Sergio Delacruz: Second Life mi ha cambiato la vita

Sergio Delacruz: Second Life mi ha cambiato la vita

Incuriosita dal successo crescente ottenuto dall’ultima istallazione di Sergio Delacruz, Susan’s Diary, mi sono recata a Delacruz Park un mese dopo l’apertura dell’istallazione, avvenuta il 9 maggio 2016 e che potete ammirare in questo video.

Non solo ho trovato la sim ancora molto affollata, ma mentre stavo scattando foto del percorso, un labirinto a tema horror che si impernia su una caccia al tesoro (occorre trovare il diario di Susan, appunto), ho incrociato Sergio Delacruz.

Ne è nata una chiacchierata, una “non intervista” che sono lieta di offrire ai lettori di Mondivirtuali.it, per cercare di scoprire meglio chi è Sergio Delacruz e qual è il suo rapporto con Second Life e la realtà virtuale.

La non intervista a Sergio Delacruz

Sergio Delacruz Susan's DiaryLuciana Pinazzo: Sergio, hai scritto, sulla tua pagina su Facebook, che dopo otto anni ancora non sai bene che sia Second Life. Che cos’è dunque Second Life per te dopo otto anni?

Sergio Delacruz: E’ un potente mezzo che è sottovalutato dalla maggior parte delle persone e ognuno lo utilizza in base alle proprie esigenze.

L.P.: Le tue esigenze o le tue aspirazioni quali sono al riguardo? Tu sei molte cose: scripter, builder, video maker, ideatore di giochi…

S.D.: Quando entrai in Second Life volevo fare i soldi facendo abiti, poi appena mi sono addentrato mi si è aperto un mondo. Considera che non ho mai studiato informatica e adesso la maggior parte delle mie attività qui e in RL comprendono l’informatica (ad esempio sviluppo anche app per smartphone). I contenuti 3D e la programmazione mi hanno sempre appassionato, da quando per la prima volta giocai a Wolfenstein 3D che ero un ragazzino e mi sono detto: la realtà virtuale!

L.P.: La “seconda vita” ti ha letteralmente cambiato la prima?

S.D.: Sì, al 100%!

L.P.: Pensi di portare questa tua esperienza anche in Project Sansar?

Sergio Delacruz park mapS.D.: Lo spero, anche se su Project Sansar saranno già presenti dei mostri sacri della grafica 3D: entrerò lì senza pretese di fare chissà cosa, mi limiterò a sperimentare nel mio orticello, come ho cominciato qui. Tu ora vedi la sim e il parco, ma è stato un lungo processo di conoscenze, sbagli, correzioni e nuovi tentativi.

L.P.: Susan’s Diary mi pare un bel labirinto horror, ti sei ispirato a qualcuno o è anch’esso nato da un processo di tentativi e correzioni di errori?

S.D.: E’ un esperimento che non ha avuto nessuna pianificazione, ho cominciato a costruire un paio di trabocchetti e stanze, poi pian piano si è evoluto in un piccolo horror con inclusa caccia al tesoro. E’ sempre pieno di gente, anche adesso che parliamo, il gioco è stato invaso ed era pensato per essere molto riflessivo.

L.P.: Immagino però che non sia col traffico in sim che si facciano soldi in Second Life. Qual è il tuo business model?

Sergio Delacruz Susan's Diary 2S.D.: No, tengo a precisarlo: il traffico non mi è mai interessato e non credo serva a nulla, la cosa importante è prima di tutto divertirsi. Poi creare qualcosa che difficilmente gli altri creano. Quando iniziai costruivo ogni tipo di cosa, dai robot, alle auto, alle armi, ai veicoli. Poi ho fatto un restyling del marchio, eliminando il 90% di quello che avevo costruito, ho puntato su qualcosa che divertisse le persone che non fossero le solite cose. Da qui il parco, che a livello di vendite rende parecchio. Mai messo un euro su Second Life e se ci fai caso anche adesso tra gli Editor Picks iniziali di Second Life un paio di posti lasciano intravedere le mie montagne russe. Ce ne sono di belle ma è un settore particolare e credo che attragga. Del resto Susan’s Diary e il vecchio Drone War qui nel parco sono entrambi gratuiti e li puoi sempre ammirare sul mio canale Youtube, che amo perché è una parte della mia storia che resta lì e nessuno la tocca.

L.P.: Cosa ti piace di questo lavoro?

S.D.: Far vedere alle persone che puoi creare dal nulla qualcosa di interessante, che non devi per forza spendere soldi o essere un genio. Mi piace sensibilizzare le persone su questa cosa.

L.P.: Certo, però ci vuole un minimo di competenza o la voglia di crearsela, perché oltre a tanta bella roba in Second Life ho visto davvero tante cose orrende.

S.D.: Io sono uno che gira poco, però vedo sempre le stesse cose. Magari alla gente non va di impegnarsi, entra la sera si fa la chiacchierata e stop. Però vedo (e invidio) anche tanta gente che qui ha un mare di tempo e lo potrebbe investire in qualcosa di creativo.

L.P.: Forse è anche un’attitudine personale no?

S.D.: Sì sicuramente, poi io personalmente mi reputo a un livello mediocre un po’ su tutto. Non mi reputo un builder eccezionale, ci sono dei mostri sacri qui. Però mi diverto e questa è la prima cosa.

L.P.: Senti, un’ultima cosa, non ti pare che gli utenti esteri siano più propensi, o più abili, a creare dei team rispetto agli italiani? Siamo forse un po’ troppo individualisti?

Sergio Delacruz Susan's Diary 3S.D.: Forse sì, o forse anche perché numericamente ci sono più creatori stranieri che italiani. Effettivamente io non ho mai lavorato in team, più che altro per esigenze personali di tempo, ho solo lavorato con un piccolo gruppo di persone che mi hanno aiutato coi test. Certo un team farebbe comodo, ognuno con delle mansioni tecniche più specifiche. Vedremo cosa succederà in futuro, con l’arrivo di Project Sansar, nel frattempo io sto sviluppando applicazioni per VR su Unity 3D che sicuramente a livello di gestione mi stimola molto più di Second Life.

L.P.: E’ un settore su cui si sta investendo molto e che anche Mondivirtuali.it segue con attenzione: sarebbe bello vedere qualche startup italiana nel settore, no?

S.D.: E’ il futuro infatti: un mesetto fa ho fatto il mio primo viaggio su Second Life con un visore e continuo di tanto in tanto con varie applicazioni 3D. Una volta ho pure vomitato dopo 15 minuti, non sono ancora pronto per tutto! Comunque quello che mi ha colpito usando il visore, sia su Second Life che in altre applicazione, è la poca praticità, finora. C’è molto da fare.

L.P: Bene, allora ancora complimenti per il Delacruz Park e per Susan’s Diary e a presto risentirci per ulteriori sviluppi “virtuali“.

S.D.: Complimenti a voi per Mondivirtuali.it, alla prossima!

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