Intelligenza artificiale, un business cinese

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    Intelligenza artificiale startup cover

    E’ Bytedance, piattaforma di contenuti creata dal cinese Yiming Zhang nel 2012, la startup (ma ormai si dovrebbe più correttamente parlare di scaleup) di intelligenza artificiale più promettente al mondo secondo CB Insight e Fortune.

    O almeno questo è ciò che credono i suoi finanziatori, visto che Bytedance ha finora raccolto 3,11 miliardi di dollari di finanziamenti, passando dall’essere un motore che raccomandava le migliori notizie quotidiane ad una vera e propria piattaforma che distribuisce contenuti di diversi formati (testi, immagini, filmati, articoli con domande e risposte e microblog).startup intelligenza artificiale

    Bytedance, il colosso dell’intelligenza artificiale

    A giugno 2018 il valore di Bytedance, che tra l’altro ha lanciato o acquisito una serie di fortunate app video tra cui Tik Tok, BuzzVideo, Vigo Video, News Republic e Musical.ly, è stimato attorno ai 30 miliardi di dollari. Il suo dipartimento di ricerca sull’intelligenza artificiale, AI Lab, è stato fondato nel marzo 2016 ed è specializzato nello sviluppo di app di intelligenza artificiale per la comprensione delle informazioni (testi, immagini e video).

    Sempre nel 2016 AI Lab ha sviluppato assieme all’Università di Pechino (Peking University o Beida) Xiaomingbot, un bot dotato di intelligenza artificiale capace di scrivere i suoi propri articoli: come dire che anche i giornalisti potrebbero avere se non i giorni di certo gli anni contati. Dietro a Bytedance nella classifica delle più importanti startup che si occupano di intelligenza artificiale c’è il vuoto o quasi.

    Bytedance

    SenseTime, il re del riconoscimento facciale

    La seconda in classifica è infatti ritenuta essere SenseTime, altra società cinese creata nel 2014 da Xiaolan Xu che sviluppa intelligenza artificiale per utilizzi in vari ambiti come il riconoscimento facciale, il deep learning e la guida automatica che però ha finora raccolto “solo” 1,6 miliardi di dollari. Attualmente la valutazione di SenseTime è “superiore” ai 4,5 miliardi di dollari, una frazione di quella di Bytedance anche se stiamo pur sempre parlando di “unicorni” (ossia startup o scaleup che valgono oltre un miliardo di dollari l’una).

    Face++ punta su app e videogiochi mobili

    Al terzo posto nella classifica delle più importanti startup che sviluppano intelligenza artificiale c’è Face++ (o Megvii), ossia ancora una volta una società cinese, fondata nel 2011 da Qi Yin, Wenbin Tang e Yang Mu, che opera nel settore del riconoscimento facciale e dei video giochi per dispositivi mobili i cui prodotti consentono agli sviluppatori di utilizzare facilmente una tecnologia di visione all’avanguardia per lo sviluppo di app e di giochi “extrasensoriali” mobili. Finora Face++ ha raccolto 608 milioni di dollari di finanziamenti e vale circa 2 miliardi di dollari.

    Face++

    Upstart solo quarta, distaccata

    La prima startup occidentale nel settore dell’intelligenza artificiale è solo quarta al mondo per valore ed è Upstart, società americana creata nel 2012 da Anna Mongayt e Paul Gu che ha sviluppato una piattaforma che gestisce prestiti facendo leva sulla tecnologia del machine learning per prezzare il credito e automatizzare il processo di finanziamento. Con 585 milioni di dollari raccolti finora, Upstart viene stimata valere attorno a un miliardo di dollari.

    Italia non investe in intelligenza artificiale

    L’intelligenza artificiale parla dunque cinese e sempre più rischia di parlarlo in futuro: se anziché perdere tempo e soldi (pubblici) per cercare di mantenere in vita e sotto controllo statale compagnie aeree e aziende decotte, o in inutili polemiche sulla dignità del lavoro dei riders che consegnano pizze e panini a domicilio il governo italiano iniziasse a investire in questo settore forse sarebbe meglio.

    Sempre che a qualcuno nel “bel paese” importi del nostro futuro e di chi potrebbe controllarlo e non solo dell’ultima prodezza dei propri calciatori preferiti, naturalmente. Se volete sapere come andrà a finire, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube) e magari iscrivetevi alla nostra newsletter!