La rivoluzione VR partirà dalle mani non dagli occhi

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    VR Barcellona 2016 cover

    Nonostante l’hype mediatico relativo alla realtà virtuale (VR), molti creatori di contenuti esitano a lanciarsi nella produzione di video a 360 gradi e di video immersivi temendo un’assenza di domanda da parte delle aziende e dei consumatori retail. VR Samsung Gear

    Il timore è corretto, visto che nonostante analisi come quelle di Goldman Sachs o il grande sforzo pubblicitario di colossi come Samsung e Facebook gli investimenti da parte di entrambe queste categorie di utenti sono ancora limitati.

    Cosa limita la domanda di realtà virtuale?

    Cos’è che limita la domanda? Sicuramente considerazioni relative al prezzo dei primi visori 3D che stanno arrivando sul mercato (Oculus Rift e Valve), visto che quando il prezzo scende a livelli minimi come nel caso del Google Cardboard le consegne si contano a milioni e non a migliaia di esemplari.

    Ma oltre a questo alcuni esperti sottolineano come vi sia tuttora un gap rispetto a precedenti “rivoluzioni” come furono l’uso di massa dei personal computer prima, del web poi e infine degli smartphone.

    VR Second Life Voidar Ashley CarterIn quei casi i nuovi dispositivi ci davano la possibilità di aumentare la nostra capacità di interazione col mondo e di trasformazione delle informazioni. Nel caso dei visori per reltà virtuale questo non accade perché il contenuto resta fondamentalmente lo stesso, per quanto presentato in modo spettacolare.

    Alla realtà virtuale non basta l’effetto wow

    Passato “l’effetto wow” aver visto un film in VR o un video a 360 gradi, essere stati una giornata a girovagare per Second Life, aver passato settimane a evolvere il vostro personaggio in The Sims o World of Warcraft non vi rende più produttivi, non vi consente di ideare nuove soluzioni alle necessità quotidiane “reali”, non costituisce più una tale novità da scatenare una reazione a catena.

    Siamo ormai abituati da decenni a videogiochi, mondi virtuali e contenuti video in streaming. La realtà virtuale “per gli occhi” come qualcuno la chiama non sembra ancora in grado di cambiare il mondo come forse lo cambierebbe la realtà virtuale “per le mani” che è peraltro in fase di sviluppo presso Oculus Rift, Vive, ma anche Sony.

    Coi nuovi controlli manuali saremo in grado di gestire più informazioni di quante gestiamo oggi e il futuro della VR finirà con l’avvicinarsi a quello che molti pensano potrebbe essere il futuro della realtà aumentata (AR).

    VR - Zuckerberg Barcellona 2016

    Il modello sarà Minority Report?

    Sarà probabilmente qualcosa di simile a quanto visto in film come “Minority Report”, qualcosa che potrà porre nuove sfide (pensate solo ai problemi di privacy o alla possibilità di manipolare le opinioni dei cittadini) ma che sarà molto più adattabile alla nostra realtà quotidiana.

    Ma potrebbe essere anche simile al sogno distrofico mostrato nella foto di Mark Zuckerberg a Barcellona, in grado di scatenare (come peraltro ogni rivoluzione tecnologica) reazioni tra il preoccupato e il risentito di molti utenti su Faceboook.

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