Startup e realtà aumentata, binomio vincente

Startup e realtà aumentata, binomio vincente

Volete sapere quale sarà il business nel quale si faranno miliardi nei prossimi anni? La realtà virtuale e la realtà aumentata. Che si tratti di visori 3D come quelli di Oculus Rift o piattaforme digitali come il Project Sansar che a breve Linden Lab aprirà ai primi alpha tester, piuttosto che occhiali come i Google Glass (per ora destinati a rimanere sospesi), i progetti di startup in fase di sviluppo che ottengono i più consistenti finanziamenti in tutto il mondo (persino, sia pure timidamente, in Italia) riguardano ormai principalmente questo settore.

La startup CastAR raccoglie 15 milioni

CastARL’ultimo esempio di startup attiva nella realtà aumentata ad aver ottenuto un sostegno finanziario “importante” è CastAR, che ha raccolto 15 milioni di dollari dal creatore di Android, Andy Rubin. Oltre ai soldi Rubin porta a CastAR (startup di Mountain View che non sembra spaventata dall’idea di dover competere con colossi come Google e Facebook) nuovi spazi per uffici, competenze tecnologiche e una tonnellata di relazioni importanti.

Queste ultime sono importanti negli Usa come in Italia: i soldi vogliono dire molto, ma se non riuscite ad entrare nel “giro che conta” nel mondo degli affari non sarete mai nessuno, per questo non tutti i finanziatori e gli incubatori sono uguali (e purtroppo per questo le startup negli Usa o in Inghilterra continueranno ad avere una marcia in più rispetto all’Italia). Per avere capitali e relazioni importanti dovete essere pronti a cambiare molto e molto in fretta.

CastAR KickstarterCastAR, ad esempio, era nata come Technical Illusion a Seattle, su iniziativa di due tecnici di Valve, Jeri Ellsworth e Rick Johnson, per sviluppare occhiali per realtà aumentata, un business in cui Valve non aveva creduto inducendo i due tecnici a lasciare l’azienda per dar vita alla propria startup.

Nel novembre 2013 i due avevano già raccolto il primo milione di dollari grazie al fundraising di Kickstarter, ora hanno deciso di trasferire l’azienda nella Silicon Valley e cambiare nome e la cosa pare aver funzionato.

Immagini sulle lenti degli occhiali

L’idea di CastAR è di retro-proiettare immagini sulle lenti degli occhiali. In questo modo chi li indossa avrà l’impressione di disporre di uno schermo virtuale e si potrà sentire immerso in un videogame, ma resterà sempre a contatto con la realtà che lo circonda. Pur potendo, in teoria, ricostruire l’intero ambiente che circonda il soggetto il dispositivo di CastAR, infatti, proporrà solo una schermata come quelle dei videogiochi che usualmente utilizziamo sui nostri smartphone.

Il lancio commerciale dell’occhiale di CastAR, che potrebbe interessare non solo gli appassionati di videogame ma anche ingegneri e tecnici che lo potrebbero utilizzare per applicazioni professionali, è previsto nel corso del prossimo anno, che dunque si preannuncia (soprattutto per l’atteso arrivo della versione retail del visore di Oculus Rift) come l’anno di decollo della realtà virtuale.

Se qualche italiano fosse interessato è il caso che non attenda oltre a lanciare la propria idea, per tutti gli altri l’appuntamento per ulteriori sviluppi della realtà virtuale è sempre sulle pagine di Mondivirtuali.it, che potete seguire anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).

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