Niente ISS per le Hololens, per ora

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    HoloLens ISS cover

    Falcon9 SpaceXDopo soli 139 secondi di volo il razzo Falcon 9 che avrebbe dovuto mettere in orbita la navicella spaziale Dragon sviluppata da SpaceX, carica di 2 tonnellate tra rifornimenti, esperimenti e strumentazione destinate alla Stazione spaziale internazionale (Iss), è esploso, lasciando ammutoliti gli spettatori ed Elon Musk, il fondatore e proprietario di SpaceX che con Boeing dovrebbe garantire alla Nasa di tornare a non dipendere più dai russi (che venerdì lanceranno una nuova missione di rifornimento per l’Iss, la Progress 60, che porterà agli astronauti della Spedizione 44 attualmente in orbita 3 tonnellate di cibo, carburante e rifornimenti).

    Ma non è solo Musk ad essere rimasto di sasso per il terzo fallimento consecutivo (dopo 14 lanci effettuati con successo in precedenza) del Falcon 9. A bordo della navicella Dragon vi erano anche due kit Hololens che sarebbero serviti agli astronauti nell’ambito del progetto Sidekick, sviluppato dalla Nasa in collaborazione con Microsoft. L’obiettivo del programma è di sfruttare la tecnologia olografica e la realtà virtuale per consentire gli equipaggi della Iss di avere assistenza quando e dove ne avranno bisogno, riducendo i requisiti di formazione degli equipaggi ed aumentando l’efficienza con cui gli astronauti potranno lavorare nello spazio.

    HoloLens test NasaFinora la Nasa e Microsoft hanno testato Sidekick e le HoloLens a bordo del jet Weightless Wonder C9 della Nasa (utilizzato per simulare attraverso fasi di caduta libera la sensazione di assenza di gravità), ora si sarebbe dovuto passare alla fase successiva, ossia al test delle Hololens in un ambiente dotato di microgravità come appunto l’Iss. Appuntamento che l’esplosione del Falcon 9 ha rinviato forzatamente, dando forse tempo per ulteriori test del programma che prevede due modalità di funzionamento.

    Il primo è il Remote Expert Mode, che utilizza Skype per consentire a un operatore a terra di vedere ciò che vede un astronauta a bordo, fornire indicazioni in tempo reale e disegnare annotazioni nell’ambiente che l’astronauta vede per allenarlo in un dato compito (finora i futuri membri di equipaggi spaziali hanno fatto affidamento su istruzioni scritte o a voce durante l’esecuzione di lavori di riparazione complessi o esperimenti), il secondo è il Procedure Mode, che aumenta le procedure “stand alone” con illustrazioni olografiche animate visualizzate sulla parte superiore degli oggetti con i quali gli astronauti interagiscono.

    Neemo Spedizione 16Ridurre la quantità di formazione necessaria per futuri equipaggi potrebbe essere una risorsa inestimabile per le missioni di esplorazione in profondità del nostro sistema solare, a partire dal viaggio su Marte (dove peraltro la Nasa sta pensando di utilizzare in una prima fase androidi umanoidi sviluppati sulla base del modello Valkyrie R5), missioni nelle quali i ritardi di comunicazione complicano operazioni già difficili.

    In attesa di vedere arrivare le HoloLens sulla Iss, il prossimo appuntamento è già fissato per il 21 luglio, quando Sidekick e le HoloLens saranno parte integrante della Spedizione 20 del Nasa Extreme Environment Mission Operations (Neemo) che porterà un gruppo di astronauti e ingegneri a vivere nell’unica stazione di ricerca sottomarina esistente al mondo, Aquarius, per due settimane, simulando l’esperienza di trovarsi in un ambiente separato dal mondo così come avverrebbe durante una missione spaziale di lunga durata.

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