La piccola distribuzione batte i mall nei mondi virtuali

La piccola distribuzione batte i mall nei mondi virtuali

piccola ditribuzione SL 2013La piccola distribuzione virtuale fatta di negozi presenti all’interno di una piattaforma immersiva online come Second Life della californiana Linden Lab (non certo il più “popolato” tra gli oltre 180 mondi virtuali attualmente operativi, ma tuttora uno dei più famosi nomi del settore, a oltre dieci anni dalla sua apertura), sta diventando ancora più piccola?

Se lo chiede Janine Hawkins (aka Iris Ophelia in SL), che prova a darsi qualche spiegazione, in particolare notando come l’integrazione e la graduale piena accettazione di SL Marketplace abbia probabilmente indotto molti produttori di contenuti che hanno sviluppato un’offerta commerciale rivolta agli utenti di Second Life a mantenere spazi più piccoli “in world” così da ridurre i costi, integrando meglio le proprie vetrine online su SL Marketplace. Sono convinta che Janine/Iris abbia ragione in parte, ma trascuri alcuni dei motivi alla base del trend.

Da un lato, infatti, in Second Life resistono tuttora alcuni grandi “mall” virtuali, quasi sempre legati a nomi storici, molto conosciuti e dunque probabilmente con un giro d’affari più elevato (penso ai casi italianissimi di Donna Flora, di Babele Fashion, di Meb), dall’altro è anche vero che il trend di aperture di nuovi mega-mall e mega-shop è di molto rallentato, ma questo accade anche nel mondo reale, specie in Europa (e specie in Italia, dove anzi noto che alcune grandi strutture stanno iniziando a chiudere o quanto meno a ridurre il personale), a causa degli elevati costi fissi e del crollo della domanda dovuto a una crisi del debito che si è (malamente) cercato finora di curare con politiche di repressione fiscale, di forzato recupero di produttività e con l’attenzione esasperata al taglio dei costi (e degli investimenti, se non diretti a rafforzare le esportazioni).

piccola distribuzione SL 2013 bisSommate questo al fatto che anche in paesi emergenti come Cina e Brasile (da cui provengono buona parte delle nuove leve di utenti di Second Life) la crescita economica sta rallentando e capirete come sia probabile che i costi abbiano assunto un’importanza non trascurabile nel decretare un ridimensionamento delle dimensioni dei negozi sulla piattaforma (che ha costi di gestione, per gli utenti ma anche per Linden Lab, decisamente superiori a quelli del marketplace sul web).

Non solo: SL resta forse il più noto ma, come detto, non il più frequentato mondo virtuale né quello col maggior giro d’affari legato alla vendita di contenuti tra utenti, visto che hanno tuttora un maggior numero di transazioni e un maggior controvalore complessivo sia mondi virtuali come IMVU, che ha superato già nell’agosto del 2012 i 100 milioni di account registrati e che registra concurrency stabilmente sui 100-110 mila utenti al giorno, contro i 45-55 mila di SL, sia MMORPG come World of Warcraft, che per tentare di frenare il calo di utenti attivi, scesi di 1,3 milioni nel primo trimestre 2013 a poco più di 8 milioni di utenti attivi al mese, sta esplorando la possibilità di consentire micro-pagamenti direttamente “in world”.

piccola distribuzione SL 2013Insomma, a dieci anni di distanza dal lancio di Second Life, il settore dei mondi virtuali ha assistito nel suo complesso a un “boom” di transazioni online collegate alla vendita di contenuti tra utenti, ma il modello “free” adottato dalla piattaforma californiana continua a presentare qualche rischio e richiede un’attenta gestione dei costi sia da parte della società di gestione (Linden Lab o quella che sia) sia degli utenti.

Non è dunque per nulla strano che passata da tempo l’euforia e la dominanza di ego ipertrofici, in attesa che qualcuno torni a raccontare storie epiche tali da riportare e trattenere un più elevato numero di utenti che faccia ripartire l’economia interna ai mondi virtuali, in molti abbiano deciso di chiudere bottega, o ridimensionarla, imparando al contempo a usare al meglio lo spazio su SL Marketplace ed eventualmente iniziando a guardare ad altre piattaforme come possibile fonti di reddito. Il che, indirettamente, potrebbe rendere ancora più importante la pianificazione di campagne pubblicitarie e di comunicazione su progetti editoriali sul web come Mondivirtuali.it, ma questa è tutta un’altra storia, indipendente dal successo della piccola distribuzione o dei grandi mall nei mondi virtuali.

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