Lego Worlds sfida Minecraft

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    Lego Worlds cover

    Lego Worlds city largeVisto il successo di Minecraft, celebre “sandbox game” creato da Markus Persson (fondatore di Mojang) nel 2011 che ha già colpito la fantasia di oltre 100 milioni di giocatori e fatto sì che i suoi creatori diventassero miliardari cedendo la stessa Mojang a Microsoft per 2,5 miliardi di dollari, era inevitabile.

    Lego lancia Lego Worlds

    Lego, forte anche del successo lo scorso anno di The Lego Movie, fa il suo ingresso nel settore dei mondi virtuali con un proprio mondo, Lego Worlds, sviluppato dall’inglese TT Games (sviluppatore rilevato nel 2007 da Warner Bros che detiene i diritti a livello mondiale per lo sviluppo di videogiochi a marchio Lego) e che si preannuncia avvincente almeno quanto il concorrente, almeno a giudicare dal video dell’anteprima proposto su Steam.

    Tuttavia un conto è un filmato promozionale, un’altra la sensazione che potranno provare i giocatori nell’entrare in Lego Worlds e provare ad esplorarlo, modificarlo, costruire nuove ambientazioni, palazzi e castelli, personalizzare i personaggi.

    Accessi aperti in fase beta

    Lego Worlds personaggiForse per questo Lego ha deciso di consentire un accesso anticipato, ossia sostanzialmente la possibilità di giocare il gioco quando questo è ancora in uno stadio beta con uno sviluppo non del tutto completato.

    La scelta sta facendo discutere gli amanti dei mattoncini colorati e dei videogiochi in generale, perché secondo alcuni tale scelta non ha molto senso, mentre per altri è una occasione da non perdere per provare in anteprima la nuova piattaforma che promette di dare filo da torcere a Minecraft.

    Certo, entrando in Lego Worlds e provando a “giocare” ora si rischia di incontrare scenari non completi, con pochi personaggi, armi o attrezzature da utilizzare, o sperimentare funzioni e allestimenti che potrebbero venire modificati nella versione definitiva o essere del tutto abbandonati.

    Il precedente di Second Life

    Lego Worlds veichleMa l’esperienza di Second Life, da quasi 13 anni “giocata” in versione beta da circa un milione di utenti attivi, dimostra che chi riesce a fare tesoro dei suggerimenti e delle richieste provenienti dalla propria base di giocatori può far significativamente progredire la propria piattaforma, trasformando uno dei tanti titoli di videogiochi, il cui successo è normalmente destinato a esaurirsi nell’arco di pochi mesi o al massimo qualche anno, in un caso di successo a lunga persistenza.

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