Gameloft e Ubisoft, si accende la battaglia

Gameloft e Ubisoft, si accende la battaglia

GameloftSi accende la battaglia per Gameloft (e per Ubisoft): il gruppo francese produttore di videogiochi per dispositivi mobili, ha annunciato lunedì 29 febbraio di rifiutare, ritenendola troppo bassa, l’offerta di 6 euro per azione avanzata da Vivendi, gruppo francese controllato dal finanziere bretone Vincent Bollore che a inizio 2016 è definitivamente uscito dal capitale di Activision Blizzard cedendo a un investitore finanziario il suo residuo 5,7% per 1 miliardo di dollari. Immediata la replica di Vivendi, che di Gameloft già controlla il 30% e per questo è stata obbligata al lancio di un’offerta pubblica d’acquisto, che dopo poche ore ha ufficialmente alzato la sua offerta a 7,2 euro per azione, per una valutazione complessiva del gruppo di circa 610 milioni di euro.

Il board di Gameloft ha fatto anche notare che Vivendi “non ha una singola attività che possa generare sinergie con Gameloft” criticando anche il fatto che Vivendi abbia contemporaneamente incrementato la sua partecipazione nella consorella Ubisoft dal 14,9% al 15,66%. Entrambe le aziende sono state fondate e sono tuttora controllate dai fratelli Michel e Yves Guillemot (soci al 9,3% in Ubisoft e al 20,29% in Gameloft), intenzionati a rimanere indipendenti, ma la doppia mossa di Bollore porta a ritenere che il finanziere francese voglia rilevare entrambe le società, con Ubisoft che potrebbe tuttavia essere il “premio di consolazione” nel caso fallisse l’assalto a Gameloft.

Vincente BolloreLa tattica utilizzata del resto è tipica di Bollore (socio tra le altre cose della banca d’affari italiana Mediobanca con una quota dell’8%): iniziare a comprare una partecipazione di minoranza e poi incrementarla fino a superare la soglia che rende obbligatorio il lancio di un’offerta pubblica d’acquisto e acquisire così il controllo della preda, lasciandosi però sempre aperta la possibilità di un “armistizio” che preveda l’acquisizione di qualche attività legata alla “preda” o ai suoi azionisti.

Tra le società che Vivendi, gruppo che controlla società multimediali come Universal Music Group e Canal Plus e che ha una partecipazione superiore al 20% in Telecom Italia (che controlla Tim Brasil, per molti vero obiettivo di Bollore), non vi è peraltro ancora alcun produttore di videogiochi per dispositivi mobili e Gameloft coi suoi 147 milioni di giocatori attivi al mese (19 milioni di giocatori attivi al giorno), una rete distributiva che copre oltre 100 paesi, titoli come Minion Rush, Asphalt Airborne 8, Uno & Friends, Little Pony e World at Arms, potrebbe essere la preda ideale, anche perché Bollore è anche socio di controllo, al 60%, di Havas, una delle maggiori agenzie di comunicazione e pubblicità al mondo.

Ubisoft assassin creedUbisoft, per contro, resta il terzo maggior produttore di videogiochi al mondo dietro Electronic Arts e ad Activison Blizzard e ha dalla sua titoli come Prince of Persia, Assassin’s Creed (di cui dovrebbe uscire a dicembre un film prodotto e distribuito dalla 20th Century Fox con Michael Fassbender nella parte di Callum Lynch) e Watch Dogs, oltre a produrre serie televisive come I Rabbids e ad avere siglato partnership con major di Hollywood quali Sony Pictures, Warner o la stessa Fox. Ubisoft potrebbe dunque portare contenuti preziosi da distribuire poi su vari canali, dal cinema alla televisione, dai mondo gaming al web.

A guardare l’evolversi della partita per Ubisoft e Gameloft sono anche gli attuali vertici di Telecom Italia: con gli acquisti delle ultime settimane Vivendi è infatti salita al 22,79% del capitale dell’ex monopolista pubblico italiano, nel cui Cda è entrato, con 4 rappresentati, dopo l’assemblea degli azionisti tenutasi a dicembre. Se volete sapere come andrà a finire continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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