Ebbe Altberg, Eric Bono: la realtà virtuale è un cambio di paradigma

Ebbe Altberg, Eric Bono: la realtà virtuale è un cambio di paradigma

Ebbe Altberg Bloomberg interviewL’hype mediatico relativo alla realtà virtuale è ormai chiaramente visibile, ma sulle sorti magnifiche “e progressive” di questa tecnologia c’è ancora molta incertezza anche tra gli addetti ai lavori. Una conferma è giunta da un’intervista televisiva (la potete vedere seguendo questo link) condotta da Emily Chang per Bloomberg Business a Ebbe Altberg, Ceo di Linden Lab, e Eric Bono, fondatore e Ceo della startup AltspaceVR, riguardo la crescita futura sia della realtà virtuale sia delle realtà aumentata.

In questi giorni circola infatti l’ennesimo report che prevede di qui a quattro anni un’esplosione del mercato della realtà virtuale che passerebbe dai 6,7 miliardi di dollari di fatturato mondiale attesi per il 2016 a circa 70 miliardi nel 2020. Ebbe Altberg (che tra le righe ha segnalato come dopo oltre 12 anni Second Life continui ad essere redditizia, tanto che Linden Lab ha fatturato 60 milioni di dollari anche quest’anno grazie alla vendita dei suoi servizi agli utenti di SL) e Eric Bono sono apparsi ottimisti, dato che la realtà virtuale è “un cambio di paradigma come un tempo furono i pc o gli smartphone” e del resto la stessa crescita nel numero di startup coinvolte nella realtà virtuale (dalle 20 del 2008 alle 162 stimate per il 2015) sembrerebbe confermare che gli sforzi per fare “il salto” sono consistenti.

Eric Bono Bloomberg interviewAltre analisi come quelle di Digi-Capital di cui Mondivirtuali vi ha già riferito sono meno ottimiste sulla diffusione della realtà virtuale e puntano maggiormente sulla crescita della realtà aumentata, che per sua natura sembra poter avere applicazioni più “di massa” che non la realtà virtuale, per la quale lo stesso Ebbe Altberg ha ammesso che almeno inizialmente si punta a nicchie sia pur importanti di mercato come il gaming e le applicazioni professionali (ad esempio per designer, architetti e ingegneri, ossia professionisti che devono interagire con oggetti e spazi tridimensionali).

Alcuni blogger di SL come Inara Pey sottolineano inoltre che mentre la realtà aumentata non isola l’utilizzatore dal mondo attorno a lui (anzi lo fa interagire con esso), la realtà virtuale finisce con l’isolare l’utente, il che potrebbe rendere la realtà aumentata più interessante per un’ampia gamma di attività quotidiane, creando così una potenziale base utenti molto più ampia di quella della realtà virtuale. Vedremo come andranno le cose, se volete restare informati sugli sviluppi della realtà virtuale e della realtà aumentata non vi resta che continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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