The Lego Movie, animazione al top

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    The lego movie cover

    Complice il periodo estivo che mi consente di andare con mio figlio Davide a vedere qualche cinema nelle classiche “arene estive”, qualche sera fa sono riuscito a vedere The Lego Movie che mi ero perso all’uscita nelle sale.

    Il film, distribuito a inizio febbraio 2014 dalla Warner Bros, ha incassato secondo Box Office Mojo oltre 468 milioni di dollari dopo esserne costati 60 ed è finora preceduto nella classifica del box office 2014 solo da Capitan America – Il soldato d’inverno, che ha superato i 713 milioni ma ne è costato 170. Lego Movie designer al lavoro

    Come dire che il rapporto incassi/costi per il film di animazione digitale dei mattoncini svedesi è quasi doppio (7,8 contro 4,2 volte circa) a testimonianza del successo ottenuto dalla pellicola (che dispone pure di un suo sito), sicuramente destinata a un pubblico più ridotto di quello del film sul celebre supereroe Marvel (uscito a inizio aprile distribuito da Buena Vista, come la Marvel appartenente al gruppo Disney).

    Lasciamo da parte l’analista finanziario e parliamo del film e delle reazioni del pubblico:  l’animazione Cgi (computer-generated imagery) utilizzata dalla Vertigo Enterteinment del produttore Roy Lee (produttore anche di un altro film di genere fantastico in uscita nel 2014, Godzilla) è indubbiamente spettacolare fin nei dettagli (come le impronte di colla o le crepature di alcuni dei pezzi dei personaggi/pupazzetti Lego).

    Il ritmo è mozzafiato, forse pure troppo (ma le sequenze di inseguimento nei vari scenari, nel frattempo passati dal virtuale del cinema alla realtà della produzione in serie della Lego, ha appassionato me e mio figlio allo stesso modo), la riproduzione dei movimenti “stop motion” che caratterizzano migliaia di filmati amatoriali e semiprofessionali girati proprio con personaggi Lego e che pullulano Youtube è credibilissima e, sarà un caso, se andate nelle migliori librerie scoprirete che in questi ultimi mesi sono usciti diversi manuali su come realizzare un filmato “stop motion” realizzando set in Lego (o altro materiale come la plastilina), oltre naturalmente a libri illustrati che riproducono su carta la trama del film e ad un omonimo videogame.

    Lego Movie setA mio figlio Davide è piaciuto molto anche la parte finale, in cui (spoiler) entrano in scena anche attori in carne e ossa, nella parte dei “veri” protagonisti della storia.

    Ma proprio qui a me è sembrato che il film mostrasse qualche difetto e cadesse in qualche contraddizione: se fino a quel momento la vicenda era ambientata in un “universo Lego” in cui i personaggi non hanno consapevolezza di essere giocattoli, sul finale questo accade, ricadendo in una situazione in stile Toy Story (in cui i giocattoli sanno benissimo di essere tali e arrivano a immobilizzarsi per non farsi “scoprire vivi” dal loro piccolo proprietario) che però non viene sfruttata sino alla fine, finendo anzi con l’utilizzare una doppia “narrazione incrociata” umani-pupazzetti Lego.

    Nel complesso comunque un film da vedere, specie se siete in ferie e accompagnati dai vostri figlioli (che apprezzeranno la conclusione della vicenda), per potervi rendere conto dei livelli di sofisticatezza ormai raggiunta dall’animazione Cgi, con la quale, sinceramente, i mondi virtuali attuali e pure quelli che stanno per vedere la luce (pur migliorati, come si nota da un filmato di un avatar “canterino” di High Fidelity) non possono ancora competere minimamente.

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