Dokkie, fatina curiosa

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    Dokkie cover

    DokkieBuon anno per prima cosa e grazie ai quasi 700 appassionati che hanno fatto toccare a Graphic Dreams quota 8.750 splendide immagini create partendo dagli editori di mondi virtuali come Secondlife, Imvu o Twinity o Mmorpg come The Sims.

    Mezzi solo in apparenza “freddi” o “amatoriali”, che nelle mani giuste consentono invece di esprimere tutta una gamma di emozioni e tematiche dalle più giocose alle più serie. L’artista che mi ha colpita questa settimana è Dokkie, ma voglio segnalarvi come nomi vecchi (Chrystalship Rehula, Connie Sec, Paola Mills, Lithea, RocapC o Link solo per citarne alcuni) abbiano fatto a gara con artisti affermati (Annie Klavinham, Thea Maiman, Gioelececed) e nomi emergenti (Lanay, Moniq Salamander, Julliette Bergan, Merthyn Vintner) per arricchire la galleria del gruppo.

    Il tutto mentre su Flickr il gruppo dedicato all’arte dei mondi virtuali ha superato a sua volta le 5.100 immagini (che potete vedere dalla home di Mondivirtuali.it) postate da 250 artisti: non male davvero.

    DokkieMa torniamo a Dokkie: dei suoi lavori mi colpisce l’innocenza e l’allegria, che si tratti di ritrarre un’amica, Niobe, come un gruppo di 3 Fatine. L’innocenza non ha pudore, perché non ha conoscenza di regole e convenzioni sociali, così sovente le figure che brillano vivide nelle opere di Dokkie sono senza veli, o con abbigliamenti succinti e posati quasi a caso, delle bambine che giocano a fare le donne grandi ma non capiscono ancora l’arte della seduzione perché ancora a contatto con la natura e pertanto pure e incontaminate.

    O almeno questo è la sensazione che le giocose immagini di Dokkie mi trasmettono. Ma la ragazza è in grado anche di celebrare l’amore nelle sue immagini, come in quelle realizzate per gli amici Nicky e Jake o trasfigurare un incubo in un’istallazione in 3D rappresentata in Hospital.

    Dokkie friendDokkie sa anche essere sensuale a suo modo, pure essendo appassionata di Fiabe, non disdegnando neppure l’utilizzo del bianco e nero, che già altri artisti come Paola Mills hanno eletto a loro cifra stilistica per creare immagini sensuali ad alto impatto, per ritrarre sé stessa o situazioni “weird” altrettanto interessanti eppure differenti, perché sempre contraddistinte da un qualcosa di fanciullesco.

    Se Dokkie vuole rappresentare il mondo con gli occhi di una piccola fata, di una bambina che ha la curiosità e la voglia di crescere e però vuole conservare intatto il suo “paese delle meraviglie” come una novella Alice, mi pare sulla buona strada, voi che dite? Attendo le vostre opinioni nei commenti sul sito o sulla nostra pagina su Facebook, non fatemi attendere, mi raccomando!