ma mentre stavo scattando foto del percorso, un labirinto a tema horror che si impernia su una caccia al tesoro (occorre trovare il diario di Susan, appunto), ho incrociato Sergio Delacruz.

                Ne è nata una chiacchierata, una “non intervista” che sono lieta di offrire ai lettori di Mondivirtuali.it, per cercare di scoprire meglio chi è Sergio Delacruz e qual è il suo rapporto con Second Life e la realtà virtuale.

                La non intervista a Sergio Delacruz

                Sergio Delacruz Susan's DiaryLuciana Pinazzo: Sergio, hai scritto, sulla tua pagina su Facebook, che dopo otto anni ancora non sai bene che sia Second Life. Che cos’è dunque Second Life per te dopo otto anni?

                Sergio Delacruz: E’ un potente mezzo che è sottovalutato dalla maggior parte delle persone e ognuno lo utilizza in base alle proprie esigenze.

                L.P.: Le tue esigenze o le tue aspirazioni quali sono al riguardo? Tu sei molte cose: scripter, builder, video maker, ideatore di giochi…

                S.D.: Quando entrai in Second Life volevo fare i soldi facendo abiti, poi appena mi sono addentrato mi si è aperto un mondo. Considera che non ho mai studiato informatica e adesso la maggior parte delle mie attività qui e in RL comprendono l’informatica (ad esempio sviluppo anche app per smartphone). I contenuti 3D e la programmazione mi hanno sempre appassionato, da quando per la prima volta giocai a Wolfenstein 3D che ero un ragazzino e mi sono detto: la realtà virtuale!

                L.P.: La “seconda vita” ti ha letteralmente cambiato la prima?

                S.D.: Sì, al 100%!

                L.P.: Pensi di portare questa tua esperienza anche in Project Sansar?

                Sergio Delacruz park mapS.D.: Lo spero, anche se su Project Sansar saranno già presenti dei mostri sacri della grafica 3D: entrerò lì senza pretese di fare chissà cosa, mi limiterò a sperimentare nel mio orticello, come ho cominciato qui. Tu ora vedi la sim e il parco, ma è stato un lungo processo di conoscenze, sbagli, correzioni e nuovi tentativi.

                L.P.: Susan’s Diary mi pare un bel labirinto horror, ti sei ispirato a qualcuno o è anch’esso nato da un processo di tentativi e correzioni di errori?

                S.D.: E’ un esperimento che non ha avuto nessuna pianificazione, ho cominciato a costruire un paio di trabocchetti e stanze, poi pian piano si è evoluto in un piccolo horror con inclusa caccia al tesoro. E’ sempre pieno di gente, anche adesso che parliamo, il gioco è stato invaso ed era pensato per essere molto riflessivo.

                L.P.: Immagino però che non sia col traffico in sim che si facciano soldi in Second Life. Qual è il tuo business model?

                Sergio Delacruz Susan's Diary 2S.D.: No, tengo a precisarlo: il traffico non mi è mai interessato e non credo serva a nulla, la cosa importante è prima di tutto divertirsi. Poi creare qualcosa che difficilmente gli altri creano. Quando iniziai costruivo ogni tipo di cosa, dai robot, alle auto, alle armi, ai veicoli. Poi ho fatto un restyling del marchio, eliminando il 90% di quello che avevo costruito, ho puntato su qualcosa che divertisse le persone che non fossero le solite cose. Da qui il parco, che a livello di vendite rende parecchio. Mai messo un euro su Second Life e se ci fai caso anche adesso tra gli Editor Picks iniziali di Second Life un paio di posti lasciano intravedere le mie montagne russe. Ce ne sono di belle ma è un settore particolare e credo che attragga. Del resto Susan’s Diary e il vecchio Drone War qui nel parco sono entrambi gratuiti e li puoi sempre ammirare sul mio canale Youtube, che amo perché è una parte della mia storia che resta lì e nessuno la tocca.

                L.P.: Cosa ti piace di questo lavoro?

                S.D.: Far vedere alle persone che puoi creare dal nulla qualcosa di interessante, che non devi per forza spendere soldi o essere un genio. Mi piace sensibilizzare le persone su questa cosa.

                L.P.: Certo, però ci vuole un minimo di competenza o la voglia di crearsela, perché oltre a tanta bella roba in Second Life ho visto davvero tante cose orrende.

                S.D.: Io sono uno che gira poco, però vedo sempre le stesse cose. Magari alla gente non va di impegnarsi, entra la sera si fa la chiacchierata e stop. Però vedo (e invidio) anche tanta gente che qui ha un mare di tempo e lo potrebbe investire in qualcosa di creativo.

                L.P.: Forse è anche un’attitudine personale no?

                S.D.: Sì sicuramente, poi io personalmente mi reputo a un livello mediocre un po’ su tutto. Non mi reputo un builder eccezionale, ci sono dei mostri sacri qui. Però mi diverto e questa è la prima cosa.

                L.P.: Senti, un’ultima cosa, non ti pare che gli utenti esteri siano più propensi, o più abili, a creare dei team rispetto agli italiani? Siamo forse un po’ troppo individualisti?

                Sergio Delacruz Susan's Diary 3S.D.: Forse sì, o forse anche perché numericamente ci sono più creatori stranieri che italiani. Effettivamente io non ho mai lavorato in team, più che altro per esigenze personali di tempo, ho solo lavorato con un piccolo gruppo di persone che mi hanno aiutato coi test. Certo un team farebbe comodo, ognuno con delle mansioni tecniche più specifiche. Vedremo cosa succederà in futuro, con l’arrivo di Project Sansar, nel frattempo io sto sviluppando applicazioni per VR su Unity 3D che sicuramente a livello di gestione mi stimola molto più di Second Life.

                L.P.: E’ un settore su cui si sta investendo molto e che anche Mondivirtuali.it segue con attenzione: sarebbe bello vedere qualche startup italiana nel settore, no?

                S.D.: E’ il futuro infatti: un mesetto fa ho fatto il mio primo viaggio su Second Life con un visore e continuo di tanto in tanto con varie applicazioni 3D. Una volta ho pure vomitato dopo 15 minuti, non sono ancora pronto per tutto! Comunque quello che mi ha colpito usando il visore, sia su Second Life che in altre applicazione, è la poca praticità, finora. C’è molto da fare.

                L.P: Bene, allora ancora complimenti per il Delacruz Park e per Susan’s Diary e a presto risentirci per ulteriori sviluppi “virtuali“.

                S.D.: Complimenti a voi per Mondivirtuali.it, alla prossima!

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