Bitcoin ancora in crescita nonostante i problemi

Bitcoin ancora in crescita nonostante i problemi

bitcoin chartVi ricordate dei bitcoin, la valuta virtuale nata nel 2008 e che era arrivata a valere 1.147 dollari a inizio dicembre 2013, solo per veder dimezzato il proprio valore entro la fine dello stesso anno, risalire brevemente sopra i mille dollari per bitcoin a inizio 2014 e poi cedere gradualmente terreno sino a oscillare sugli attuali 230-240 dollari per bitcoin (trovate tutti i dati su coindesk)? Bene: nonostante l’elevata volatilità che li rende un mezzo di pagamento a dir poco rischioso, la circolazione continua lentamente a crescere ed ha raggiunto i 14 miliardi di unità, vale a dire un paio di miliardi in più di 15 mesi fa quando già ne parlammo su Mondivirtuali.

Nel frattempo però, come ampiamente prevedibile, sono iniziati i guai: nell’indagine su Silk Road, marketplace un tempo attivo sulla darknet di Tor poi smantellato dalle autorità federali Usa il cui fondatore, Ross Ulbricht, è stato condannato il mese scorso da una giuria che lo ha riconosciuto colpevole, tra l’altro, di traffico di stupefacenti e spaccio tramite internet, violazione delle leggi anti-narcotici in combutta con altri soggetti, riciclaggio di denaro e hacking (Ulbricht rischia il carcere a vita e ha già chiesto la ripetizione del processo prima che un ulteriore procedimento, separato, fissi i termini esatti della sua condanna), due degli agenti che parteciparono alle indagini finiti a loro volta sotto accusa per aver estorto bitcoin agli indagati e girato su propri conti parte di quelli sequestrati su Silk Road.

Più serio il problema nato dopo il fallimento, lo scorso anno, del principale trader mondiale di bitcoin, la giapponese Mt Gox, travolta da un “buco” di circa 47 milioni di euro dopo aver in un primo tempo denunciato la “scomparsa” di quasi 350 milioni di euro in bitcoin, poi in parte recuperati. Appena a gennaio Bitstamp, trader di bitcoin situato in Slovenia, ha annunciato di aver subito un furto pari a 5 milioni di dollari in bitcoin a causa di un hacker. Nel frattempo hanno continuato ad avere problemi alcune società che sviluppavano software o hardware per l’attività di “mining” con la quale i bitcoin vengono creati. Una, la svizzera Bitmine Ag, pare ad esempio non avere effettuato alcuna spedizione né rimborsato gli ordini ricevuti (e mai evasi) ormai da un anno.

bitcoin foundationUltima ma non meno importante, Bitcoin Foundation, nata nel 2012 e sostenuta da società come Knc, Insidebitcoin, Okcoin, Bitpay, Anonibet o Circle con l’auspicio di riportare ordine nella gestione della cripto valuta, secondo quanto reso noto sui suoi forum da uno dei suoi amministratori, Olivier Janssens, sarebbe “effettivamente in bancarotta” a causa di “due anni di spese ridicole e decisioni poco ponderate” che hanno portato la Fondazione a esaurire la liquidità già a novembre dello scorso anno, licenziare il 90% del suo personale e bloccare anche le attività di sviluppo “core”, in una totale mancanza di trasparenza.

Nonostante tutti questi problemi, volatilità e mancanza di trasparenza i bitcoin continuano a interessare, con oltre 400 milioni di dollari investiti lo scorso anno da fondi di venture capital in start up che puntano a sviluppare servizi per la filiera dei bitcoin, mentre sarebbero ormai 8 milioni gli utenti attivi che in tutto il mondo utilizzano la valuta virtuale per i loro acquisti sul web e oltre 100 mila i commercianti che accettano pagamenti in bitcoin. Alla fine il sospetto è che siano soprattutto banche e fondi di venture capital a sperare che la valuta virtuale decolli realmente, in modo stabile, così da poter sostenere la diffusione dei sistemi di micro pagamento su cui le stesse banche e fondi stanno da anni investendo somme importanti.

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2 Comments

  • Altberg presenta Project Sansar , Feb 2, 2016 @ 13:45

    […] della piattaforma, ci sono problemi di compliance, ad esempio nell’utilizzo dei lindens, la valuta virtuale che può essere convertita in dollari, euro o qualsiasi altra valuta al […]

  • […] che in termini di licenze d’uso (pensate anche a quanto l’idea delle criptovalute come i bitcoin debba alle valute virutali come i linden dollar), ma che è innegabile e probabilmente produrrà […]

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