Mangatar prova a cambiare le regole del gioco

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    Mangatar cover

    Mangatar iconIl settore dei videogiochi è in fermento e non potrebbe essere altrimenti, avvicinandosi ormai l’avvento dei nuovi dispositivi di realtà virtuale che proprio nell’ambito video ludico vedono una delle loro prime e più promettenti applicazioni e visto che mobile game e social game tendono sempre più a fondersi e ad arricchirsi di possibilità sia grafiche sia narrative.

    Se a livello mondiale si assiste a una ripresa del processo di concentrazione, con Activision Blizzard (lo scorso anno quinto nella classifica mondiale di vendite con un catalogo che spazia da World of Warcraft a Call of Duty) che ha acquistato King Digital Entertainment (produttore del celebre social game Candy Crush, in decima posizione nella classifica) per 5,9 miliardi di dollari, nel tentativo di superare Microsoft, Sony e Electronic Arts e riuscire a collocarsi al secondo posto in classifica dietro alla cinese Tencent, tra le startup fa piacere notare un nome italiano, quello della salernitana Mangatar.

    Mangatar MiraiQuella di Mangatar è una storia che nasce nel 2011 e si trasforma in impresa nel marzo dell’anno successivo quando i cinque soci fondatori, Andrea Postiglione, Raffaele Gaito, Enrico Rossomando, Alfredo Postiglione e Michele Criscuolo decidono di smettere di sviluppare software per commercialisti e assicurazioni, sviluppano e mettono online un generatore di avatar in stile manga e lanciano un primo social game, Mangatar Saga, che ha raggiunto i 60 mila giocatori attivi in tutto il mondo.

    Nel 2013 Mangatar cresce ancora, col lancio di un secondo gioco, Dengen Chronicles, finanziato grazie all’ingresso di dPixel nel capitale di Mangatar, che unisce le dinamiche del trading card game al gioco di ruolo online personalizzabile, sempre in stile manga. Qui sotto potete avere un assaggio di Dengen Chronicles.

    E il futuro cosa riserverà a Mangatar? I ragazzi di Salerno (che nel frattempo hanno aperto una sede anche a Milano oltre a quella di Salerno e iniziato a sviluppare un network di di team e sviluppatori indie per giochi casual e mid-core su piattaforme mobile e connected Tv, anche grazie al recente finanziamento per 1,1 milioni di euro ottenuto da Fi.R.A. e Invitalia) sembrano intenzionati a trasformarsi in una gaming company a tutti gli effetti, promettendo il lancio di numerosi altri titoli (l’obiettivo è arrivare a lanciare un gioco nuovo ogni sei mesi).

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