La realtà virtuale non tira più, High Fidelity e Sansar vanno ripensati

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    realtà virtuale

    La realtà virtuale fatica a diventare una tecnologia mass market. Lo dimostrano le vendite a rilento dei principali visori e di conseguenza il limitato sviluppo di giochi e applicazioni VR.

    Chi ha cercato di sfruttare l’hype con nuove piattaforme VR-centriche come Linden Lab con Sansar o High Fidelity con l’omonima piattaforma torna sui suoi passi.

    High Fidelity e Sansar vanno ripensati

    Philip Rosendale, ex fondatore di Linden Lab e “papà” di Second Life, poi impegnatosi nello sviluppo di High Fidelity, ha già detto che taglierà drasticamente lo sviluppo di contenuti ed eventi VR e si concentrerà sullo sviluppo della versione di High Fidelity utilizzabile via pc.

    Ebbe Altberg, Ceo di Linden Lab, intervistato da Hamlet Au ha ammesso che Sansar è stato lanciato come prodotto VR-centrico solo per sfruttare l’hype e ha lasciato intendere che anche Sansar potrebbe rafforzare l’usabilità della piattaforma via pc.

    high fidelity

    Interesse verso realtà virtuale è scemato

    Che l’hype della realtà virtuale si sia sgonfiato è evidente se solo sapete leggere i dati di Google Trends. L’interesse per il termine “VR” è salito da 5 a 100 tra ottobre 2015 e dicembre 2016. Poi è ridisceso a 16 dove si trova tuttora.

    Certo, l’interesse odierno è triplo rispetto a 4 anni fa, ma è meno di un quinto rispetto al “picco” di fama della tecnologia VR.

    Una tecnologia, come detto tante volte su Mondivirtuali.it, che promette di avere grandi applicazioni in ambito business (ad esempio nella progettazione piuttosto che nell’addestramento), ma che potrebbe rimanere un interesse di nicchia in ambito consumer.

    sl16b

    Non si è appresa la lezione dei mondi virtuali

    Cosa del resto già vista coi mondi virtuali come Second Life, che comunque nonostante gli errori di Linden Lab e il fisiologico calo di interesse, quest’estate celebrerà SL16B ossia il suo sedicesimo anno di esistenza online. E che nonostante tutto resta un prodotto che genera profitti per Linden Lab.

    La verità è molto semplice se la si vuole accettare: non a tutti interessa essere creativi. E anche coloro a cui ciò interessa, come ha commentato di recente Rosendale, hanno oggi una multitudine di diversi strumenti a disposizione per esserlo. Pensate a cosa ha significato Instagram per gli appassionati di fotografia o grafica, ad esempio.

    Sempre più alternative per gli utenti

    Così ogni singola piattaforma e tecnologia è destinata a intercettare solo una frazione del pubblico potenziale, specie se come con la VR impone all’utilizzatore un’immersione che “scollega” dal mondo reale.

    Il che rende più difficile per gli utenti di tali piattaforme raggiungere un proprio successo economico, ma questa è un’altra storia.

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