Noi siamo Charlie Hebdo

Noi siamo Charlie Hebdo

Davvero un pessimo inizio d’anno per la libertà di stampa e per la satira francese e di tutto il mondo: un commando di due uomini armati ha assalito ieri la redazione di Charlie Hebdo, settimanale satirico parigino creato nel 1969 da  Georges Bernier (aka Professeur Choron) e Francois Cavanna e “figlio” del mensile satirico Haral-Kiri, di nove anni (molto tormentati a causa di ripetuti divieti alla pubblicazione) più vecchio, creato dalla stessa squadra di autori, tra cui spiccavano vignettisti come Jean-Marc Reiser e Georges Wolinsk. Anche l’esistenza di Charlie Hebdo non è mai stata semplice, a causa di un limitato numero di abbonati e di insufficienti entrate pubblicitarie, tanto che le pubblicazioni cessarono del tutto nel 1981.

Charile Ebdo CoversIl mensile attuale è nato nel 1992 per opera di alcuni giovani disegnatori francesi, che sollecitarono la partecipazione al nuovo progetto di Cavanna e alcuni dei disegnatori dell’originale Charlie Hebdo come Wolinsk, ottenendo un’immediata adesione. Charlie Hebdo, sia quello originale sia il suo figliolo anni Novanta, ha sempre scherzato (spesso pesantemente, in molti casi anche in modo non condivisibile) con tutti, dalla politica alla religione, alla finanza, senza troppo preoccuparsi delle reazioni spesso polemiche che provocava, come del resto deve saper fare un prodotto di autentica satira. Molto forte fu ad esempio l’indignazione provocata la ripubblicazione delle caricature di Maometto (pubblicate originariamente alcuni mesi prima sul quotidiano danese Jyllands-Posten) nel febbraio del 2006 dopo che già era iniziata una campagna contro le vignette stesse da parte di imam danesi culminata in alcune dichiarazioni di condanna da parte di governi musulmani come quello del Pakistan.

Per quanto molto pesanti verbalmente e materialmente (nel novembre del 2011 il lancio di alcune bombe molotov distrusse la sede del giornale), nessun assalto era mai sfociato in una tragedia come quella di ieri, che ha lasciato sul terreno 12 morti (10 redattori e 2 poliziotti intervenuti a cercare di bloccare gli assalitori in fuga) tra cui Stephan Charbonnier (aka Charb) e i tre più noti vignettisti (Cabu, Tignous e Wolinsk), e 12 feriti. Si tratta del più grave attentato terrorista mai registrato in Francia dal 1961 ma soprattutto di un grave attacco alla libertà di stampa e di satira che non può che unire chiunque faccia informazione in un comune abbraccio per ribadire: noi siamo Charlie, nous sommes Charlie.

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