Improbable, startup che probabilmente cambierà il mondo

Improbable, startup che probabilmente cambierà il mondo

Qual è stato uno dei limiti che hanno impedito una maggiore diffusione dei mondi virtuali in stile Second Life? A parte il non aver trovato una motivazione di fondo sufficientemente interessante per un vasto pubblico, la gestione di un’architettura basata su database centralizzati raggiungibili tramite client da utenti sparsi in tutto il mondo ha fin da subito mostrato molti limiti, di cui lo stesso Philip Rosedale sembra ben conscio visto che per lo sviluppo di High Fidelity sta tentando di utilizzare una rete distribuita.

Improbable raccoglie 20 milioni di dollari

Improbable logoL’idea sembra convincere gli investitori, tanto è vero che se la stessa High Fidelity ha di recente raccolto altri 11 milioni di dollari, Improbable, una startup britannica, ha raccolto 20 milioni di dollari dal colosso del venture capital Andreessen Horowitz per sviluppare un ambiente operativo che rende possibile sviluppare su larga scala mondi virtuali superando il problema della “parallelizzazione” per ogni applicazione sviluppata.

Usando Improbable gli sviluppatori potranno scrivere un codice come se dovesse girare su una sola macchina, usando qualsiasi software vogliano inclusi motori di gioco come Unity e Unreal, senza preoccuparsi di altro, dato che sarà Improbable a distribuire automaticamente i loro codici attraverso centinaia o migliaia di macchine che lavoreranno in parallelo per creare, appunto, mondi virtuali che potranno girare in tempo reale, simulando comportamenti e interazioni di milioni di soggetti.

Mondi virtuali su larga scala

Si tratterà di spazi con le proprie regole e proprietà che però una moltitudine di persone potrà simultaneamente esplorare, modificare e visualizzare in tutti i diversi modi che gli sviluppatori potranno immaginare. Mondi che oltre a consentire esperienze di gioco completamente nuove, potranno essere utilizzati per simulare e risolvere problemi significativi in settori come la difesa, l’energia, l’efficienza delle città, la salute o la finanza.

Improbable teamSe scorrete i nomi di chi fa parte del team di Improbable, guidato dal Ceo e fondatore Herman Narula, scoprirete una quarantina di profili brillanti di giovani, in gran parte ex studenti di Cambridge, specializzati in campi che vanno dall’ingegneria al designer, che hanno già avuto modo di partecipare allo sviluppo di videogiochi famosi come Fable 3, Fifa 12/13, Ryse, che hanno lavorato al ministero della Difesa britannica o persino con precedenti esperienze da DJ.

Una startup che sembra essa stessa essere un mondo fantastico, ma tutt’altro che virtuale, rispetto a media company del passato come quelle che dominano ancora (fino a quando?) la scena italiana, concentrate solo sui giochini dei “salotti buoni” per nominare questo o quest’altro direttore al Corriere della Sera o a Repubblica.

Improbable, possibile unicorno

Seguite attentamente Improbable, perché in startup come questa (che sta tuttora assumendo personale) si sta iniziando a gettare le basi del nostro futuro, non nella sempre più decrepita e marginale Italia rimasta ancorata ai “mitici” anni Ottanta del secolo passato.

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