Questione di numeri – piccolo schermo

Questione di numeri – piccolo schermo

Dopo aver parlato dei numeri che i mondi virtuali o fantastici sono in grado di ottenere tramite il più vecchio dei “social media” dopo la carte, il cinema, passiamo alla televisione.

Il piccolo schermo ha attinto a piene mani per decenni ai temi del fantastico e del virtuale, come e forse più del suo fratello maggiore.

Serie tv di successo: Doctor Who

La serie britannica Doctor Who è con l’americana Star Trek un caso più unico che raro, avendo celebrato il suo 50esimo anniversario con una puntata speciale, The Day of the Doctor, vista solo in Gran Bretagna (su Bbc One) da 10,2 milioni di spettatori in media (con un picco di 10,61 milioni di spettatori) che certamente risulterà solo una frazione dell’audience totale visto che la  puntata è andata in onda sabato 23 novembre in contemporanea in 90 paesi e che è stata proiettata in 3D in oltre 1.500 cinema registrando oltre mezzo milione di biglietti venduti.

Antti Karppinen Doctor WhoNumeri definitivi non ve ne sono ma già si sa che in Italia (dove è stato trasmesso da Rai4) si sono avuti in media 363 mila spettatori con un picco di 434 mila (nuovo record per la serie in Italia dopo i 268 mila spettatori dell’ultima puntata prima dello speciale, trasmessa il 27 giugno scorso). In Francia su France 4 gli spettatori son stati il doppio, 719 mila, in Australia 424 mila (più altri 51 mila in streaming sul web) in diretta, alle 6.50 di domenica ora locale, più altri 922 mila nella replica delle ore 19.30 di domenica pomeriggio.

Il totale parziale è già ampiamente superiore ai 13,66 milioni per questa singola puntata, ma oltre allo special Steven Moffat (showrunner di Who ma anche sceneggiatore di Sherlock, che riambienta le avventure del celebre detective nella Londra contemporanea con ampio utilizzo di tecnologia moderna per risolvere i casi) ha anche regalato ai Whovian (che si calcola siano oltre 77 milioni in tutto il mondo) un “prequel” solo sul web, The Night of the Doctor.

Anche un prequel sul web per il Dottore

Prequel che consente di colmare la “continuity” spiegando come l’Ottavo Dottore (Paul McGann) si fosse trasformato non nel Nono Dottore (Christopher Ecclestone) col quale la serie aveva ripreso le trasmissioni dopo anni di interruzione nel 2005, ma nel War Doctor (John Hurt) che compare nello speciale col Decimo (David Tennant) e l’Undicesimo (Matt Smith) e se controllate su Youtube potete scoprire che è già stato visto da oltre 3,068 milioni di utenti.

Certo il successo di Doctor Who (che può ormai contare anche sul canale iplayer della Bbc per il quale sono stati anche realizzati alcuni episodi in animazione digitale) può per ora solo augurarselo una miniserie come Black Mirror, composta di tre episodi per la prima stagione e altrettanti per la seconda (in Italia viene trasmessa su Rai4 dal 23 novembre), creata da Charlie Brooker.

Black Mirror piace a critica e pubblico

Se il Dottore, un alieno della razza dei Time Lord capace di viaggiare nel tempo e nello spazio, è la sola costante narrativa di Doctor Who, Black Mirror ha optato per una trama diversa per ogni episodio, incentrate però tutte attorno al tema comune del progredire della tecnologia, vista come una droga, dell’assuefazione che essa causa e dei suoi effetti collaterali, una sorta di finestra su un futuro prossimo possibile, controverso, angoscioso e angosciante perché alcuni tratti ci sembrano già così presenti e vero-simili, ossia simili alla realtà.

Osannata dai critici Black Mirror è ancora relativamente sconosciuta al grande pubblico ma ha già saputo raccogliere mediamente tra gli 1,8 e gli 1,9 milioni di spettatori per puntata nella sua prima stagione. In realtà però le due serie britanniche sono solo la punta di un iceberg per quanto riguarda il tema dei mondi fantastici, virtuali o possibili in televisione, non sempre altrettanto fortunate.

Caprica, una serie tv sfortunata

CapricaUn altro esempio ben noto è Caprica, serie statunitense nata come spin-off di Battlestar Galactica (di cui costituisce il prequel) su scrittura di Ronald D. Moore (autore anche di Battlestar Galactica oltre che di Star Trek: The Next Generation) e Remi Aubuchon (autore non molto fortunato visto che ha ottenuto bassi ascolti sia con The Lyon’s Dent, sia con Persone Sconosciute).

Caprica, che esplora in maniera interessante il tema dell’intelligenza artificiale e degli avatar, non ha avuto successo tanto che dopo i 18 episodi della prima stagione la serie è stata cancellata, peraltro dando origine a vivaci discussioni sui motivi del flop.

Insomma: in Tv, media che negli ultimi anni ha visto un’esplosione di “broadcaster” grazie all’avvento delle tv via cavo e via satellite, le cose non sono sempre semplici per i mondi virtuali, fantastici o possibili. Quasi che l’audience di riferimento non sia sempre aggregabile per emittente o canale tematico. E sul web? Lo scopriremo la prossima volta.

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2 Comments

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  • […] inspired from manga lik Onepiece or Naruto to the villains of Batman, from  steampunk style to tv series as Doctor Who or the Game of […]

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