La Pallina ritrovata

La Pallina ritrovata

Pallina60 Loom at Dryland

Capita di tanto in tanto di rientrare in Second Life e  ritrovare vecchi amici che ti aggiornano su land nuove o su quelle cancellate.

E’ quanto mi è successo in queste sere, rientrando in SL dopo un po’ di tempo. Una mia cara e vecchia amica “virtuale” mi ha portata in una sim, Dryland (a Mado) e lì ho ritrovato le installazioni o meglio dovrei dire le opere di Pallina60 Loon.

Quando si arriva ci si ritrova di fronte ad una madre distesa che lancia ovuli e spermatozoi, facendoli incontrare… e si può  rientrare nel pulsante ventre materno e lì lasciarsi andare.

Il paesaggio circostante lentamente occupato da zingari, giostrai e commercianti. Si tratta delle zone aride (“dry land”, appunto), la nuovo design sim di Anita Witt, ispirata da quel disastro causato dall’uomo che è il gigantesco, prosciugato Mare di Aral in Kazakistan/Uzbekistan.

Pallina60 Loom at Dryland - CircusDi quello che ancora all’inizio degli anni Trenta del secolo scorso veniva indicato come il quarto bacino chiuso d’acqua salata del mondo, resta ormai solamente un’agonia circondata da deserto.

Settant’anni di sfruttamento intensivo e alcuni disastrosi piani di diversione dei corsi d’acqua che lo alimentavano hanno prodotto significativi cambiamenti del clima e la riduzione delle precipitazioni.

Andando in giro nella sim troverete un gigantesco lago prosciugato, dove carcasse di navi arrugginite riposano su secco, incrinato, fango. Un’isola deserta, dove i magazzini di una volta, arrugginiti, sono ora diventati gallerie d’arte, mentre il paesaggio circostante ospita zingari, giostrai e commercianti: questo è Dryland, se volete visitarlo basta premere il pulsante di teleport qua sotto e… buona visita!

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