Nintendo: il papà di Super Mario ai vertici

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    Super Mario cover

    Shigeru MiyamotoSarà Shigeru Miyamoto, uno dei più prolifici e fortunati designer di videogiochi giapponesi (a lui si debbono alcune tra le serie più famose prodotte da Nintendo, da Super Mario a Donkey Kong, da The Legend of Zelda a Pikmin, ma anche Star Fox, F-Zero e molte altre) a prendere il posto lasciato vacante dall’improvvisa scomparsa, pochi giorni fa, di Satoru Iwata, ex sviluppatore di videogiochi e dal 2002 visionario Ceo e presidente del gruppo giapponese (sua la decisione di puntare sulla console Wii), spentosi all’età di 55 anni l’11 luglio scorso per problemi di salute.

    Miyamoto è già ora amministratore e direttore generale del Nintendo Entertainment Analisys and Development, ossia la divisione sviluppo di Nintendo e sarà affiancato in questa nuova posizione, ha fatto sapere una nota ufficiale del gruppo, da Genyo Takeda, a sua volta autore di serie di videogiochi come Punch-Out! e StarTropics e già ora direttore generale della divisione Integrated Research del gruppo. Se basteranno i due geniali sviluppatori di Nintendo a non far rimpiangere Iwata è difficile dirlo, tanto che gli analisti per ora mettono le mani avanti, sottolineando come sarà difficile che la nuova leadership gestisca Nintendo come era stato in grado di fare finora lo scomparso numero uno.

    Eppure le carte in regola Miyamoto e Takeda le hanno tutte. Il papà di Super Mario e Zelda, in particolare, è considerato uno dei padri dei videogiochi e forse il più grande designer vivente di videogiochi al mondo, avendo iniziato a lavorare (all’epoca con la qualifica di “artista”) per Nintendo nel 1980 partecipando allo sviluppo di quello che sarebbe divenuto Donkey Kong.

    Super MarioDa lì a Super Mario, che in Donkey Kong era ancora chiamato semplicemente “Jumpman”, l’uomo che salta, per la sua abilità nello schivare i barili gettati contro di lui dallo scimmione protagonista, il passo fu breve. Super Mario Bros fu una serie basilare, che rivitalizzò la moribonda (all’epoca) industria dei videogiochi e gli regalò la fama, venendo ritenuto l’archetipo di tutti i videogiochi che vennero sviluppati in seguito, non solo da Nintendo.

    L’idraulico di origini italiane Mario, creato nel 1981 (del 1983 è invece la prima apparizione del “fratello” Luigi), è divenuto col tempo la mascotte di Nintendo ma originariamente il suo era un semplice ruolo di sostituto di un personaggio ben più celebre, Braccio di Ferro, di cui Nintendo aveva da poco perso la licenza. Anche per questo, forse, il suo abbigliamento è rimasto per molti anni un fattore secondario.

    Negli anni Ottanta Mario sovente indossava tute completamente blu o rosse, mentre lo stile attuale (salopette blu, maglietta rossa, un paio di guanti bianchi e un cappello rosso con la lettera M rossa inserita in un tondo bianco) venne definita solo alcuni anni dopo da Yoichi Kotabe, divenuto illustratore ufficiale dell’idraulico baffuto (cosa che non gli ha impedito di definire lo stile anche di personaggi come Heidi e Marco, oltre che di collaborare all’anime e ad alcuni film sui Pokemon).

    Indipendentemente dal ruolo iniziale e dalle origini, questo piccolo omino baffuto dal nome italiano è piaciuto e ha molto giovato alla carriera di Miyamoto: chissà se continuerà a portagli fortuna anche nel nuovo ruolo? Se volete scoprirlo e sapere ulteriori notizie sul mondo dei videogiochi e dell’animazione digitale, non vi resta che continuare a seguire Mondivirtuali.it, anche tramite il nostro account su Twitter e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Pinterest, su Scoop.it e su Paper.li, oltre che su Youtube).