Rod Humble saluta Linden Lab

Rod Humble saluta Linden Lab

Sta facendo rumore la notizia, data inizialmente da Jo Yardley e poi rapidamente confermata dalla rimozione del suo nome dall’elenco del top management di Linden Lab dell’uscita di scena, dalla scorsa settimana, di Rod Humble, nominato alla guida della società californiana che gestisce Second Life giusto tre anni or sono l’11 gennaio 2011. Tre anni di mandato che lo stesso Humble sulla sua pagina su Facebook definisce “tre grandi anni!” ringraziando “i colleghi di Linden Lab e i nostri meravigliosi clienti” ed augurando loro “il meglio per il futuro e un continuo successo”.

Rod HumbleL’addio di Rod Humble (già “papà” di The Sims), che ora si occuperà del lancio di una sua startup “per fare arte, intrattenimento e cose insolite”, significa qualcosa per Linden Lab, Second Life o i mondi virtuali? Difficile dirlo, perché questo tipo di situazioni capitano continuamente nella vita di qualunque azienda, tanto più in un settore dinamico come l’Ict americano dove, solo per fare un esempio, il Ceo di Yahoo!, Melissa Mayer, ci ha messo solo 15 mesi per accompagnare alla porta il suo numero due, il Coo Henrique de Castro, da lei stessa assunto strappandolo a Google nel tentativo di recuperare terreno proprio contro il colosso delle ricerche sul web e contro Facebook nel mercato della pubblicità online (una notizia che certamente fa più scalpore di quanto pure non abbia fatto l’uscita di scena di Humble sui media americani e mondiali).

Quella di Rod Humble in effetti sembra il classico caso di un mandato triennale giunto al termine e non rinnovato, ma in ogni caso gran parte dello staff originale che diede vita a Linden Lab e a Second Life da tempo non è più in azienda. A parte Philip Rosedale, impegnato nella fase alfa di High Fidelity dopo aver raccolto tra fine marzo e inizio aprile 2013 2,4 milioni di dollari di finanziamento (sui 3,4 milioni previsti) da otto investitori, il cofondatore e originale Cto, Cory Ondrejka era andato già nel 2008 in Emi per poi sbarcare a fine 2010 in Facebook di cui è attualmente responsabile mobile engineering.

Robin Harper, vice presidente marketing e community development di Linden Lab dal 2002 al 2009, dopo essere stata in Playdom si è occupata di marketing per Catch e Fandor (dove è tuttora direttore marketing). David Fleck, che tra il 2005 e il 2006 si era unito al team della Harper per curare lo sviluppo del network di sviluppatori indipendenti che hanno poi creato i più diffusi viewer di terze parti utilizzati per accedere a Second Life, è passato tra il 2010 e il 2011 ad occuparsi di marketing per Imvu per poi fondare nel luglio del 2011 Left Lane Network.

Rod HumbleE poi ancora: Gene “Ginsu” Yoon, resposabile corporate development di Linden Lab dal 2005 al 2009 dopo alcune esperienze con startup come Bynamite è entrato in Google dove è da un anno il responsabile per la monetizzazione attraverso le esperienze di geo consumer accessibili tramite Google map, ricerche sul web in abito locale e G+.  John “Pathfinder” Lester, evangelista e market developer di Second Life tra il 2009 e il 2010, è in Reactiongrid da oltre tre anni (dal gennaio 2012 con la carica di Chief learning officer). Daniel Huebner tra l’aprile 2003 e il settembre 2007 direttore dei servizi per la comunità di Second Life è andato poi a svilupare Twinity in Metaversum, poi poi passare da Crowdstar, Ubisoft, Okcupit e Kixeye prima di approdare dal novembre dello scorso anno in Gree International.

Potrei continuare a lungo a segnalarvi dove lavorano al momento i primi e più influenti “Lindens” del passato, ma non ho intenzione di farlo visto che non sono un cacciatore di teste. Ho voluto solo segnalare come trovi inutile le reazioni stupite e a volte drammatiche di chi lega il destino di un settore a quello di un’azienda, quello di un’azienda a un servizio o prodotto, quello di un servizio o prodotto a quello di una persona. Così non è, semplicemente. Se poi volete restare informati degli sviluppi tecnologici, societari e umani del settore dei mondi virtuali, non avete che da seguirci, anche sulla nostra fanpage su Facebook e tramite il nostro account su Twitter.

Per intanto godetevi questo documentario di Loki Eliot che vi spiega quello che sono finora stati i mondi virtuali, senza indicazioni di quello che potrà essere il futuro, salvo (almeno da parte mia) una sola convinzione: i mondi virtuali non finiranno con l’uscita di scena di Rod Humble, né l’eventuale uscita di scena di Second Life, né l’eventuale uscita di scena di Linden Lab.

 

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