Giochi virtuali online: There.com c’è

Giochi virtuali online: There.com c’è

Anche i giochi virtuali online a volte ritornano: nato nel 1998 grazie agli sforzi di  Will Harvey (già creatore di Imvu) e Jeffrey Ventrella (dal 2005 al 2007 divenuto senior developer di Second Life, per la quale ha inventato tra l’altro i “flexy prims“, la FollowCam, la personalizzazione degli avatar e l’interfaccia utenti, Ventrella ha anche collaborato con The Internet Archive, Emota.net, Visual Music Systems e High Fidelity, prima di fondare Wiggle Planet), “morto” nel 2010 come Mondivirtuali.it vi ha già raccontato There.com in realtà è ancora tra noi. E’ tornato in vita quasi subito, nel 2011, ma solo nel maggio del 2012 ha riaperto i battenti al pubblico. E’ stato lo stesso fondatore e Ceo di Makena Technologies, Michael Wilson (imprenditore con 25 anni di esperienza nel settore online e ecommerce, già vice presidente di eBay oltre che ex top manager tra gli altri di Well Engaged, Neuron Data e Oracle), che nel 2010 dichiarava che il business della piattaforma, concorrente delle più famose Second Life, Imvu o Blue Mars, non era “in grado di sostenersi” e dunque non funzionava ed era impossibile continuare a “firmare assegni per mantenere aperto il metaverso”.

Luciana Pinazzo on TherecomQualcosa deve essere cambiato e anche in poco tempo, visto che due anni dopo la piattaforma è tornata online e che è tuttora funzionante e attiva (e sono già passati altri due anni e mezzo dalla sua riapertura al pubblico). Cosa? Anzitutto i costi sono stati tagliati: ad esempio non sono stati riattivati i forum di There.com perché, come ha spiegato Wilson “per aprire i forum avremmo dovuto fornire una moderazione, il che significa che avremmo dovuto pagare qualcuno per darci un’occhiata”. Tanto più che come in molti altri casi nell’anno in cui There.com è stato chiuso la società ha scoperto che “c’erano molti forum pubblici che le persone potevano usare per parlare di There.com”. Prodigi del web “user generated content”, no? Poi There.com ha deciso di diventare una piattaforma a pagamento: chi vuole entrare in questo mondo virtuale deve pagare 10 dollari al mese di “subscription fee”, “necessarie per pagare i conti” e mantenere There.com aperto, mentre prima della chiusura era possibile (come su Second Life o Imvu) optare per un account di base gratuito.

A differenza di altri giochi virtuali online possono iscriversi al “nuovo” There.com anche i ragazzi di età superiore ai 13 anni (ma solo col consenso dei genitori, ossia i loro dati personali, sino al compimento della maggiore età), come precisa il ToS di There.com. Su There.com potete anche creare e distribuire contenuti sia per personalizzare il vostro avatar sia per abbellire la vostra zona. Tuttavia poiché i contenuti “consumano risorse” in base a fattori quali il numero di texture utilizzate (texture che non potranno ovviamente essere copiate dai contenuti di altri utenti), le loro dimensioni, il numero di poligoni, il numero di vertici, l’utilizzo di trasparenze, la complessità della collisione delle superfici e la complessità della geometria al variare della distanza, There.com prevede un listino prezzi da pagare per importare i diversi contenuti nella piattaforma.

Differentemente che da Second Life, tuttavia, su There.com ci sono due tipi di commissioni da pagare: una commissione iniziale (equivalente al costo del caricamento di un contenuto “in world” su Second Life) che su There.com viene giustificato come costo per “approvare e inviarvi il vostro contenuto”, dato che non si può semplicemente importarlo dall’esterno della piattaforma al suo interno e ritrovarselo in inventario non fosse altro per il fatto che lo staff di There.com deve verificare ogni volta che i contenuti siano aderenti ai requisiti richiesti in termini di complessità e stile (There.com volutamente ha scelto di utilizzare avatar e ambienti più “grafici” e meno “foto realistici” di altre piattaforme e non prevede aree per adulti, dunque i vostri avatar non potranno esibire parti intime scoperte né i vostri articoli risultre “inappropriati o offensivi”), ed una “commissione all’ingrosso” prevista quando si vogliono ottenere più copie dopo la prima “gratuita” (quella a cui è stata applicata la commissione iniziale), sia che vogliate mettere il vostro oggetto in vendita (fissando un prezzo ad un livello maggiore della commissione all’ingrosso così da guadagnare la differenza su ogni copia venduta) tramite un’asta a prezzo fisso sul marketplace di There.com (quando abbiamo controllato erano presenti 17 differenti creatori di contenuti con 183 articoli posti in vendita) sia che lo vogliate regalare, ad esempio  come articolo promozionale, subendo comunque un prelievo sul vostro “conto ThereBucks”.

Therecom MapSu There.com si utilizza infatti una valuta virtuale, i ThereBucks appunto, che ha un cambio fisso (e non variabile come su Second Life) rispetto al dollaro Usa (un dollaro Usa acquistate 1.800 ThereBucks) e che viene utilizzata per tutte le transazioni “in world”. L’unica “banca” che vi può vendere questa valuta virtuale è quella di There.com (si  possono acquistare ogni volta da un minimo di 5 a un massimo di 150 dollari Usa) che vi accrediterà la somma sul vostro “conto ThereBucks” addebitando il vostro conto su PayPal (lo stesso su cui verranno addebitate le commissioni mensili per poter continuare a loggare “in world”). Notare che non è prevista la vendita di ThereBucks alla “banca” da parte degli utenti, quindi in teoria non potrete mai guadagnare soldi veri ma solo valuta virtuale da spendere all’interno della piattaforma.

Ma alla fine quanto grande è There.com? Se siete abituati a visualizzare le mappe di Second Life quella di There.com vi sembrerà molto piccola: in tutto vi sono 13 regioni, distribuite su un arcipelago di 11 isole, per raggiungere le quali dovrete prima scaricare il client 3D (che ha un “peso” di 48 MB) ed aver fornito i dettagli del vostro conto PayPal per far addebitare le commissioni mensili. Nel caso vogliate solo provare una prima volta There.com è peraltro previsto un abbonamento “di prova” valido per il primo mese in cui vi collegate a There.com e che costa solo mezzo dollaro, ma che non consente l’utilizzo del “voice” né avere interazioni economiche con altri utenti.  Ricordate inoltre che la commissione mensile (10 dollari Usa) non verrà rimborsata neppure parzialmente in caso di cancellazione dell’account prima della scadenza del mese e che è assolutamente vietato vendere il vostro account ad un altro utente.

Se poi volete scoprire cosa ancora potrà accadere a There.com e ad altri giochi virtuali online non dovete far altro che continuare a seguirci sul sito oltre che tramite il nostro account su Twitter e la fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li).

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