Second Life riparte con Cloud e Oculus Rift

Second Life riparte con Cloud e Oculus Rift

SLgoOnlive

La decisione di esternalizzare lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi sembra dover essere il tratto distintivo della strategia con cui Linden Lab prova a voltare pagina: pochi giorni fa è stato annunciato il lancio di SL Go OnLive, un annuncio che sembra confermare, dopo la decisione di cessare lo sviluppo di alcuni prodotti come dio, Versu e Creatorverse, la decisione di puntare maggiormente sull’outsourcing e lo sviluppo di nuove partnership commerciali e industriali, rispetto allo sviluppo interno di nuovi prodotti da parte dell’azienda californiana o alla loro acquisizione come accaduto con Blocksworld.

Ma come è stato già scritto dai giornalisti ammessi alla fase beta del servizio, come Inara Pey, a proporre la partnership non è stata Linden Lab, ma Gary Lauder, presidente di OnLive (fondata nel 2003 a San Francisco da Steve Perlman e divenuta subito il più famoso fornitore di servizi di cloud streaming degli Stati Uniti, ma implosa nell’agosto del 2012 quando Perlman, che già vi aveva investito nel 2009, rilevò l’azienda che secondo alcune fonti a fronte di 8 mila server non aveva più di 1.600 utenti, troppo pochi per sostenere costi operativi stimabili in 5 milioni di dollari al mese), agli inizi dello scorso anno.

Oculus Second LifeCiò sembra significare che SL Go OnLive possa avere un’importanza maggiore per Perlman che non per Ebbe Altberg, Ceo di Linden Lab, il che ha un senso visto che Second Life può offrire un ampliamento della gamma di giochi offerti da OnLive più di quanto un servizio a pagamento (i primi 20 minuti di collegamento sono offerti come prova gratuita, poi si paga dai 3 dollari all’ora ai 25 dollari per 10 ore di collegamento) possa rappresentare per gli utenti di un mondo virtuale utilizzato in larghissima parte in modalità gratuita, tanto più se non disponete di una connessione a banda larga. Lo stesso Altberg su Twitter in una conversazione ha spiegato di “non conoscere” quando SL Go OnLive sarà reso disponibile in tutti i paesi, dato che “dipende da loro”. “Vogliamo che cresca e sia di successo” ha poi aggiunto, “ma è il loro prodotto e il loro business”.

In compenso lo stesso Altberg sempre su Twitter ha invitato chi volesse provare a partecipare al beta testing relativo all’integrazione della tecnologia Oculus Rift (gli occhiali che rendono possibile una visione digitale 3D stereoscopica, di cui vedete un’immagine cortesia di Oculus VR) e Second Life. Al momento non esiste una versione “consumer” dell’Oculus Rift, ma Linden Lab sta sviluppando un viewer che consenta l’utilizzo dello stesso con questo dispositivo. Ovviamente per poter partecipare all’esperimento dovrete possedere un Oculus Rift. Nel frattempo la strada di un maggior ricorso all’outsourcing e a partnership industriali e commerciali da parte di Linden Lab sembra una certezza più che una possibilità. Se volete sapere come andrà a finire continuate a seguire questo sito oltre al nostro account su Twitter e alla nostra fanpage su Facebook.

P.S. Aggiornamento del 26 marzo 2014: è confermato che Facebook ha acquistato per 2 miliardi Oculus Rift. Che se ne farà Zuckerber di occhiali per realtà virtuale in 3D non è chiaro, se fossi in Ebbe Altberg e in Linden Lab sarei molto curioso…

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2 Comments

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