Ydea: il business in SL è cambiato

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    Ydea

    YdeaSe vi ricordate qualche tempo fa vi ho parlato di Ydea, esprimendo la mia opinione sul lavoro di Emy Burt, la sua owner e designer, che trovo molto completo in termini di offerta, ma forse privo al momento di un tema “forte” che possa caratterizzarlo rispetto ad altre produzioni di accessori e abbigliamento con cui gli utenti di Second Life sono soliti personalizzare i propri avatar. Bene: Emy ha letto il mio articolo e ha preso carta e penna per scrivermi precisando “alcune cose riguardo allo stile Ydea e al lavoro fin qui fatto” che io sono ben felice di condividere con voi amici di Mondivirtuali.it.

    Ydea – mi scrive Emy Burt – è nata per dare modo, spendendo poco, di avere outfit completi di tutto. Dopo un po’ di tempo ho deciso di creare degli omaggi per i membri del mio gruppo (e non) e questa è stata una mossa che ha contribuito a far diventare Ydea un marchio abbastanza conosciuto in Second Life”.  Emy, aggiungo io per chi non avesse memoria storica al riguardo, sta parlando di circa il 2010, ossia già dopo che l’hype mediatico del mondo virtuale della Linden Lab aveva ampiamente superato il suo picco.

    Ora purtroppo – continua Emy – da un po’ di tempo il commercio in SL è cambiato parecchio: un po’ per l’arrivo delle mesh, un po’ per la crisi di SL, girano pochi utenti e pochi soldi” e “per restare a galla, e per galla intendo almeno pagarsi le spese, è obbligo creare tanto e di tutto e vendere a prezzi ragionevoli”. Per questo, spiega l’owner di Ydea, “ho dovuto mettere da parte idee mie e progetti personali per dedicarmi a un lavoro che ha ben poco a che fare col titolo di “stilista”. Sto creando di tutto e ho basato il mio business sul traffico della mia sim, proponendo promozioni oltre che i regolari omaggi settimanali”.

    Ydea mainstoreOltre alle vendite del mainstore, “mi aiutano molto i miei oltre 150 affiliati sparsi in tutta SL e le vendite che arrivano tramite il marketplace” aggiunge Emy, che sottolinea però come “il business in SL è in crisi da un bel po’ e stare a galla come dicevo è un’impresa”. Questo posso crederlo benissimo perché da (ex) general manager di Anubis Style, della mia amica Aubis Hartunian (al momento uscita da SL per mancanza di tempo dovuta ad impegni in RL ma anche per i risultati sempre più modesti ottenuti nonostante il grande sforzo profuso e i complimenti ricevuti per le sue creazioni) so fin troppo bene come non sia tutto oro ciò che luccica nel mondo della “moda virtuale” (come del resto in quello della moda reale: chiedetevi come mai un marchio italiano famoso come Krizia sia stato venduto ai cinesi di Shenzen Marisfrolg Fashion. Vi dò un indizio: le vendite sono ormai una frazione di quelle degli anni Ottanta-Novanta).

    Emy conclude la sua replica ribadendo come “la voglia di lasciare una impronta di stile tutto mio c’era e c’è ancora, ma visti i momenti non mi posso permettere di creare una decina di vestiti ogni 3 mesi e venderli a prezzi “esosi” (almeno in termini di linden dollar, visto che stiamo parlando di qualche euro al massimo, ndr) come si faceva anni fa”. I tempi “sono cambiati, nel bene e nel male a seconda dai punti di vista: dal mio punto sono cambiati non del tutto in bene, ma ci sta che dopo anni di SL e di Ydea le cose cambino anche cosi”. Ydea che fine farà? “Fino a quando ci sarà la mia voglia, il mio tempo e la mia capacità economica Ydea rimarrà in piedi, con i suoi pregi e i suoi difetti”.

    Personalmente mi auguro che questo possa significare ancora molti anni e molte idee per Emy e la sua Ydea e chissà che la “riscoperta” dei mondi virtuali che sembra aver contagiato anche il “grande business” americano, da Google Facebook, non possa aiutare. In attesa di vedere come finirà vi suggerisco di continuare a seguire Mondivirtuali.it, oltre che il nostro account su Twitter (dove potete trovare anche la sottoscritta) e la nostra fanpage su Facebook (ma ricordate: Mondivirtuali è anche su Flickr, su Scoop.it e su Paper.li).