Un anno di My Life

Un anno di My Life

Il tempo vola: circa un anno fa Edmose Group lanciava il magazine digitale My Life, dedicato alla community dei residenti di Second Life, il mondo virtuale di Linden Lab divenuto celebre nel 2006. Abbiamo chiesto al proprietario, Edwardi Mosely, di farci un bilancio di questa esperienza e dello stato dell’arte della comunità italiana.

Lukemary Slade: Edmose Group celebra in questi giorni il primo anno di vita del magazine My Life dedicato alla community dei residenti (italiani e non) di Secondlife: qual’è il bilancio?

Edwardi Mosely: Posso affermare che il bilancio di questo primo anno è sicuramente positivo per una serie di considerazioni. Anzitutto a livello di impatto grafico, che numero dopo numero continua a migliorare nella cura di ogni singola immagine e nell’esposizione degli articoli, dando risalto in maniera opportuna alle notizie. La seconda considerazione riguarda lo staff, che si è sempre distinto per professionalità e passione, costituendo una vera e propria redazione pur in un contesto come un mondo virtuale. Inoltre vi è la consapevolezza di poter dare un servizio attento alle esigenze di tutti, dando voce agli utenti che utilizzano Second Life, anche a coloro che a volte non sanno bene come mettersi in luce in un mondo virtuale così particolare. Ultima ma non meno importante considerazione è sicuramente la passione e la determinazione che tutti noi abbiamo dimostrato in questi mesi nell’imparare qualcosa di nuovo, nel realizzare un magazine che possa essere a pieno titolo un punto di riferimento per la community italiana e non solo, e nel cogliere altre sfide più impegnative. Vorrei anzi ringraziare tutti i componenti della redazione: un grazie sincero per il lavoro svolto in questi mesi e per le prossime sfide che ci aspettano.

LS: Oltre al magazine “in world” abbiamo notato un’attenzione costante al web, tanto che avete da poco rinnovato il vostro sito. Sono previste novità nei prossimi mesi anche su altri social media come Facebook, Twitter o Pinterest?

EM: Nelle ultime settimane è stato migliorato il sito, rendendolo semplice e immediato, con inserimenti di ottime immagini grafiche, rendendo più piacevole la navigazione, rivoluzionando notevolmente la homepage come pure il resto del sito. Questo comporta una più attenta considerazione per altri social media, in primis Facebook e Flickr, dove è possibile esporre le immagini realizzate nel mondo virtuale. Sicuramente nei prossimi mesi renderemo attiva una fanpage completamente dedicata alla rivista, su Facebook, cosi i nostri lettori potranno essere sempre più aggiornati sulle prossime iniziative della rivista virtuale My Life (qui il numero di ottobre) con un semplice click del mouse.

LS: Qual’è lo stato dell’arte della community italiana in SL: è tuttora vitale o l’entusiasmo si è andato ormai affievolendo?

EM: Nella community italiana in SL l’arte nelle sue più svariate forme vive una notevole trasformazione. Poichè la crisi restringe la possibilità per molti di continuare e di ampliare le aree dedicate (mi riferisco a sim intere oppure a land) si ha un impatto negativo sulle prospettive e su progetti, idee, creatività. Chi resiste, tuttavia, è il più delle volte tenace e determinato, pieno di versatilità. Ne consegue una voglia di mettersi in gioco, ottenendo ottimi risultati, realizzando progetti molto impegnativi ma di elevato spessore, anche se in qualche caso bisognerebbe avere maggiori basi per concretizzare un sogno, altrimenti sarebbe meglio non iniziare. La community italiana dovrebbe avere meno gelosie e più coscienza di collaborazione, gli avatar dovrebbero poter sperimentare, avere idee partendo da progetti concreti e non abbozzati, insistere meno sulle piste da disco, che portano ad un appiattimento del livello culture che una vera comunità dovrebbe poter ambire a migliorare.

LS: Quale sviluppo avete in mente per le vostre attività e quale pensate possa essere il riscontro a livello mediatico in Italia e all’estero delle trasformazioni in atto in Secondlife e altri mondi virtuali?

EM: Abbiamo un chiaro percorso da completare, a medio-lungo periodo, collaborazioni con il mondo reale tramite le università che possano fruire di un vantaggio e sperimentare tramite la nostra testata virtuale, risorse umane e luoghi da condividere con gli stessi individui che diventeranno per scelta i nuovi giornalisti del futuro. Un cammino lungo e pieno di ostacoli ma i mondi virtuali, secondo il mio punto di vista, devono ancora dare il loro contributo alla società per sviluppare nuove idee, progetti, innovazioni utili a far crescere il mondo globale. A livello mediatico deve essere chiaro che non devono esistere più solo comunità, “cortili chiusi”, ma un’idea globale di individuo, senza frontiere e senza paletti, solo la pura e semplice capacità del singolo individuo che rapportata con altre persone che condividono un progetto può portare al successo del fine perseguito. Attualmente si tenta ancora di controllare e indirizzare le masse, su idee ben stabilite, senza possibilità di uscita, di cambiare opinione: è il primo errore da non perseguire per una società che si dichiara libera e democratica. Come disse Eleanor Roosevelt, “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”.

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