Viviamo tutti in un universo virtuale?

Viviamo tutti in un universo virtuale?

E se vivessimo tutti in una grande Matrix, un enorme universo virtuale, una Second Life così realistica da non aver bisogno, per ingannare i nostri sensi, che noi si indossi visori 3D come quelli di Oculus Rift? Il tema, ricorrente nei film di Hollywood, è da qualche tempo al centro anche di indagini scientifiche, alla base delle quali c’è la domanda, irrisolta, su cosa abbia dato origine al nostro universo e cosa ci potesse mai essere prima.

Rich TerribleSecondo l’astronomo americano Rich Terrile, facente parte del gruppo di scienziati che hanno studiato le immagini inviate a terra dalle sonde Voyager e proprio grazie a questo scopritore di numerosi satelliti di Saturno, impegnato da anni nelle ricerche di pianeti extrasolari, l’ipotesi non è così assurda, anzi. Terrible a luglio ha fatto alcune dichiarazioni sorprendenti, spiegando che “una misteriosa civiltà aliena ci tiene intrappolati in una sorta una prigionia digitale” e che ogni cosa che facciamo “la coscienza, i ricordi, i sentimenti, sono il prodotto di un codice di calcolo elaborato da una serie di computer sotto la supervisione degli extraterrestri”.

Terrible sembra assolutamente certo di quello che dice tanto che fa notare una strana analogia: “Le particelle di cui siamo fatti possono essere scomposte in particelle sempre più piccole, fino a quando a un certo punto arriviamo a una particella che non si può scomporre in alcun modo”, la particella base “per formare tutta la materia che conosciamo” (che peraltro rappresenta meno del 5% del totale dell’universo). Questo non vi ricorda niente, si chiede Terrile? “Non vi ricorda il pixel che compone la schermata di un videogioco?” Sembrerebbe una follia, ammette lo scienziato, eppure una simile ipotesi “spiegherebbero mille cose alle quali non siamo in grado di rispondere” come il destino, i dejà vu, ma anche “presenze” paranormali come i fantasmi.

No Man's Sky dinosaurCerto, l’ipotesi di Terrible resta al momento una provocazione, ma non così assurda: già oggi i videogiochi “riescono a ospitare universi quasi infiniti” (come No Men’s Sky, di cui Mondivirtuali ha già parlato), nota l’astronomo. “Immaginate come potrebbero essere tra 10, 20 o 50 anni: se unissimo abbastanza memoria virtuale ogni essere umano sarebbe un’intelligenza artificiale in un mondo che potrebbe essere considerato un’intelligenza artificiale più potente di noi”, qualcosa si simile a The Sims, insomma.

Che sia destinata a restare una “provocazione estiva” o possa rivelarsi un’intuizione corretta di come l’universo fisico e quello metafisico possano interagire, l’ipotesi di Terrible è destinata a far parlare a lungo non solo gli appassionati di videogiochi e mondi virtuali, ma anche filosofi, scienziati e seguaci delle teorie della cospirazione, oltre a tutti coloro che credono che gli alieni esistano e sono tra noi da tempo. Se voi volete continuare a essere informati su temi legati alla realtà virtuale e ai misteri dell’universo, continuate a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

Related Articles

2 Comments

  • […] Il dibattito va avanti da anni, declinato ogni volta in base alla tecnologia emergente: offrire a un mercato di massa esperienze che sono state fino a quel momento appannaggio di un piccolo numero di ricchi è un bene o un male? Già Second Life ha dato a milioni di utenti la possibilità di immergersi in un ambiente virtuale in cui possedere ville e yacht, partecipare a party “esclusivi” e a sfilate di moda, è estremamente poco costoso, ma c’era sempre di mezzo lo schermo di un computer. Ora la tecnologia sembra pronta a offrirci dispositivi che renderanno impercepibile la differenza tra la realtà “reale” e la realtà virtuale e in molti tornano a paventare il rischio di finire col creare una situazione simile a quella raccontata nel film Matrix. […]

  • […] parlammo già un anno fa, riprendendo le dichiarazioni dell’astronomo Rich Terrible secondo cui l’ipotesi che il nostro universo sia “una sorta di […]

Comments are closed.