The Town of Light sarà anche in modalità VR

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    The Town of Light cover

    the town of light interiorsNon è facile per un videogioco indie italiano affermarsi sul mercato, ancora meno sviluppare una versione utilizzabile coi visori 3D Oculus Rift. C’è riuscito The Town of Light, videogioco survival horror lanciato il 26 febbraio 2016 che si ispira a vicende realmente accadute all’interno di uno dei maggiori ospedali psichiatrici d’Europa, il manicomio di Volterra, utilizzato come set per The Town of Light da Lka, studio indipendente di animazione e modellazione 3D guidato dal fondatore e titolare Luca Dalcò, già docente presso la facoltà d’Architettura dell’Università di Firenze.

    Renèe, la protagonista di The Town of Light

    In The Town of Light il giocatore controlla Renèe, una ragazza 16enne schizofrenica ricoverata nel manicomio di Volterra prima della seconda guerra mondiale, impegnata a cercare di rimettere assieme la sua personalità con continui flashback, che guideranno il giocatore fino a due possibili finali, in base alle scelte effettuate.  Se siete curiosi di conoscere meglio la storia, ecco un breve trailer:

    Considerato da alcuni una vera e propria opera d’arte, The Town of Light è in promozione sia su Steam sia su The Humble Store dal 9 al 16 maggio con uno sconto del 25% a 14,24 dollari anziché 18,89 dollari (prezzo regolare), mentre se avete già acquistato il videogioco l’aggiornamento per la modalità VR è gratuito. Già vincitore di numerosi premi, The Town of Light promette di essere ancora più avvincente grazie alla immersività tipica della VR.

    Videogioco semplice ma di qualità artistica

    the town of light renèe diaryPer i giocatori “puri e duri” che non sono interessati agli aspetti grafico-artistici, va detto che The Town of Light è un gioco semplice, con meccaniche di gioco che potrebbero sembrarvi poco divertenti e della durata di solo poche ore.

    Ma se riuscirete ad andare oltre al gioco “puro”, vi renderete conto di essere all’interno di un vero e proprio film interattivo, di una storia da interpretare in prima persona. Il tipo di contenuti, insomma, di cui ha bisogno la realtà virtuale per fare presa sulla massa e sono contento che per una volta si tratti di un progetto italiano.

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